Barcellona: se passa SI al referendum, Repubblica catalana proclamata in 48 ore

catalogna1Se al referendum sulla indipendenza della Catalogna annunciato per il primo ottobre, ma che Madrid ha dichiarato illegale e promesso di impedire, vincera’ il ‘si’ la ‘Repubblica catalana’ sara’ proclamata nel giro di 48 ore, cioe’ entro il 3 ottobre, afferma la bozza della legge sul referendum presentata oggi dai partiti indipendentisti. Il testo, che sara’ sottoposto formalmente al parlamento di Barcellona a fine agosto, non fissa una soglia minima di partecipazione perche’ il risultato sia vincolante.

Alla presentazione della bozza hanno partecipato solo i deputati delle liste indipendentiste (jpS e Cup) che hanno la maggioranza assoluta nel ‘Parlament’ e appoggiano il governo del presidente Carles Puigdemont, oltre ai rappresentanti di Podemos. I partiti ‘unionisti’ (socialisti, Ciudadanos, Pp) dell’ opposizione contrari all’indipendenza non hanno assistito per protesta. La bozza prevede che la legge sul referendum avra’ valore “supremo” in nome della sovranita’ del popolo catalano, quindi superiore a leggi spagnole che potrebbero contraddirla. Un’interpretazione – basata su sentenze del diritto internazionale – che con ogni probabilita’ sara’ contestata dalla corte costituzionale di Madrid. La presentazione della bozza interviene in un momento critico per il presidente Puigdemont che ieri sera ha dimesso dall’ incarico il ministro regionale Jordi Baiget, che aveva espresso dubbi sulla effettiva tenuta del referendum annunciato per il primo ottobre perche’ lo stato spagnolo che vi si oppone “e’ troppo forte”. Una crisi che secondo gli analisti illustra le divisioni all’interno dell’esecutivo indipendentista catalano.

Ha innescato intanto forti tensioni politiche interne nel fronte indipendentista la decisione presa ieri sera dal presidente catalano Carles Puigdemont di destituire dall’incarico il ministro regionale all’Impresa Jordi Baiget, che aveva espresso dubbi sul referendum di indipendenza annunciato per il primo ottobre. “Probabilmente” non si fara’, perche’ lo stato spagnolo “e’ troppo forte” aveva affermato in una intervista Baiget. L’ esponente del partito PDeCAT (ex-Convergencia) di Puigdemont, vicino all’ex-presidente Artur Mas, era stato defenestrato poche ore dopo. Il presidente catalano aveva spiegato che era venuta a mancare la fiducia. Ma le parole di Baiget rileva la stampa catalana riflettono i dubbi crescenti anche nell’esecutivo di Puigdemont sulla possibilita’ di arrivare a un ‘vero’ referendum vincolante, davanti alle forti pressioni del governo di Madrid che lo ha dichiarato ‘illegale’ e promesso di impedirlo. Membri del PDeCAT, che governa la Catalogna in coalizione con i repubblicani di sinistra di Erc, “vedono la destituzione di Baiget come un colpo di stato cntro il partito”, scrive La Vanguardia. Efe parla di “grande malessere” nel partito di Puigdemont. La decisione e’ stata duramente criticata fra gli altri dall’ex-capogruppo al Congresso dei deputati di Madrid Francesc Homs, dirigente storico condannato dalla giustizia spagnola all’interdizione dai pubblici incarichi per “disobbedienza” alla corte costituzionale per avere organizzato con Mas il referendum consultivo del 2014.

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2 Comments

  1. caterina says:

    a parole ce l’hanno avuta anche nel precedente consiglio regionale veneto la maggioranza per indire referendun per l’indipendenza del Veneto… ma non hanno avuto il coraggio di andare avanti ed hanno avuto paura di Roma ….o, venalmente, di essere esautorati e perdere la poltrona… loro per primi hanno tradito i Veneti dopo averli circuiti col motto “prima il Veneto”…
    tant’è che avendolo capito i Veneti hanno poi fatto tutto senza di loro… e, se oggi io ho già la mia carta d’identità in tasca della Repubblica Veneta, è perché abbiamo abbandonato i partiti e i politici e siamo andati avanti senza di loro con Plebiscito.eu…e continuiamo la nostra strada fino alla piena libertà.
    Ora tifiamo tutti per i Catalani e incrociamo le dita!

  2. RENZO says:

    Catalunya libera!
    WSM

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