Beata la Catalogna. La “Via parlamentare” aperta al negoziato noi ancora ce la sogniamo

risoluzionedi REDAZIONE – Il Nord sta a guardare, e sogna. Per quanto imperfetto e criticabile possa essere per i puristi dell’indipendenza, la mossa dei gruppi parlamentari di Yes e CUP che hanno depositato un progetto di dichiarazione che sarà utilizzato per segnare l’inizio della transizione, ebbene, nonostante questo, non si può far altro che invidiare i catalani. Almeno ci provano, almeno hanno una destra e una sinistra che discute di indipendenza, almeno sono riusciti a far quadrato con una alleanza per una fase costituente che verrà portata al voto il prossimo 9 novembre in parlamento, obiettivo   la proclamazione della repubblica catalana.

Noi, non riusciamo a prendere posizione neppure davanti ad un referendum consultivo.

I due gruppi indipendentisti del Parlamento della Comunità autonoma (Junts pel sì e la CUP) con la loro  proposta di risoluzione in nove punti hanno dato ufficialmente avvio al processo di disconnessione della Catalogna dalla Spagna entro 30 giorni dal sì dei deputati.

 

Ecco la proposta di deliberazione completa:

“George Turull e Black Marta Rovira Verges come presidente e portavoce del GP insieme per YES, e Antonio e Anna Gabriel Baños Boncompain e Sabate, come presidente e portavoce GP Popolare Unity candidati, in Secondo le disposizioni degli articoli 164 e 165 del regolamento del Parlamento, ha presentato la seguente proposta di deliberazione per essere motivate prima della sessione plenaria del Parlamento con procedura d’urgenza. Alla fine, mentre chiediamo è convocata urgentemente Consiglio di portavoce.

In conformità con il mandato democratico ottenuto il 27 settembre, i gruppi parlamentari sottoscritti questa proposta di deliberazione.

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Il Parlamento della Catalogna:

PRIMA. Constatando che il mandato democratico ottenuto alle ultime elezioni del 27 Set 2015 si basa su una maggioranza dei seggi in forze parlamentari con l’obiettivo della Catalogna di diventare indipendente e sovrana con una larga maggioranza di voti e seggi, impegna l’apertura di un processo costituzionale non subordinato.

SECONDO. Dichiara solennemente l’inizio del processo di creazione dello stato indipendente catalano in una repubblica.

TERZO. Proclama l’apertura di un processo costituente, la partecipazione dei cittadini, aperto, inclusivo e attivo per preparare le basi per la futura costituzione catalana.

QUARTO. Chiede al futuro governo di adottare le misure necessarie per dare attuazione a queste dichiarazioni.

QUINTO. Ritiene pertinente iniziare entro trenta giorni l’elaborazione di leggi di processo costituente, di sicurezza sociale e delle finanze pubbliche.

SESTO. Ribadisce che il Parlamento che ha avviato questo processo non è soggetto alle decisioni delle istituzioni in Spagna, compresa la Corte Costituzionale, che ha delegittimato con la sentenza giugno 2010 lo statuto di autonomia della Catalogna precedentemente votato in un referendum da parte del popolo, tra gli altri.

SETTIMO. Adottare le misure necessarie per aprire il processo  democratico con la Spagna in modo da responsabilizzare i cittadini a tutti i livelli e in base ad una partecipazione aperta, attiva e inclusiva.

OTTAVA. Sollecita il governo a soddisfare le richieste future della Camera, legittima e democratica, al fine di proteggere i diritti fondamentali che potrebbero essere interessati da decisioni delle istituzioni dello Stato spagnolo.

NONO. Dichiara che inizierà i negoziati al fine di esercitare il proprio mandato democratico per creare uno stato indipendente, la Catalogna come Repubblica e ne mette a conoscenza la Spagna, l’Unione europea e l’intera comunità internazionale “.catalogna parlamento

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