Sergio Romano: “Il Veneto e la Serenissima, due storie diverse”

di REDAZIONE

Pubblichiamo, di seguito, il “botta e risposta” fra Ettore Beggiato e Sergio Romano, apparse nella rubrica “La lettera del giorno” su “Il Corriere della Sera” di oggi.

Nella sua risposta a una lettera pubblicata sul Corriere del 13 maggio, lei ricorda giustamente che la Scozia e la Catalogna sono nazioni storiche, mentre la Padania no: giustissimo. Io credo che nazione storica d’Europa si possa tranquillamente definire il Veneto, popolo che si identifica nella Serenissima Repubblica Veneta che ha avuto ben 1.100 di indipendenza, e che ha ancor oggi ha una propria lingua, una propria identità, un proprio modello economico. O no? (Ettore Beggiato)

LA RISPOSTA DI SERGIO ROMANO:

Caro Beggiato, il Veneto è certamente una regione storica, ma credo che nella sua identificazione con la Serenissima vi sia una forzatura leghista. Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Udine hanno le loro storie, alquanto diverse da quella di Venezia e della sua Repubblica. Sono state assorbite dal loro grande e fortunato vicino in tempi diversi, ma la classe dirigente della Repubblica è stata per molti secoli prevalentemente veneziana e la elezione di un doge friulano coincide, guarda caso, con l’agonia dello Stato. Nella storia della Repubblica i veneti di terraferma hanno avuto un ruolo importante, ma sono in ultima analisi soltanto una delle quattro principali nazionalità da cui la Repubblica era composta. Venezia partecipò attivamente alle vicende italiane e cercò di estendere la sua influenza nella penisola, ma fu soprattutto un piccolo impero multinazionale e multiconfessionale dell’Adriatico e dell’Egeo.

Mentre quasi tutte le città italiane erano papali o ghibelline e comunque legate, in maggiore o minore misura, alla storia dell’Impero d’Occidente e del Sacro Romano Impero, Venezia fu una costola dell’Impero d’Oriente. La sua gente era cattolica, ma la sua maggiore basilica ricorda gli edifici religiosi di Costantinopoli molto più di quanto assomigli alle chiese del retroterra veneto e della penisola italiana. I veneti di terraferma furono certamente sudditi della Repubblica, ma non diversamente dai croati della Dalmazia, dagli albanesi dell’Adriatico meridionale e dai greci delle isole dell’Egeo. Negli ultimi giorni della sua esistenza non fu difesa dai veronesi, dai padovani e dai vicentini. Si batterono per la Repubblica i suoi schiavoni, molto più fedeli a San Marco di quanto fossero i suoi sudditi italiani. Qualche mese fa, durante un viaggio ad Atene, un amico greco mi ha detto: «Si parla molto dell’influenza che la Turchia ha avuto sui nostri costumi e sulle nostra mentalità, ma si dimentica che una parte della Grecia è stata per molto tempo veneziana ». Un’ultima osservazione, caro Beggiato. Quando fu conquistata dai francesi e, più tardi, ceduta da Napoleone all’Austria, Venezia era ormai da molto tempo l’ombra di se stessa. Possiamo essere orgogliosi del suo grande passato, ma non della sua morte.

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80 Comments

  1. giancarlo says:

    Sono Veneto, Veronese, ma non per questo mi sento lontano da Venezia o dalla Serenissima.
    Questo signor Sergio Romano con le sue dichiarazioni o risposta ad Ettore Beggiato mi dimostra chiaramente che non conosce affatto la storia del Veneto e della Serenissima, ma da bravo allineato italiota le spara come gli vengono.
    1°- NON E’ VERO che Veronesi, Vicentini o Padovani non abbiano lottato per la Serenissima, specialmente verso l’ultimo periodo prima che finisse. Non gli dice niente caro Romano ” LE PASQUE VERONESI” in cui la cittadinanza e molti nobili Veronesi si batterono contro i francesi…, ci furono numerosi fucilati per questo e poi vada su internet a studiarsi la storia e non nei salotti romani…………….
    2°- NON E’ VERO che gli Schiavoni si batterono perché sulla riva degli Schiavoni, proprio negli ultimi giorni di vita della Serenissima, furono imbarcati per la Dalmazia senza che potessero sparare un colpo.
    3°- NON E’ VERO che i Veneti siano divisi o non si sentano ancora oggi un Popolo, ma su questo argomento rimando il Sergio Romano ( anche il cognome ha di sfigato..) al giorno in cui il Veneto si autodeterminerà con buona pace di tutti gli italioti che ci vogliono ancora tenere al guinzaglio per il solo fatto che gli rendiamo oltre 20 miliardi l’anno di residuo fiscale….oggi diminuito perché è interesse di roma livellarci piuttosto che noi si possa emergere ancora di più.
    Questi storici di regime…..farebbero bene a vergognarsi a raccontare un sacco di balle e poi hanno ancora la sfrontatezza di chiamarsi storici………….capre sono e basta !!!!
    WSM

  2. Nicolas P.Pallavicinos says:

    caro signor Romano la serenissima sarebbe cadutta molto piu prima ma non al napoleone ma al impero ottomano che stava in guerra per piu di 500 anni.Vi devo ricordare la guerra di candia che ha durrato 25 anni dove son persi piu di 100000 vitte di giovanni veneti cretesi corfiotti giovanni di zante cefallonia e delle altre isole del ionio e della dalmazia che apartenevano allo stato del mar come si deve chiamare venezia. Vi devo ricordare poi la guerra di corfu il 1716 dove i turchi son sconfitti e decisamente dal quell anno e poi hano smesso minacciare venezia austria e tutta leuropa ocidentale.Molte famiglie venete esistono ancora a corfu e le altre isole del ionio dimenticate da tutti voi ma la storia non dimentichera mai il tributto del sangue dei nostri antenatti per salvare lo stato del mar veneto.i Pesaro i Capello i Balbi i Moncenigo i Pallavicini i Trevisan e molti altri ancora vivono e aspettano di essere ricordati per il loro grande contributto nela gloria del veneto. Il 11 di agosto ogni anno si celebra a Corfu con un gran paratta la vittoria della guerra contro i turchi il minimo che potete fare e di partecipare anche voi riconoscendo cosi anche tardi il grande contributto dei vostri fratelli greci del salvatagio di venezia.

  3. CARLO BUTTI says:

    E se la smettessimo di gingillarci con quest’idea romantica di Nazione? Tutte le nazioni moderne sono state costruite “a posteriori”, manipolando la Storia secondo disegni politici sostenuti dal consenso e dalla propaganda degli intellettuali “organici”; la scuola e il servizio di leva, le festività civili con esposizione di bandiere e parate militari sono stati poi i potenti strumenti per inculcare nella mente dei sudditi i principi identitari, divenuti indiscutibili come dogmi religiosi. Non aveva torto Metternich a dire che l’Italia era un’espressione geografica(il che non gli impediva di amare alla follia il marchigiano Rossini e disprezzare il teutonico Beethoven): sarebbe stato il movimento romantico(che traeva alimento dalle illusioni, dalle delusioni e dalle reazioni dell”epopea napoleonica), prima tradotto in politica cospirativa e insurrezionale, poi assecondato per fini dinastici dai Savoia, a trasformarla in quella nazione (brutta) in cui ci troviamo a vivere. Manzoni partecipò ideologicamente al gioco; Leopardi, che era avanti di qualche secolo, dopo i primi furori giovanili se ne ritrasse; Carducci ne fu l’intellettuale più “organico”.Vogliamo costruire altre brutture, magari più piccoline, manipolando altra Storia, assoldando altri intellettuali “organici”, inventando altre bandiere e altri riti identitari non discutibili, e un domani proponendo ai nostri figli un’altra scuola patriottica e un’altra leva militare? “Una nazione(…)è un gruppo di persone unito da un errore comune sulla sua discendenza e una comune antipatia verso i propri vicini”(Karl Deutsch). Che sarebbe come dire: la nobilitazione della menzogna e dell’odio.

    • Quindi dovremmo tenerci questo schifo secondo lei? Perché, pur sentendomi offeso, ma volendo restare oggettivo, non vedo come l’itaglia sarebbe “meno peggio”, essendo un aborto colossale, sarebbe comunque auspicabile avere errori più lievi, che comunque si avvicinano di più al concetto di comunità…

      • Sandi Stark says:

        No, ha cercato di farvi capire che l’idea di Stato Nazione è una stronzata superata dalla Storia. Non si combatte uno Stato Nazionaòe mistificatore come l’Italia, con altre mistificazioni nazionali eseguite sulla stessa falsariga. Sopratutto non si perseguono ideali di autodeterminazione e di libertà, rivendicando territori coloniali di altre Province, Regioni e Stati, come sta facendo buona parte del sedicente indipendentistmo veneto.

  4. Roberto Porcù says:

    In merito al potere di Venezia sul suo vasto dominio, bisogna capire la pecularità della città.
    Tutte le capitali tendono a crescere sempre più ed ad inglobare i territori circostanti.
    A Venezia questo non era possibile, e fisicamente per la sua pecularità di isola, e culturalmente in quanto Venezia era orgogliosamente una sola e solo lì c’era il comando.
    Grande era la collaborazione con le altre città che potevano prosperare in un vasto mercato comune.
    Che fossero bergamaschi o cretesi, tutti si sentivano veneziani e di Venezia menavano orgoglio.
    Sicuramente tutto prendeva linfa dal commercio con l’oriente che venne a mancare per la scoperta dell’America e la necessità di navi oceaniche a pescaggio maggiore.

  5. Roberto Porcù says:

    “Possiamo essere orgogliosi del suo grande passato, ma non della sua morte”. Condivido l’opinione di Sergio Romano e urlo ancora contro un falso storico che viene sbandierato.
    Durante la rivoluzione francese un solo componente della famiglia Borbone era riuscito a salvarsi, mi sembra perché fosse già all’estero. Egli chiese asilo alla Repubblica Veneta e questo gli fu concesso. La Serenissima era storicamente un luogo sicuro per chi volesse vivere e lavorare rispettando le leggi di Venezia (anche Manzoni fa passare l’Adda a Renzo Tramaglino).
    Avvenne che in Francia prese a blillare l’astro Napoleone che vinceva tutte le battaglie. Egli chiese alla Serenissima il permesso di passare per marciare contro l’Austria dal Brennero. Il permesso gli fu accordato perché la Serenissima non era più quella di Lepanto in grado di battere da sola i turchi. Le rotte oceaniche si erano imposte ed i suoi commerci languivano. Era morta anche se non lo appariva. Per timore di Napoleone al quale permise il passaggio (non potendolo impedire) revocò in fretta l’accoglienza al Borbone che si rifugiò allora in Austria.
    Napoleone passò e lasciò a Verona, con un piccolo contingente, i soldati ammalati e la moglie incinta di un ufficiale. A Venezia pensavano di essersi ingraziati il cavallo vincente, ma le arrivarono notizie della sconfitta di Napoleone. Quando uno stato è in coma, nulla funziona, nemmeno l’intelligence e le comunicazioni.
    Freneticamente, per ingraziarsi gli austriaci, ordinarono a Verona di insorgere contro i francesi. Ciò avvenne, promisero la grazia ai delinquenti rinchiusi, vuotarono le carceri e li mandarono con abiti civili contro i francesi facendo figurare una rivolta popolare. Tutti furono ammazzati ed anche la donna incinta fu squartata.
    A Napoleone al quale non era riuscito di agganciare gli austriaci, arrivò notizia di questi fatti, che non avrebbero dovuto accadere perché lui aveva chiesto ed ottenuto l’autorizzazione al passaggio. Rientrò a Verona e si incazzò di brutto. Queste sono i fatti delle Pasque Veronesi, una pagina di tradimenti che sarebbe bene dar a vedere di dimenticare.
    Con la Serenissima agonizzante si comportò come tale.
    Dopo Napoleone, con la restaurazione del Congresso di Vienna, tutto tornò come prima fuorché Venezia perché contro di essa si espresse il nuovo re di Francia che era il Borbone che Venezia aveva scacciato da Verona.
    Di Venezia c’è da menar molto vanto della sua vita, ma neanche un po’ della sua morte.
    A meno di non piegare fraudolentemente la Storia a proprio uso.

    • Aquele Abraço says:

      Napoleone Bonaparte sconfisse quasi tutte le grandi potenze europee. La scelta per gli stati minori era se allearsi con lui o resistergli. La Svizzera, per esempio, si alleò e, pur a malincuore, dovette fornire soldati per l’esercito napoleonico. L’amara verità è che la repubblica Veneta fu tradita dagli stessi che avevano combattuto e poi sconfitto Napoleone e che nel Congresso di Vienna del 1815, dopo che Napoleone fu esiliato all’isola d’Elba, intendevano restaurare all’incirca la situazione politico-territoriale precedente alle trasformazioni fatte dal Bonaparte, ossia ripristinare, sulla base del principio di legittimità, gli stati preesistenti e con le dinastie sovrane che vi regnavano. Questo principio tuttavia non fu sempre rispettato: ad esempio le repubbliche di Venezia e di Genova (forse o proprio perché non avevano avuto teste coronate a governarle) non furono restaurate pur avendo la repubblica di Venezia resistito, per quanto poco, ai soldati napoleonici con le Pasque veronesi a differenza della Confederazione elvetica che rimase pressoché inalterata pur avendo fiancheggiato il Bonaparte (per non parlare poi del regno di Francia stesso in cui furono restaurati i Borbone). Anche alla dinastia dei Savoia fu riconsegnato il Regno di Sardegna che inglobò la repubblica di Genova e, i Savoia, cinquant’anni dopo, con un referendum truffa, annetteranno la repubblica di Venezia al Regno d’Italia. L’Italia non è, dunque, tanto figlia degli ideali repubblicani dei rivoluzionari francesi esportati poi da Napoleone Bonaparte nell’Europa intera, ma piuttosto della restaurazione dell’Ancien Régime fatta dal Congresso di Vienna.

  6. luigi bandiera says:

    SI. Sono incazzato bianco.

    Ma deve essere come si legge nell’articolo e nei commenti:

    SIAMO TUTTI DEI MINOTAURI..!

    Abbiamo la testa di… bue, il resto di… boh..! UOMINI..??

    LA MERDASSA a tre KOGLIONS, da non confondere con cotillon, ci ha DEVASTATI: E IN ETNIA E IN CULTURA.
    MARTELLA TUTTALDI’ che noi siamo sovrani (kampa kavallo) che noi abbiamo il bel paese (rikampa kavallo) e ecc..

    Beh, ci hanno sistemato per bene, basta sentire ke kax dikono i presunti sapiens o intellighentis talibani per capirla se la si vuole capire ben s’intende.

    Il risultato e’ appunto che siamo dei MINOTAURIs.

    Non sappiamo piu’ da che parte andare..! Se in stalla o in salotto.

    Chiamiamo SANSONE che distrugga tutto..! FORSE E’ L’UNIKA SOLUZIONE..!

    Altrimenti: INCENDIAMOCI..!!

    NON PUO’ ANDARE AVANTI IN QUESTO MODO..!

    Salam

  7. Garbin says:

    I soliti troll in incognito che cercano di dividere trovando differenze che non esistono.

    Ma se uno di Venezia è troppo diverso da uno di Dolo per essere nazione, vi pare che siciliani e veneti siano così simili da esserlo?

    Io dico assolutamente no.

  8. elio says:

    ma che importanza ha tutto ciò, in ogni caso i veneti sono tutti veneti che siano di terra o di mare sempre veneti sono stati

  9. Sandro - Genova says:

    Ha perfettamente ragione Sergio Romano, i veneziani sono levantini, hanno sempre guardato ad Oriente, ai Balcani, piuttosto che ad Occidente… basta vedere l’architettura della città.

    • Trasea Peto says:

      Anche l’architettura palladiana era ispirata all’antica architettura greca diversamente dal Brunelleschi che si ispirava all’antica Roma.
      I veneti di terraferma hanno sempre, dai tempi della via dell’ambra, guardato principalmente a nord e a oriente.

    • Barbara says:

      Ho amici Veneziani doc, non hanno niente in comune con i levantini o con il Medio Oriente.
      I Veneziani sono uguali agli altri Veneti…che sono nordici di mentalità.
      Il fatto che la Repubblica Serenissima commerciasse con l’Oriente, non significa che una regione situata nel nord Italia sia mediorentale…

  10. Johnny says:

    Dunque la Venezia Serenissima è autentica mentre la terraferma no? Sicuramente Venezia è stata un punto di partenza per una grande repubblica, ma i veneti della terraferma non erano sudditi, bensì popoli rispettati nella loro cultura caro ”semina zizzania in malafede traditore a 90 gradi pronto a estinguere un intero popolo con uno schiocco di dita solo perchè non capisci l’importanza che ha una società già costruita con alti e bassi, tramite una strada di millecento anni, la nostra società per noi (una cosa da buttare via!)” . La Venezia poneva solamente qualche uomo per ogni distretto, e come tutti gli imperi vincenti del passato traeva la propria prosperità e lealtà proprio dal rispetto verso altre popolazioni, vedi austro-ungarico, civiltà moresca, roma…non quella colonizzatrice e del carro vincente di adesso, caro Sergio Romano. Per carità, i veneziani sono molto diversi dai terraferma, ma il popolo è lo stesso, ed è una cazzata dire che i terraferma sono solo della gente senza un’identità, senza una particolare cultura. Siamo solo un popolo senza nazione, è questo il problema. Assomigliamo un po’ agli austriaci, ma non abbiamo quel cinismo romano, ma insomma chi siamo? Abbiamo una lingua sappiamo già chi siamo, INDIPENDENZA CIAO

    • Johnny says:

      E scusa Sergio, Venezia a parte, com’è che tra Istria e Sud America ci sono diverse milioni di uomini e donne che tengono la lingua e la cultura veneta (della terraferma sta volta) e le fanno addirittura dei monumenti? Se fossimo stati sudditi col cavolo i monumenti, la lingua, le tradizioni. In sintesi, è molto più nazione il Veneto che l’Italia. Ps bello il monumento alla vittoria fatto a Bolzano, come a dire crucchen per fortuna o purtroppo ormai sieten italianen!

      • Tito Livio says:

        Ma fanno i monumenti a Venezia e alla repubblica o alle loro tradizioni? tra l’altro la lingua la chiamano talian.

        • Aquele Abraço says:

          Lascia perdere come la chiamano la loro lingua, è di fatto una variante dialettale del veneto e hanno fondato città che si chiamano Nova Pádua, Nova Veneza, Nova Bassano, Nova trento, Nova Vicenza ecc. Basta cercarle su Google Earth.

    • Tito Livio says:

      Non erano sudditi? potevano votare il Doge? partecipare al governo della Repubblica? erano i veneziani a considerare dominii la terraferma, alla terraferma lasciarono gli statuti ma erano realtà sconnesse tra loro, non si concepivano come Nazione, ancora oggi i veneziani chiamano campagnoli quelli che vengono dalla terraferma.
      Che poi abbiamo plasmato la terraferma a livello linguistico è vero ma politicamente la questione è diversa.

      • Aquele Abraço says:

        Che discorsi insulsi, anche il topo di cittá di Esopo chiamava l’altro di campagnolo

      • pippovic54 says:

        Scusa, Tito Livio (nome di un grande statista Romano, che si definiva prima assolutamente Veneto e poi romano, forse a differenza tua), ma stiamo parlando di oltre 200 anni fa ed allora la Serenissima era L’UNICA repubblica in Europa e le sorti dello Stato erano decise da oltre 1600 “nobili” e successivamente da quasi mille. Negli altri REGNI ed IMPERI dell’epoca, non credo esistesse migliore “democrazia”. Venezia abolì, primo Stato al mondo (!) il lavoro minorile nel XIV secolo e più tardi decretò cure ed ospedali anche per i poveri. Più altre ed innumerevoli leggi che oggi sarebbero additate ad esempio di massima democrazia. Quindi, bisogna valutare le cose nel loro contesto e periodo storico, per poter dare il giusto valore alle cose e fatti espressi da quel Governo. Non voglio affermare che fosse il paese di Bengodi, ma certamente come affermato da molti storici e scrittori, lo Stato più ” democratico” dell’epoca! Manzoni docet. Ave Tito

        • Aquele Abraço says:

          e anche il primo Stato al mondo ad abolire lo schiavismo.

        • erik says:

          Ben detto Pippo. Chissà che Tito a fronte di fatti storici finisca di sparare cazzate in questa sede, prenda un libro e si metta a studiare.

          • erik says:

            « […] quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d’oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond’è cinta, dalla prudente sapienza dè figli suoi munita e fatta sicura »

            Petrarca.

  11. Nicola Busin says:

    Spiace leggere quanto scrive Sergio Romano, tra l’altro nato a Vicenza (forse casualmente). La sua scarsa conoscenza della storia veneta e della Serenissima credo sia solo di facciata. In realtà, a mio parere, conosce molto bene le vicende della nostra Patria Veneta ma preferisce dire le bugie: e questo da una personalità del suo livello non è accettabile. Data anche la sua venerabile età, dovrebbe possedere una profonda onestà intellettuale che qui mi pare latitare. Il dott. Sergio è un uomo di stato italico che ha attinto linfa vitale, onorificienze, prebende, stipendi e quant’altro da questa repubblichetta attaccata con la colla di acqua e farina bianca. Lasciamolo vivere nel suo ambiente che evidentemente è distante anni luce da tutti noi e cerchiamo altre strade. Interessante ed utile ad ogni modo sollecitare questi personaggi per capire il pensiero di regime italico. Diciamo che ha abboccato all’amo. Credo però sbagliato offendere, in questo modo prestiamo il fianco ai boiardi di stato che ci additeranno come i soliti volgari e ignoranti: manteniamo un livello alto come lo era quello della diplomazia della nostra amata Repubblica.

  12. Fabrizio says:

    Non intendo commentare qui le parole di Romano. Più che parole, quelle di Romano mi paiono un mare di ovvietà, e anche quelle, sono state ben predisposte, per essere abilmente falsate. Punto. Il buon Romano, si è ben guardato dal citare l’imperatore Francesco Giuseppe, ovvero l’unico imperatore che i Veneti amarono perchè seppe governare le terre della Serenissima, senza mai interferire sulle volontà delle popolazioni Venete. Insomma, Francesco Giuseppe non toccò nulla delle tradizioni dei Veneti, tanto meno ne urtò le sensibilità e gli stili di vita. Ma Romano lo sa ? o da buon Italiota recita il suo compitino

  13. Gian says:

    Beggiato prima si accoda a Romano negando la Padania, poi fatto il compitino spera che Romano gli conceda il premio riconoscendogli per lo meno il Veneto. Che illuso, ma che illuso!!!!!!!!!
    Nella migliore logica romana Romano gli smonta il veneto pezzo per pezzo, gli manda in frantumi il giocattolo, il castello di carte basato su di una regione amministrativa italiana che Beggiato vorrebbe fosse l’erede di una storia millenaria che è andata ben oltre il veneto. Dire una cosa del genere a Romano è come mettere Messi davanti ad una porta vuota, vuoi che sbagli?

    Risultato, negata la Padania non ha ottenuto nulla per il Veneto, perchè nella logica di Romano come non esiste la Padania perchè ci sono differenze tra piemontesi e veneti, così non esiste neppure il veneto perchè ci sono differenze tra veronesi e trevigiani e via di questo passo. Sveglia Beggiato, lo facevano qualche millennio fa, si chiama DIVIDI ET IMPERA, 2500 anni fa bastava separare insubri e Cenomani, oggi basta separare veneti e lombardi, per continuare a trattarci tutti come italiani e a dirci che non esistiamo.

    o credivi che faceva un’eccezione per te?

  14. Giorgio da Casteo says:

    Scrittori veneti rispettabili come Sergio Romano ed il defunto concittadino Giorgio Lago non mi hanno mai incantato malgrado …la convegnistica locale sparga incenso a piene mani intorno a loro.
    Romano dimentica le forze impari che si confrontavano.
    Dopo i gloriosi giorni delle Pasque gli eroici veronesi si unirono alle bande sud tirolesi guidate da Andreas Hofer che impedirono ai francesi di varcare il Brennero.
    Ulteriore resistenza opposero ” i Brentari ” bande partigiane eroiche costituite da padovani,vicentini e trevigiani che per diversi giorni hanno contrastato ai francesi l’attraversamento del fiume Brenta.
    In localita’ San Giorgio a Castelfranco laici e religiose che si opponevano all’incendio del loro monastero vennero trucidati in una vicina localita’ che ancora oggi si chiama “la busa dei morti”. Viva San Marco

  15. Sandrino Speri says:

    “Venezia fu una costola dell’Impero d’Oriente. La sua gente era cattolica, ma la sua maggiore basilica ricorda gli edifici religiosi di Costantinopoli molto più di quanto assomigli alle chiese del retroterra veneto e della penisola italiana”.
    Dunque il sig Romano dal fatto che il palazzo ducale e la chiesa di San Marco avessero tratti architettonici bizantini deduce che anche i Venethi lo fossero,ma solo un po’.Come Lombroso, che deduceva il carattere dai tratti somatici,questo sparacazzate a ripetizione fa derivare quello dei Veneti dai tratti architettonici bizantini. Poi aggiunge che”Si batterono per la Repubblica i suoi schiavoni, molto più fedeli a San Marco di quanto fossero i suoi sudditi italiani”.Dimentica le Pasque Veronesi e definisce “sudditi italiani”,come probabilmente si sente lui tutora,i venethi che anche allora erano cittadini dell’unica repubblica esistente La Serenissima.Fa confusione fra cittadini e sudditi e conosce della storia solo quella talebana:Venezia e la sua chiesa con Paolo Sarpi,avevano ben compreso l’orientamento del Concilio Tridentino,ma Roma ora come allora,comprende e usa solo L’inquisizione.

  16. Luke says:

    ciò che unisce un popolo è il sentire comune, l’immaginario collettivo con cui si guarda al futuro magari identificandosi in un comune passato senza fissarsi in esso, allora mi chiedo come romano possa essere scettico su una futura padania senza demolire la propria convinzione sull’esistenza di un popolo italiano

  17. pippovic54 says:

    Mah, anka ti Ettore…. Cosa te spetavito? Che fosse rinsavito con l’età? Come ben sapete, il “famoso” Romano Sergio, veneto di nascita (sigh), una carriera in diplomazia e logici studi alle scuole diplomatiche dello stato, diplomatico ed ambasciatore nelle varie sedi nel mondo, stipendiato e pensionato con salari ai massimi liveli, ora anche opinionista di punta del Corriere, secondo voi è uno che sputa nel piatto dove ha mangiato e tuttora si ciba?
    Ma lasciamo perdere….lasciamo questi sicari di stato imputridiscano nella loro cloaca, che da là sicuramente non salviamo nulla.
    WSM

  18. Tito Livio says:

    Purtroppo ha ragione Romano, Venezia non è il Veneto.
    Padova ha una storia lunghissima: una fiorente età comunale, un turbolento periodo carrarese in cui si alleò ai genovesi per sconfiggere Venezia (e si arrivò a Chioggia), Treviso si diede a Venezia (il male minore), Vicenza lo stesso, Padova venne conquistata per non parlar della Patria del Friuli che fu conquistata e tenuta in condizioni di estrema povertà e non fu nemmeno difesa dai turchi.
    Insomma fu Stato ma non Nazione e leggere la storia a senso unico per giustificare moti indipendentisti significa fare lo stesso di certi storici italioti: scrivere menzogne.

    • Trasea Peto says:

      Padova, come tante altre cità dee Venesie, xe stà tanto pi ligà al mondo germanico ke a queo venesian, ma el mondo germanico de suo no el inponeva la so lengoa e le so tradision eora la cultura dei padovani xe stà senpre ligà a la stesa cultura dei venesiani. Par via del tipo de ciexa difarente in tute le Venesie no se ghe ndava drio al Papa ke gera l’unica roba ke efetivamente ligava siori e no-sior dela penixola italiana. I preti gera un gran punto de riferimento a l’epoca e i preti dee Venesie gera ligai ala cultura cristiano-alesandrina e no al ciexa catolica. Xe questa la gran difarensa tra veneti e italiani…de l’epoca…deso in tuta Europa i ghe crede de pi a Paolo Fox o ala tivixion e le difarense tra cristiano-alesandrini, catolici, ortodosi, luterani o protestanti le ghe xe fin la. De baxe le xe restae, par come modo de concepir el mondo le xe restae, anca se inte’e Venesie, come da tante altre parti, te cati i papa-boys 😀

      No te ghe da vardar l’Università padovana o l’elite venesiana parké, almanco inte’a carta, lori gera ligai ala cultura clasica e i saveva greco e latin come gnente fuse, ma se dopo ndemo vardar le “filze” venesiane eora te vedarè ke anca el sior venesian parlava ben o mae come el contadin da Carmignan.

      • Tito Livio says:

        In numerosi libri sulla Storia di Venezia si parla della mancanza di fedeltà della classe dirigente padovana, infatti appena ebbero la possibilità di mandare via i veneziani lo fecero (anche durante Cambrai).

        • Trasea Peto says:

          …come ke te cati scrito ke i citadini padovani invese preferiva Venesia e i preti ke in qualke maniera portava sinpatie a Venesia e al so tipo de cristianità.
          La clase dirigente de Padova al’epoca dea lega de Cambrai ga provà cavarse da Venesia, ma miga par star co i Stati italiani…see vaeà!
          Ai tenpi de Napoleone si invese ke i ghera par na Republica cixalpina parké i gera praticamente tuti in mexo ae loge massonike e i ghe ndava drio ale idee iluministe, de l’existensa dee nasion, de l’existensa dea nasion italiana(republica cixalpina)…senpre la clase dirigente, miga el popolo…

    • Aquele Abraço says:

      Il fatto che il tuo pseudonimo sia Tito Livio e non Beolco è significativo e spiega le tue tendenze romano-centriche.
      Ave, Tito.

  19. lombardi-cerri says:

    Romano, di nome e di fatto, ama sparare cavolate andando a rompere le palle perfino agli svizzeri (sul tema dell’orgoglio e della dignità nazionali) dai quali ha ricevuto peraltro le risposte che si meritava.
    Piccola domanda, se per caso mi dovesse leggere (dato che usa il sistema : mordi e fuggi) :ma l’Italia come e perchè può essere orgogliosa degli ultimi 150 anni della sua storia?
    Forse perchè dignità e orgoglio nazionali sono l’essenza delle azioni volte a salvare (spero che si riesca di tutto cuore a dispetto degli specialisti del ministero degli esteri) del recente fatto relativo ai due poveri Marò ,conclusione di una ricca storia piena di “giri di walzer”?

  20. luigi bandiera says:

    Per dirla, un esempio:

    si scrive: …” Si batterono per la Repubblica i suoi schiavoni, molto più fedeli a San Marco di quanto fossero i suoi sudditi italiani”… (tipiko vizio talibano dire italiani invece di venethi o venethiani).

    Sudditi italiani a quel tempo..??

    Ma e’ vero che i SERENISSIMI ERANO ITALIANI..??

    Ma penisola italiana cosa vuol dire..??

    Politikamente, tutto e niente, ma realmente dagli appennini in giu’ e’ penisola escludendo le isole. Gia’, perche’ penisola italiana vuol dire isole comprese. Che goduria geografica e politika…

    Venethia casomai e’ nel continente. Laguna se proprio non si accetta. Ma la REPUBBLIKA VENETHA… UN DO KAX ERA..? IN ITALIA..??

    A ROMA’… ke kax dici..?

    Parli di morte brutta… orrenda… da vergognarsi insomma.

    Kax, la morte e’ brutta e nessuno si vanta di essere morto ONOREVOLMENTE O BEATAMENTE O EROICAMENTE..! Solo i vivi dicono sproloqui nelle occasioni di morti altrui. Fanno perfino eroi anche se… di eroe non c’e’ un kax..?

    Sono i furbini mantenuti che inneggiano agli eroi e ai santi. Repetita…

    O si muore, ed e’ dura da digerire, o non si muore. Questo e’ il dilemma: essere o non essere… VIVI.

    Comunque leggo che si tende a far vedere quanto intellighenti siete… ma a che pro..??

    Ettore ovviamente difende la SERENISSIMA REPUBBLICA VENETHA… Beh, e’ VENETHO e fa BENE.

    Sergio, garibaldino fino all’osso e probabilmente (direbbe Sergio Romano) e se no che mastika: denigra il passato venetho e non ho capito perche’. Cosa gli fanno i venethi al Sergio..? Lo torturano..? Lo fanno lavorare..?? Lo fanno godere troppo..?

    Vogliamo (VORREI CON TUTTO IL MIO CORPO E LA MIA ANIMA) LA VERITA’..?

    SE NON C’ERANO I BASTARDI NAPOLEONICI LA SERENISSIMA REPUBBLICA VENETA, NEUTRALE COME LA SVIZZERA, SAREBBE ANCORA IN VITA..?

    Si… e forse no, dato che DAVA FASTIDIO AI KOMUNISTI IN GLORIOSA ASSESA DOPO LA RIVOLUZIONE FRANCESE.

    Se i KOMUNISTI FOSSERO APPARSI PRIMA DELLA NASCITA DELLA CITTA’ DI VENETHIA, DITEMI: SAREBBE NATA COSI’ COME E’..???

    Ma mi inkazzo troppo quando tratto questi argomenti, solo perche’ la verita’ non e’ quella nei libri talibani. Non e’ nella testa degli intellighenti italiani o meglio nei talibani e non solo. Anzi… perche’ fotocopiano nei libri talibanoni..!

    Tuttavia, la si smena per avere ragione solo, il che comporta CONFUSIONE: la vera regina d’italia.

    E continuiamo a dirsele o a pisciarsi addosso l’uno con l’altro: perche’..?

    In giro c’e’ solo odore di urina e BASTA…!

    Il fatto reale e’ che siamo nella MERDA ke e’ irrigata dalle pipi’ talibane..!

    Ma gli intellettuali (intellighenti per la verita’) si perdono in vari duelli… ma per risolvere o per distrarci o per affondarci..??

    PER FARCI INVADERE PER CASO..?

    Ragazzi, tuttavia, vi saluto… ma non fate piu’ baruffe inutili e proprio perche’ non sapete che sesso hanno gli Angeli.

    Sempre mi LB

    PS:
    vi stimo entrambi… ma non cadete di nuovo in tentazione ne’..?

  21. luigi bandiera says:

    Si vede che quel giornale di stato komunista italiano o meglio talibano NON VENDE…
    Cosi’ si inventano una battaglia “navale”.

    Ragazziniii..??

    Siamo nel terzo millennium…

    I problemi sono altri…

    Ma kax se mi tocca di ripetermi in ogni mio intervento.

    Leggi bene il presente ed avrai passato e futuro in mano..!

    Sergiooo…!!! (italiano o talibano..?)

    Ettoreeee..!!! (trojano o venetho..?)

    MA DI CHE VI IMPICCIATE..??

    Vi scontrate su cose e storie che sono TALMENTE PALESI che nessun credente nell’intelletto umano puo’ credere di SMENTIRE.

    La SERENISSIMA REPUBBLICA… ma che 1100 anni di storia… MOLTI DI PIU’..!!!

    Se mi penso a chi fondo’ Padova e ad Adria che dette il nome all’ADRIATICO CHE NON E’ MERDITERRANEO..!

    MA i tanti sergio, romani come il diritto, e pensare che mi era molto simpatico il Romano, per le sue profonde esternazioni. Kax, fin ke non ti PIANTA IL KOLTELLO ALLA SKIENA NO..?? BRUTO FIO MIO…

    Eh, ma oggi, va di moda adoperare l’arma bianca oltre che quella PSIKOLOGA.

    Quindi a colpi di arma sbiancante, direbbe bersanino, si pretende di avere ragione..?

    Devo ripetermi ancora:

    IMPARIAMO A LEGGERE I FATTI PER NON SOCCOMBERE.
    NON PER AVERE RAGIONE,
    MA SOLO PER NON SOCCOMBERE. (Vedrete che saranno usate le mie piccole frasi del KAX. Le regalo ma se volete fare un’offerta..?).

    Il tutto, kax, esce perche’ noi crediamo che andare a scuola in italia sia un bene. Certo, se e’ per imparare una tecnica, un’ARTE.
    Ma sappiamo che non e’ proprio cosi’.
    Si impara a diventare anche, oltre che dottori in XYZ, ad essere KOMUNISTI… Spesso senza saperlo. Il perche’ sta nel fatto che quel SENTIRE che poi diventa IDEM, e’ come e ne piu’ e nemmeno che una RELIGIONE ILLUMINANTE ma essendo nera o rossa ci da’ solo il buio.
    E quando uno CREDE, vedere LONDON col milite a terra… e l’altro con le mani rossonere sporche di sangue, NON RAGIONA PIU’ COME E’ NORMALE KE SIA.

    Se egli e’ in Islafritalia:

    VEDE TUTTO ROSSO O NERO…
    VEDE TUTTO TRIKOLORITO…
    VEDE TUTTO KOMUNISTA…

    Ma non vede che sta’ calpestando la MERDA che e’ li’ davanti… l’itaglia.

    Anzi, dira’: non e’ merda, ma cacca bovina.

    E’ furbo no..??

    In KST li preparano sin da NEONATI A FAR DA ITALIANI PER FARE GLI ITALIANI. OTTENGONO L’EFFETTODOMINO. Infatti i genitori specie dottorati, non parlano chiu’ il VENETHO o le altre lingue MADRI… ma solo il TALIBANO. Questi sono i TRADITORI..!!! I COLLABORAZIONISTI..!!!
    QUELLI DA PORTARE IN PIAZZA… piu’ o meno Loreto.

    L’esempio che ho scritto prima sull’asilo e’ CHIARISSIMO O NO..??

    Ma dicevo anche: l’intellighenzia talibana e’ MALATA.

    PER LORO NON E’ MALATA: infatti, FA GLI ITALIANI..!

    Si sente o si legge e si PALPA… QUOTIDIANAMENTE se non ORA PER ORA, ke e’ kosi’.

    SE NOI VOGLIAMO L’INDIPENDENZA dobbiamo smetterla di PENSARE COME I TALIBANI..!!

    Se non proprio, almeno PENSIAMO DA UOMINI LIBERI, senza condizionamenti o stereotipi, PER USCIRNE DEFINITIVAMENTE.

    ABBANDONIAMO LA STORIA INSEGNATA DALLA KST..!!! NON E’ VERA..!!!!!!!!!

    I LIBRI TALIBANI METTIAMOLI ALL’INDICE..!!

    Certo, se volete leggerli leggeteli pure, ma sappiate che vi CURANO IL CERVELLO per TRASCINARVI SOTTO IL TRIKOGLIONE..!! DI QUALSIASI GENERE ESSI SIANO SALVO QUELLI STRETTAMENTE TECNICI..!

    AI TRIKOGLIONI SERVE IL VOSTRO PIZZO E NULL’ALTRO..!!

    DOVETE CAPIRLA KAX..!!

    VIVA SAM MARKO E LA SERENISSIMA REPUBBLICA VENETHA.

    Raccomandazione: scrivete VENETHO e non VENETO. La pronunsia venetha che io rikordo e’ VENETHO..!

    SCRIVERE VENETO E’ SCRIVERE IN ITALIANO.

    • Sandro - Genova says:

      I fratelli Bandiera erano calabresi, parla per il tuo popolo, non per a chi non appartieni. Invasato

      • Pietro says:

        Se tu sei genovese io sono svedese..

      • luigi bandiera says:

        Sandro de genova(?),

        i genovesi come te a VENETHIA galleggiano.

      • luigi bandiera says:

        Sandro- de o a Zena…

        sfondi una porta gia’ spalancata da me molti anni fa se mi fissi, come una etichetta, il titolo di terrone.
        E non cito quel calabbrese che dice che noi calabbresi siamo venuti al nodde per insegnarvi a ballare e a scribbere in itagliano o talibano.

        Non e’ un’offesa certamente, ma un MERITO che mi dai..! Si vede che non hai imparato a pensare e poi scrivere.
        Sai, erano gli anni 80 quando io mi misi a parlare in pubblico ai lavoratori di tutti i livelli e categorie e di appiopparmi i primi INSULTI. Il primo fu che io ero RAZZISTA. (io che da anni cominikavo con tutto il mondo).
        E quante PUGNALATE ALLA SCHIENA tanto che divenne, la mia schiena, un COLABRODO. Un passa pasta…
        Ai successivi pugnalatori, talibani e non solo, dicevo: pugnalate invano perche’ entrate nei buchi gia’ fatti dai vostri predecessori..! Come hai fatto tu, e qualche altro, or ora con la tua inutile pugnalata.
        E sai chi erano ste gran brave indegerrime persone che mi pugnalavano alla schiena..?
        I VENETI..! E non i VENETHI.
        Nella specie quelli FATTI TALIBANI dalla grande tua madre santissima: l’italìa..!!
        Poi parlano, per condannarlo, di addestramento talebano in Afghanistan… o in qualche altra parte del mondo.
        Che merrrddd di farisei che sono i POTENTI DELLA TERRA.
        Tuttavia, io cercavo di dare loro la sveglia e loro mi insultavano. L’IGNORANZA FA DI QUESTI SCHERZI..!

        SCRISSI IN SEGUITO: HO VINTO KONTRO I POTENTI ED HO PERSO KONTRO L’IGNORANZA..!

        Tuttavia, allora dissi, cercavo di cambiare metafora per vedere se mi capivano meglio, ma invano purtroppo e perche’ la DOTTRINA KOMUNISTA e’ come un cambio totale di SANGUE: voi venethi siete come al tempo dell’antica Grecia… dove c’erano gli Spartani; tra loro c’erano quelli che contavano per le loro varie attivita’: esercito e amministratori e dirigenti, e gli ILOTI. I quali, questi ultimi, erano destinati, di generazione in generazione a fare il lavoro che permetteva a tutti di vivere: benissimo i soliti dell’attico e malissimo i BASSI, dei piani bassi. Cioe’ dovevano lavorare i campi ed affini proprio di generazione in generazione. KOME OGGI..!!!!!!!!!!!!! Salvo casi_ni vari. La metafora continuerebbe…

        Mi ricordo una frase e scambio di posizione in opposizione ovviamente, tra me e i miei appunto oppositori non che pugnalatori alla BRUTO…

        VOI VENETI SIETE COME QUEGLI ILOTI NELL’ALLORA SPARTA…

        E loro, molto coraggiosi se non hanno capi fabbrica di fronte: ma anche tu sei veneto.

        Ed io: no KAX. Io non sono veneto come voi. Io sono NAPOLETANO. Perche’, se fosse il viceversa, non direi queste cose. SAREI COME UNO DI VOI: UN ILOTA..!!

        Si. Forse mia madre ha fatto le corna a mio padre e proprio con un terrone.

        Pensate cosa dovetti dire per scuotere ste kax di menti venete strafatte talibane.

        Ho perfino offeso i miei genitori per vedere se mi capivano.

        Avete capito bene: SOLO PER FARMI CAPIRE..!!

        Eppoi si parla male di ADOLFO (io non sono certo un suo fan, anzi) e bbene dell’italìa..?

        Mandiamoli a ramengo sti fottutissimi kornuti che ce lo infilano QUOTIDIANAMENTE..!

        Ecco, io sono un TERRONE perche’ so che loro sono MOOOLTO piu’ svegli dei POLENTONI..!!

        DA UNA PARTE CAPANNONI E DALL’ALTRA ORGANIZZAZIONI FAMILIARI… PER NON DIRE CRIMINALI.

        NON E‘ UN CRIMINE ASSICURARE LA GENTE… LO FA ANCHE LO STATO E NOI IMPARIAMO DA LUI..! Dicono.

        Come quel dì che incontrai un mio vecchio superiore:
        lui mi fa: ciao bandiera. Ecco uno che no faxeva un kax.
        Ed io: mia mona mi. Go impara’ da ti.

        Bisogna IMPARARE dagli altri. Magari da quelli che stanno bene o meglio. Appunto come i terroni.

        CAPPITTOMMIHAI..?? (dilla pure in genovese se lo sai).

        Sandro, non fare il galleggiante e ragiona su quello che SCRIVO perche’ io, modestamente e umilmente:
        NON INVENTO MAI NULLA..!!
        E’ SOLO IL PRESENTE NOSTRO. Quanto si, che mi vorrei sbagliare…

        Stame ben taiban

  22. Aquele Abraço says:

    Caro Romano, che bocca a ventosa da leccaculo hai per arrampicarti così sugli specchi? I veneziani per caso parlano croato, albanese o greco? No, parlano in veneto! Il veneto con alcune varianti si parla nel
    Bellunese
    Pedemontana trevigiana
    Veneto orientale, con parte dell’attuale Friuli
    Veneto lagunare
    Veneto centrale
    Veneto occidentale
    Alto vicentino
    Area istro-dalmata
    Trentino. Gli abitanti di lingua veneta di questi territori costituivano l’etnia maggioritaria della Serenissima, anche se la sua classe dirigente era in maggioranza veneziana.

  23. Infatti quella che stiamo costruendo è la III Repubblica veneta, nessuno ha intenzione di ricreare la Serenissima. Ma i 1100 anni di gloria assoluta della Serenissima mi pare che facciano impallidire i 150 di assoluta miseria dell’Italia, un letamaio dal 1861 che Romano ha troppo spesso elogiato.

  24. Garbin says:

    ma cosa vi aspettavate? che in qualche modo ammettesse che i veneti sono un popolo? che il Veneto è una nazione storica d’Europa al pari della Catalogna e la Scozia?

    Volete proprio vederlo senza lavoro? quanto pensate che ci mettano a cacciarlo dal corrierone se fa una simile affermazione oltretutto a un indipendentista storico come Beggiato?

    Signor sergio romano, il Veneto non è una nazione storica come la Catalogna e la Scozia, lo è molto ma molto di più, più antica più longeva e ammirata oltretutto.

    Ovviamente molto più antica e rispettata dell’italia.

    • Sandro - Genova says:

      Ma dove lo hai visto quel film?

      • Mi chiedo dove abbiano visto il loro film gli italioti, l’itaglia è uno stato (non nazione, non lo è mai stata) che sta arrabattato insieme alla bell’ e meglio da nemmeno 150 anni, è addirittura più giovane degli USA! E mi vengono a raccontare che non conta una Nazione di 1300 anni… avete la testa imbottita di propaganda nazionalista di Re Giorgio e degli scagnozzi che mettono a “insegnare” nelle “scuole” italiote… W LA SQUOLA!

  25. daniele quaglia says:

    Romano? un nome, un programma!

    Ge pensarà £i Veneti a kanviare sto programa

  26. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Illustrissimo Romano, notiamo che Lei non conosce bene la Nostra Storia, si informi meglio sulle Pasque Veronesi e si studi le varie Insorgenze dello Stato da Tera ma anche ciò che hanno scritto gli storici revisionisti sulla rivalutazione storica della “neutralità disarmata” e del “terribile ziorno” sotto il Dogado di Daniele Manin. Tra l’altro, vorremmo anche segnalarLe di leggersi le recenti denunce del come lo Stato Sabaudo ha truffato il Popolo Veneto con il famigerato plebiscito del 1866. WSM

  27. Marco Mercanzin says:

    Sergio, copate !!!!
    La lettura storica fatta in questa maniera, riprende la lettura che Romano, ( nome omen) fa del Risorgimento , con una farcitura di luoghicomuni, solo falsamente mascherata ogni tanto qua e la, tanto per distinguersi, di qualche spunto eterodosso.

    Coglione di un Romano, le conosci le pasque veronesi ?
    E comunque, quello che la Serenissima ha creato nell’entroterra in termini culturali e sociali, in rapporto all’epoca in cui esse si svilupparono, che cazzo c’entra con il suo epilogo ?
    Cosa facciamo ? Buttiamo nel cesso 1100 anni di cultura, commercio, battaglie, arte, industrie, per fatti che precipitarono in pochi mesi ?
    La Serenissima era l’ombra di se stessa ? Forse, ma Napoleone la punto’ dritta come un fuso, se fosse stata l’ombra descritta, Napoleone non avrebbe distrutto tutti i leoni di marmo, di roccia , di gesso , se non per annichilire quello che ancora era forte e condiviso : il senso di appartenenza !!!!!!

    E l’attacco al senso di appartenenza continuo’ con l’occupazione italiota, attraverso la scuola e l’informazione, massacrando la memoria e la storia, stravolgendo verità storiche ed esempi fulgidi di umanesimo e di cultura, oltre che di collaborazioni internazionali e interculturali.

    Robe ma mati, altro che Veneto diverso alla storia di Venezia .

  28. mv1297 says:

    Chii sia questo Sergio Romano, non lo so.
    Mi permetta di contraddirla. Mi sembra che dimentichi semplicemente una cosa: chi non conosce il proprio passato, non ha futuro. Questo è esattamente quello che ha fatto l’Italia con il Veneto, distruggendo il nostro passato, nascondendolo, deridendolo, soffocandolo, in parole povere ci ha resi schiavi di un sistema.
    Quindi Le dò ragione, siamo morti. Ma se adesso vogliamo resuscitare, perché è innegabile la nostra volontà di vivere, Lei e tutti i detrattori italioti, andè a farve un cueo, che i Veneti i xe drio sveiarse e fra poco ve copemo.

  29. Rtg says:

    Venezia?
    Una ammirevole ostinazione
    di cultura tardo-antica, pregermanica.
    Già Montanelli aveva detto la sua in proposito.

    • Marco Mercanzin says:

      A posto, allora se lo ha detto Montanelli e’ tutto vero.

    • Trasea Peto says:

      Anca lu in pratica el dize ke de italian no ghe xe gnente. Capiso mi ke serti se incasa parké no ghe comoda el mondo germanico, parké de germanico gavaremo anca calcosa ma no semo germanici nialtri…però mi co i me dize ke no sò italian i me fà solo ke contento.

    • Johnny says:

      Montanelli, caro Rtg, diceva anche che la distanza tra Milano e Agrigento è di molto superiore a quella misurata in chilometri, e tra Oggi e il 1861 non è cambiato niente .

  30. gigi ragagnin says:

    però è ben vero che gli unici in armi a difendere la Serenissima sono stai i S’ciavoni.

    • Marco Mercanzin says:

      Moeghe£a de dire monade !!!

      I sciavoni, piangendo, si imbarcarono e partirono per le loro terre, dopo che gli fu comandato di farlo.
      Mentre invece, dalle pasque veronesi, una delle poche volte che le truppe napoleoniche furono fermate, passando per le cernite vicentine e padovane, si mobilitarono spontaneamente contro i napoleonici.

      Ma perché prima di parlare non vi informate, cazzo , ?!!

      • Tito Livio says:

        E a Padova? a Treviso? a Rovigo? a Udine ? qualcuno se ga opposto? dai tosi a Serenissima gera decotta e no xe mai stà na Nasion.

        • daniele quaglia says:

          Stato e Nathion £e xe do robe difarenti. Venethia £a xe sta ona e anka kealtra roba ke £a Itaja mai sarà

        • Trasea Peto says:

          L’invension dee nasion xe na conseguensa dee idee iluministe. Prima tuti stava ben isteso anca sensa l’idea de nasion e sensa bixogno de conportamenti da ultras balonari par difendere sta idea.

        • Giorgio Bianchessi says:

          Francamente non vedo tutto sto problema. A parte il fatto che Catalogna e Scozia sono state unite ai rispettivi Stati attuali molto prima del Veneto o della Lombardia all’Italia, per citare due esempi. Dunque non si capisce in base a quale criterio si definiscano nazioni “storiche” più appunto del Veneto o della Lombardia. Ma a parte questo, i veneti ecc. come gli altri popoli oggi compresi nello Stato italiano, devono decidere liberamente se essere cittadini di questo o quello Stato, o farsene uno proprio. Alla faccia di Sergio Romano o chi per lui. Cioè, il problema non è se i veneti o i lombardi siano italiani o meno ( e per molte ragioni non lo sono), ma se vogliono continuare a essere cittadini della Stato italiano. E questa è una semplice forma di democrazia, già applicata, nelle stessa Europa, e di recente, ad altri popoli.

        • Pietro says:

          Il concetto di nazione è stato inventato nell’800…e essendo oggi definita coma “insieme di persone con determinate origini, lingua e cultura”, si può comunque dire a posteriori che il Veneto, o meglio, la Venetia lo sia sempre stata. Cosi come all’interno dell’Italia e dell’Europa ve ne sono altre. Poi tale nazione “naturale” (riconosciuta già ai tempi dei romani per altro, quando quella catalana e quella scozzese non esistevano neanche) ha ottenuto un’unità politica con un’entità, la Repubblica di enezia, che ha però compreso altri territori, analogamente al regno di aragona rispetto alla catalogna…

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