Banche: l’81% dei prestiti va alle grandi imprese, spesso insolventi

di REDAZIONE

L’81% circa degli oltre 1.335 miliardi di prestiti erogati dalle banche agli italiani e’ concesso al primo 10% degli affidati, ovvero alla migliore clientela che pero’ denuncia anche un livello di insolvenza altissimo vicino al 78%. Il rimanente 19% invece, e’ distribuito invece alle famiglie, alle piccole imprese ed ai lavoratori autonomi che, di fatto, costituiscono la quasi totalita’, vale a dire il 90%, dei clienti dei nostri istituti di credito. A rilanciare l’allarme e a tornare a denunciare il credit crinch e’ la Cgia di Mestre alla luce delle parole del presidente della Bce, Mario Draghi. ”Al di la’ delle difficolta’ legate alla crisi, il nostro sistema creditizio presenta dei nodi strutturali che vanno assolutamente affrontati. E’ chiaro a tutti che questo 10% di maggiori affidati non e’ costituito da piccoli imprenditori, da famiglie o da titolari di partite Iva, ma quasi esclusivamente da grandi gruppi o societa’ industriali”, spiega Giuseppe Bortolussi. “In linea generale non ci sarebbe nulla da obbiettare se questo 10% fosse costituito da soggetti solvibili. Invece, dall’analisi della distribuzione del tasso di insolvenza emerge che il 78,3% e’ concentrato nelle mani del 10% dei migliori affidati. In buona sostanza, nei rapporti tra banche ed imprese tutto e’ clamorosamente rovesciato: chi riceve la quasi totalita’ dei prestiti presenta livelli di affidabilita’ bassissimi, mentre chi dimostra di essere un buon pagatore ottiene il denaro con il contagocce”, esemplifica.

Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, “al di la’ delle difficolta’ legate alla crisi, il nostro sistema creditizio presenta dei nodi strutturali che vanno assolutamente affrontati. E’ chiaro a tutti che questo 10% di maggiori affidati non e’ costituito da piccoli imprenditori, da famiglie o da titolari di partite Iva, ma quasi esclusivamente da grandi gruppi o societa’ industriali. In linea generale – aggiunge – non ci sarebbe nulla da obbiettare se questo 10% fosse costituito da soggetti solvibili. Invece, dall’analisi della distribuzione del tasso di insolvenza emerge che il 78,3% e’ concentrato nelle mani del 10% dei migliori affidati. In buona sostanza – conclude – nei rapporti tra banche ed imprese tutto e’ clamorosamente rovesciato: chi riceve la quasi totalita’ dei prestiti presenta livelli di affidabilita’ bassissimi, mentre chi dimostra di essere un buon pagatore ottiene il denaro con il contagocce”.

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One Comment

  1. Dan says:

    Le possibilità sono due: o tutte le imprese sono rette da truffatori che, appena incassato l’assegno, spariscono a santo domingo o semplicemente questi soldi, invece di finire reinvestiti nell’impresa (dove dovrebbero effettivamente andare) finiscono nelle fauci del fisco.

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