“Basta euro tour”: un manuale e sette tappe con Salvini e il prof. Borghi

di REDAZIONE

Un manuale in 31 punti e sette tappe, da Firenze a Bergamo, per spiegare perche’ “uscire dall’euro conviene”. Prendera’ il via domenica dalla citta’ amministrata da Matteo Renzi il ‘Basta euro tour’ organizzato dalla Lega Nord in vista delle europee. Protagonista, insieme al segretario federale Matteo Salvini, Claudio Borghi Aquilini, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Universita’ Cattolica di Milano. Noto per le sue posizioni euro-critiche, Borghi era intervenuto anche al congresso federale del Movimento il 15 dicembre. Dopo Firenze (appuntamento domenica alle 10:30 all’Auditorium al Duomo in via de’ Cerretani) le prossime tappe saranno a Milano il 22, a Torino il 15 marzo, a Padova il 23, a Genova il 5 aprile, a Bologna il 19 e a Bergamo il 26. Durante gli incontri sara’ distribuito un librettino ‘Basta euro, come uscire dall’incubo: 31 domande, 31 risposte, la verita’ che nessuno ti dice’.

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12 Comments

  1. prewiht says:

    A Olbia dove si può trovare il libretto del prof. Borghi?

  2. LADY BUG says:

    POTETE DIRE QUEL CHE VOLETE, MA NON SI ONO DEGNATI DI DIMINUIRSI GLI STIPENDI.L’OPERAIO CHE SI RECA AL LAVORO, SI PAGA LE SPESE DI VIAGGIO CHE NON PUO’ DETRARRE, LA POLITICA NO.OPERAI E PENSIONATI PAGANO LE TASSE SUL LORDO, LORO NO.PRENDEVO 498 EURO DI PENSIONE AL MESE, ADESSO ME NE DANNO 455: DEVO VIVERE E PAGARE L’AFFITTO. CI FANNO LE PULCI SUL POCO CHE ABBIAMO, MA LORO I NS SOLDI DOVE LI METTONO? DI QUESTO NESSUNO SA NULLA. IL BUON RENZI E’ UN FANFARONE E BASTA: TOGLIE I SOLDI A CHI HA VERSATO I CONTRIBUTI PER DARLI A QUELLI CHE LAVORANO, MA IL COSTO DEI DIPENDENTI E’ FATTO DALLE TASSE CHE LE PICCOLE AZIENDE PAGANO, DI CONSEGUENZA NON CAMBIA NULLA. SOLO UN FANFARONE IN PIU’

  3. Leonardo says:

    Queste si che sono proposte, svegliamoci,
    Grazie prof. Borghi e grazie a Salvini

  4. anthony says:

    Qui sotto vi allego il link dove parla il professore Borghi presso London School of Economics il 25 gennaio 2014 troverete nello stesso canale gli interventi degli altri oratori. L’incontro non e’ stato organizzato da nessun partito ma era aperto a tutti. Grazie

    http://www.youtube.com/watch?v=u9bPB6Zwrnw

  5. Giacomo says:

    Io da padano voglio più Europa, più Lombardia, e soprattutto meno italia….Mi sembra che posizioni come queste invece faranno ottenere “più italia” e basta, cavalcando il peggior nazziunalismo all’amatriciana…ma alla lega 2.0 del trio Tosi-Maroni-Salvini, coi loro compari di estrema destra pare che “più italia” vada benissimo

    • anthony says:

      Puoi essere europeista ma non per questo eurista ossia sostenere l’euro. L’euro di fatti sta devastando il mercato unico europeo.

  6. Albert Nextein says:

    Quando passerà dalle mie parti io ci andrò.
    Mi interessa il librettino.
    Voglio scorrerne i dati.

  7. gianpaolo says:

    Quanta fantasia, praticamente usciamo dall’ euro. Un paio di svalutazioni e la nostra futura moneta diventa carta straccia. Poi tutti a piedi perchè diventa un problema l’ acquisto del petrolio, materie prime ecc. Diceva una volta mio zio “In che mani siamo capitati” Veramente…

    • Giacomo says:

      da applausi.
      però tranquillo, se tutto va come deve tra qualche mese, dopo le europee in cui non arriverà al 4%, non sentiremo parlare più ne di Salvini nè di Lega…ancora un po’ di pazienza

    • mi interessa la posizione di Borghi e molto, brava Lega.

    • A. B. says:

      Non ci siamo. Le manca la cognizione dei fenomeni di cui parla. Si interroghi per intanto su un paio di dati: qual è l’incidenza del costo della materia prima importata, oggi, in Italia, sul prezzo della lavatrice prodotta dall’Electrolux, e lo confronti con quello della manodopera e delle tasse; secondo punto, forse il più semplice da capire: come certamente sa, il prezzo alla pompa della benzina è costituito per il 70% di imposte, quindi anche una svalutazione del 25% della moneta con cui acquisteremmo il petrolio farebbe aumentare il prezzo finale del….? Glielo dico io, del 7,5%.
      Le ricordo che abbiamo assorbito negli ultimi anni un aumento del prezzo alla pompa molto superiore, e non mi pare che si andasse “tutti a piedi”.
      Si potrebbe per favore essere più cauti con le sparate a sensazione, e consultare i dati?
      Poi, è ovvio, l’uscita dall’euro è una condizione necessaria per far ripartire l’economia (ce lo stanno cantando in tutte le musiche una sfilza di premi nobel dell’economia) ma nessuno afferma che sia sufficiente, va da sé.

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