Indipendenza Veneta, a Treviso con noi si cambia marcia

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Siamo entrati nell’ultima settimana di campagna elettorale a Treviso, il momento decisivo per fare le somme tra le varie proposte di programma e le squadre di candidati che si propongono per amministrare Treviso per i prossimi 5 anni. È opinione condivisa che si debba cambiare marcia rispetto al passato, per diversi aspetti. Le domande infatti che vengono rivolte dai cittadini e dalle associazioni che stanno animando il confronto elettorale sono infatti sempre le stesse e tutte ribadiscono che non si possa continuare a gestire Treviso così come è stata gestita finora.

Basta in effetti questa considerazione per comprendere come la scelta che deve essere fatta non può e non deve ricadere su chi è responsabile della situazione attuale. Un bilancio delle responsabilità deve essere fatto e Alessia Bellon a tal proposito ha dichiarato: “I responsabili in primis sono gli attuali amministratori, ma assieme a loro vanno ricompresi anche coloro che hanno condiviso in consiglio comunale scelte e passaggi senza mettere in atto alcuna iniziativa di rilievo per permettere a Treviso di intraprendere un ciclo virtuoso. Tutte le liste in corsa hanno partecipato allo sfascio di Treviso e sono responsabili della situazione grave in cui ci troviamo ora. Gli unici che non sono compromessi con il fallimento dell’amministrazione e che hanno compreso la necessità di dare una svolta radicale alla gestione della nostra città siamo noi.”

“Nessuno di loro merita la fiducia dei trevigiani. Non la merita Manildo, che ha il record di assenteismo in consiglio comunale e ha una visione statalista e dirigista. Non la merita Zanetti, che in cambio di un seggio al senato ha regalato Treviso all’orda leghista, non la merita Mauro che fino a ieri faceva colazione con loro, non la merita Gnocchi, il cui gruppo in 5 anni di consiglio comunale ha dimostrato di non essere in grado di portare alcun risultato concreto. E non la merita ovviamente Gentilini, che in 20 anni ha portato Treviso ad essere una città fantasma che oggi ha paura persino del placido fiume Sile”.

“I miei concorrenti  si limitano a dire che sentiranno i cittadini per condividere le scelte. Noi lo abbiamo già fatto nel corso di questi mesi e siamo gli unici ad aver preparato un piano di azione che darà il cambiamento e l’innovazione necessari a ridare il sorriso a Treviso. Per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini, noi lo prevediamo effettivo e concreto attraverso la democrazia diretta, che sarà possibile grazie alla modifica dello statuto comunale che consentirà ai cittadini di Treviso di pronunciarsi e decidere direttamente le politiche della città, attraverso lo strumento del referendum deliberativo”, – ha concluso Alessia Bellon.

Ufficio stampa – Indipendenza Veneta

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