Basta con l’Unione italiana. In 2 giorni ha già rubato 300 milioni di euro

di STEFANO CRIPPA

“Per stanchezza, per fatica. Perchè ora basta. Abbiamo dato alla Spagna moltissimo di più di quel che ci ha restituito, sempre. Per troppo tempo, troppo. Troppo a lungo. Il matrimonio è finito. Ci si può separare con civiltà, restando buoni vicini” Con questa frase detta durante un’intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”  dall’attuale presidente della Generalitat de Catalunya Artur Mas, si può riassumere il pensiero indipendentista.

La Lombardia ogni anno stacca un assegno di ben 56 miliardi di euro per il “privilegio” di far parte dell’unione italiana e per aiutare, almeno così dicono i membri del parlamento e del governo, le aree più “disagiate” del paese. Qui, però, sorge un dubbio: non è che con la parola “aiutare” vogliono solo nascondere qualcosa d’altro? Ora mi spiego.

Quando una persona vuole aiutarne un’altra lo fa volontariamente, senza che qualcuno le dica la cifra che deve devolvere, infatti questo bel gesto viene descritto dalla parola “altruismo”; si chiama invece “rapina” quando vi è una terza persona che, con metodi coercitivi,  la obbliga a “donare” una parte dei suoi soldi per sussidiarne un’altra. Ora sostituite i protagonisti dell’esempio precedente con la Lombardia, il Meridione e lo Stato Italiano e avrete il quadro completo: in poche parole, lo Stato rapina la Lombardia per tenere in una situazione para-coloniale il Mezzogiorno che, come noi, ma in modo diverso, subisce solo danni da questa unione forzosa.

Per risolvere questo problema i nostri territori hanno tentato di percorrere la strada, che è stata sbarrata dalle forze unioniste, del tentativo riformista passando per Roma, per ottenere la trasformazione dello stato unitario in una confederazione, in cui ogni territorio macroregionale sarebbe stato sovrano nelle proprie attribuzioni e messo sullo stesso piano dello stato centrale, cui sarebbero stati affidati pochi compiti di interesse generale, riguardanti l’intera confederazione. Questa proposta è stata respinta e ogni altro tentativo di riforma di questo paese, per mettere fine alla rapina fiscale a danno dei territori produttivi, non è mai arrivata a compimento.  Ciò ci costringe a dire, come Artur Mas, che siamo stufi e che non ci viene lasciata altra scelta: dobbiamo dividerci.

La colpa di tutto questo non è nostra, è solo dello stato italiano e… CONTINUA A LEGGERE QUI

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6 Comments

  1. ROBERTO says:

    Quando capiranno sara’ troppo tardi….
    Siete stati 20 anni parlando di secessione e dopo venta’anni al governo sia a roma che nelle regioni, tutto e finito in una bolla di sapone,e i piu’ umiliati sono stati come al solito il popolino che votava lega.E adesso la crisi la sta pagando proprio quella povera gente che votava lega cioe il proletariato sottosviluppato del nord,non certo l’alta borghesia che non ha mai voluto un’italia divisa perche sa che con un paese diviso le loro aziende non vendono piu al sud e quindi falliranno.
    Ma avete una minima idea di quello che dite,studiate la storia vedete le vostre origini,ma quali genti italiche,TESTE VUOTE.Voi derivate dai longobardi e i longobardi venivano dall’attuale ungheria,e l’imperatore marco aurelio dopo che vi hanno schiavizzati vi ha mandati a popolare il nord italia leggetevi la storia DELL’IMPERO ROMANO,studiate cosa intendeva il senato romano,e i generali romani per popoli italiani,al di sopra del rubicone la chiamavano cisalpinia,studiate cosa diceva MACHIAVELLI E ALIGHIERI,CHE SOTTOLINEAVANO CHE L’ITALIA INIZIA DALLA ROMAGNA FINO ALLA SICILIA,al di sopra della romagna ci sono i popoli non italiani i cisalpini!!!!!SVEGLIATEVI PER FAVORE piu dormirete piu farete una brutta fine,ma a chi fate la rivoluzione,se non siete neanche in grado di controllare i quartieri dove vivete che sono comandati da albanesi e rumeni,SVEGLIATEVI TESTE VUOTE!!!!Le uniche rivoluzioni sono venute dal sud, dai siciliani quando buttarono fuori i francesi e i napoletani unica citta’d’europa che in 4 giorni hanno scaraventato da napoli i nazisti,unici in europa senza l’aiuto di nessun alleato.Non voglio essere offensivo ma signori lo avete nel sangue la sottomissione,il sottomettervi,il sottostare agli altri,a livello genetico.VOI SIETE BUONI E ONESTI LAVORATORI CHE PAGANO LE TASSEi,non siete rivoluzionari o gente animosa o arrabbiata lo dice la storia,quindi lavorate pagate il conto cioe le tasse se non vi piace fuori dall’italia.CIAO E SEMPRE FORZA ROMA

  2. Veritas says:

    Ma qui hanno cominciato a toglierci unm po’ di euri dalle pensioni (mica toccano quelle d’oro) ed è un primo passo per portarci alla miseria.
    Ma dobbiamo proprio lasciarli fare? Ma i sindacati servono a qualcosa?

  3. Roberto Porcù says:

    Non si è mai visto un rapinatore smettere di rapinare di sua iniziativa.

  4. gino.leverato says:

    Se la Catalogna se ne andra’, non ci sara’ piu’ alcuna scusa per bloccare Veneto e Lombardia. Perdere un’occasione del genere sara’ la fine!…

  5. Schwefelwolf says:

    La Storia ci dovrebbe insegnare che le “genti italiche” – “padani” compresi (a parte, forse, i veneti) – non hanno mai fatto una rivoluzione. Qualche sommossa, qualche linciaggio, qualche morto, mai poi tutto è sempre tornato all’italica “normalità”: una normalità fatta di soluzioni individuali, di ricerca di un angolino dove sopravvivere, di un posticino ancora coperto, di un'”amicizia”, di un compromesso.
    Per arrivare alla secessione ci vorrebbe una rivoluzione (o guerra civile), che verrà solo quando (e se) la situazione si avvicinerà a quella francese del 1788, con il popolo veramente alla fame e senza altre vie d’uscita. Fino ad allora ci saranno solo parole – come sempre… Lega docet!

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