BEACHVOLLEY, A LONDRA MENO BIKINI PER MOTIVI RELIGIOSI

di REDAZIONE

Non solo il bikini, ma anche lo short. Nel beach volley alle Olimpiadi 2012 le giocatrici potranno scendere in campo più «coperte» per motivi principalmente «culturali e religiosi».

La Federazione internazionale di pallavolo (Fivb) ha infatti annunciato la novità, che rientra nelle regole adottate dalla federazione per rendere più popolare questo sport anche nei paesi dove questo sport è ancora poco conosciuto. «Le atlete avevano già l’opzione, tra un costume intero e un bikini. Noi abbiamo aggiunto un’altra possibilità al fine di rispondere a motivi religiosi o culturalì» ha spiegato il responsabile della comunicazione della federazione, Richard Baker. Il quale, tuttavia, ha negato che il beach volley femminile voglia così sbarazzarsi la sua immagine di sport sexy, ma punti piuttosto a «sedurre nuovi paesi».

«Queste nuove regole – ha concluso – hanno effetto immediatamente ai Giochi di Londra».

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3 Comments

  1. Entità sempre vigile says:

    Motivi religiosi…e ci siamo ancora con la religione e le regole dei mediatori che non dovrebbero esistere in quanto la fede non ha bisogno di interpreti ne di mediatori quali la chiesa…non dovrebbe neanche esistere, la fede è in quelli che credono in qualcosa, è una condizione personale che va dall’uomo al dio..NESSUNO DEVE ESISTERE DI MEZZO TANTOMENO LA CHIESA

    • oppio 49 says:

      la chiesa non centra, sono quei sottoculturati di muslim che si scandalizzano… immagina una stazza araba in bikini.. da vomito. allora ben vengano i sottanoni anche per il beach volley… dovranno passare ancora 1000 anni prima che anche questi diano ragione alle teorie di darwin. penoso, solo penoso

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