BASTA! Siamo il poligono dell’Isis ma il nemico ce lo siamo portati in casa

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di ROBERTO BERNARDELLI E GIULIO ARRIGHINI 

Non c’erano solo “stranieri”, ma francesi di seconda e terza generazione di religione islamica nei commando che hanno aperto il fuoco della terza guerra mondiale. Il presidente Hollande ha voluto chiudere le frontiere. Doveva pensarci prima tutta l’Europa prima di sostenere che l’Europa, questo poligono, diventasse terra di nessuno. Il politicamente corretto, la neutralizzazione progressiva  e costante delle identità nel regalare pezzi di libertà in nome della libertà che non viene rispettata ma usata come cavallo di Troia, ci ha aperto alla stagione dei grandi conflitti, costruiti secondo la guerriglia che semina il terrore, che colpisce l’avversario nei suoi punti più deboli.

D’altra parte era stata abbassata la guardia da tanto tempo ormai! Cosa ci resta da fare? Resistere e copiare quel che sta facendo la Germania, che rimanda a casa quelli che sono “di troppo”. O guardare alla Russia che ha forse più idea di Bruxelles sul da farsi.  O fare come la Svizzera, che chiede la fedina penale pulita e prende chi può essere accolto, non uno di più, non uno di meno.

Le emergenze vanno fermate nei paesi d’origine. Ha fallito mare nostrum, ha fallito triton, ha fallito la debolezza della cultura occidentale del siamo tutti fratelli. Sì, ma di quale mondo? Non possiamo illuderci che tutto sia sotto controllo e che tutto torni, quasi, come prima.

Un altro capitolo dell’umanità si è aperto, dopo l’11 settembre. Ci saranno altre guerre preventive, e chi ha scatenato il putiferio innescando oggi la carneficina francese, attaccando la Libia, se ne stava seduto in tribuna d’onore ad aspettare il massacro della sua gente. Una scena surreale.

Non ci resta che resistere.

Presidente e Segretario Indipendenza lombarda

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3 Comments

  1. robin hood says:

    L’Italia non ha paura del terrorismo. In passato c’è stata la mafia che si comportava come i terroristi di oggi. Col tempo, la mafia si è raffinata ed è entrata nelle istituzioni e si è dedicata alle estorsioni verso cittadini ed imprese portandoli alla disperazione e alla morte. E’ una forma di terrorismo anche questo che ha lo scopo di impaurire ed uccidere, un terrorismo intellettuale, colto e raffinato che è riuscito anche ad impedire l’autonomia e l’indipendenza del nord. I politici italiani di oggi stanno riempendo il paese di nuovi potenziali terroristi, certi di poterli integrare e sottomettere, ma gli islamici non si adeguano alle regole degli infedeli ed hanno la pretesa di dettare legge all’Occidente corrotto.

  2. G.da Brivio says:

    Vediamo se le informazioni a nostra disposizione ci consentono di fare un po’ di chiarezza. Siamo di fronte ad una moltitudine di rivoltosi guidati da un gruppuscolo di individui intelligenti e scaltri cresciuti in paesi tormentati da eventi bellici. I managers, nel corso della loro attività diversificata, hanno avuto modo di frequentare degli stage e dei master alle università della CIA, dell’MI6, del Mossad e dell’equivalente francese prima di decidere, dopo aver trovato un finanziatore di sicura fede, di mettersi in proprio, di costituire una start-up. I mezzi non mancano, il personale nemmeno, c’è solo da dedicarsi alla realizzazione del programma, che può servire due fini non necessariamente comuni: ISIS e finanziatore possono avere mire diverse nel contesto non ialino. All’interno del movimento, come in tutti i movimenti, non mancano i dissidenti che non disdegnano di offrire i loro servigi, se ben remunerati, a terzi (altra variabile). Ma, nel complesso, l’accomandita sembra funzionare. ISIS ha dimostrato di avere un signor management, che esamina la situazione, soppesa i pro e i contro e poi decide di passare all’azione, senza tante chiacchiere o perdite di tempo. Gli adepti sono, in gran parte, mussulmani che hanno subito invasioni, sfruttamento e distruzione dei loro paesi e che sono stati pure additati come i responsabili di ogni nefandezza, compiuta invece da chi li ha maltrattati. Il terrorismo islamico è una bufala ideata ed orchestrata con perizia dai rettori delle università incriminate. Pretendere che in una rivoluzione, ché di questo si tratta, i rivoltosi vadano tanto per il sottile è pura utopia. L’ONU, se fosse una cosa seria, convocherebbe USA, UK, Israele, Francia, Arabia Saudita, Qatar e Turchia al tavolo del ripensamento. Ma non è una cosa seria. E noi ci trastulliamo con le guerre religiose, tanto care ai sionisti, anziché soffermarci sui veri moventi e tentare di rimuoverli.

  3. max says:

    Carissimi avete pienamente ragione,ma l’amara verità è che siamo vittime dell’immobilismo dei governanti di tutta europa non solo quelli italiani.I francesi cosa hanno fatto da gennaio dopo la strage di charlie hebdo,nulla a si quella cagata di marcia ipocrita e falsa solamente per dire agli israeliani che i servi erano ai loro piedi.Be è sconvolgente che la sicurezza il normale ordine pubblico indecoroso fosse solo cosa italiana ed invece è cosa anche dei nostri cugini francesi,un concerto con 2/3000 persone,suona un gruppo americano e non ci sono una decina di poliziotti che fanno ordine pubblico,be ovviamente erano tutti allo stadio per la partita sembrano gli italiani.Ma non mi stupisco dopo un premier zingaro che veniva vantato perché stava con una z…..la italiana,ora hanno un premier put…..re che è peggio di Berlusconi come cazzuola ci salveremo.

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