Basta privilegi? Che sforzo, caffè politico da 75 a 80 centesimi

 di GIULIO ARRIGHINI*

C’hanno messo davvero poco a raggiungere il bicameralismo perfetto. Della pausa tra un voto e l’altro, s’intende. Mentre i partiti hanno stabilito che il finanziamento passerà attraverso il 2 per mille garantito dello Stato, mentre la casta non si taglia nulla, l’unica riforma, la prima che sono riusciti a fare, è aumentare un poco la tazzina di caffè. Prezzo politico, ovviamente. Il Senato ha fatto lo sforzo di passare da 75 a 80 centesimi per tazzina, raggiungendo il caffè scontato aziendale della Camera dei Deputati, dove alla buvette si sborsano già i faticosi 80 centesimi per la pausa agognata dei politici affaticati.

Ma in tempi di crisi, si sa, bisogna dare il buon esempio e fare il sacrificio di pagare la bellezza di 80 centesimi il caffè nei bar prestigiosi dentro Palazzo Madama come in Transatlantico.

Che sacrificio. Non si tagliano le pensioni d’oro, la Corte costituzionale dice che non si toccano i diritti milionari acquisiti. Non si tagliano gli stipendi ai supermanager, non si propone di far accontentare i grandi burocrati di stato alla miseria di 5mila euro al mese di pensione. Cinque centesimi di più per il caffè si possono anche sopportare. In tempi di spending review i partiti sanno fare questo: 5 centesimi, meno che l’elemosina agli zingari al semaforo. O no?

In fin dei conti sono rappresentanti del popolo sovrano, e al popolo in tempi di magra non si possono chiedere più sacrifici di quanti già non ne stiano sopportando, vero? 80 centesimi è un prezzo equo. E per la brioche? Passino dalla regina. Quando manca il pane, si passa al dolce, spiega la storia dei politici morti di fame.

*Segretario Indipendenza Lombarda

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2 Comments

  1. Dan says:

    Chi si rivolta merita libertà e prosperità.
    Chi no, le supposte di rame in comodi tagli di 5 cent l’una

  2. indipendentista says:

    Cosa ha fatto la “Lega” durante i suoi governi per cambiare le cose? Ha tagliato su sanità e istruzione per non toccare i privilegi della casta di cui fa parte.

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