Banche italiane, calano i prestiti e aumentano le sofferenze

di REDAZIONE

Rallenta ma resta in crescita la raccolta delle banche italiane a giugno; prosegue in calo invece la dinamica dei prestiti a famiglie e imprese. E’ la fotografia che emerge dal rapporto mensile dell’Abi. La raccolta complessiva si e’ attestata il mese scorso a 1.735 miliardi di euro, in aumento dello 0,66% rispetto a un anno prima ma in leggero calo rispetto a maggio. Il totale dei prestiti concessi a residenti in Italia si e’ collocato invece a 1.893 miliardi di euro, segnando una variazione annua negativa del 2,77%, sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente (-2,70%).

A giugno – si sottolinea nel rapporto Abi – l’ammontare dei prestiti alla clientela resta superiore rispetto all’ammontare complessivo della raccolta da clientela. Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta delle famiglie e’ sceso sui minimi storici, a 179 punti base, un punto al di sotto rispetto a maggio e 10 meno di un anno prima; prima dell’inizio della crisi finanziaria, superava i 300 punti. “Non ci attendiamo inversioni di tendenza significative – spiega Gianfranco Torriero, responsabile dell’ufficio studi Abi – sia per la raccolta che per gli impieghi la dinamica restera’ invariata almeno a luglio e agosto. Negli ultimi tre mesi l’andamento e’ stato coerente, ora aspettiamo di vedere i dati di settembre”.

TASSO MUTUI PER CASA SCENDE A MINIMI, 3,67% A GIUGNO Scende ai minimi da almeno un anno il tasso sui prestiti concessi dalle banche alle famiglie per l’acquisto di abitazioni. A giugno, secondo i dati dell’Abi, e’ risultato pari al 3,67%, in calo rispetto al 3,71% registrato a maggio e sotto il precedente minimo di marzo (3,69%). Il tasso sui mutui per la casa resta inferiore anche rispetto a un anno prima (3,97% a giugno 2012).   A giugno – informa l’Abi – la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso e’ risultata pari al 23,8%, contro il 23,6% di maggio e il 24,1% di aprile.

CONTINUA CORSA SOFFERENZE, 136 MLD A MAGGIO (+22%) Prosegue la corsa delle sofferenze nel portafoglio delle banche italiane: i crediti a rischio hanno raggiunto a maggio quota 135,7 miliardi di euro, su livelli record da almeno due anni e con una crescita del 22,4% (vale a dire circa 25 miliardi) rispetto a maggio 2012. Lo scrive l’Abi. In trenta giorni le sofferenze sono aumentate di circa 2,5 miliardi, un trend stabile negli ultimi tre mesi. In rapporto agli impieghi, le sofferenze risultano pari al 6,9% a maggio (5,6% un anno prima), ma il valore raggiunge il 12,5% per i piccoli operatori economici e il 10,9% per le imprese, categorie che presentano quindi livelli maggiori di rischiosita’.

Al netto delle svalutazioni – riporta ancora l’Abi – le sofferenze a maggio 2013 ammontano a poco meno di 68,5 miliardi (+31,5% in un anno). Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si colloca al 3,60%, a fronte del 3,51% di un mese prima e del 2,71% di maggio 2012.   “La dinamica delle sofferenze continuera’ a essere in crescita perche’ ci sono degli elementi che giocano in maniera non positiva sul portafoglio crediti delle banche”, spiega Gianfranco Torriero, responsabile dell’ufficio studi dell’Abi, citando ad esempio la politica di recupero dei crediti piu’ lenta rispetto a quella di altri Paesi.

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