Autostrada Lucca-Modena, una proposta per la Toscana

di EMILIANO BAGGIANI

Qualche giorno fa è stata presentata in Regione Toscana una interpellanza da parte della Consigliera Marina Staccioli (Identità Toscana) nella quale si chiede conto dei motivi per i quali l’Interporto Toscano “Amerigo Vespucci”, sito a Guasticce , nella piana immediatamente a nord di Livorno, risulti una struttura ampiamente sottoutilizzata, tanto da presentare piazzali desolatamente vuoti. Una struttura inaugurata pochi anni fa , per la quale sono stati spesi milioni di euro di soldi pubblici della Regione e degli enti locali , e gestita da una società per azioni omonima , partecipata dalla Banca Monte dei Paschi di Siena e, in quote minori , dalla Regione stessa e da altri enti pubblici .Fino al 2012 il presidente del Consiglio d’amministrazione è stato l’ex parlamentare dei Democratici di Sinistra, Marco Susini.

Da maggio, vista la gravità della situazione logistica di Guasticce, qualcuno ha avuto la buona idea di sostituire questo “politico in pensione” con un vero “uomo di banchina”, Federico Barbera, già direttore del terminal “Calata Orlando” al Porto di Livorno e presidente di Fise Uniport, l’organizzazione di settore di Confindustria . Ma certamente non saranno le capacità professionali , che indubbiamente ci sono , a risollevare da sole le sorti dell’Interporto Toscano. Le ragioni per cui l’Interporto toscano non decolla sono diverse . C’è la cronica mancanza di infrastrutture per legarlo efficacemente e velocemente al Porto di Livorno, peraltro vicinissimo. C’è anche il cosiddetto “racket” sui trasporti tanto che una buona parte del traffico merci interno regionale, e in arrivo al porto labronico , assurdamente transita su Bologna o addirittura su Padova per poi tornare in Toscana, facendo lievitare i costi e gonfiando le tasche di alcuni trasportatori. C’è una mancanza di chiarezza nelle idee da parte di chi deve gestire la complessa macchina della logistica , tanto che quasi ogni giorno si leggono comunicati di amministratori locali, della Port Autorithy livornese, se non della società interporto stessa, che vorrebbero aprire l’area di Guasticce ad insediamenti industriali (e non si capisce quali in questo periodo di crisi …), quando invece aprire all’Ikea, quando piuttosto aprire ai grossi outlet dell’abbigliamento.

Un gran caos di mille proposte che però evita accuratamente di parlare dell’unica soluzione che veramente potrebbe invertire il senso di marcia non solo dell’Interporto Toscano, non solo del Porto di Livorno , ma di tutta l’area costiera (Livorno – Pisa – Lucca) e tout court di tutta la Toscana. Il convitato di pietra è la Lucca-Modena , asse ferroviario ed autostradale di cui si parla da oltre mezzo secolo. La Lucca – Modena ha una lunga storia , se ne parla da moltissimo tempo ma la politica locale l’ha sempre osteggiata, soprattutto nei palazzi del potere fiorentini , per gretti motivi politici ed economici. L’A22 ,che sappiamo da Modena arriva fino al Brennero e da lì si ricollega alle autostrade tedesche ed austriache , nei progetti iniziali doveva essere l’asse tirrenico che doveva collegare la pianura padana e l’Europa tedesca al versante tirrenico (e al porto di riferimento che è Livorno), ma proprio in quegli anni , per motivi di opportunità politica , venne bloccata la costruzione proprio a Modena , rimandano sine die il completamento verso Lucca (che già è collegata a Livorno).

La Lucca-Modena non è certo un’opera faraonica (soprattutto se guardiamo all’alta velocità Firenze-Bologna e soprattutto alla Tav), si tratta infatti di un tracciato che si svilupperebbe per poco di più di 80 Km e che avrebbe come complessità tecnica solo il traforo della montagna, che però nel 2013 non dovrebbe rappresentare un problema trascendentale. La Lucca-Modena sarebbe quel “trattino” che permetterebbe alle merci padane e dell’europa tedesca di transitare, in tempi drasticamente ridotti, da e verso l’attrezzatissimo porto di Livorno , che a differenza di molti altri porti , non ha carenza di spazi , potendo disporre, per l’appunto , dell’immensa area di Guasticce dove poter stoccare i container . Ed è proprio questo il vero punto politico per cui la Lucca – Modena non “s’ha da fare” . E a nulla valgono le richieste della Confindustria e delle Camere di Commercio di Modena e Reggio Emilia, che da decenni la richiedono a gran voce , e alle più timide richieste di qualche amministratore locale e organizzazioni varie.

Anche la Camera dei Deputati nel 2003 ribadiva che “il tracciato autostradale della Lucca-Modena rappresenta da tempo un elemento insostituibile della modernizzazione dei collegamenti della dorsale appenninica tosco-emiliana, Impegna il Governo a considerare prioritario l’intervento finanziario finalizzato a modernizzare i collegamenti appenninici ed in particolare la Lucca-Modena”. Nulla da fare la Regione Toscana e la Regione Emilia-Romagna oppongono il loro netto rifiuto , ribadito in più di una occasione nonostante i ripetuti solleciti da parte della società produttiva , in particolare , come detto , del comprensorio modenese e reggiano. Ci aveva provato il ministro Matteoli (livornese) a dare il via alla realizzazione, in verità però nemmeno tanto lui convinto , tanto che il CIPE aveva pure approvato il tracciato , ma come funghi spuntarono gli immancabili comitati ambientalisti in Garfagnana e in lucchesia che minacciavano una guerra civile alla vista della prima ruspa. Gli stessi ambientalisti che però , magicamente , rimasero perlopiù zitti per il traforo delle montagne del Mugello, che però aveva l’endorsement della Regione.

La Lucca-Modena ha quindi tantissimi nemici:

– La politica di Firenze e Bologna che vedrebbero a rischio la rispettiva centralità regionale per quanto riguarda la logistica e i trasporti.

– Il porto di Genova che teme una più forte , e coerente , concorrenza da parte del porto labronico.

– Roma che sta sponsorizzando sempre di più il suo porto , quello di Civitavecchia , ricoperto di investimenti pubblici giusto qualche settimana fa dal Governo Monti a scapito proprio del porto di Livorno, lasciato a secco.

Nel mezzo di queste Guerre stellari-portuali c’è una Toscana che rimane al palo per colpa di altri , ma anche per colpa della propria stupidità politica.

E’ una ovvietà far notare che l’affossamento del porto di Livorno, perpetrato attraverso la mancanza quasi totale di infrastrutture , e in particolare di questa infrastruttura , significherà anche l’affossamento dell’economia toscana. Ed è inevitabile rilevare una netta differenza fra coloro che governano adesso la Toscana e i Granduchi , che invece con tanta abnegazione e saggezza avevano amministrato e sviluppato il nostro territorio, partendo proprio dalle infrastrutture. Mi lasciano completamente distaccato le inutili polemiche sull’accorpamento delle province di Pisa , Livorno e Lucca ; ritengo invece che la macroprovincia della costa, indipendentemente dalla città che farà il capoluogo, avrà forse più forza politica per pretendere quello che gli spetta, a partire proprio dalla Lucca-Modena, e che quindi sia una opportunità per tutti.

L’associazione che presiedo, il “Centro Studi Indipendentisti Toscani” lancerà a breve una raccolta firme fra i cittadini residenti in Toscana, nell’interesse economico del nostro territorio, affinché la Lucca-Modena torni al centro del dibattito politico e non venga accantonata per altri 10 anni . Nei periodi di crisi bisogna ripartire dalle infrastrutture , quelle che servono veramente, come questa.

 

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2 Comments

  1. mr1981 says:

    In Italia ognuno deve in continuazione coltivarsi il proprio orticello e i risultati sono agli occhi di tutti: una nazione fallita. A pochi chilometri da questo progetto c’è già La Spezia, che ha pure un porto commerciale ed è collegata con la pianura padana da quella disastrata striscia di asfalto che si chiama autocamionale della Cisa. Una Lucca-Modena sarebbe un doppione costruito sulle stesse condizioni geologiche della Cisa…

    • Emiliano Baggiani says:

      Gli spezzini faranno i loro interessi , se permetti noi toscani facciamo i nostri ..
      La cisa (che logisticamente ha un compito ben diverso visto che serve a connettere l’alto tirreno alla pianura padana occidentale) è in uno stato disastroso, lo posso confermare, ma è un altro discorso .
      Quando il porto di Livorno deve avvalersi della cisa si deve mettere in coda e lo so con cognizione di causa perché ho lavorato a lungo in una agenzia marittima e spesso per fare arrivare un treno merci da livorno a spezia ci voleva una settimana (ricordiamo che la distanza è di appena 90km).

      Potenziare la cisa significa potenziare il sistema portuale ligure , non il sistema toscano che ha bisogno , drammaticamente , di infrastrutture che lo possano mettere in grado di competere con le altre economie del nord . La concorrenza è leale quando le condizioni sono uguali per tutti.
      Il collegamento DIRETTO fra il porto di Livorno e la pianura padana orientale e , soprattutto , l’Europa tedesca è una conditio sine qua non per lo sviluppo economico di un territorio , una volta florido , ma ora in grave difficoltà…
      Il paese è fallito è vero (io personalmente sono contento) concordo con te , ma può anche essere un’opportunità per ripartire finalmente slegati da lacci e lacciuoli…

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