LA STORIA D’ITALIA OMAGGIATA DAI BRAVI SCOLARI

di REDAZIONE

I bambini della 5D dell’ottavo circolo didattico “Rosmini”, plesso Paolo Borsellino di Andria, lo scorso sabato 12 maggio hanno concluso il progetto didattico “Giochiamo con le parole”. L’obiettivo dell’iniziativa è l’educazione dei bambini in età scolare alla dizione e alla fonetica, attraverso il gioco e l’esercizio pratico, il tutto in chiave culturale e storica.

In occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia – spiega il sito domaniandriese.it – i bambini si sono cimentati, sotto la guida del maestro e registra teatrale Giuseppe Francavilla, responsabile della scuola di teatro per bambini “la bottega delle emozioni”, coadiuvato dal padre Mario (registra teatrale) in una rappresentazione teatrale dal titolo “Omaggio all’Italia”. Si è trattato, in pratica di un excursus storico di avvenimenti e personaggi che hanno dato lustro alla nostra nazione.

Nell’occasione hanno avuto modo di scoprire le diverse cadenze dialettali, dal siciliano, al barese, dal toscano al veneto sino al piemontese. Al centro del lavoro anche le figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino attraverso la lettura di alcuni loro pensieri e la canzone “Pensa” di Fabrizio Moro

La realizzazione e la riuscita del progetto è stata resa possibile grazie alla collaborazione di tutti i genitori e soprattutto dell’intero corpo docente, in particolare delle maestre Nella Giannotti e Marisa Inchingolo.

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3 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    ottimo esempio di umorismo involontario.

  2. liugi says:

    “Nell’occasione hanno avuto modo di scoprire le diverse cadenze dialettali, dal siciliano, al barese, dal toscano al veneto sino al piemontese. ”

    Questa immane scemenza che rende bene l’idea della pochezza culturale dell’italia contemporanea.
    Inizino a fare i corsi di lingua regionale nelle scuole invece di insegnare come prendere in giro il modo di parlare dei popoli italiani.

    • fabio ghidotti says:

      condivido pienamente. Negare le diversità e presupporre un presunto popolo unico è un’operazione mentale di tipo razzista e imperialista insieme.

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