Ecco il piano di Befera per combattere l’evasione fiscale

di REDAZIONE

Mappa delle diverse macro-tipologie di contribuenti e risk analysis mirate; interventi coerenti con i sistemi di analisi; contrasto dei fenomeni di evasione ed elusione piu’ pericolosi e diffusi; controlli ancora migliori sul piano della qualita’. Il tutto, sotto il segno di una costante collaborazione e coordinamento con la Guardia di Finanza e con gli altri enti coinvolti nel recupero dell’evasione. Con la circolare di oggi dell’Agenzia delle Entarte, il Fisco alza il sipario sulle strategie di prevenzione e contrasto all’evasione 2013 e detta gli indirizzi operativi alle sue strutture regionali e provinciali.

L’obiettivo e’ migliorare ulteriormente la qualita’ dei risultati conseguiti negli anni precedenti per alzare l’asticella dell’importo mediano delle maggiori imposte accertate e definite. Grandi contribuenti, imprese di medie dimensioni, imprese minori e lavoratori autonomi, soggetti che beneficiano di regimi agevolati (come per esempio enti non commerciali, onlus e societa’ cooperative) e persone fisiche: a queste platee, nel 2013, l’Agenzia delle Entrate dedica attivita’ di controllo ad hoc, cui si affiancano le attivita’ trasversali come quelle antifrode, di contrasto all’evasione internazionale e in materia di riscossione.

Sono 3.200 i “big” sottoposti al tutoraggio del Fisco nel 2013. La strategia, che consiste in un monitoraggio costante del comportamento fiscale di questi soggetti da parte di strutture dedicate dell’Agenzia (cosi’ da individuare tempestivamente fattori di rischio come fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva), ha consentito di raggiungere risultati importanti sia dal punto di vista dell’azione di contrasto all’evasione e all’elusione sia rispetto al livello di adempimento spontaneo. Ad ampliare il raggio di azione, il progetto pilota sul “Regime di adempimento collaborativo”, avviato dall’Agenzia a fine giugno, che mira a ridefinire i rapporti tra Amministrazione e grandi imprese, in coerenza con le piu’ importanti esperienze internazionali e con le indicazioni Ocse.

Potenziare le attivita’ di controllo e migliorarne la proficuita’: con questi indirizzi l’Agenzia delle Entrate guarda alle imprese di medie dimensioni. A questo scopo, la circolare sottolinea la necessita’ di uno stretto coordinamento da parte delle Direzioni regionali, che dovranno supervisionare le analisi di rischio soprattutto sulle imprese medio-grandi (con fatturato superiore ai 25 milioni di euro), anche tramite l’immissione di personale esperto degli uffici regionali negli uffici controlli provinciali e un sempre piu’ stretto coordinamento con la Guardia di Finanza. Il tutto con l’ausilio di Radar e del nuovo Asso, una vera e propria banca dati dei soci delle imprese di medie dimensioni. Strategia che vince non si cambia: i risultati delle attivita’ di controllo realizzate nel 2012 hanno confermato un trend positivo con riferimento alla qualita’ dei controlli. Segno che le analisi di rischio, frutto di procedure e liste di ausilio all’accertamento, hanno colpito nel segno in maniera mirata. Restano quindi ferme le indicazioni gia’ diramate agli uffici, in cui e’ posto l’accento sulla necessita’ di selezionare soggetti con attivita’ economiche strutturate e non marginali, che operano da piu’ anni, o soggetti che svolgono di fatto attivita’ economiche in maniera totalmente irregolare. Con riferimento ai controlli sulla platea dei lavoratori autonomi, la circolare ribadisce l’opportunita’ di fare ricorso alle indagini finanziarie. Questo strumento, in ogni caso, dovra’ essere utilizzato solo a valle di una attenta attivita’ di analisi del rischio dalla quale emergano, soprattutto su un trend di anni, significative anomalie.

Sul fronte dei controlli su enti non commerciali, organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale (onlus) e altri soggetti che beneficiano di agevolazioni, la circolare sottolinea che, nel 2013, occorre consolidare i risultati positivi ottenuti nell’ultimo triennio. Intercettare chi abusa dei regimi agevolati, infatti, serve non solo a recuperare maggiori imposte evase, ma anche migliorare l’effetto deterrenza. Controlli formali (36 ter), accertamenti parziali automatizzati, controlli ordinari da liste selettive. Al ventaglio di strumenti a disposizione del Fisco si aggiunge, nel 2013, il nuovo accertamento sintetico (cd. redditometro) applicabile per i controlli relativi all’anno d’imposta 2009 e successivi. A questo proposito, la circolare ricorda che il nuovo strumento (che mette a confronto la spesa complessiva del contribuente con il reddito dichiarato) attribuisce particolare importanza al momento di confronto con il contribuente, attraverso il contraddittorio previsto per legge, e che, nella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, saranno presi in considerazione solo spese e dati certi, non compatibili con il reddito dichiarato.

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    KAX quanti PIANI..?!

    La Kyenge ha UN PIANO; Befera un PIANO…

    Non ho ccapito se pianoforte o piano di abitazione o piano per FREGARCI MEGLIO..!

    Sara’ minga come con le riforme..??
    Tutti, nessun escluso, se intervistati dicono che occorrone le riforme… ma di che’..???

    Delle loro teste o delle nostre tasche..?

    Dura minga sta musika. O si..??

  2. Roberto Porcù says:

    Lo stato non è criminogeno comme asseriva Tremonti, ma è il maggior criminale italiano rispetto al quale le varie mafie non reggono il confronto. Politici, superburocrati. magistrati e sindacalisti saccheggiano regolarmente a loro l’erario in piena legalità e vorrebbero farci credere in giusti controlli su coloro che lavorano.
    Solo con il MPS, si scopre “casualmente” che lo stato che intercetta tutto si è ben curato di non intercettare gli accordi dei mariuoli con i compagni di merenda politici.
    Serve che tutti costoro abbiano a sentire sulla loro pelle il disprezzo della gente.
    Non manca molto.

  3. pierin says:

    facebook italia ha pagato ben 132mila euro di tasse in italia nel 2012.
    ne danno di piu allo stato 6 operai Veneti …

    monitoraggio controllo … certo è giusto lavorare tutti onestamente. Ma per le aziende oneste già tartassate all impensabile potrebbe esser un altra spintarella per uscire dal “bel paese” , o per chiudere.

    Grosse soprese ci aspettano al rientro delle ferie estive …

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