Banche a corto di soldi: rimborso ridotto alla BCE

di REDAZIONE

Le banche fanno braccino con la Bce. 356 banche europee rimborseranno la prossima settimana solo 61,1 miliardi di euro dei 529,3 miliardi di euro ricevuti dalla seconda maxi iniezione di liquidità (Ltro) a 3 anni. Quella odierna era la prima finestra di pagamento della seconda Ltro e il mercato prevedeva rimborsi ben maggiori: 130 miliardi di euro. Ciò significa che gli istituti di credito di Eurolandia sono ancora fortemente dipendenti dalle operazioni di liquidità di Francoforte.

Quanto alla prima Ltro, la Bce ha comunicato che 9 banche pagheranno 1,75 miliardi di euro il 27 febbraio. In occasione della prima Ltro, con prestiti a tre anni a un interesse dell’1%, la Bce erogò 489,2 miliardi, mentre nella seconda i prestiti ammontarono appunto a 529,3 miliardi. I dati della Bce spingono l’euro in ribasso. La moneta comune viaggia a quota 1,3172 dollari dopo aver aggiornato a 1,3156 dollari il minimo da sei settimane sul biglietto verde. Tra le banche rimaste finora defilate ci sono soprattutto quelle italiane, ma per gli economisti la spiegazione è semplice: sono frenate dall’incertezza per le elezioni italiane. “Non hanno probabilmente ripagato le Ltro per motivi precauzionali, temendo ad esempio che possano salire i tassi del mercato monetario”, sostiene Anna Grimaldi, economista di Intesa Sanpaolo.  “Le condizioni di mercato non sono ancora migliorate abbastanza da rendere conveniente per le banche italiane restituire i prestiti alla Bce con il mercato all’ingrosso che resta costoso”, ha aggiunto Anna Grimaldi. E poi il fatto che le banche restituiscano o meno i fondi delle Ltro non è indicativo della loro solidità”, ha precisato.

Tuttavia Jan von Gerich, fixed-income strategist di Nordea, ricordando all’agenzia MF-DowJones che un ampio numero di banche sono ancora dipendenti dalla Bce, in particolare le più piccole che non hanno accesso ai mercati obbligazionari, ritiene che il sistema bancario si “riparerà” solo lentamente e che ci vorrà tempo prima che la crescita dei prestiti delle banche inizi di nuovo a rafforzare l’economia.

Lo stesso membro del Comitato esecutivo della Bce, Benoit Coeure, oggi ha affermato che è troppo presto per porre fine alle misure speciali anti crisi messe in atto dalla Bce come le operazioni di rifinanziamento a lungo termine. L’eurozona ha ancora davanti a sé una serie di sfide tra cui quella di assicurare il credito alle piccole imprese. “E la difficoltà di accesso ai finanziamenti delle piccole e medie imprese in alcuni Paesi dell’eurozona è chiaramente una minaccia alla ripresa economica”.

di Francesca Gerosa

FONTE ORIGINALE: http://www.milanofinanza.it

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