Salvare le banche è costato 1.700 miliardi, 30 anni di privatizzazioni

di REDAZIONE

I salvataggi delle banche hanno mandato in fumo 30 anni di ricavi dalle privatizzazioni: i governi hanno investito 1.700 miliardi di dollari per salvare colossi finanziari quali Aig negli ultimi quattro anni a fronte dei 1.800 miliardi di dollari incassati a partire dal 1981 dalla privatizzazione di asset, dagli aeroporti alle telecomunicazioni passando per le reti idriche.

Lo riporta il Financial Times citando uno studio di Privatisation Barometer, secondo il quale i governi stanno nazionalizzando alcuni asset mentre ne privatizzano altri. ”I governi continuano a vendere quote in societa’ private ma allo stesso tempo ne comprano altre” afferma William Megginson, professore dell’Universita’ dell’Oklahoma e uno degli autori di Privatisation Barometer. Lo studio mette in evidenza come i governi incontrino difficolta’ nel completare privatizzazioni: le vendite di piu’ di 34,6 miliardi di dollari di asset statali sono state rimandate o cancellate nell’ultimo anno. E le privatizzazioni di successo sono soprattutto quelle del settore finanziario, con i governi che cercano di chiudere i programmi di salvataggio iniziati con la crisi.

”Se si escludono le banche, il numero delle privatizzazioni di successo e’ piu’ basso”, e la conferma – mette in evidenza il Financial Times – arriva anche dalla Grecia, che e’ stata costretta a rivedere al ribasso le stime delle vendite di asset statali da 50 miliardi di euro a 19 miliardi di euro. La volatilita’ dei mercati e i timori sull’euro pesano sulle privatizzazioni in Europa, cosi’ come l’opposizione politica alle vendite di asset statali: un esempio e’ la decisione del consiglio comunale di Madrid di posticipare la privatizzazione del sistema idrico in seguito a un referendum che mostrava come il 99% degli interpellati erano contrari. ”Obiezioni in parte legate al fatto che non ci sono prove che le privatizzazioni portino benefici. Alcune privatizzazioni sono fatte per motivi fiscali o ideologici. Ma – afferma David Hall, dell’Universita’ di Greenwich – non ci sono prove chiare che un coinvolgimento del settore privato porti una maggiore efficienza e produttivita”’.

Il numero delle parziali privatizzazioni e’ aumentato in modo significativo, con i governi consapevoli dei timori sollevati dalla possibilita’ che mani straniere mettessero mani su asset nazionali e della necessita’ di mantenere il controllo su alcuni servizi statali chiave. ”La situazione e’ – mette in evidenza il Financial Times – complicata dai fondi sovrani, in campo per acquistare asset dei loro paesi e di altri paesi. In aprile il tesoro francese ha venduto il 26,32% in La Poste a Caise Des Depots et Consignations, il fondo sovrano francese. In dicembre il Portogallo ha venduto il 21% in Energias de Portugal alla cinese Three Gorges Corporation”.

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