Ballo in maschera! Il governo ondivago e contraddittorio sulle misure anti coronavirus

di Sergio Bianchini – La faccenda delle mascherine è il banco di prova dello stile ondivago e contradditorio che va dal tronfio al generico all’assente dell’azione del governo. Il premier nell’introduzione al nuovo decreto dell’8 marzo dichiara che è stata rinforzata la produzione nazionale dei macchinari per la ventilazione e delle……. protezioni individuali, cioè delle mascherine che però non vengono nominate.
Continua la preminenza della tesi che non servono, però silenziosamente se ne rinforza la produzione.
Si dice che non servono a proteggere ma tutte le forze dell’ordine che sorvegliano i confini delle zone rosse ne sono dotate. Il che è in palese contraddizione con la loro inutilità difensiva. Contemporaneamente dentro le zone rosse, dove il numero di contagiati e quindi di contagiatori è particolarmente alto, la gente va senza mascherina. Si insiste però sulla distanza di 1 metro per evitare le emissioni di goccioline, anche se lo scienziato studioso della SARS ha detto che la distanza accertata efficace per sottrarsi a queste emissioni e di 1,83 metri.

Alla fine le piccole zone rosse iniziali vengono abolite creando la grande zona rossa per la quale la direttiva è la seguente:

Un esempio tipico di duromollismo dove l’eccesso di perentorietà si scontra con la palese impraticabilità e l’impossibilità di controllo reale delle disposizioni dichiarate.

Come si fa ad evitare ogni spostamento all’interno delle aree? La formulazione è evidentemente assurda. Questa mattina lungo la martesana, il canale artificiale proveniente dall’Adda fino a Milano, dotato di una bellissima pista ciclabile e pedonabile parallela, centinaia di persone camminano, corrono, pedalano come di consueto.

E’ una cosa fuori legge? Cosa vuol dire situazioni di necessità? Nessuno lo può capire.

Lo stile dello stato italiano non cambia e se un tempo la cosa era sopportabile vista la piccola presenza dello stato nella vita quotidiana delle persone, oggi sta diventando intollerabile. Nel mondo evoluto l’interazione cittadino stato è millimetrica e costante, incide istante per istante sui suoi pensieri e sullo stato d’animo.

La presenza di uno stato affidabile e vicino al cittadino in tempi reali è ormai il principale diritto di cui siamo privati. Speriamo che tanti “sognatori” lo capiscano e invece di andare a salvare il mondo si dedichino a questo tema.

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