Dalla lettera di San Befera agli imprenditori: “Troppa burocrazia”

di ANGELO PELLICIOLI

Finalmente, dopo oltre 50 anni, qualcuno si accorge che la burocrazia ci sta distruggendo non solo la vita ma  soprattutto il portafoglio, peraltro oggi sempre più vuoto. Così il cittadino contribuente pensa: meno male, finalmente i politici si sono accorti e mettono mano ad una seria revisione della babele legale-fiscale-burocratica che ci sta rovinando insieme all’esistenza, pure l’economia familiare .

Macché! Non sono stati i politici (figuriamoci) a prendere l’iniziativa, ma i burocrati di Stato. Anzi, per la precisione il capo dei burocrati, per eccellenza. Si proprio lui, il direttore dell’Agenzia delle Entrate nazionale, nonché di Equitalia: il dottor Befera in persona. Costui si è fatto carico di inviare una lettera alle associazioni di categoria (imprenditoriali e professionali) interessate ad una vera e innovativa revisione del sistema burocratico italiano, incancrenito dalla perversa logica dei partiti, nonché dalla dabbenaggine (o magari dall’interesse di mantenimento dello status quo)  di quei dirigenti, capi area e funzionari brulicano nel settore del pubblico impiego. Ai quali, probabilmente, non interessa affatto un radicale cambiamento migliorativo in campo burocratico. Anzi, magari si augurano che resti tutto così com’è per garantirsi, fino al pensionamento, il loro piccolo o grande orticello di potere; ovviamente sulle spalle dei poveri malcapitati cittadini contribuenti.

Così sorge spontaneo il chiedersi se non si tratti, per caso, dell’ennesima boutade, consistente nell’ultimo (in ordine di tempo) mega-progetto atto a scardinare l’atavico problema della burocrazia. Per meglio intenderci: non è che con questo nuovo mega progetto,  ci si propone di cambiare tutto e subito, per poi, a conti fatti, non cambiare nulla? E’ infatti del tutto curioso, per non dire anomalo, il fatto che l’iniziativa parta proprio dal vertice della burocrazia e non dalle forze imprenditoriali o professionali che sono le uniche a poter smuovere, intaccare e debellare il mostro di Stato.

A prima vista il messaggio inviato da Befera alle categorie può apparire interessante e sensato: diteci quanto vi costa, in termini di tempo e quindi di danaro, l’adempimento di tutte le scadenze fiscali e burocratiche e segnalateci come lo Stato possa intervenire. Ma come, noi paghiamo fior di milioni di euro per il mantenimento di una struttura che dovrebbe risolvere i nostri problemi burocratici e fiscali (ivi compreso il super stipendio del medesimo Befera) e questi vengono a chiedere consiglio ai malcapitati cittadini, ogni giorno sempre più vessati dall’incapacità di organizzarsi da parte di uno Stato vorace quanto spendaccione? C’è qualcosa che non quadra.

E i politici? Ecco il loro ultimo responso in materia: “Le possibilità di una vera semplificazione burocratica, sono legate ad una revisione delle norme sostanziali”. Revisione delle norme? Ma non spetta a loro metterle in atto? Non sono loro che legiferano in Parlamento, nei Consigli regionali, provinciali o comunali? Questi continuano, imperterriti con i loro discorsi che ricalcano ancora i tempi della più dorata D.C., senza rendersi conto che i tempi sono radicalmente  cambiati, e che tutto, da un momento all’altro, rischia di crollare e rovinare paurosamente, travolgendoli tutti, con partiti e burocrati al seguito.  Una riprova? Eccola: in questi giorni si sta distruggendo, sotto la spinta dei poteri forti, coperti dalle istituzioni,  e con la scusa di arginare tutte le ruberie politiche e non, l’idea stessa del federalismo. Addirittura questo viene tacciato di essere il vero responsabile del marciume che serpeggia negli Enti Pubblici e nelle relative Amministrazioni locali.  Più dislocazioni ci sono più è alto il rischio di intrallazzi e ruberie, dicono. Abbiano almeno il coraggio di affermare, una volta tanto, tutta la verità fino in fondo. Ma a chi pensano di darla ancora a bere? Perché non hanno, invece,  il coraggio di proclamare fino in fondo che non è di certo l’idea federalista che ci affonda, bensì la loro politica, sporca fino all’inverosimile, che annovera ladri e criminali, che rubano in barba a tutto ed a tutti?

Se questo non è un chiaro sintomo di una mirata azione di lorsignori atta a mascherare la reale verità, per scaricare su altri colpe che non hanno e quindi tentare di debellare ogni residua velleità di federalismo e di vera e propria autonomia fiscale e burocratica, scevra dal potere romano,  allora cos’è?

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6 Comments

  1. calimandin says:

    Se può essere utile alla semplificazione.

    topic in relazione all’articolo sulle attività produttive.
    Con rif. all’intervista di Raffaello Vignali alla Stampa. Viste tutte le problematiche da Lui evidenziate,non ritiene che sia possibile tramite Legge, permettere alle aziende che lo desiderano per facilitarsi la vita(sarebbero sotto la tutela dello Stato rafforzandone l’immagine),una “Piattaforma fiscale” inedita. Le Aziende accedono al SW Gestionale replicato e messo a disposizione di ogniuna su un host dello Stato. Farebbero convergere tutte le loro energie su quello che sono preparati a fare, senza distrazioni di sorta. E’ trasparenza, certo e con l’efficenza ottenuta possono ottenere maggiori credenziali dai finanziatori , rapporti per nulla burrascosi con il ministero delle Finanze ecc. La ns Società può essere pronta ad accettare ,visti i tempi attuali, questa sfida?.

    Dobbiamo mettere in condizione i privati di poter creare il lavoro visto che lo Stato (fino ad ora ci siamo illusi che potesse sostituirci)per sua natura è burocrate.

    Ora si deve scegliere: E’ più intelligente dirottare,i soldi che si possono risparmiare all’interno dello Stato, mettendoli a disposizione (proponendo semplificazioni e agevolazioni)di chi vuol intraprendere per produrre per l’esportazione? Capannoni vuoti ce ne sono, operai a spasso e capaci pure. Oltretutto se non trovano un privato che li assume,diventano un costo per lo Stato, partecipano ad aggravarne i conti visto che non è più possibile continuare come prima ad indebitarci all’estero.

  2. lelia kita says:

    A questi suini verticali, l’unica cosa che interessa è riuscire a prendere i nostri voti. E, soprattutto, continuare a rubare nella speranza che noi non ci accorgiamo. E nulla più. L’unica cosa che possiamo fare è di non votare più nessuno, perché sono tutti uguali e tutti da disprezzare! Amen!

    • Culitto Salvatore says:

      alle imminenti regionali in sicilia io andrò a votare, è un mio diritto e un mio dovere, darò scheda bianca perchè nessuno mi rappresenta, anche questo è un mio diritto

  3. Albert Nextein says:

    Devono licenziare 3 milioni è mezzo di dipendenti pubblici in esubero.
    Comincerei da questo per limitare i costi della burocrazia.
    Poi,con un’ulteriore tosata, ridurrei la burocrazia direttamente.
    Via altri due milioni.

  4. Culitto Salvatore says:

    la burocrazia è un male necessario, ma essendo comunque un male va controllato e limitato, non eliminato Proprio perchè serve a controllare le attività, visto che si parte del presupposto che in assenza di controllo non vi è alcun rispetto per i diritti altrui e non vi è alcun rispetto per la comunità, chi può rubare ruba, l’eccesso di burocrazia d’altronde dimostra che anche un economia solida e prospera può crollare sotto i colpi dell’ottusità burocratica, serve “equilibrio”

  5. Crispi says:

    La burocrazia, in tutti i sistemi socialisti, come quello italiano, serve a distribuire stipendi ed a controllare le attività, rallentandone lo sviluppo e riducendone automaticamente il potere.

    Burocrazia = danaro e potere ai politici

    Adhocrazia = libertà di ruolo e d’impresa = benessere diffuso

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