BELLUNO, UN ALTRO IMPRENDITORE SI TOGLIE LA VITA

di REDAZIONE

Un altro imprenditore ‘strozzato’ da crediti e debiti, che non ha trovato altra via d’uscita che impiccarsi ieri sera in una baracca vicino alla sua abitazione, mentre i familiari lo attendevano per la cena. Come quelle di altri imprenditori, la sua azienda stava andando male e la fortuna non ha certo aiutato Giampietro Benvegnù, di 53enne. A raccontare la sua tragica storia è il Gazzettino nella sua versione on-line.

Quello che è accaduto lunedì, poco prima delle 20, sembra proprio essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Benvegnù, finito di lavorare nella sua impresa edile a Rosolin di Sospirolo, la B.G. & C. Snc, con sede sotto casa, dove lavorava con la famiglia e due o tre dipendenti, facendo lavori edili e vendendo materiale per l’edilizia, ha preso l’auto per andare fino al bar del Mis per giocare a carte con gli amici, come era sua consuetudine.

Da un anno l’uomo non aveva la patente di guida, che gli era stata ritirata dai carabinieri quando era stato fermato per un controllo nel quale aveva rifiutato di sottoporsi al test dell’etilometro. Da allora non guidava più e, nonostante i disagi sul lavoro e per l’azienda, si faceva accompagnare ovunque con la macchina e con il camion. L’altra sera Benvegnù avrebbe dovuto percorrere una manciata di chilometri in una strada fuori mano, a Sospirolo, giusto per arrivare al bar, fare due mani a carte con gli amici, bere un rosso e tornare a casa per cenare con la famiglia.

Sulla via del ritorno però ha trovato i carabinieri che lo hanno fermato. «Un normale controllo» dicono dall’Arma. «Una persecuzione» secondo amici e familiari. Lo trovano senza patente, sottopongono l’auto al fermo amministrativo. Scatta la denuncia penale. Benvegnù pensa a che cosa avrebbe significato per lui, per la sua azienda. Alle difficoltà ad accedere agli appalti pubblici con il certificato penale sporco. Niente più gare d’appalto. Forse è proprio in quel momento che ha cominciato un po’ a morire. Intanto, vista l’auto dei carabinieri, sono arrivati i familiari a perorare la causa del congiunto, a scongiurare la denuncia. Ma non c’è stato niente da fare. La legge è legge, ed è uguale per tutti.

Chi c’era racconta che Benvegnù appariva come assente, distaccato. Forse aveva già maturato la sua tragica decisione. Non si è arrabbiato, non ha reagito. Si è incamminato a piedi verso casa e mentre la moglie cucinava si è tolto la vita.

«È stato accerchiato dalle istituzioni, se non lo avessero perseguitato Giampietro oggi sarebbe ancora con noi» dice con voce rotta dall’emozione Giordano Dal Pont, suo amico prima ancora che commercialista dell’impresa.

FONTE ORIGINALE: http://www.leggo.it/news/cronaca/impenditore_in_crisi_i_carabinieri

_gli_sequestrano_auto_e_lui_si_uccide_foto_/notizie/171938.shtml

 

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5 Comments

  1. ben says:

    IO PRENDEREI I CARRABBBIERI, SICURAMENTE MERIDIONALI E FAREI QUALCOSA CHE NON LO DIMENTICHERANNO MAI!!! SE LA PRENDONO SEMPRE E “SOLO” CON NOI VENETI PERCHè NON REAGIAMO, MA VERRA’ IL GIORNO CHE LA REAZIONE SARA’ COSI’ POTENTE CHE NON VERRANNO MAI PIU’ A ROMPERCI I COJONI A CASA NOSTRA!!! E GLI IMPRENDITORI INVECE DI AMMAZZARSI PERCHE’ NON USANO LA LORO RABBIA CONTRO I NOSTRI NEMICI INVECE DI FARE DEL MALE A SE STESSI E ALLE LORO FAMIGLIE??? SVEGLIA VENETI!!!

  2. lia says:

    una mattina mi son svegliata ..e ho letto che avevano sparato a una merda..ho detto”:è FATTA,SI INIZIA…,ditemi dove e quando”e invece era un normale regolamento di conti tra ladri,ma per un attimo ho sognato..perchè..perchè ci si uccide a vuoto e non si prova ad entrare nella storia..perchèèèèèè????

  3. francesco says:

    E’ quello che ha riempito il vaso a preoccuparmi, non certo l’ultima goccia…
    Il ritiro della patente e la guida senza di essa vanno puniti, punto. Possiamo discutere sull’adeguatezza delle pene, il che porterebbe come sempre a pescare nell’infinito mare della mediocrità statale italiota…

    Però non dimentichiamo che ad influire pesantemente è anche “il lato oscuro” tipicamente veneto: l’incapacità di elaborare il fallimento imprenditoriale e reagire ad esso.
    Troppi suicidi tra la mia gente, per il quale E’ NECESSARIO ED URGENTE liberarsi di quel turpe tumore tricolorato che ci affligge e drena energia e speranze…
    In molti casi è un male dovuto ad una carenza di valori che ci tengano in piedi sotto ogni avversità. E in questo, abbiamo le nostre mancanze.

    • Trasea Peto says:

      Scrivi: “incapacità di elaborare il fallimento imprenditoriale e reagire ad esso”. Potrebbe essere vero altrove, in un altro Stato dove esista un sistema che si avvicini al libero mercato o dove esista la meritocrazia, ma con uno Stato usuraio basato sul familismo amorale che ti mette i bastoni tra le ruote le cause si moltiplicano.
      Uno Stato che vuol controllare tutto, centralizzare tutto e socializzare tutto allora anche il suicidio non è più un affare privato.

      Non escludo i problemi personali, ma un importante aumento di suicidi in una zona ristretta dove guarda caso lo Stato è sempre più “efficientemente arrogante” mi crea delle domande.

  4. lidia says:

    Non è vero che la legge è legge ed è uguale per tutti ….
    maledetti infami !!!

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