Scuola gonfia di burocrazia, diamoci un taglio

burocrazia4riceviamo e pubblichiamo

di Marco Vaiti – La nostra scuola gonfia di burocrazia, Grande Nord dice no!
Docenti costretti a diventare burocrati super impegnati a preparare documenti, inserimento dei dati nelle piattaforme, relazioni e resoconti, calcolo delle ore.
I docenti non sono segreterie, occorre potenziare la parte amministrativa delle scuole sgravando da ogni adempimento burocratico non strettamente legato all’attività di insegnamento.
Un buon insegnante deve prima di tutto facilitare, anche con l’aiuto delle nuove tecnologie, l’accesso degli allievi a un patrimonio culturale spesso di non facile decifrazione, preparandosi e aggiornandosi evitando quindi di disperdersi nella burocrazia.
Una politica federalista e lungimirante, obiettivo di Grande Nord, ci garantirebbe di cambiare le cose, potremmo demandare o snellire al massimo la burocrazia lasciando ai docenti la loro funzione principale.
Gli insegnanti devono essere lasciati in pace a fare il loro lavoro, senza essere costretti a buttare via il loro tempo per compilare inutili incartamenti o peggio stressarli con assurde valutazioni. La scuola deve produrre teste pensanti, e non meri esecutori di mansioni. Tutto questo è necessario per preparare al meglio le nuove generazioni.

 

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1 Comment

  1. La scuola italiana come l’università italiana sono in mano ai comunisti ed è per questo e solo questo motivo che non funzioneranno mai e poi mai. E’ il loro ” bacino di collocamento” e gli studenti devono essere funzionali ai loro bisogni e ai loro dettami ideologici.
    Abbiamo visto gli imbrogli a certi esami, come candidati a diventare avvocati o giudici bocciati solo perché erano del Nord. Un esempio lo è stato con mia figlia che ad ogni esame di stato sostenuti con grande preparazione dato che voleva diventare un giudice, alla fine dopo aver assistito alle sue performances i compagni gli avevano sempre fatto i complimenti sicuri che avrebbe superato gli esami con alti voti, invece….inspiegabilmente veniva bocciata. Meglio, così non potrà essere né sabotata né corrotta né complice di una magistratura che abbiamo visto è anch’essa non esente da personaggi indegni.
    Alla fine sempre con grandi difficoltà è riuscita a diventare un’insegnante e lavora qui nel Veneto.
    Tanto per dire che la burocrazia è diventata il filtro del sistema e chi non ci crede è uno sprovveduto.
    Dunque una scuola di stato che pensa più ad inquadrare gli studenti che prepararli al mondo del lavoro.
    D’altronde in una scuola dove insegnano mogli di professionisti che non avrebbero bisogno di lavorare ma ce ne sono moltissime che hanno rovinato generazioni di studenti poiché quello che contava per loro era arrivare alla fine del mese e prendersi lo stipendio da spendere senza che il marito avesse a ridire nulla….beh non saranno state o sono tutte così ma credetemi che l’andazzo esiste ed è conclamato dal fatto che gli studenti anziché imparare le materie dai professori le imparano fuori dalla scuola con ore di ripetizioni private e ore e ore di compiti a casa da svolgere per il giorno dopo, magari…!!!
    WSM

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