BANCHE ZOMBI E GOVERNI VAMPIRI: ECCO COME OPERA LA BCE

di MAURO MENEGHINI

I problemi dei paesi PIIGS sono gravosi, ma la resa dei conti arriverà solo quando anche i Paesi ritenuti solvibili dovranno pagare più elevati tassi d’interesse per il loro debito. Fino a quel momento – come ha spiegato Gary North – i Governi-vampiro continueranno ad affondare le mani nelle tasche delle popolazioni profondamente addormentate in una sorta di coma-farmacologico e non si accorgono che gli stanno aspirando lo spirito vitale.

Col termine “Banche-zombi” s’intendono le banche che si rifiutano di concedere credito al settore privato. Sono gestite da banchieri timorosi che hanno paura di aver a che fare con altri banchieri. Non si fidano neppure della maggior parte dei loro clienti. La leggenda vuole che gli zombi sopravvivono nutrendosi del cervello delle loro vittime. Sembra che le banche-zombi abbiano adottato una dieta alimentare basata sulla massa grigia di altre banche e dei manager dei fondi d’investimento.

I Governi sono i clienti ideali per le banche-zombi. Le banche-zombi sono convinte che il loro denaro sia più sicuro in titoli del debito pubblico piuttosto che in altri titoli di credito. Così i Governi assorbono denaro, ricchezza che normalmente sarebbe destinata al settore privato.

Le banche-zombi continuano a concedere credito anche ai Paesi PIIGS. I governanti di questi Paesi promettono riforme. Promettono di ridurre le spese, non immediatamente, ma a breve, prossimamente. Per cui le banche gli danno altri soldi. Il tasso d’interessi dei Paesi PIIGS scende sotto la soglia di panico che normalmente è del 7% o superiore. Quando il saggio d’interesse diminuisce gli investitori si spostano sul mercato azionario europeo convinti che il problema finanziario in Grecia sia risolto nonostante i fatti dicano il contrario. Tutto ruota intorno alla convinzione degli investitori che i debiti dei Governi comunque verranno saldati in qualche maniera. Le banche europee sono follemente innamorate di un sistema che gli consente di prendere denaro a prestito all’1% e poterlo prestare al 6%. Adorano questo sistema di finanziamento esterno.

E’ la Banca Centrale Europea a rendere possibile questo tipo di finanziamento. Aumenta la massa monetaria dell’eurozona ed incrementa i suoi bilanci con le obbligazioni delle banche commerciali europee. Queste sono vere e proprie sovvenzioni alle banche commerciali. La BCE è convinta che le banche commerciali otterranno tassi d’interesse superiori all’1%. Così la BCE sovvenziona le banche-zombie ed i Governi-vampiro. Con questo sistema prende due piccioni con una fava, e tutto questo grazie alla fiat-moneta, la moneta fiduciaria.

Se la BCE mettesse direttamente a disposizione dei Governi dei Paesi PIIGS i soldi le banche-zombi ne potrebbero avere solo indirettamente un vantaggio. I PIIGS pagherebbero puntualmente i loro interessi, ma dato che anziché ai Governi la BCE concede crediti alle banche-zombi quest’ultime ne hanno un vantaggio. Questa leva eleva la redditività delle banche. E le banche-zombi hanno anche ottime prospettive future in quanto non vi è alcun accenno dall’Unione Europea all’apertura di una procedura contro la BCE per aiuti di stato anti concorrenza. I Governi PIIGS possono, a velocità mozzafiato, quindi continuare ad emettere titoli di debito che, ringraziando la BCE, continueranno ad avere un mercato. Così i Governi possono facilmente continuare ad aumentare il loro debito. Le banche-zombi navigano su un mare di denaro digitale.

La BCE: stampare denaro è il nostro mestiere

Nel 2011 i rappresentanti della Banca Centrale Europea assicuravano che non avevano nessuna intenzione di aumentare la massa monetaria per finanziare i deficit dei Paesi PIIGS. Ad inizio gennaio 2011 il capo della BCE dichiarava davanti ad una platea di giuristi tedeschi che “la responsabilità monetaria non può essere un sostituto della responsabilità politica”. Questo messaggio era chiaramente indirizzato e comprensibile a qualsiasi idiota. I creduloni hanno abboccato. L’8 settembre 2011 scriveva “The Economist”: “Per lo meno questo nuovo tono significa che per quest’anno il tasso d’interesse non sarà destinato a crescere, come in un primo momento supposto. Che la BCE superi se stessa e riduca ulteriormente il saggio d’interesse, come molti auspicano, è per il momento molto improbabile”.

Ad ottobre 2011 Mario Draghi è subentrato a Jean-Claude Trichet alla guida della BCE. I creduloni hanno continuato ad esserne convinti. Uno di questi creduloni scriveva a novembre 2011: “Nelle ultime settimane abbiamo ascoltato tutte le possibili tesi, che sostengono che la BCE sarà costretta ad iniziare a stampare moneta per salvare l’Italia ed altri Paesi, in quanto non vi è altra possibile opzione. Vi sono essenzialmente tre problemi. Il primo è, che la BCE potrebbe lenire i problemi di liquidità momentanea dei Paesi in sofferenza, ma non è in grado di risolvere il problema della loro solvibilità a lungo termine, anzi questi interventi non fanno altro che aggravarli ulteriormente. Il secondo è che in base ai trattati europei in vigore la BCE non ha tali disponibilità e i divieti in merito sono molto chiari. Cambiare ciò è molto più difficile di quanto gli attori del mercato possano ritenere, in quanto variazioni dei trattati UE necessitano dell’unanimità dei partecipanti e Paesi con rating AAA come Germania e Francia sicuramente si opporranno”.

Come si evince dall’enunciato l’autore si pone la questione se la BCE abbia la possibilità, in base ai trattai UE, di comperare debito sovrano dei Paesi e trae la seguente conclusione: “Sarà molto difficile che gli investitori ricevano una dichiarazione sensazionale da parte della BCE in cui si annuncia che la banca centrale è disposta a comperare debito dei Paesi in difficoltà. Un intervento della BCE sarà possibile solo dopo una formale revisione dei trattati UE… che dovrebbero concederle maggior flessibilità”.

La dichiarazione sensazionale è del 9 dicembre 2011 quando la BCE ha ridotto il tasso d’interesse dall’1,5% all’1%. Direi che la cosa ha sorpreso soprattutto coloro che sono convinti che le banche centrali inflazionino quando cala il valore dei titoli di credito in gran parte in possesso delle banche, che invece dovrebbe esser affrontato con un innalzamento del tasso d’interesse.

Altra sorpresa il 29 febbraio 2012. Quel giorno la BCE annunciava di mettere a disposizione 700 miliardi di dollari per tre anni al tasso dell’1% alle banche europee. (Seconda tranche del programma LTRO).

L’analisi fin qui condotta si limitava a comprendere se la BCE avesse comprato o meno titoli del debito sovrano dei Paesi PIIGS. Vi erano tutta una serie di considerazioni giuridiche da fare per cui si riteneva che non avrebbe potuto procedere all’acquisto di tale tipo di titoli. Questo è il classico caso per cui davanti ad un albero si perde di vista la foresta. Abbiamo ignorato la cosa più semplice: la BCE avrebbe prestato i soldi alle banche che a loro volta avrebbero poi comperato i titoli dei debiti sovrani. Ecco l’artifizio, non ha importanza che le banche involvano in banche-zombi. La BCE ha aumentato la massa monetaria. I governi-vampiro hanno possibilità di ottenere altro credito.

La ciliegina sulla torta l’ha messa il 29 febbraio 2012 un analista del “London Telegraph” dicendo: “Il presidente della BCE, Mario Draghi ha trasformato le banche tossiche dell’eurozona in banche-zombi che sono avide solamente di denaro a basso costo per poter rimanere in vita. In Europa centinaia di banche quotidianamente sono in grado di aprire solamente perché Draghi interviene. Questi elargitori di credito hanno forse l’aspetto di banche ed i loro clienti hanno la sensazione di aver a che fare con delle banche, in realtà non sono altro che una derivazione della BCE che emulano i processi tecnici di una banca. Queste banche hanno per l’economia reale poca importanza, il loro compito principale consiste nel sopravvivere e riuscire a mantenere lo status quo raggiunto. Non possono in nessuna maniera permettersi di concedere dei prestiti e neppure considerarsi dei possibili fautori del rilancio dell’economia europea, in quanto avvelenate dai titoli tossici dei debiti sovrani e a tutti gli effetti fallite”.

Con l’ultimo aumento della base monetaria il bilancio della BCE è stato proiettato a 3.000 miliardi di Euro, che tradotto in dollari sono 3.900 miliardi. La Banca d’emissione americana Federal Reserve ha un bilancio di 2.900 miliardi di dollari.

Parliamo di inflazione

L’analisi fin qui fatta ci fornisce anche il motivo economico per cui la BCE non innesca un fattore inflattivo: “Il terzo problema è, che anche se la BCE comprasse i debiti dei Paesi in difficoltà con l’emissione di nuova carta moneta la conseguenza inflattiva sarebbe, molto probabilmente, molto più sopportabile di quanto visto negli Stati Uniti. Ciò non salverebbe l’Euro bensì con l’aiuto di altri mezzi lo distruggerebbe”.

Benissimo, allora proviamo a testare questa teoria. Vediamo se l’Euro è veramente destinato ad esser distrutto.

Per distruggere l’Euro ci sarebbe voluta una politica monetaria molto più inflattiva di quanto fin qui tenuta dalle altre principali valute. La “Cumberland Associates” ci fornisce un Grafico con i bilanci delle quattro maggiori Banche centrali del mondo: la banca d’emissione americana Fed, della BCE, della Bank of England e della Banca centrale nipponica. I bilanci di queste banche centrali dall’estate 2008 sono letteralmente esplosi, anche se si osserva che la banca giapponese è stata quella che si è più trattenuta, mentre la BCE si è mostrata la più aggressiva. Nessuno di questi quattro paesi si è confrontato con un’inflazione che abbia superato il 5%. Riguardo alla considerazione che la BCE “con l’aiuto di altri mezzi” distruggerebbe l’Euro bisogna dire che una politica monetaria inflattiva condurrebbe anche ad una massiccia inflazione dei prezzi dal 15 al 25% annuo. Negli USA il livello della massa monetaria stampata ed immessa è ad un livello di iperinflazione. Nell’eurozona ed in Gran Bretagna l’andamento inflattivo dei prezzi è ancora moderato. Negli USA l’andamento inflattivo dei prezzi è del 2%. Solo in Giappone si può notare una leggera deflazione. In Inghilterra alla fine del 2008 l’inflazione era intorno al 5%. Da allora si è mantenuta intorno al 4,8% .

Le banche commerciali non concedono più prestiti. Con l’aiuto delle banche centrali si limitano a costituire gigantesche riserve. La procedura della riserva frazionaria ha smesso di funzionare dal 2008 per cui il fattore monetario [tramite le banche commerciali] è stato ridotto. Nei Paesi occidentali industrializzati non si nota alcun fattore inflattivo, nonostante le banche centrali abbiano allargato la quantità di massa monetaria. Ciò succede in quanto nonostante le banche centrali abbiano allargato la massa monetaria le banche commerciali non hanno permesso che tale massa arrivasse all’economia reale, avendo paura di concedere crediti. Questo ha permesso alle banche centrali di provvedere al salvataggio delle grandi banche commerciali. Le grandi banche sono convinte di poter mantenere la clientela ed anzi espandersi acquisendo altre banche e fondi d’investimento.

In futuro la BCE sarà certamente costretta ad aumentare ulteriormente la massa monetaria, cosiccome anche la FED aumenterà il processo inflattivo. Sempre, quando gli interessi delle grandi banche verranno messi in pericolo da processi recessivi le banche centrali risponderanno con l’emissione di nuova massa monetaria. Tutte le volte che le grandi banche smetteranno di prestarsi vicendevolmente del denaro in quanto viene meno la reciproca fiducia e vi sia il dubbio di possibile insolvenza, la banca centrale ri-inizia il processo inflattivo.

Le banche centrali sono convinte di poter correre questo rischio in quanto l’allargamento della base monetaria dal 2008 non ha creato alcun fattore inflattivo sui prezzi. La sovrabbondante disponibilità di denaro ha determinato una riduzione dell’uso della riserva frazionaria. La cosa non disturba il pubblico che non capisce la differenza. La cosa non disturba neppure i politici. Non devono quindi temere possibili ostacoli od effetti negativi o sanzioni. La base monetaria continua a crescere ma il tasso d’interesse resta basso. Il che significa che i paesi non facenti parte del gruppo dei PIIGS non si dovranno confrontare con una riduzione di flussi di denaro e potranno continuare a contare su un aumento ed un rifinanziamento dei loro debiti pubblici. Insomma i politici non ricevono nessun segnale d’allarme da parte dei loro ministri delle finanze. Per i paesi solvibili è facile gestire il debito pubblico.

Il problema dei Paesi PIIGS è invece molto serio. Tanto più cresce il saggio d’interesse tanto più aumenta il deficit di bilancio. Questa pressione li costringe ad adottare provvedimenti di risparmio e di riduzione delle spese di bilancio, cosa a cui per altro si oppongono. Per cui si fanno prestare altro denaro. I Governi si trasformano in vampiri. Fin tanto che i Paesi PIIGS saranno in grado di alimentare i loro debiti pubblici e di evitarne la crisi continueranno a chiedere sempre più credito. Ogni qual volta si manifesterà una possibile crisi del bilancio statale la BCE procederà inflattivamente.

I politici sono convinti che il conto dei debiti da loro aggiunti dovranno essere saldati quando loro non saranno più in carica. Non si nota nessuna disponibilità a ridurre un simile comportamento. Non riducono le spese. Anzi le aumentano (vedasi debito pubblico italiano). Non è altro che una commedia. I politici, quando devono esser eletti, giurano su ciò che hanno di più caro che mai inaspriranno provvedimenti d’austerità. Anzi promettono che ridurranno le spese. Le banche prestano quindi loro denaro ad un tasso decisamente più alto dell’1% che loro devono pagare e possono chiedere alla BCE tutto il denaro che vogliono.

La BCE non ha fornito nessuna spiegazione per i provvedimenti adottati il 29 febbraio scorso. Niente, nulla, né una dichiarazione alla stampa né una spiegazione ufficiale. L’allargamento della massa monetaria delle banche centrali ha raggiunto livelli da iperinflazione. Il comportamento dei Governi avvicina sempre di più il rapporto debito pubblico/PIL al 100% in Europa. Nonostante ciò, sia i prezzi che i tassi d’interesse sul debito pubblico restano stabili. Sembra proprio che la cosa possa proseguire all’infinito.

I vampiri si stanno saziando

I governi sottraggono all’economia il denaro. Certo si tratta di una forma molto particolare di capitale. Non si tratta di ricchezza creata con la formazione di valore aggiunto bensì allargando digitalmente la massa monetaria. Nessuno, della società civile, ha bisogno di ridurre i propri consumi. Le banche centrali procurano il denaro per via digitale alle banche commerciali le quali o si creano delle riserve o li prestano ai governi. Si fosse messa a disposizione questa nuova forma di fiat-moneta all’economia reale si sarebbe creato un ciclo economico espansivo. Il capitale si sarebbe accumulato nel settore privato, ma solo perché chi concede il credito (le banche) sarebbero state convinte che si tratta di una crescita economica reale, il che significa, che sarebbero state in grado di ricevere di ritorno i soldi prestati.

Con ciò si sarebbe messo in moto il ciclo economico ben spiegato dalla scuola austriaca di economia, per cui gli errati investimenti avrebbero causato una bolla che sarebbe scoppiata. Per cui anziché mettere in atto un ciclo espansionistico, non si fa altro che trasferire della ricchezza ai Governi, che non fan altro che emettere altri titoli di debito. Chi concede il credito, cioè chi mette a disposizione questo denaro digitale, non fa altro che fornire a dei debitori-vampiri del denaro nella misura sufficiente per espropriare i cittadini delle loro risorse, ad interessi talmente bassi che mai concederebbero ai privati. Tutti quei cittadini che non usufruiscono di denaro pubblico si vedono costretti a ridurre i consumi ed i servizi. Pensate che la disoccupazione giovanile (persone fra i 18 e 25 anni) in Spagna e Grecia è: oltre il 50%. Queste giovani persone sono coloro che pagano il prezzo della dissennata politica dei loro Governi.

Il sistema del finanziamento del debito pubblico tramite le banche centrali, sia in maniera diretta come in USA o Giappone, o in maniera indiretta come nella zona euro, fa si che i soldi non vengano distribuiti, bensì la ricchezza va nella direzione dello Stato e la ricchezza viene gestita da chi allo Stato è collegato. Il trasferimento di ricchezza, che con la creazione della fiat-moneta (vera e propria falsificazione monetaria tramite le banche centrali), causa la morte lenta del settore privato. In una simile struttura hanno un vantaggio i detentori del denaro. Il denaro non viene guadagnato col sudore della fronte, viene semplicemente creato dalle banche centrali in maniera digitale e distribuito.

I Governi si sono trasformati in orde vampiresche che nottetempo sono alla ricerca di vittime da dissanguare. Succhiano il sangue in maniera che le vittime non se ne accorgano, in maniera indolore. Le vittime dormono un sonno profondo e non si accorgono dello spirito vitale che viene loro sottratto. E come nelle leggende dei vampiri accade che i vampiri creano altri vampiri. Non essendovi una redistribuzione della ricchezza le reali entrate del singolo cittadino diminuiscono. Molto probabilmente perderà sia il lavoro che il reddito. Molto probabilmente dipenderà dallo Stato.

Lo Stato-vampiro dice: “Provvedimenti d’austerità frenano la ripresa” oppure “L’austerità causa un aumento del deficit di bilancio”. Nel momento in cui una bolla esplode i Governi aumentano le loro spese. In una fase di crescita economica, per cui anche le entrate tributarie aumentano, i Governi continuano comunque ad elevare i loro livelli di spesa. Anche in questa fase il vampiro continua a prendere denaro a credito. Anche in questo caso il bilancio è in deficit. E questo va avanti di decennio in decennio. Lo stato-vampiro diventa sempre più assetato e le banche-zombi lo riforniscono di sempre più denaro.

Conclusioni

La fiat-moneta rende dipendenti. Banche-zombi usano il denaro della BCE per comperare titoli del debito pubblico degli stati-vampiro. Gli economisti “mainstream” lobotomizzati consigliano di allargare la spesa degli stati-vampiro mediante l’iniezione di altra fiat-moneta. Questo processo non dà alcun segnale di rallentamento, anzi accelera. Certamente verrà il giorno in cui i Paesi non PIIGS si vedranno costretti a riconoscere saggi d’interesse maggiori. Questo sarà il giorno della resa dei conti per i vampiri. E verrà il giorno decisivo anche per le banche-centrali-zombi. Dobbiamo aiutarle oppure no? Inflazione di massa o insolvenza a macchia d’olio?

Io scommetto su un’inflazione massiccia. Solo quando l’iperinflazione (oltre il 25%) busserà alle porte delle banche centrali queste prenderanno seri provvedimenti per cercare di fermare il flusso di denaro. Questo momento arriverà però in un futuro molto lontano. Fin quando sarà possibile questo gioco continuerà.

 

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