L’ITALIA DI BALLARO’ DENTRO AD UN LIBRO DI DISEGNI

di REDAZIONE

C’è l’ultima corsa di Prodi e del treno dell’Unione, deragliato a colpi di falci, martelli e mastelli. I vecchietti, usciti vivi dalla guerra, che scalano le vette dello spread. La missione del pareggio di bilancio, con i giocolieri italiani al circo Barnum di Bruxelles. È “L’Italia di Ballaro, quella delle vignette disegnate da Lorenzo Terranera, che ripercorrono quasi dieci anni di trasmissione tv e di storia d’Italia, in una mostra allo Spazio 88 di Roma fino al 7 luglio e in un libro edito da Rai Eri. Più di 100 tavole e 400 acquerelli in cui si riconoscono le vicende politiche, economiche e sociali, che hanno alimentato il dibattito nel talk show di Raitre, per l’occasione commentate dalle didascalie d’autore di grandi firme del giornalismo italiano, come, tra gli altri, Sergio Rizzo, Ferruccio De Bortoli, Lucia Annunziata, Mario Sechi, Conchita De Gregorio, Mario Orfeo, Giulio Anselmi. “L’idea del muro a Ballarò – rivela l’allora direttore di Raitre Paolo Ruffini – ci venne dal film Zora la vampira. Dove la Writer era una giovanissima Michaela Ramazzotti. È un modo di raccontare anche cose faticose con leggerezza e profondità insieme”.

All’inizio, prosegue Giovanni Floris ripercorrendo la nascita del suo programma arrivato (in concomitanza con la chiusura di Biagi e Santoro), sotto l’occhio vigile del nuovo direttore Antonio Di Bella, »litigavamo solo sul muro quando c’era tutta una trasmissione da fare”. L’importante, prosegue Terranera, “è che anche le battaglie a Ballarò nei disegni devono essere divertenti”. A tenere banco nella sua galleria, in cui spiccano anche bozzetti mai andati in onda, è l’Italia sempre colorata dell’economia e della politica, delle vicende giudiziarie e della vita di tutti i giorni. Così, davanti a tre buffi personaggi sul podio, Paolo Mieli scrive: »Da noi non si vincono le elezioni per poter governare, ma per poter salire sul podio e farsi acclamare in vista delle prossime votazioni”. Mario Calabresi, invece, avverte: “Il mondo nuovo è appena nato. Meglio capirlo che arrancare per bilanciarlo”. Luca Sofri avverte: “Ci sono momenti in cui passare col rosso diventa la scelta giusta”. “La mostra ha un ordine cronologico dal 2006 fino al 2012 – conclude Terranera – ma la cosa curiosa è che se anche uno inverte l’ordine e la vede al contrario, la situazione non appare molto cambiata”. In occasione della mostra sono previsti anche laboratori di animazione e illustrazione in stop-motion per bambini.

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