Base leghista indipendentista, ma vertici spesso italiofili

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Su queste pagine non ho certo mancato di criticare la Lega, in special modo la dirigenza e per non fare la parte di chi le manda a dire standosene comodamente seduto dietro un computer ho pensato bene di recarmi di persona di fronte a parte della dirigenza che tanto ho criticato per dirle in faccia ciò che penso, pubblicamente e a muso duro.

Davanti a me c’erano i più importanti leghisti della bergamasca, mancava solo Calderoli, oltre a due – tre cento militanti e nei pochi minuti a disposizione ho elencato tutti quelli che ritengo essere gli errori della dirigenza: bene o male argomenti che ho già più volte trattato nei miei articoli, insomma ho solo detto chiaro e tondo che la dirigenza andrebbe azzerata e che sono da rottamare: cosa sarà mai?

Non è stato facile, né divertente, però pensavo mi aspettasse un Ruggeri solo contro tutti, invece il mio breve discorso ha raccolto molti applausi e consensi, anzi per quanto io fossi praticamente sconosciuto all’intera platea, chi él pò chèl lé? si chiedevano i più mentre parlavo, posso dire di aver preso più applausi io che gli arci noti parlamentari che poi hanno replicato.

È evidente che i presenti non hanno applaudito il sottoscritto, sono e voglio restar un signor nessuno cui basterebbe che altri facessero bene il loro mestiere. E’ evidente che hanno applaudito ciò che ho detto, il discorso più indipendentista che hanno sentito negli ultimi 10 anni. Probabilmente non gli sembrava vero, non credevano alle loro orecchie e ciò fa sperare, vuol dire che c’è ancora del buono in Lega, anche se le prospettive rimangono pessime.

Infatti nelle medesime ore in cui Salvini dichiarava a Domaso in presenza di Gianluca Marchi che Noi sappiamo dove dobbiamo andare, il nostro obiettivo resta sempre quello: Lega Nord per l’indipendenza della Padania, in mia presenza qualcuno meno importante di lui, ma non troppo, ha comunicato alla platea che il prossimo congresso federale dovrà decidere la linea politica da tenere, ovvero dovrà decidere se la Lega è ancora indipendentista, oppure se è solo federalista, oppure se punta alla macroregione qualunque cosa sia. A quel punto ho perso la testa, ho dato di matto e abbandonando l’aula, ho mandato a… far qualcosa di poco carino il parlamentare che stava parlando e sono molti quelli che hanno lasciato l’aula durante le repliche dei dirigenti qualcuno borbottando: ma stó ché a scoltà chi?

Non è possibile che la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania pensi di discutere in un congresso federale se è un partito indipendentista, federalista o altro. La discussione semplicemente non è ammissibile, non è accettabile, sarebbe come se al comitato centrale del partito comunista si discutesse se sono ancora comunisti, oppure solo socialisti o magari liberali. Mi è sembrata una apertura di credito alla linea tosiana, stile federalismo patriottico, e poco cambia che il parlamentare in questione mi abbia poi cercato e affrontato a muso duro replicando che lui è indipendentista: allora una simile posizione la devi trovare inammissibile anche tu! Un conto è tenere un profilo basso sull’indipendentismo perché politicamente non è il momento, anche se da 12 anni dicono che non è mai il momento, un conto è scientemente sedersi al tavolo per stabilire se si è ancora indipendentisti o meno.  Per me o cambiano prima il nome e l’articolo 1 dello statuto, oppure una discussione del genere non la si può neppure ipotizzare, ciononostante il rischio è che nel prossimo congresso i patriottici fatti di Tosi prevalgano sulle “belle parole” di Salvini.

In ogni caso, come ho già detto, ho avuto un ulteriore prova che c’è ancora del buono nella Lega e non penso alle parole di Salvini a Domaso, ma alla reazione dei semplici leghisti che ho incontrato. All’interno della Lega gli indipendentisti non sono spariti, son persino più numerosi di quanto si creda e forse stanno anche iniziando ad organizzarsi, peccato solo che non siano nei posti di comando. Lo stesso segretario provinciale Belotti mi ha risposto che non sono tutti italiofili, no, tutti no, anche tra i leghisti che hanno incarichi ci sono lodevoli eccezioni da cercare con il lanternino, ad esempio i 5 sindaci leghisti su 60 che si sono rifiutati di andare da Napolitano, però è evidente che qualche italiofilo c’è, aggiungiamoci un po’ di tentenna e un po’ di poltronari e il mix si fa esplosivo e facilmente spiega perché la Lega sia così conciata.

In conclusione la dirigenza farebbe bene a valutare con attenzione lo stato d’animo della base, non so quanto potranno essere ancora sopportate certe scelte. Se al congresso federale dovesse passare la linea tosiana del federalismo patriottico, se l’abbandono dell’indipendentismo dovesse essere certificato e i sogni infranti del tutto è meglio che i dirigenti non rientrino più nelle sezioni, nella migliore delle ipotesi le troveranno vuote, più facilmente in rivolta. Insomma chi pensa di ufficializzare la fine dell’indipendentismo leghista e bene che si tenga poi lontano dalla base, basterebbe anche solo un signor nessuno come il sottoscritto, un pinco palla qualsiasi di cui tutti si chiedono chi él pò chèl lé per dar fuoco alle polveri.

 

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18 Comments

  1. Veritas says:

    In Padania l’indipendentismo esiste sin dal secondo dopoguerra ed è andato aumentando col passare degli anni e anche a causa dell’oppressivo peso romanocentrico.
    Questa aspirazione all’indipendenza è proprio stata captata da Bossi e gli è servita per fondare, con pochi altri, la Lega.
    Quanto al popolo leghista, Ruggeri ha ragione, è senz’altro migliore di tanti suoi alti dirigenti.

  2. daniele quaglia says:

    l’italiano vota i suoi rappresentanti perchè facciano i suoi interessi ma una volta eletti, i rappresentanti, tutti, tradiscono sistematicamente il mandato popolare.
    Se i padani eleggono i loro rappresentanti e questi si comportano come sopra significa che l’aria dei sette colli ha trasformato un padano in un perfetto italiano e a Roma, a rappresentare e curare gli interessi dei padani, ci sono dei perfetti italiani integrati al 100%

  3. braveheart says:

    ATTENTO RUGGERI NON TI FIDARE DI BELOTTI….CHIEDI QUANDO ERA SEGRETARIO FINE ANNI 90 CHE FINE HANNO FATTO LE FIRME PER IL REFERENDUM “BERGAMO PROVINCIA AUTONOMA.”
    ED IL TERRENO DI PONTIDA COMPRATO DAI MILITANTI E VENDUTO AL PENNY MARKET….CHI CI HA GUADAGNATO?????…..LA CASTA DI BERGAMO TACE…..

    • Gianfrancesco says:

      io non mi fido di nessuno, dialogo con tutti, poi valuto i fatti.

      le firme di bergamo provincia autonoma si dice siano finite in cantine, ma l’ordine sarebbe arrivato dall’alto, per un cambio di strategia politica, basta puntare sulla provincia autonoma e via con un altro cavallo di battaglia. Cosa frequente nella ondivaga azione politica leghista…

      Cmq non ho mancato nel mio intervento di rinfacciare anche l’aspetto firme, ogni tre per due c’è una raccolta di firme di cui poi non si sa mai l’esito, ne se ne capisce l’utilità.

      per il prato di Pontida non so che dire, non avendo strette frequentazioni non sono in grado di rispondere.

  4. celtic pride says:

    Salvini è già in campagna elettorale per le prossime europee, le sue credenziali “indipendentiste” sono pari a quelle di un Tosi, di un Bossi o di un Borghezio. Chi crede ai suoi proclami “secessionisti” o è tonto o ne ha un tornaconto. Come è chiaro a tutti la Lega 2.0 è doppiamente legata a Berlusconi di quanto non fosse la Lega bossiana, quindi ogni tentativo di strumentalizzare la causa indipendentista da parte dei ras di Bellerio, di Varese, di Bergamo lascia il tempo che trova.

    • Giuseppe says:

      Infatti, crediamo si debba far di tutto per impedire alla casta del partito leghista di strumentalizzare la causa, mantenendo gli emolumenti berlusconiani e ingannando ancora una volta la nostra gente (un po’ minchiona).
      Nello stesso tempo, aiutare i militanti in buona fede, talora militonti, a mettere bombe metaforiche sotto le sedie di una dirigenza culona e marcia, come esemplarmente in tal senso ributtante è quella bergamasca, che puzza dalla testa (Calderoli, poi Stucchi, Consiglio etc., a cascata) ai piedi (Invernizzi-Pedretti), per sostituirla con gente preparata, onesta e almeno veramente autonomista, se non indipendentista, come auspicabile.
      La scelta del segretario federale non sarà comunque una cosa indolore e/o insignificante, anzi: essa è molto più importante di quanto non si pensi, e per di più ora anche discutibile e sulla quale si può addirittura incidere con un certo peso, da parte del popolo autonomista, anche (soprattutto) grazie a questo splendido giornale.

  5. luigi bandiera says:

    Sembra proprio che i dirigenti (si fa per dire e per non essere troppo pesanti) siano la mano destra e sinistra dell’ OCCUPANTE.

    Ci tengono SOTTO e ci OSTACOLANO ma non si sa veramente quanta e quale responsabilita’ hanno nel FARCI PERDER TEMPO perche’ cio’, il nostro obiettivo, non AVVENGA, appunto: l’INDIPENDENZA o l’AUTODETERMINAZIONE che loro hanno sottoscritto in tutte le sedi..!!!!!!!!!!!!!!!

    Noi popolo non abbiamo firmato mai un KAX e proprio perche’ NON SIAMO SOVRANI come per altro lo STARNAZZANO continuamente, il viceversa, ed e’ stata la prima presa per il culo messa nero su bianco in quella carta detta igienica e piu’ FARISEA del mondo..! Del resto e’ kattokomunista e non puo’ non essere che cosi’: IPOCRITA.

    Solo, sbagliando da SEMPRE, abbiamo messo quella X di merda che ha dato loro il POTERE DI TENERCI SCHIAVI..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Mi sa che bisognera’ alzare i TONI e non solo.

    Cominciamo con il lancio delle monetine, visto che hanno bisogno dei nostri SOLDI, quando vengono a PRENDERCI PER IL CULO facendoci visite mirate a vedere se siamo buoni o cattivi..!!

    L’e’ tutto un sorriso quando arrivano qua, magari provenienti da roma da sempre predona, da parte di tutti gli schiavizzati.

    Agli STRAPAGATI, diamo il fuori busta strapaga, KAX…

    Ormai ci hanno veramente messi sul LASTRICO… magari asfaltato da un altro di quelli buoni… del momento.

    E qua, tra uno che sbianca e l’altro che asfalta siamo messi proprio da sagra… e via tutti in giostra KAX al kuo..!

    Per non pensare allo TSUNAMI UMANO CHE CI STA TRAVOLGENDO senza che nessuno muova un dito. Anzi. Il tsunami e’ aiutato per farci devastare il piu’ presto possibile..!!

    MERRRDDD!!!!!!!!!!!

  6. cincinnato veneto says:

    Peccato che gli indipendentisti veri dalla lega nord stiano uscendo. Rammaricandosi di non averlo fatto prima
    La via istituzionale.italiana percorsa dalla lega ha fatto innamorare troppi.dirigenti delle prebende di Roma
    Gandhi aveva visto giusto quando disse:prima ti ignorano poi ti deridono poi ti combattono poi vinci. Solo che per l’italia ci voleva una postilla:prima di tutto e soprattutto ti comprano. Ecco cosa ne è stato della lega
    Volente o no ha svolto il ruolo di stampella del regime italiano.
    Quando era al governo bastava mordere di più e abbaiare meno
    Ma per chi morde c’è il bastone che fiacca chi il coraggio non ce l’ha
    Mentre un ossicino da spolpare sotto la tavola della magneria c’è sempre per chi abbaia e basta

    • celtic pride says:

      Citazione dall’articolo:

      “Salvini dichiarava a Domaso in presenza di Gianluca Marchi che Noi sappiamo dove dobbiamo andare, il nostro obiettivo resta sempre quello: Lega Nord per l’indipendenza della Padania”

      Frase che in tipico stile demo-belleriano vuol dire tutto e il contrario di tutto. Concordo sul fatto che gli ultimi indipendentisti se ne stiano andando, l’emoraggia di tessere è sotto gli occhi di tutti, altro che millantate “aperture di nuove sezioni”. Ormai tutti gli sforzi di Bellerio sono concentrati alla sopravvivenza, ovvero superare la soglia del 4% alle prossime europee. Di proclami pseudo-secessionisti e “indipendentisti” da parte di questi signori ne sentiremo a go go nei prossimi mesi.

  7. Giulio says:

    Se il parlamentare bergamasco in questione è questo fatevi due risate sulle sue gesta da segretario provinciale, vi stupirà di così tanta “professionalità”

    http://nusquamia.wordpress.com/2013/06/28/christian-invernizzi-unintervista-impossibile/

    e una letterina anche per il Belotti, famoso per i libri sull’Atalanta.

    http://nusquamia.wordpress.com/2013/06/28/christian-invernizzi-unintervista-impossibile/#comment-4512

  8. Giacomo G. says:

    Ruggeri ha fatto centro, dobbiamo incalzare e se necessario mandare a casa, la dirigenza bergamasca.
    Sono note a tutti le porcherie che hanno commesso alcuni “big” del partito, ma il clima di complicità e d’omertà che dura da troppi anni, ha permesso la degenerazione del movimento che si sta trasformando sempre più in un partito italiano e corrotto.
    Tutto questo grazie alla conduzione familistica degli ultimi anni, farcita di poltronari e lacchè.
    Come esempio riprendo un articolo di Tontolo:
    http://www.lindipendenzanuova.com/bergamo-e-la-lega-si-batte-per-laccademia-della-gdf/

    leggete i commenti, è chiara una incazzatura da parte della base, leghista e non, che ha perso la pazienza.
    Attenzione che questi ora sentiranno l’aria che cambia e si professeranno tutti indipendesti, ma abbiamo imparato a riconosce i poltronari e incapaci alla causa

  9. A.d.G says:

    Un piccolo ragionamento logico: di qualsiasi gruppo o unione di persone si prenda ad esempio, il Capo è SEMPRE colui che è più convinto e motivato a raggiungere gli scopi che si prefiggono le persone quando si uniscono. Domanda: chi riconoscete come capo della attuale Lega? Chi persegue, motiva e sprona il gruppo sulla strada verso l’obiettivo?
    Vi pare giusto che un eletto al parlamento romano venga a porre la domanda di “quale strada intraprendere”?
    Io non riconosco come Capo chi non sa dove andare!
    Abbiamo bisogno di persone coraggiose e motivanti, il Bossi dei primi anni ’90. Magari un po’ più deciso e meno “intortabile”.
    Dalle mie parti (ovest BG) le sezioni “calderoli-oriented” si sono polverizzate: niente militanti, niente sezione, niente voti!!
    Aspettiamo Salvini, solo lui ha la stoffa del capo, adesso.

  10. Giuseppe says:

    Il “democristiano” Roberto Calderoli, già assiduo frequentatore della Giovane Italia, organizzazione giovanile del defunto MSI di Fini, sta alla finestra per “vedere l’effetto che fa”. Intanto e “intelligentemente” (sotto l’aspetto della merda partitica, ovviamente), manda avanti i suoi servi. Ha evidentemente speso parole con Tosi & similari, finti autonomisti, perché altro non possono essere i nazifascisti di Forza Nuova, e ritiene che la conferma della sedia stia più probabilmente da quella parte. Ma non ne è sicuro, e così tralascia l’importante riunione e va a brindare Gancia e contorni.
    È una buona notizia, e ce lo conferma Ruggeri: l’operazione condotta a Bergamo dalle facce di m….da “romane”, lazzaroni e incapaci, scelti appositamente dal Calderoli fra costoro, stipendiati non si sa perché (anzi, lo si sa, e la cosa fa schifo…), non riceve il consenso della base, e lo str…. “romano” che afferma nello stesso tempo e con arroganza cose inconciliabili va finalmente preso a calci nei cogl…, metaforicamente, ovvio, oppure invitato una sera fuori sede per chiarire senza l’appoggio della claque le sue contraddizioni.
    Il Roberto Calderoli, invece, bisogna stare attenti anche a prenderlo a calci nel culo: ci si può sporcare anche così.

  11. Malgher says:

    E’ UN DISCORSO DI LANA CAPRINA ? ?
    Lega Nord ? ?
    NOSSIGNORI . . . . io NON sono un punto cardinale . . . . io sono PADANO ! !
    E’ partendo dalla facciata lessicale che si incomincia !
    E’ partendo dalla storia di questi ultimi 25 anni di esistenza che si può capire, questo è il mio pensiero, dove veramente vada il movimento. Opportunismo, soldi certi da parte dello stato centrale, visibilità etc..
    Tutto ciò senza che un dibattito serio su INDIPENDENZA sia mai stato affrontato dai nostri supposti dirigenti.
    La base chiede e loro interpretano. E . . . diciamolo chiaro non è che a Verona (vedi processo contro la lega) il comportamento di quei dirigenti sia stato “eroico” . . . . piuttosto, a me, sono sembrati dei caga sotto!

    • Gianfrancesco says:

      sono d’accordo e le farà piacere sapere che ho provveduto a sbattere in faccia alla dirigenza anche questi argomenti.

      la questione dello slogan Prima il Nord l’ho affrontata nei primi punti del mio breve discorso definendolo un obbrobrio di slogan e dicendo che un partito indipendentista serio avrebbe dovuto avere come slogan “Solo Padania”.

      Poi ho parlato della cronica mancanza di preparazione e formazione su cosa sia la Padania, quale sia la sua lingua ecc, ecc e di come la dirigenza leghista ignori tutto ciò e si sia sempre limitata a gridare Padania libera senza aver mai avuto bene l’idea di cosa sia la Padania.

      Un parlamentare di quelli svegli ha replicato che nord, padania, cosa cambia? il senso è quello… e ha ragione, il senso è che lui non doveva fare politica o che perlomeno ha sbagliato partito.

  12. Riccardo Pozzi says:

    Credo che lei abbia individuato la via giusta per gli indipendentisti delusi e amareggiati. Non credo sia quella dei nuovi movimenti, per quanto comprensibile, non tiene conto del logorio che l’opinione pubblica ha subito sui temi del federalismo possibile, sulle differenze e responsabilità territoriali e sull’indipendentismo più estremo. La gente tende a sbuffare e a passare oltre. E senza voti, questo dovrebbe essere più chiaro ai teoreti della questione settentrionale, non si va da nessuna parte.
    Allora occorre tornare, come ha fatto lei, alla casa del padre padrone, sbattere le porte sul muso e riprenderci la causa, defenestrare i “sacerdoti” del leghismo istituzionale e ricominciare dagli argomenti, dalle cose. La crisi in corso avrebbe portato valanghe di voti alla lega se non fosse arrivato con perfetto tempismo il dossier “trota” ma è vero anche che da tempo il trotismo aveva reso tremule le gambe del movimento.
    Gli interventi come il suo servono a scuotere la base perché riprenda in mano il movimento e lo cambi. E’ troppo tardi per nuovi movimenti, nuove sigle e nuove delusioni.

  13. Giulio says:

    Ruggeri lei ha fatto un’esamina piuttosto precisa della paradossale situazione attuale, oramai da troppo tempo, della Lega a Bergamo.
    Calderoli assente?
    Da perfetto democristiano, si nasconde per uscire allo scoperto dopo che ha fiutato l’aria per schierarsi dalla parte maggioritaria, sono più di 20 anni che si comporta così per rimanere attaccato ad una poltrona.
    Calderoli per stare a galla vuole esercitare un’azione di ricatto nei confronti della segreteria federale, attuale e futura.
    A lui non gli importa un bel niente dell’obiettivo finale dello statuto della Lega, vuole conservare per se stesso e per la sua cricca bergamasca quel minimo di potere per fare politichetta.
    Politichetta basata su vuoti slogan, insulti premeditati per una facile visibilità, occupazione del potere con i suoi adepti, che a scalare sono uno peggio dell’altro per capacità e serietà.
    Un grido di dolore per una terra di vocazione autonomista.
    Che si svegli la base e chieda a questi poltronari privi di ideali, impegno e risultati.
    Quanto al parlamentare lasciamo stare, dallo Stucchi fino all’Invernizzi o sono bolliti o hanno vissuto solo di partito e salvaguardano solo questo.

    • Veritas says:

      Calderoli non ha mai favorito che la cultura entrasse nella Lega, anzi , l’ha sempre tenuta alla larga.
      Eppure, senza una solida base culturale, non si può edificare e mantenere in vita un partito.
      Se invece l’avesse promossa, oggi la Lega si troverebbe in assai migliori condizioni.

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