A BARCELLONA SFILANO GLI UNITARISTI: “EUROPA AIUTACI”!

di SALVATORE ANTONACI

Il 12 ottobre, anniversario dell’”ispanità” commemorante l’approdo di Colombo nelle lontane Americhe si è trasformato nel primo round, fortunatamente pacifico, della guerra tra il Regno  ed i suoi difensori e gli appassionati della causa indipendentista catalana. Una guerra combattuta con vessilli e cori più o meno coloriti nella centralissima Placa Catalunya di Barcellona, dove si sono ritrovate diverse migliaia di persone convocate attraverso la rete dei social networks dalla “piattaforma spagnola e dei catalani”, un’associazione antisecessionista nata subito dopo la “Diada” dell’11 settembre.

I Numeri della partecipazione  sono stati, come sempre in simili casi, piuttosto discordanti: la polizia locale parla di non più di 6000, 65000 secondo la delegazione del governo (nazionale) e ben 100.000 a parere degli organizzatori. Parrebbe che la prima cifra si avvicini di più al vero, tenuto conto delle condizioni meteo piuttosto avverse con la pioggia che ha fatto capolino per buona parte dell’evento. Comunque sia, il tutto sembra davvero poca cosa rispetto alla folla oceanica raccolta un mese fa dalla coalizione sovranista (da un milione ad un milione e mezzo di convenuti) e così, ugualmente, le migliaia di bandierine spagnole sarebbero sembrate una presenza sparuta in un ipotetico confronto con il milione e passa di senyieras esteladas quel giorno presenti per le strade della capitale. Oltretutto bisogna aggiungere che  in piazza erano presenti, in modo massiccio, gli stati maggiori di tutte le forze politiche unitariste, in testa il PPC (i popolari catalani) capeggiati dalla loro leader Alicia Sanchez Camacho. Figuravano in buona evidenza anche gli esponenti di Ciutadans e di un movimento identitario e xenofobo, la Platforma por Catalunya di Josip Anglada che sogna di emulare in Catalogna i successi  di Marine le Pen.

Per evitare pericolose provocazioni verbali si è  evitato di concedere uno strapuntino ai neofascisti della Falange Espanola. Saggia decisione visti gli umori festivi, ma più che decisi dei partecipanti . “Europa aiutaci, i nazionalisti sono pazzi” era uno degli slogan che si potevano leggere in piazza. A poca distanza un gruppo di indipendentisti ha inscenato una contro-manifestazione e la polizia ha vigilato per evitare il contatto tra le due fazioni: tentativo riuscito se si fa eccezione della salva di insulti che ha accompagnato il passaggio dei rivali e di una colluttazione che ha spedito in ospedale un lealista evidentemente troppo esagitato. La verità è che, nonostante l’alzata di scudi di venerdì, il confronto pare sbilanciato dalla parte dei catalanisti e che, quindi, a meno di gravi provocazioni, il processo avrà un decorso lineare ed assai circoscritto nel tempo. La commemorazione dell’orgoglio spagnolo pareva, per contro, una triste parata di reduci attaccati ad un passato rievocato con rimpianto e nostalgia.

Sic transit gloria Hispaniae 

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4 Comments

  1. franco says:

    Ma quelli di “Plataforma di Catalunya” non sono gli amici catalani di Borghezio, a suo dire indipendentisti?? ahahahahaha…sono questi i contatti europei della lega…

  2. Diego Tagliabue says:

    I venduti statalisti, pagati da Madrid con il vaglia europeo.

  3. Culitto Salvatore says:

    la polizia locale parla di non più di 60000, 65000 secondo la delegazione del governo(nazionale) e ben 100.000 a parere degli organizzatori. Parrebbe che la prima cifra si avvicini di più al vero

    tenuto conto che gli organizzatori tendono sempre a massimizzare e le autorità a minimizzare, io starei nel mezzo, 80 mila (anche perchè nessuno li ha contati)

    La commemorazione dell’orgoglio spagnolo pareva, per contro, una triste parata di reduci attaccati ad un passato rievocato con rimpianto e nostalgia

    mah chissà… magari lo è sembrato a voi magari ad altri che importa? ognuno vede quel che vuole vedere, ma ciò che conta è se la catalunya diventa indipendente di questi manifestanti che ne fanno? se resta spagna di quei manifestanti per l’indipendenza che ne fanno? visto che si parlava di circa metà della popolazione per l’indipendenza e l’altra metà per l’unione, comunque finisca metà di quel popolo sarà trombato

    • Non vedo perché l’indipendenza dovrebbe trombare qualcuno, ah be’ certo, se contiamo chi ha mangiato sulle spalle della popolazione catalana sfruttando il salvacondotto di Madrid (sostituire a piacimento “catalana” con “veneta” e “Madrid” con “roma”, per avere un quadro più casalingo), allora qualcuno dovrà “pagare per quello che ha fatto”, il che suona molto diverso dall’essere trombati per chissà quanti altri anni come bancomat del governo centrale…

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