Barnard, l’ignoranza economica la fa da padrone in tv

di CLAUDIO ROMITI

Sul piano della visione economica, mi sembra di poter dire che in Italia vi siano tre categorie: gli ignoranti, di gran lunga i più numerosi; i portatori di buon senso, esigua minoranza di persone che si ostinano a credere nel nesso causa-effetto; gli idioti, costoro assai rappresentati nei pollai televisivi in cui si sostiene di fare informazione.  Tra questi ultimi spicca Paolo Barnard, ospite fisso di Paragone su La7, il quale conferma appieno un celebre motto di Oscar Wilde proprio sugli idioti. Secondo l’illustre letterato irlandese, infatti, non conviene mai discutere con simili personaggi, in quanto “ti trascinerebbero sul loro terreno, battendoti poi con l’esperienza.”

Ora, ciò che lo stesso Barnard è riuscito ad esprimere nel corso dell’ultima puntata della Gabbia – talk che somiglia sempre più ad una farsa napoletana – ha raggiunto le cime più alte dell’assurdo. Al suo cospetto il grande Ionesco farebbe la figura di un drammaturgo di provincia, tanto paradossali sono apparse le tesi esposte.

In tema di tasse, con tanto di lavagnetta di supporto, il pupillo economico di Paragone ha svelato alcune verità rivelate a dir poco sorprendenti. In primis, egli ha scioccato la platea in ascolto sostenendo che le tasse medesime non servono assolutamente a finanziare la spesa pubblica, laddove sia lo Stato nazionale a controllare l’emissione di moneta. E ciò – ha proseguito Barnard nella sua delirante esposizione – si evincerebbe in modo incontrovertibile da un meccanismo che codesto candidato al premio Nobel ha sintetizzato con un istruttivo disegnino. In tale schema il governo stampa la moneta e poi la distribuisce ai cittadini, i quali solo dopo questo fondamentale passaggio possono utilizzare tali risorse di carta per i propri scopi, conservandone una parte per assolvere i susseguenti doveri fiscali. Dunque, chiarito con questa surreale partita di giro di cartafrolla – in cui il concetto di moltiplicatore economico sembra non esistere – che le tasse non vengono assolutamente  utilizzate per sostenere la spesa dello Stato, Barnard ci ha resi edotti circa le funzioni reali, indicate nel numero di 4,  della tassazione. In soldoni le tasse servono:

a) a imporre a tutti il monopolio della moneta a corso forzoso;

b) a calmierare come un termostato l’economia, alzandole o abbassandole a seconda del ciclo;

c) a controllare l’inflazione, drenando liquidità quando l’eccesso di moneta in circolazione tende a far aumentare i prezzi;

d) a impedire la nascita di enormi oligopoli economici e finanziari che metterebbero in pericolo, frammentando il sistema, la stessa Repubblica, di Pulcinella aggiungo io.

Ebbene, al di là dell’incredibile e incoerente guazzabuglio di sciocchezze (esistono anche delle colossali balle teoriche le quali, tuttavia, posseggono una loro coerenza formale) partorito dalla mente di Barnard, si coglie sullo sfondo una gigantesca idiozia posta a fondamento di un simile impianto. Posta la questione in questi termini, difatti, si è portati a credere che la ricchezza di una nazione non dipenda dal lavoro e dalla complessiva organizzazione produttiva, niente di tutto questo. Secondo questo eccelso cervellone la ricchezza delle nazioni sono i soldi di carta, emessi a piacimento dallo Stato. Tanto è vero che in un’altra parte del suo show delle balle lo stesso Barnard ha definito capitale la quantità di moneta distribuita dallo Stato medesimo e non, come dovrebbe essere, il frutto accumulato degli scambi economici.

A questo punto, nel tentativo di impedire a molti ignoranti economici – quest’ultimi comunque capaci di compiere scelte razionali nel proprio orizzonte personale –  di questa disgraziata Italia di non farsi convincere da simili, strampalate teorie, andando ad affollare la schiera degli idioti economici conclamati, consiglio alla sempre più sparuta platea della Gabbia di non prendere sul serio tali fantascientifiche teorie economico-finanziarie. Esse sono basate su dati falsi  e considerazioni a dir poco inverosimili. Tra queste l’idea che le tasse non servono ad alimentare le enormi greppie pubbliche di un sistema fallito, anche e soprattutto per questo, risulta imbattibile.

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50 Comments

  1. Giulia says:

    @Pippopigi: quoto!!! C’è di più,Barnard sostiene che in Italia con la Lira era tutto ok,quando ho davanti a me articoli di giornali economici del 95′ che dicono esattamente il contrario.

  2. eridanio says:

    Si e gli asini volano ..hem!…Volano basso, ma volano

    Rettifico il titolo:

    l’ignoranza economica la fa da padrone in tv
    come nella testa delle persone che vogliono vendere e comprare le soluzioni di miracolose teorie monetarie.

    Seguono una serie di post dimostrativi.

  3. L'incensurato says:

    Boh. Mah al punto “c” drenando drenando più che calmeriare l’inflazione non dovrebbe aumentare il costo del denaro?

    • Fr@ncesco says:

      No perché il tasso naturale del costo del denaro in regime di sovranità monetaria tende a zero. Per ulteriori informazioni, si rimanda a questo testo di Warren Mosler (padre fondatore della MMT) e Mathew Forstater (professore ed economista della MMT) intitolato IL TASSO NATURALE D’INTERESSE E’ ZERO:

      http://economiapericittadini.it/economia/la-moneta/8-tasso-interesse-zero

      • Marco says:

        Domanda da asino (io)…Supponiamo che l’Italia torni alla lira e che ri- abbia la sovranità monetaria, quindi può stampare tutto il denaro che vuole…Questo denaro potrà circolare in Italia, dove avrà un valore e fuori dall’italia dove avrà diversi valori in funzione di dove si va e del valore di scambio dei mercati (come era prima con la lira e come è adesso con l’euro)…Quindi è ragionevole pensare che in Italia la lira valga per esempio 100 e fuori valga di meno diciamo dai 50 agli 80…Considerato che in Italia non siamo indipendenti dal pdv energetico e che ormai non produciamo quasi più nulla dato che si tende a vivere di servizi e turismo e che quindi in Italia tende ad entrare sempre meno denaro (esportazioni) ma a circolare in maniera stagnante quello che c’è..qualcuno mi spiega quale giovamento si avrebbe nell’uscire dall’euro? Non si corre il rischio di trasformare l’Italia in una prigione dorata?

  4. Aquele Abraço says:

    Gli economisti tutti ci riempiono la testa di teorie che fanno diventare certezze, quando invece vagano tentoni nel campo delle ipotesi non dimostrabili. Infatti, la macroeconomia, diversamente da quanto la gente comune possa pensare, non è una scienza esatta o sperimentale, che sviluppi le sue teorie sulla base d’ipotesi suffragate poi da esperimenti ripetuti, controllati e riproducibili da altri scienziati. Il laboratorio della macroeconomia è il mondo intero, le sue cavie sono i mercati, le Borse, gli Stati, le imprese e le famiglie e quando si modifica una variabile, come la politica fiscale o monetaria di uno Stato, la validità della previsione è limitata a pochi giorni come le previsioni del tempo.
    Previsioni più a lungo termine sono difficili da fare per due semplici ragioni: primo, gli esperimenti sulla “pelle” delle persone sono immorali e deprecabili; secondo, anche se qualche istituzione economica tentasse di farli, ne vedrebbe i risultati a distanza di anni e non sarebbero né controllati né riproducibili poiché le condizioni iniziali non sarebbero mai le stesse e inoltre per ottenere i risultati di pochi esperimenti, gli economisti che li conducono dovrebbero attendere una vita intera. C’è da dire poi che la macroeconomia è una “scienza” piuttosto recente perché l’oggetto stesso dello studio, oggi complicato ulteriormente dalla globalizzazione dei mercati, è recente e che dunque le conoscenze sulle conseguenze a lungo termine di determinate azioni fatte in passato non si estendono oltre l’inizio del secolo scorso. Nemmeno i terremoti sono prevedibili, tuttavia i sismologhi possono per lo meno avvantaggiarsi delle documentazioni storiche risalenti all’ultimo millennio e indicare quali sono le aree statisticamente più sismiche.
    Solo nelle previsioni a breve e brevissimo termine la finanza speculativa, facendo uso di determinati modelli matematici, è in grado di garantire una certa stabilità nei risultati conseguenti alla modifica di una data variabile economica. Queste conoscenze sono per lo più utilizzate proficuamente dai grandi speculatori borsistici, che in genere intervengono spostando determinate quantità di titoli di credito in loro possesso, a detrimento dell’economia reale della comunità mondiale.

  5. guglielmo says:

    Grande paese di cacca quest’italia. Grande paese di cacca. Tutti “noantri” si parla di calcio, del pancino di Belen, di economia. Nessuna mai cita titoli, preparazione accademica, voti conseguiti, curriculum. Su questi temi di qualifica accademica o studi o professione, zitti tutti. Come i politici. Come i giornalisti. Siamo italiani, esperti di tutto, Nobel in economia, matematica, calcio, pancino di Belen [ma nessuno mai ci premia perchè “nun ce capiscono, semmo incompresi, anche noi der norde italiano”]. E così nessuno di quelli citati della scuola del mmt compare nominato nell’enciclopedia Garzanti “Economia” edizione del 2011. Stemo zitti solo se ce viene un foruncolo su una chiappa. Allora, tutti zitti, corriamo dar primario, noantri politici e giornalisti, solo lì nun esprimiamo parere, anche noi der norde italiano, pel foruncolo ce vuol l’esperto, lì ce vuol l’espertto.
    Grande paese di cacca.

  6. walter says:

    le affemazioni della mmt sono state ampiamente smentite, e poiché si basano su una concezione falsa e innaturale di moneta quelli che possono smentirle meglio sono gli economisti con una coerente e completa teoria della moneta e del credito, gli austriaci, capaci di spiegare la follia del sistema monetario post bretton woods. voi altri continuate ad investire nella borsa drogata dalla manipolazione dei tassi, che poi ne riparliamo. la mmt non capisce a causa di questo che l inflazione causata dall eccesso di offerta di moneta non richiede piena occupazione per realizzarsi. quando si abbassano i tassi e si regalano soldi ai governi c’é manipolazione del mercato e dei prezzi in ogni caso, che la disoccupazione sia zero o al 20 %.

    • Fr@ncesco says:

      Le affermazioni della MMT non sono mai state smentite in ambito accademico e chi ci ha provata è stato asfaltato. Per chi mastica un po’ d’inglese qui è possibile vedere un dibattito tra Warren Mosler (MMT) e Robert Murphy (scuola austriaca) tenutosi presso la Columbia University di New York con la moderazione di John Carney della CNBC:

      http://www.youtube.com/watch?v=cUTLCDBONok

      non è tanto facile mettere in difficoltà un macromonetarista come Mosler il quale sulle questioni monetarie ha la capacità di passarti sopra come un carro armato, metaforicamente parlando s’intende…

    • Marco Mercanzin says:

      Mi può dimostrare che solo la quantità di moneta determina inflazione ??

      • AndreaD says:

        In circa 2 anni ho assistito tre volte ad incontri pubblici di economia tenuti da Warren Mosler: Venezia, Rimini e quest’estate a Treviso, davanti a 500 persone. Ho avuto modo di conoscerlo di persona e mi ha subito dato la sensazione di essere un uomo molto disponibile. Perchè in tutte queste occassioni nessun detrattore si è fatto avanti per sbugiardarlo platealmente davanti a tutti? Mosler si è sempre dichiarato disponibile a qualsiasi confronto, quindi: perchè chi lo critica non ha accettato di partecipare a dei pubblici contraddittori che erano stai promossi proprio da Mosler stesso e da Barnard? Discutere di economia è nell’interesse di tutti i Cittadini, e farlo costruttivamente è molto più onesto e utile che criticare un giornalista che sta solo cercando di fare il suo dovere.

    • Gionni says:

      La Columbus University ha organizzato con la sponsorizzazzione della CBS una Lecture-Dibattito dal titolo “MMT VS Austrian school of economics” erano presenti Warren Mosler e naturalmente il loro pezzo da novanta Rober Murphy Presidente del Mises institute di Chicago…..i commenti abbastanza unanimi degli osservatori sono stati : “Non esiste piu’ una scuola austriaco in america”

      Qui il video integrale del dibattito…..

      http://www.youtube.com/watch?v=cUTLCDBONok

      PS
      come che tutti i Sissy boys bla bla bla poi quando vanno a un confronto diretto con Mosler o i Kansas City boys iniziano a farfugliare e vengono asfaltati….mah……

  7. gibuizza says:

    Invece di fare un articolo con il 90% di offese e dileggi di Barnard (che non interessano a nessuno), perchè non contestare nel merito le sue affermazioni? Io non sono un esperto, ma sentire ripetere sempre le stesse storielle fatte di slogan e battutine (stampa nazionale) o offese e dileggi (questo caso) non mi fa capire nulla, meglio un confronto nel merito e Barnard almeno cerca di fare questo. Voi spiegateci al meglio le vostre teorie, trovate i difetti nelle altre, confrontatevi apertamente e poi noi, non preoccupatevi, capiremo sicuramente quello che vorremo ottenere.

  8. No State says:

    Alla fine Reagn , Thatcher non sono molto diversi dai loro omologhi dittatori comunisti , stalinisti o maoisti . E i loro seguaci idem . Entrambi hanno condotto politiche terroristiche , dittature militari e autoritarie , culto della personalità , repressione e usi paranoici del capro espiatorio ( che siano i socialisti , gli ebrei o i borghesi poco importa ) totalitarismo nel nome della ” libertà ” , della ” democrazia ” o dell’utopia della società socialista .

    Poi chi ci crede ci creda pure , così come chi vuoole credere nella buona fede di altri dittatori ( Pol Pot , Hitler , Bush , Obama , Lenin poco importa )

  9. Riccardo Pozzi says:

    Sono di nuovo completamente d’accordo con il sig. Gargaglione. ma temo che Barnard non abbia tutti i torti. Suggerisco anche di non liquidarlo così con quattro battute, perché da buon giornalista è uno che documenta molto bene le sue fonti.
    In sostanza quello che voglio dire è che è vero che il sacco del nord ci sta uccidendo ma è altrettanto vero che l’Europa si sta vendicando dei decenni di svalutazione competitiva e lo fa con raffinate e implacabili armi finanziarie che si affiancano al nostro decennale problema nord-sud e ne aggravano gli effetti.
    Non resisteremo molto.

  10. Fr@ncesco says:

    Paolo Barnard NON S’INVENTA ALCUNCHE’ ! ! !

    Ciò che ha spiegato a La Gabbia è LA BASE della Modern Money Theory, scuola economica di stampo accademico i cui economisti spiegano che le tasse sono il driver del sistema economico contemporaneo.

    Per cui è stupido prima ancora che illogico criticare Barnard il quale non c’entra. Volete criticare la Modern Money Theory? Benissimo: vi comprate “MODERN MONEY THEORY: A PRIMER ON MACROECONOMICS FOR SOVEREIGN MONETARY SYSTEMS” di Randall Wray, leggete questo libro e poi pubblicate una critica al testo di Wray.

    NON C’ENTRA PAOLO BARNARD, E’ UNA SCUOLA DI MACROECONOMIA CHE SI CHIAMA MODERN MONEY THEORY LA QUALE SPIEGA COME CONSEGUIRE LA MASSIMA CAPACITA’ OCCUPAZIONALE (=PIENA OCCUPAZIONE) E LA MASSIMA CAPACITA’ PRODUTTIVA (=PIENA PRODUZIONE) UNITE ALLA STABILITA’ DEI PREZZI (=INFLAZIONE CONTENUTA).

    Qui di seguito Warren Mosler che ne spiega le basi:

    http://www.youtube.com/watch?v=LaqbZm_y15g

    ma si tratta di principii molto semplici in realtà. Mosler cioè spiega la natura esogena della moneta, ergo lo Stato PRIMA emette la moneta e POI la ritira per mezzo delle tasse. In pratica quindi si tratta di un CIRCUITO A DUE FASI. Fase uno: lo Stato emette la moneta. Fase due: lo Stato ritira tale moneta per mezzo delle tasse chiudendo così il circuito. Un nuova emissione di moneta da parte dello Stato riattiva il circuito.

    CONSEGUENZA PERFETTAMENTE LOGICA: E’ NECESSARIAMENTE IMPOSSIBILE CHE UNO STATO A MONETA SOVRANA SI FINANZI PER MEZZO DELLE TASSE.

    E’ IMPOSSIBILE IN QUANTO LO STATO PRIMA EMETTE LA MONETA E POI ESSO LA RITIRA PER MEZZO DELLE TASSE. IN REALTA’, QUINDI, LO STATO SI FINANZIA NEL MOMENTO STESSO IN CUI ESSO EMETTE LA PROPRIA MONETA (E NON QUANDO ESSO RITIRA LA PROPRIA MONETA PER MEZZO DELLE TASSE).

    • Francesco says:

      @fr@ncesco, guardi che la piena occupazione è una cagata pazzesca, paradossalmente potremmo avere piena occupazione e povertà dilagante, perchè nessuno produrrebbe niente… E’ necessario che il lavoro sia produttivo, altrimenti torniamo all’assioma che basta avere un lavoro tanto per averlo, quindi scavare buche a cazzo e ricoprirle.. E intanto lo stato stampa e ristampa carta igienica

      • Fr@ncesco says:

        Sì, peccato che la MMT spiega come ottenere non solo la PIENA OCCUPAZIONE ma anche la PIENA PRODUZIONE.

        Se fosse solo PIENA OCCUPAZIONE allora sarei d’accordo con te, ma c’è insieme anche la PIENA PRODUZIONE.

        Pertanto, chiunque pensi che la MMT sia una roba “comunista” o qualcosa di simile è completamente fuori strada, la MMT è il capitalismo elevato alla perfezione.

      • pippogigi says:

        Le teorie monetariste sono molto vecchie, dicevano in sostanza che lo Stato emettendo o ritirando moneta poteva controllare l’economia, la crisi del ’29 li aveva spazzati dimostrando quanto fossero errate, ignoravo che ci fosse ancora qualche folle che seguisse quelle teorie.
        Per la piena occupazione mi vengono in mente le economie collettiviste, i tedeschi dell’est dicevano che ai tempi del comunismo tutti lavoravano ma nessuno lavorava. Un esempio lo abbiamo nella vicina ed occupante italia: il prelievo fiscale e la penalizzazione dell’impresa privata sono a livelli di comunismo, questo esproprio collettivistico ai danni della Padania viene usato per sostenere un economia statalizzata nelle regioni del Sud italia, dove praticamente esistono regioni in cui, come nella ex Germania Est, tutti lavorano (per lo Stato oppure vengono mantenuti con false pensioni) ma nessuno lavora. Esiste un paese in Sicilia che da solo ha più forestali che l’intero Piemonte, mi immagino quanto lavoro abbiano….penso che la scena per chi ci arrivi sia tipo quelle dei paesini del Maghreb, poche donne in giro e gli uomini tutto il giorno al bar.

        • Marco Mercanzin says:

          Ehm, mi scusi, guardi che la mmt non è monetarista, al limite cartalista, se sa cosa vuol dire.
          E questo la dice lunga su cosa si sa di mmt.
          MMT monetarista …. Tse…… Roba da matti, e criticano pure.

        • Fr@ncesco says:

          Invece è proprio l’incontrario esatto: la crisi del ’29 è esplosa proprio per il fatto che lo Stato aveva rifiutato il ruolo di controllo della massa monetaria circolante.

          Lo Stato non effettuava spesa in deficit, cioè non emetteva MONETA ESOGENA, mentre il sistema bancario commerciale continuava a incrementare la MONETA ENDOGENA, cioè la moneta scritturale emessa sotto forma di credito dalle banche, con il risultato di generare un perfetto ciclo boom&bust (di quelli ben descritti da Rothbard e dagli austriaci) con le conseguenze devastanti che ben conosciamo.

          Se lo Stato avesse invece effettuato sufficiente spesa in deficit per mantenere stabilmente una condizione di PIENA OCCUPAZIONE e per soddisfare le esigenze di risparmio dei propri cittadini allora la crisi del ’29 avrebbe avuto un impatto trascurabile e probabilmente non sarebbe nemmeno mai scoppiata.

      • Marco Mercanzin says:

        E secondo lei forse la mmt sostiene il contrario ?

    • Claudio Romiti says:

      A beneficio di tutti i cervelloni che prestano fede alle teorie di Barnard, vorrei aggiungere un argomento decisivo. Qui si fa somma confusione tra risorse finanziarie nel complesso, sulle quali lo Stato esercita i suoi innumerevoli prelievi, e massa monetaria circolante, notoriamente assai più piccola rispetto alle risorse finanziarie medesime. Se lo Stato si limitasse a tassare in senso stretto parte del circolante, incasserebbe ben poco. L’economia non risponde a fattori statici, bensì dinamici. Altrimenti possiamo dire qualunque cosa, pure che la terra e piatta e che gli asini volano.

      • Fr@ncesco says:

        Non esistono le “teorie di Barnard”.

        Continuate a parlare come se esistessero delle teorie attribuibili a Barnard, cosa che è completamente senza senso.

        Esiste invece la MODERN MONEY THEORY la quale è una scuola economia di stampo accademico. Barnard la divulga e basta.

        Per cui esistono solo le teorie di Warren Mosler, Bill Mitchell, Randall Wray, Mathew Forstater, Stephanie Kelton, Scott Fullwiler, Alain Parguez, etc e basta.

        Se volete criticare la MMT prendete i testi di questi economisti e li criticate, non ha senso criticare uno come Barnard il quale è un mero DIVULGATORE di una scuola economia che ha origine e sviluppo in ambito accademico.

      • Marco Mercanzin says:

        Ehi cervellone, spiegha a tutti dove la mmt dice le cazzate che tu le imputi con questo ennesimo scritto. Dai su, un link, un riferimento, qualcosa…. Non ti mancheranno di certo.
        Attendiamo con ansia….

  11. Leonardo says:

    BARNARD E’ UN TOTALE CIALTRONE ECONOMICO, QUESTO GIORNALE HA PIù VOLTE DIMOSTRATO CHE L’MMT E’ UNA NON TEORIA, UNA RIDICOLAGGINE PARAGONABILE ALLE SCIE CHIMICHE. CHI LA DIFFONDE NON PUO’ CHE ESSERE UN FURBETTO ITALIANO O UN IDIOTA.

    • Marco Mercanzin says:

      Dimostrato più volte ? Diciamo che lei è altri hanno “predicato” la religione austriacante. E da qui a dimostrare qualcosa c’è ne corre. Anche perché ci vorrebbe un contraddittorio per onesta’ deontogica e correttezza informativa; che so, magari si ospitasse un articolo di un economista mmt.
      Ma giustamente la direzione di questo ottimo giornale ( nn scherzo) può decidere come vuole.
      Resta il fatto che le sue affermazioni, caro Facco, restano sue, legittime, opinioni.

    • Federico Lanzalotta says:

      scie chimiche?

  12. eridanio says:

    Non è necessario dare del pirla a chicchessia a meno che non sia un gesto d’affetto.
    Il personaggio non è uno sprovveduto perché madre natura non è stata di braccio corto con lui e sue personali esperienze personali e professionali ritengo non siano seconde a quelle di molta altra gente che ha fatto un percorso simile.
    Dirò di più. Per essere stato poco a contatto con i processi produttivi ed aver manipolato poca impresa, quando individua alcuni guasti del sistema risulta alquanto preciso e diretto.
    Fine delle trasmissioni.
    Quello che fa incazzare è che non capisca che una soluzione come quella che propone è ferraglia già scartata nella notte del pensiero economico prescientifico.
    Avere capito qualche problema (senza confrontarsi con altri) non significa aver capito tutto quello che serve.
    Nello specifico il soggetto mi pare totalmente privo della quadrimensionalità (spazio+tempo) necessaria per comprendere il rapporto causa effetto di proporre una bislacca e scientificamente inconsistente politica-economica (consiglio al principe) rispetto a una onesta spiegazione di fatti economici e monetari.
    Quando l’analisi passa dal riconoscere un problema direttamente all’espressione di una modalità di soluzione, di mezzo manca della consistenza teorica che la dovrebbe rendere confermata la sottostante teoria da una comunità scientifica allargata invece di passare a valutare come buone e cattive le soluzioni.
    Quindi anche i critici della MMT spesso si fanno fregare per passare direttamente a valutare la cura piuttosto che la diagnosi e l’impianto teorico.
    E’ che di cure campano tanto i luminari quanto i ciarlatani e distinguere a volte non è comodo e a volte non è semplice.
    Sono le cure ed i rimedi che si comprano in farmacia.
    Son le cure ed i rimedi che giustificano la richiesta del potere per attuare il fatale inganno democratico.
    Siamo abituati a comprare e non a capire.
    Comprate quello che volete allora. “Dacoooordo!”
    Per me questo Barnard è un gran ciarlatano. Non comprerei una sua cura manco fosse l’ultimo sciamano del creato.

    Sinteticamente condivido il pensiero di chi attribuì a Barnard la qualifica di “spacciatore di balle stupefacenti”.
    Non ve lo ricordate G.Zucco a “l’ultima parola”?
    beccatevi un richiamino
    http://www.youtube.com/watch?v=kPbsxwPIhTs

  13. Albert Nextein says:

    L’ho intravisto.
    Poi ho seguito un programma americano su Dmax che mostrava cose più interessanti.
    Costui manca di nozioni liberali, e costruisce le sue teorie su fondamenta ideologiche melmose e confuse.
    E’ il classico caso in cui si scambiano fischi per fiaschi.
    Però una cosa giusta l’ha detta.
    Che l’evasione fiscale è un’autodifesa del cittadino.

  14. pippogigi says:

    Un tempo si diceva che in italia esistevano 40 milioni di direttori tecnici che saltavano fuori ogni volta che giocava la Nazionale.
    Ora siamo ai 40 milioni di economisti, di cui buona parte parla per sentito dire e quel che sentono viene divulgato da altri ignoranti in materia o idioti come riportato nell’articolo, persone che errano in buona (o mala) fede come i keynesiani (mi pare evidente che l’italia attuale sia la pietra tombale delle teorie keynesiane….), imbonitori da fiera di paese (in gran parte politici) bugiardi matricolati (in gran parte politici per ovvie ragioni).
    Rimangono poche persone che cercano di farsi sentire in questa babele di voci e di opinioni strampalate.

  15. Riccardo Pozzi says:

    Ho avuto modo di interloquire qualche volta con Paolo Barnard che è stato un valido giornalista di “Report” e non è affatto uno sciocco, e mi ha sorpreso che abbia così spettacolarmente sposato alcune tesi da “signoraggio” che lui stesso aveva più volte accantonato, dicendo giustamente che la moneta moderna è una cosa piuttosto complessa e non si esaurisce con il meccanismo dello stampaggio delle zecche.
    In realtà mi spiego questa sua spettacolarità di esposizione con la necessità di provocare e sfruttare l’esposizione televisiva offertagli da Paragone per ovvi fini personali.
    Il suo lavoro “Il crimine più grande” , gratuito in rete, resta comunque denso di interessanti suggestioni e di inquietanti riferimenti storici non facilmente liquidabili.
    La sensazione, gent.mo Romiti, è che i problemi economici non vengano solo da problemi di bilanciamento tra tasse e spesa e nemmeno solo da meri problemi di finanza eurosassone, ma probabilmente dalle due cose insieme. In sostanza non servirebbe a niente rinegoziare i nostri rapporti economici con l’UE senza risolvere i nostri problemi di spesa pubblica e assistenzialismo che gravano sul regime fiscale e produttivo; ma è altrettanto vero che sarebbe altrettanto inutile far rientrare il sacco del nord senza risolvere i problemi di sbilanciamento politico a Bruxelles, perché quelle risorse verrebbero drenate dal sistema finanziario e bancario europeo anziché dal sud Italia e dalla sua vocazione assistenziale.
    Sarebbe come scegliere se morire soffocati o sparati.

    • Fabio says:

      no guarda che Barnard non centra nulla con il signoraggio!..in realtà la teoria che espone Barnard è prassi nella storia post keynesiana!.. è il signore che ha scritto l’articolo che è un ignorante di primo livello!.. ma oltre ai post keynesiani , il fatto che le tasse non possono logicamente finanziare alcun che , era risaputo anche da Friedman , dove si può tranquillamente ritrovare ciò in vari passaggi dei scuoi scritti!.. direi dunque al signore che ha scritto questo delirante articolo di orestare più attenzione alle sciocchezze che proferisce perchè altrimenti si rischiano figure ridicole!..

      • gianluca says:

        ignorante, delirante? Ma Lei chi è per dare giudizi a destra e a manca, solo un fantasma saccente. E mi fermo qui…

        • Marco Mercanzin says:

          Mi scusi direttore, ma allora chi è sto Romiti per dare dell’idiota a Barnard o a chi come lui segue solamente quello che economisti di fama mondiale dicono da decenni ? Lerner era un idiota ? Godley anche ? Knapp un folle ?
          Barnard nn ha inventato nulla, si metta il cuore in pace Romiti, e se la prenda con il suo livore liberista, che gli impedisce di informarsi al di la dei suoi dogmi.

          • gianluca says:

            romiti ci mette faccia nome e cognome e le sue argomentazioni, contestabili, non condivisibili fin che si vuole, ma non si nasconde dietro uno pseudo. tutto qui. Il signore in oggetto controargomenti in maniera civile e sensata e avrà lo spazio che merita

      • renato says:

        Ma sai quando si ha Oscar Giannino come guru economico è difficile avere una visione oggettiva della realtà, anzi bisogna farsi crescere la terza narice come i comunisti.

      • Aquele Abraço says:

        A me non interessa sapere se le tasse possano o no finanziare qualcosa, so solo che quando superano un certo limite diventano nocive se non inutili, (oltre che ingiuste) perché distruggono il sistema economico, come un malato terminale o un vecchio decrepito che si nutre dei propri tessuti muscolari per tirare a campare prima di morire.

  16. Mauro Gargaglione says:

    Trovo sorprendente, anzi, direi meglio, sospetto, che un cialtrone del genere sia presente come il prezzemolo nelle ospitate televisive. Non era nessuno e ora, tutto d’un botto …

    Non ho l’hobby di guardare i talk show per cui prendo atto dall’ottimo Romiti che questo signore sia stato eletto il consigliori economico niente di meno che da Paragone.

    Reagan si faceva spiegare le cose da Laffer, in Italia abbiamo Barnard. Poi abbiamo Monti e Letta … che a Paragone di Reagan …

    • No State says:

      Reagan uno dei peggiori parassiti e dittatori statalisti degli ultimi anni , x carità ! Se vi piace tanto lo stato e i peggiori lacchè ( come Regan , Thatcher , Pinochet , Franco o Mussolini ) tenetevolo

      • Mauro Gargaglione says:

        Beh, Thatcher e Reagan come Mussolini e Franco, uguali uguali, uhm …

        Anche io amo Childs, Hoppe e Rothabrd, ma nel frattempo una Thatcher ci farebbe assai bene.

        • No State says:

          ” Thatcher e Reagan come Mussolini e Franco ” : non proprio uguali ma più o meno animati dalle stesse idee : anticomunismo , nazionalismo , imperialismo ( la Thatcher e la sua politica imperialista contro l’Argentina , il guerafondaio Reagan finanziatore dei terroristi contras ecc ) sostegno alle grandi imprese ecc

        • No State says:

          Ps : non proprio uguali perchè se si toglie la guerra , Reagan , Thatcher sono stati dei dittatori molto peggiori di Mussolini , peggio di Franco e quasi al livello di Pinochet , Somoza , Suharto e altri criminali . Inoltre i tiranni Reagan e Thatcher erano forti statalisti ( nel vero senso della parola ) cultori dello stato militare e eterni nemici della libertà individuale e della libertà in generale . Ricordiamoci anche la politica terrorista della Thatcher contro il popolo irlandese e altre azioni criminali di questa ” lady del cazzo ” , questo tiranno psicopatico senz’anima che ha distrutto l’Inghilterra per troppi anni

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