Belgio: pareggio di bilancio rinviato. Slovenia: non finiremo come Cipro

di REDAZIONE

Il Belgio ha rinviato di un anno, dal 2015 al 2016, il raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio ‘nominale’, mentre quello ‘strutturale’ (ovvero tenendo conto dell’impatto del ciclo economico) sara’ conseguito gia’ nel 2015.

E’ quanto risulta dal programma di stabilita’ approvato dal governo e che sara’ presentato nei prossimi giorni alla Commissione europea. La traiettoria definita nel programma per l’azzeramento del deficit e’ stata difesa oggi a spada tratta dal premier Elio Di Rupo, secondo il quale la ricetta messa a punto dal governo belga riesce a coniugare il rigore con la necessita’ di sostenere il rilancio dell’economia. ”Abbiamo optato per il rigore senza scadere nell’austerita”’ perche’ quest’ultima, ha sottolineato Di Rupo, ”nuoce alla salute, quella vera, come dimostrano l’aumento dei suicidi e delle malattie mentali nei Paesi dove c’e’ vera disperazione quotidiana”. Nei prossimi mesi, ha aggiunto il premier belga, ”dovremo lavorare in seno all’Ue per modificare il tiro” rispetto alla ricetta che ha finora imposto l’austerita’ come una sorta di dogma.

Anche la Slovenia ha qualche problema coi suoi conti, per via del sistema bancario però: ”La Slovenia non sara’ la prossima Cipro”. E’ chiaro il messaggio che, in un’intervista al Frankfurter Allgeimeine, il presidente sloveno, Borut Pahor, manda alla comunita’ europea. Perche’, spiega, il comparto bancario di Cipro era 8 volte il Pil del Paese, mentre in Slovenia il rapporto e’ solo di 1,3. Ma, ammette, ”dobbiamo ovviamente affrontare il problema del settore bancario, attraverso la creazione di bad bank e la privatizzazione di alcuni istituti”.

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