Bankitalia: il Sud ha bisogno di industria. Vabbè, andiamocene…

di BERNARDO CRANCHI

Leggo questa notizia battuta ieri dalle agenzie:

La crescita dell’economia dell’intero paese richiede un recupero stabile e duraturo dell’economia meridionale”. Lo ha affermato Fabio Panetta, vicedirettore generale della Banca d’Italia, intervenendo al convegno su “L’industria italiana e meridionale negli anni della crisi” che si e’ svolto a Napoli. Panetta ha ricordato come dagli studi effettuati nel passato decennio dalla Banca d’Italia “e’ emerso un quadro complessivo di un’area in grave difficolta’” dove “nonostante le risorse finanziarie impiegate e alcuni progressi compiuti, i risultati delle iniziative di politica per la coesione intraprese nel passato quindicennio sono stati inferiori alle attese”. “Le nostre ricerche – ha aggiunto – mostrano che le misure di incentivazione alle imprese hanno avuto effetti modesti” e “il confronto dell’attivita’ d’investimento delle imprese agevolate con quelle che, pur avendo richiesto aiuti pubblici, non sono state finanziate suggerisce che gli incentivi indurrebbero soprattutto effetti di sostituzione intertemporale nelle decisioni d’investimento”. Ma l’esperienza di altre regioni europee – ha concluso – mostra come il rilancio del Mezzogiorno, area “in cui risiede un terzo della popolazione italiana e in cui si forma un quarto del prodotto interno”, “non possa fare a meno di un apporto significativo” dell’industria, dal momento che “il comparto manifatturiero rappresenta un traino fondamentale dell’innovazione, della produttivita’, delle esportazioni, in ultima analisi dell’occupazione“.

Scusate, ma mi viene da ridere per non piangere: uno dei più alti dirigenti di Bankitalia ci viene a raccontare che nonostante le montagne di quattrini dirottate al Sud e nonostante le misure di incentivazione alle imprese, i risultati sono stati modesti. Modesti? Io direi pressoché nulli… E questo fatidico Panetta finisce col dirci che il Sud non puà fare a meno dell’industria. Oddio ma questi soloni dove vivono? Le imprese italiane stanno morendo come mosche al Nord, dove sono sempre esistite e si sono sviluppate, ma la necessità sarebbe quella di svilupparle sotto Roma. Ma sì, rifacciamo un’altra bella Cassa per il Mezzogiorno…

Vabbè, cari miei, andiamocene, tanto qui non c’è futuro!

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24 Comments

  1. Toscano Redini says:

    Ma quanta gente è di memoria corta!
    Basta ricordare Alfa Sud, che Moro volle, fortissimamente volle, quante migliaia di miliardi di lirette si ingurgitò per un parassitismo ignobile e come fini nelle voraci fauci di Prodi e Fiat.

    Sì, sì, delenda est italia!

  2. luigi bandiera says:

    Ah, bene.

    E al sud rispondono:

    a mia… con tutti quelli che ci stanno di dietro..??

  3. Dan says:

    “area “in cui risiede un terzo della popolazione italiana e in cui si forma un quarto del prodotto interno”

    Questa frase si commenta da sola…
    In pratica si sta dicendo che c’è almeno 1/12 di parassiti

  4. Nicola says:

    E’ da alcune settimane che mi aggiro fra le rovine di questo luogo post terremotato. Lo spettacolo è spaventosamente impressionante e desolante. Si osservano individui sopravvissuti che si aggirano sbandati senza saper cosa fare, girano e girano intorno senza sapere che girano a vuoto. Esseri alienati, zombi e sciacalli. Fra questi vi è chi si distingue per il più alto grado di alienazione, onnipresenti ma non onniscienti, sono al servizio degli avvoltoi che dall’alto hanno il controllo della situazione. Inutile avvicinarli e tentare di farli rinsavire, ormai il processo è irreversibile, sarebbe necessario recintare questo luogo con alte mura onde evitare che il contagio si diffonda. Abbandono questo luogo, il rischio di contagio è altissimo. Chiunque sia sfuggito a questa forma di alienazione obnubilante, scappi via, finché è ancora in tempo. SCAPPI VIA.

  5. Santoro says:

    Non intendo certo far partire una discussione su chi aveva cosa 150 anni fa…..intendevo solo dire che e’ sbagliato pensare che una parte d’Italia sia nelle condizioni in cui si trova perche’ e’ sempre stato cosi’.Prima dell’unita’ ogni stato aveva le sue fabbriche altrimenti come facevano a stare in piedi? Sull’analfabetismo dell’epoca penso che oggi, caro Franco, non sia cambiato molto, o forse dovrei parlare di ignoranza visto che a scrivere quattro fesserie ci riusciamo tutti….cin cin a te!

    • …Prima dell’unita’ ogni stato aveva le sue fabbriche altrimenti come facevano a stare in piedi? …

      regnanti e loro koorti vivevano sul latifondismo diffuso e la servitù delle masse sottomesse, punite dalla spada e rimbambite dalla kroce …

      le gradazioni, tonalità, di kueste kondizioni variava da stato a stato … kon la rivoluzione industriale inglese e kuella politiko_sociale francese, si iniziarono a kambiare le kose e gli stati… miserrimo il vostro, in specie kuello morale e sociale … kome lo è tutt’ora.

    • Franco says:

      va bbuono, per te saranno fesserie, per me la realtà non è una fesseria bensì è solo la realtà

    • Nicola says:

      Santoro scappa, questi sono alienati, in particolare quelli che si distinguono dal colore, rosso o azzurro, indica il grado di alienazione. Qui c’è rischio di contagio.

  6. Roberto Porcù says:

    @ BERNARDO CRANCHI – Oh bello! Tutto ha un prezzo, se passassero anche a te uno stipendio da vicedirettore generale della Banca d’Italia come Fabio Panetta, ammetti che simili frescacce che piacciono tanto ed a te non costerebbero nulla, le diresti anche te ritenendole utili alla conservazione di quella tua rendita.
    E sta sicuro che le direi anch’io, accidenti se le direi, se vincessi ogni mese alla lotteria dell’aria fritta italiana.

  7. Amir Muhammad Abbad says:

    la realtá é che sei a Napoli, dici che manca questo o quello.

    Poi sei a Milano, dici che manca tizio caio e sempronio

    Dopodiché vai in Sardegna dici che manca quello e quell’altro

    Bisogna far contenti l’uditorio o no?

    Fin quando non cambierá la politica fiscale con il suo sistema a piovra, molti si sentiranno beati e paonazzi…. che tanto non cambierá nulla,

    Prima di mandare i soldi al centro, devono rimanere in loco… poi si vedrá se faranno convegni e discorsi sacrosanti.

    Io le tasse le pago, ma quando vado al comune gli posso dire che gli ho dato 3000 euro e loro cosa stanno facendo? Se non li spendi li restituisci e mandi meno soldi a roma… pertanto se non mi fai stare bene al paesello, io soldi a roma non ne voglio mandare!

  8. le esternazioni del tipo fatte dal pannetta di turno pelasgiko sono possibili a kausa dell’inkonsistenza di koscienza territoriale e di appartenenza identitaria dei nostri industriali, politici ed intellettuali … si dessero una sveglia… klero romanofilo inkluso …

  9. lucano says:

    e andatevene! chi vi trattiene?

  10. Santoro says:

    Carissimo Cranchi,

    Certamente l’esperto di Bankitalia dice cose senza senso per la gravita’ della situazione in cui ci troviamo.

    Tuttavia, per dovere di cronaca e di verita’ storica, non corrisponde al vero la sua affermazione che al nord le imprese ci sono sempre state.Le fabbriche e l’humus ideale per consentire lo sviluppo imprenditoriale sono state pianificate dai politici post unitari prima e dalla democrazia cristiana dopo la seconda guerra mondiale.Tutto con il sangue del resto degli italiani, non solo meridionali.
    Ora che l’intero paese e’ vittima della stessa politica colonialista che non conosce confini politici o fisici, il nord, che non ha mai avuto e mai avra’ per diritto di nascita o per predisposizione genetica il dono dello sviluppo e del saper fare e’ con le pezze al culo.
    Ora che non esiste piu’ alcun vantaggio pianificato vedremo cosa fara’ il nord virtuoso: secondo me prendera’ sempre di piu’ i bagagli per andarsene, come hanno fatto milioni di meridionali e non solo.
    Lungi da me voler essere polemico o fare il meridionalista fanatico, secondo me un po di sana miseria altoitaliana fara’ solo bene ai boriosi toscopadani, che dovranno finalmente guardare in faccia alla realta’: erano bravi con i soldi dello stato o delle banche che drenavano i risparmi dei meridionali in patria e fuori.

    Buona miseria a tutti

    • gianluca says:

      Suvvia Cranchi parlava dal secondo dopoguerra a oggi, mica dei tempi di carlo cudega!

    • Franco says:

      la più grande fabbrica italiana era allora sotto l’austria si trovava a schio in provincia di vcenza ma ve ne erano a migliaia sparse dal piemonte alle marche per non contare i cantieri navali di venezia trieste e genova con relativo indotto,fabbriche di armi, tessili lattoniere erano tutte al nord già prima dell’unità, una agrocoltura fiorentissima distrutta dai savoia attraverso la tassa sul macinato che affamò il popolo del nord e diede via alla grande emigrazione della gente del nord verso le americhe che spopolò di fatto interi paesi tanto che la popolazione di origine veneta nel mondo ad oggi è doppia di quella residente nel veneto. se poi uno vuol costruirsi una verità propria per sentirsi meglio è libero di farlo—ha. …. l’analfabetismo al nord era del 60 per cento, al sud del 92 per cento

      cin cin…

    • Trasea Peto says:

      Stai parlando del piano Marshall? Vatti a vedere il piano Marshall come funzionava e come erano distribuiti i soldi DEGLI AMERICANI…

      ah…nella mia famiglia siamo in 6 e in cinque abbiamo un partita iva. Mia madre ne ha due. In casa mia lo Stato non ha pianificato niente, non ha avviato nessuna attività ed è molto presente solo per prendere.

      • Santoro says:

        Trasea….le tue conclusioni le condivido in pieno..sul prendere nulla da dire, hai perfettamente ragione.

        Sul piano degli americani….ti sei mai chiesto con quali soldi hanno ricostruito e migliorato le infrastrutture della pianura padana?
        O pensi che il resto d’Italia non meritasse almeno la ricostruzione delle strade e dei servizi essenziali?

        Vedi, temo che ormai ci resta ben poco da pianificare oltre l’inarrestabile povertà che incombe su tutti noi..

        Sulle partite IVA di famiglia ti auguro tanta fortuna, il coraggio certo non vi manca!

    • Carissimo Cranchi,
      Certamente l’esperto di Bankitalia dice cose senza senso per la gravita’ della situazione in cui ci troviamo.

      Certamente, ma x il motivo opposto a kuello ke tu sostieni e pretendi.

      Tuttavia, per dovere di cronaca e di verita’ storica, non corrisponde al vero la sua affermazione che al nord le imprese ci sono sempre state.
      La rivoluzione industriale è iniziata in inghilterra 250 anni fa … in Padania da almeno 200 anni …

      Le fabbriche e l’humus ideale per consentire lo sviluppo imprenditoriale sono state pianificate dai politici post unitari prima e dalla democrazia cristiana dopo la seconda guerra mondiale.Tutto con il sangue del resto degli italiani, non solo meridionali.
      150 anni fa s’è konstatata la perfetta inutilità di drenare soldi dal Territorio Cisalpino, già abbondantemente tartassato dalle imposte, x investire nella vostra disastrata e korrotta società duosikola, assolutamente inadeguata all’uopo … hanno investito, purtroppo, in infrastrutture, specialmente ferroviaria …

      Ora che l’intero paese e’ vittima della stessa politica colonialista che non conosce confini politici o fisici, il nord, che non ha mai avuto e mai avra’ per diritto di nascita o per predisposizione genetica il dono dello sviluppo e del saper fare e’ con le pezze al culo.
      Siamo in kueste kondizioni solo xkè ci avete dissanguato kol vostro Kiagni&Fotti storiko e rapina di sussidi e prebende ke avete utilizzato x vivere e kampare a skrokko, alle nostre spalle, sui nostri sakrifici e kapacità ed ingegno lavorativo (rikonosciuto in tutto il mondo… nei fatti, non a kiakkiere), e x la nostra ignavia ed inkapacità politika di sloggiarvi dai posti di komando ke straokkupate indegnamente …

      Ora che non esiste piu’ alcun vantaggio pianificato vedremo cosa fara’ il nord virtuoso: secondo me prendera’ sempre di piu’ i bagagli per andarsene, come hanno fatto milioni di meridionali e non solo.
      noi Cisalpini o AlpinoPadani o + semplicemente Padani, all’estero, siamo sempre stati, da sekoli, kon le Nostre Imprese e la Nostra Gente, x lavorare e kommerciare profikuamente e kuando poveri, kon dignità e rispetto, dato e ricevuto x il nostro modo di komportarci e lavorare…
      non kome voi, lagnanti, kuestuanti ed indesiderati, kuando non letteralmente skifati e respinti, x l’esportazione nefasta della vostra kultura identitaria di mafia, kamorra, maslaffari ed imbrogli, ke vi kontraddistingue ed identifika universalmente…

      Lungi da me voler essere polemico o fare il meridionalista fanatico, secondo me un po di sana miseria altoitaliana fara’ solo bene ai boriosi toscopadani, che dovranno finalmente guardare in faccia alla realta’: erano bravi con i soldi dello stato o delle banche che drenavano i risparmi dei meridionali in patria e fuori.
      Solito ballista … rileggi negli annali le rimesse degli emigranti e vedrai ciò ke hanno portato a kasa i tuoi e kuanto abbiamo dato noi … al solito siete Vantoni in Esproprio ke tradotto, signifika TERRONI=gli abitanti della Grande Magna Terra …

      Buona miseria a tutti
      Senza di voi, l’augurio ke ci fai e suo kompimento, sarà tutto vostro … sikuramente…

      • gianluca says:

        Cranchi non voleva fare la storia d’Italia, ma si riferiva solo più prosaicamente al periodo dal secondo dopoguerra a oggi.

      • Santoro says:

        Egregio cisalpino, credi che non conosca l’ideologia e i pregiudizi altoitaliani?

        Sono vaccinato,e quindi non perdero’ le staffe per quattro frasi kappate vai tranquillo!

        La mia terra ne ha a camionate di problemi, e che dire la tua? o meglio la nostra? vedi io amo la mia terra d’origine e amo anche la mia terra di adozione che probabilmente è anche la tua…L’impoverimento del Nord è una disgrazia nazionale che non ha precedenti…stiamo morendo tutti e di questo non ci si puo’ rallegrare…L’impoverimento delle regioni meridionali, pianificato dai piemontesi prima e dai banchieri e affaristi toscopadani dopo è stata una disgrazia altrettanto grande….tu confondi l’assistenzialismo merisionale dimenticando quello settentrionale.Perchè tu lo sai che senza certe politiche le partite iva le potevate appendere al muro!

        Sarebbe troppo facile offendere e denigrare tanta brava gente che conosco e che vivono al Nord, quindi non lo faro’.Il Sud è pieno di persone brillanti, intelligenti, oneste, che amano imprendere e combattono contro la criminalità a rischio della vita.Ma tu questo non potrai mai scoprirlo perchè disprezzando la mia gente ti sei fregato il cervello con pregiudizi infondati, come tanti tuoi concittadini ti sei negato tantissime opportunità.

        Offendere la mia patria non lo consento: vedi, io sono un privilegiato perchè quando tutto crollerà irreversibilmente sapro’ dove andare o dove tornare….tu invece dove andrai? ti farai una valigia piena di Kappa e di partite iva su un treno per……

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