BAHRANI E LE NENIE ISLAMICHE DEL SIGNOR BACH

di TONTOLO

Ramin Bahrani è un affermato pianista, nato in Iran ma fuggito da bambino in Italia  per evitare la persecuzione degli ayatollah contro la sua famiglia: suo padre Paviz era stato incarcerato ed ammazzato nel 1991 perché “occidentalizzato”.  Ha studiato al Conservatorio di Milano e un poco alla volta si è affermato come musicista di qualità, specializzandosi nelle esecuzioni di Bach.

Fino a qui tutto bene: un esempio di straordinaria riuscita di un giovane sfuggito all’ordinaria follia dell’integralismo islamico, abituato a ben altre melodie e suonate.

Quello che non capisco è perché ad un certo punto questo signore si è messo ad esaltare Bach come una specie di musicista islamico, carico di influssi siciliani e arabi. Fino ad affermare ispirato che la musica di Bach è una specie di canto orientale, simile alla preghiera dei muezzin. Addirittura ha detto che la sua maestra, Rosalyn Tureck, che era di Stoccarda e non di Istambul,  era “una specie di muezzin, che estraeva da Bach un canto orientale, un mondo segreto…”.

Ciumbia, io so poco di musica e sarò anche un po’ tontolo, di certo non ho idea se Bach componesse davvero anche nenie islamiche, però mi sembra che questo abbia le idee anche meno chiare delle mie. Forse, assieme a Bach, si è messo a frequentare un po’ troppo anche Bacco.

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4 Comments

  1. oppio 49 says:

    ragazzi, la genetica non è un’opinione, non stupitevi

  2. CARLO BUTTI says:

    Concordo:da manicomio. Ho ascoltato dal vivo Bahrani due anni fa, proprio in un concerto bachiano. Molto bravo lui, penosissima l’orchestra, stonata e gracchiante.. Mi chiesi come avesse accettato di suonare con simili cani. Adesso comincio a capire:con una testa così…

  3. sciadurel says:

    da musicista dico … rinchiudete Ramin Bahrani in un manicomio

  4. Diego Tagliabue says:

    Ma questo cosa si è sparato in vena?

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