Azienda chiude: non per la crisi, ma causa multa Agenzia delle Entrate

di REDAZIONE

«Non è la crisi economica non la causa della chiusura della nostra azienda». La Vidama, ingrosso frutta e verdura di via Kennedy, chiuderebbe invece a causa di una maxi-multa comminata dall’Agenzia delle Entrate. Il titolare Dario Castagnotto si sfoga dopo che anche i sindacati hanno annunciato che l’azienda chiuderà lasciando a casa circa venti dipendenti. La voce dei controlli da parte dell’Ufficio Entrate circola già da diverso tempo nella zona industriale di San Donà e pare proprio che la Vidama ci sia caduta dentro con una sanzione di centinaia di migliaia di euro. A questo si aggiunga la crisi economica che ha investito anche questo settore, poi la grande concorrenza che spesso riesce a spezzare le gambe anche ad aziende solide e con una storia significativa alle spalle. La sanzione è stata però la mazzata finale per la Vidama che deve purtroppo chiudere, mentre anche altre aziende di via Kennedy, seppure in settori diversi, stanno preparandosi a ridimensionare notevolmente gli organici. Insomma anche la zona industriale di San Donà, e non solo nel metalmeccanico, sta perdendo posti di lavoro. La crisi si allarga nel Basso Piave fino al litorale, e a farne le spese sono tante piccole aziende sotto i 50 dipendenti che devono fare i conti con il Fisco, ma anche le difficoltà di ottenere i pagamenti dai clienti piuttosto che accedere ai finanziamenti e al credito.

La Vidama sta vivendo una storia a sè, ma la famiglia Castagnotto vuole mantenere il massimo riserbo sulla questione, confidando che, alla fine, possa risolversi per il meglio.

«Pur vivendo da vicino la situazione di crisi economica», spiega il titolare «la dura decisione di chiudere l’azienda di famiglia nata ben 35 anni fa deriva da una smisurata sanzione inflitta dall’Agenzia delle Entrate nei mesi scorsi. Purtroppo i funzionari di Marghera finora non hanno voluto sentire le nostre ragioni e quindi, anche per non incombere in problemi peggiori, siamo stati costretti a questa decisione. Una volta ancora le istituzioni si dimostrano sorde nei confronti di imprenditori che ritengono di aver lavorato sempre in maniera onesta, superando mille difficoltà, e di non guardare all’interesse di venti persone e delle loro famiglie, ma solo alla necessità di fare cassa». «In aggiunta vorremmo evidenziare» continua Castagnotto «che non ci è stato ancora permesso di avere accesso alle procedure necessarie per la messa in mobilità del personale. Chiediamo quindi l’intervento delle associazioni interessate. Stiamo attendendo questo piccolo beneficio per il personale che altrimenti subirebbe un ulteriore danno, prima di cessare l’attività». Almeno la mobilità, sostenuta anche dalla Cgil, consentirebbe di riassumere i dipendenti che perderanno il posto con speciali facilitazioni per le aziende che li dovessero assumere.

di Giovanni Cagnassi

FONTE ORIGINALE: http://nuovavenezia.gelocal.it/

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35 Comments

  1. Fabrizio Dalla Villa says:

    qual è l’oggetto della maximulta? Con tutta la comprensione possibile ed immaginabile, trovo in ogni caso, assai miserrimo, incolpare lo Stato, per il licenziamento dei dipendenti. Quindi, vediamo di offrire ai lettori tutti gli elementi necessari per capire come siano i fatti.

    • Roby says:

      Anche se avesse commesso l’illecito più grave solo un socialista potrebbe pensare di obbligarla a chiudere e mettere sulla strada 20 dipendenti.

  2. Dan says:

    Allora i venti dipendenti destinati a finire in mezzo alla strada fanno una bella cosa se hanno veramente a cuore il loro lavoro: una tanica di benzina e vanno a dare fuoco all’agenzia delle entrate.

    E’ ora di finirla con questi soprusi, con questi furti di lavoro.

    • Culitto Salvatore says:

      mettiamola così se un imprenditore avesse protestato contro lo stato perchè ingiusto nei suoi confronti, perchè non gli permettevano di lavorare e perchè lo hanno costretto a “licenziare” centinaia di suoi dipendenti e poi tale imprenditore corrispondesse alla figura di bernardo provenza, cosa si penserebbe? si direbbe che lo stato è stato ingiusto? qua non si dice il motivo della sanzione ma si legge solo la protesta, quindi non si sa niente

      • Dan says:

        Non frega niente qual’è il motivo della protesta almeno fino a quando non risulta che vendevano roba avariata in grado di danneggiare la salute dei cittadini.

        Non ci sono cazzi: NON SI RUBA IL LAVORO ALLA BRAVA GENTE

        Per ogni lavoratore licenziato tre persone rischiano di fare la fame.

        Lo stato ha rubato anche troppo: è ora di chiudere i conti.

      • Roby says:

        Che cazzata. Se ti chiami Bernardo Provenzano (e non Provenza) non escono gli ispettori delle Entrate ma la DIA, la Polizia o al massimo il Nucleo di Polizia Tributaria della GDF. L’Agenzia delle Entrate solitamente contesta illeciti e non reati che per quanto gravi possano essere in un paese civile e libero, mai possono portare a chiudere un’azienda.

        Tanto per farti un esempio, a un negoziante con bottega in Via Paolo Sarpi a Milano anni fa (prima dell’invasine cinese) contestarono che sugli scontrini aveva indicato Via Paolo Sarpi mentre la buca delle lettere era nel viottolo retrostante che aveva un altro nome: la sanzione era di 50 e rotte mila lire, moltiplicata per qualche migliaio di scontrini emessi negli ultimi anni faceva quasi un milardo di multa. Dopo 6 anni di ricorsi ebbe ragione e pagò solo 50 e rotte mila lire: queste sono le cose a cui si attaccano.

        A me contestarono pure il fatto che ero andato a studiare l’inglese negli USA, peraltro pagandomi il biglietto: scrissero che l’inglese si può studiare anche in Italia. Mi pare ovvio, se devo studiare il cinese vado a Pizzo Calabro non in Cina…

        • Culitto Salvatore says:

          scusa perchè cazzata? se una persona si lamenta e non dice il perchè importa come si chiama? lo potrebbe fare benissimo una persona nesta o una disonesta, lo potrebbe fare una persona che ha ragione o una che ha torto, il fatto che sia una protesta non mette tale persona dalla parte di chi ha ragione se non dice per cosa sta portestando

          • Dan says:

            Una persona disonesta a meno che non si tratti di un politico non cerca la notorietà dopo un fatto del genere. La persone che lavorano evitano il vittimismo gratuito.

            Comunque sia, cosa fare spetta ai futuri venti licenziati (magari pure con un’età oltre i cinquanta così s’attaccano in pieno mentre aspettano di avere diritto alla pensione).

            Come vado a ripetere da diverso tempo è chi sta male che deve prendere il toro per le corna e reagire come si deve per rimettere a posto le cose e non attendere che qualcuno le faccia al posto loro.

            Se questi venti dipendenti accetteranno in silenzio questo destino (sia chiaro, anche manifestare pacificamente è silenzio, a roma sono e resteranno sordi fino a quando non li si va a linciare) allora vuol dire che pure loro non stanno abbastanza male.
            Evidentemente hanno una moglie ed un figlio in casa che lavorano entrambi, non hanno debiti pregressi e possono reggere tranquillamente quello che è al massimo un banale periodo “no”.

          • Roby says:

            C’è sempre qualcuno che quando indichi la luna guarda il dito. Sei tu che hai tirato fuori Provenzano, mica io!!!! Onesta o meno, cosa mai può aver fatto per meritare la morte dell’azienda??? Un illecito quanto grave può essere??? Non può essere grave, lo capisci o te lo devo scrivere in sanscrito che se la fai grossa non è l’Agenzia delle Entrate che ti multa ma la GDF che ti mette i sigilli e ti arresta??? Come si può essere così idioti da uccidere un’azienda che con 20 dipendenti pagherà almeno 100-150.000 EUR l’anno di tasse??? Quando avrete fatto chiudere l’ultima azienda perchè non hanno compilato bene l’F24 dello scorso mese, lo capisci che non ci sarà più nessuno a pagare le tasse e il tuo stipendio???

            • Culitto Salvatore says:

              scrivilo in sanscrito scrivilo come ti pare prendi pure il dito e invece di guardarlo mettilo al sicuro, l’unica cosa che qua si legge è un attacco ad un ente governativo e che come tale pur non dando alcun tipo di spiegazione è considerato “cosa giusta e buona”
              io ho chiesto perchè? è stata fatta una multa da parte dell’agenzia delle entrate come mai? tasse non pagate? hanno dichiarato 10 euro su giri di milioni?
              il risultato? causa multa l’azienda è costretta a chiudere, si chiaro causa multa l’azienda sarà insolvente verso l’agenzia delle entrate, verso i fornitori e verso i lavoratori, anni fa si chiamavano fallimenti coi soldi (che finiscono in svizzera) quindi scusa se non credo all’onestà dell’azienda, per me è più credibile lo stato che un imprenditore (tra l’altro veneziano…una garanzia vero?) e sappiamo benissimo quanto sia credibile lo stato oggi

        • C.C. says:

          Direi anche di più… se non vogliamo essere contestati ( noi comuni cittadini ) basta che entriamo a far parte del Potere Governativo e lì ed allora; ogni auto blù ci sarà concessa senza tante storie!

  3. Culitto Salvatore says:

    una domanda stupida stupida, a cosa è dovuta la sanzione?

  4. Claudio says:

    FACCIAMOCI INTERPRETI DI QUESTI PROBLEMI ALTRIMENTI ALLE TASSE AGGIUGEREMO ANCHE ULTERIORE DISOCCUPAZIONE E POVERTA’.
    QUESTO E’ QUELLO CHE STANNO FACENDO I NOSTRI POLITICI, CACCIAMOLI A CALCI NEL SEDERE PERCHE ‘ NE VA DELLA NOSTRA VITA.
    PER LO STATO, 20 DIPENDENTI SIGNIFICANO NON MENO DI 20/25.000 EURO DI ENTRATE MENSILI CHE MOLTIPLICATI X 12 MESI SONO 240/300.000 EURI ALL’ANNO.
    LOR SIGNORI, QUESTI CONTI LI FANNO O NO? ALLA FINE CHI CI RIMETTE E’ LO STATO E LO STATO SIAMO TUTTI NOI.
    IL PROBLEMA NON E’ DA PORRE AL SINDACATO CHE NON HA SOLUZIONI PERCORRIBILI, IL PROBLEMA DEVE ESSERE PORTATO SULLA SCRIVANIA DI MONTI CHE E’ BRAVO A FARE I CONTI.
    AGGIUNGIAMO QUESTO ELENCO DI DISOCCUPATI AGLI ESODATI O DIAMO UNA SOLUZIONE A QUESTI PROBLEMI ?
    LE IMPRESE ASPETTANO ANCORA DI ESSERE PAGATE DALLO STATO E LO STATO PRETENDE PAGAMENTI IMMEDIATI, DUE PESI E DUE MISURE CHE NON POSSONO ESSERE TOLLERATE.
    LA SOLUZIONE DELLA CERTIFICAZIONE DEL CREDITO DELLE AZIENDE HA RIDICOLIZZATO IL NOSTRO GOVERNO E NESSUNO SI ELEVA TRA LA MASSA DEI PARLAMENTARI A CONTESTARLO, NON SI PUO PENSARE CHE UN CREDITORE DELLO STATO DEBBA AUTOGARANTIRSI IL PROPRIO CREDITO PAGANDO ANCHE INTERESSI QUANDO SI AFFACCIAALLE BANCHE, SE GLI VIENE CONCESSO, PER FARSI FINANZIA I SACROSANTI PAGAMENTI RICHIESTI ALLLO STATO .
    SE DOBBIAMO DICHIARARE FALLITE LE AZIENDE CHE NON PAGANO LO STATO ALLORA PER LO STESSO PRINCIPIO LO STATO DEVE PORTARE I SUOI LIBRI IN TRIBUNALE E DICHIARARE BANCAROTTA.

    • Culitto Salvatore says:

      [LE IMPRESE ASPETTANO ANCORA DI ESSERE PAGATE DALLO STATO E LO STATO PRETENDE PAGAMENTI IMMEDIATI]

      questo è un problema di non poco conto…però sai perchè si è sempre voluto fare lavori al “pubblico”? pagamenti sicuri, superiori al dovuto, spesso senza neppure corrispondenza del lavoro stesso (prendi i soldi non fai il lavoro), c’è chi piange perchè non ha più certi benefici…
      ma come scrivevo (e scrivevi) le imprese devono pagare subito, se non si da una buona sistemata al sistema, con lo stato che paga subito e che paga il giusto, che controlla che le imprese siano efficienti, che lavorino onestamente e che consegnino i lavori il problema non verrà mai risolto, perchè si deve pretendere correttezza da entrambe le parti e oggi entrambe hanno parecchi scheletri nell’armadio…

      • Roby says:

        Ma chi ha voluto sempre lavorare per il pubblico??? Io sono 15 anni che cestino ogni fax (si perchè dopo aver ci fatto spendere tempo e soldi per la e-mail certificata lo shhhdado comunica ancora col fax quando va bene) proveniente da Forze Armate, Università e quant’altro. Degli imprenditori che conosco e che non sono alla fame, nessuno lavora più per l’Italia e menchemeno per lo shhhdado.

        • Culitto Salvatore says:

          impresa edile, costruisce una strada, una piazza, un viadotto, un oleodotto, per chi sta lavorando? i lavori più grossi sono per gli enti pubblici non la casetta del privato (fatta pure in economia, definibile in sicilia col termine “ratteghie”)
          lè opere più importanti le aziende le fanno con il pubblico non con il privato, la stessa fiat fa soldi con il pubblico (denaro, finanziamenti pubblici, mica con le vendite)
          degli imprenditori che conosco nessuno lavora più per i privati perchè i privati non hanno più un centesimo da spendere, io steso ho lavorato sia per il pubblico che per il privato e i soldi non si facevano con i privati, solo che quelli pubblici arrivavano quando arrivavano

          • Roby says:

            Se costruire strade e piazze per te è l’economia, stai fresco. Quella è al massimo l’economia di paesi sottosviluppati dove lo shhhdado da da lavorare alla gente. Qui l’economia gira su altri lavori, meccanica, elettronica, costruzioni industriali e scambio b2b. Qui si esporta il 90% del fatturato, per lo meno le aziende sane, chi lavora per il mercato interno o lavora per privati seri o è finito.

            La Fiat fa soldi con lo stato? Ma la Fiat non è un’azienda normale ma solo una sovvenzionata: un’azienda automobilistica fa soldi con la commercializzazione dei propri modelli e non certo vendendo auto blu.

            • Culitto Salvatore says:

              si lo so l’edilizia non è economia,,però scusa le costruzioni aziendali cosa sono? (edilizia mi pare) la meccanica a che serve? l’elettronica che fine ha? tutto è legato proprio all’edilizia, al costruire strade piazze ponti, case, alberghi, palazzi, scuole, ospedali, gasdotti, oleodotti, centrali elettriche, centri commerciali, grattacieli (le vele!) e a tutto ciò che ad esso è direttamente collegato (artigianato, turismo, professionisti e varie) ma si infondo hai ragione l’edilizia non conta nulla…accattamoci l’ultimo iphone e l’economia criescie

              • Roby says:

                Tu hai capito tutto magùt.

              • Roby says:

                Costruzioni aziendali??? Ripeto: SAI LEGGERE??? Ho scritto costruzioni industriali, hai presente impianti, raffinerie ecc.? Sono quelle cose che permettono al nostro paese di spedire tecnologia all’estero e ricevere in cambio valuta pregiata. L’edilizia non fa progredire un paese, le case le fanno i rumeni e i pakistani, gente che viene da paesi sottosviluppati perchè non c’è tecnologia nel costruire case e strade. I soldi si fanno innovando e inventando, guarda gli USA che hanno saputo attrarre da tutto il mondo cervelli, sviluppare tecnologia e farla pagare a caro prezzo in giro per il mondo!

      • C.C. says:

        Vorrei vedere questa Tua risposta messa in ogni Piazza d’Italia a caratteri cubitale alti 3 metri (minimo) nei giorni di mercato.
        Ne sò qualcosa anch’io (purtroppo) in prima persona.

    • Dan says:

      Nessun parlamentare si lamenterà mai e lo sai perchè ? Perchè loro risultano sempre creditori privilegiati.

      Se un’azienda fallisce, prima fa man bassa lo stato poi arrivano tutti gli altri (chi ha lavorato, chi ha fornito…) quindi i lor signori parlamentari hanno sempre e comunque il culo al caldo.

      L’unica via da percorrere è la mazza chiodata

  5. Claudio says:

    E’ uno schifo, non è possibile che nessuno muova un dito per queste situazioni, non si può pensare di massacrare le aziende per crediti e multe salatissime.
    Occore garantire a queste realtà la possibilità di difendersi e comunque di poter continuare con le loro attività, non c’è solo l’imprenditore, ci sono anche i dipendenti che vengono automaticamente tassati e tartassati ancora una volta. Possibile che chi eleva queste multe non tenga conto alcuno delle conseguenze che derivano da queste decisioni, non hanno una coscienza che li ferma, pensano solo agli incassi immediati senza capire che moltiplicano la povertà e che da questo ciclo viziato non ne usciamo con queste soluzioni?

  6. Roby says:

    Mi meraviglio di leggere solo ora un articolo del genere. Chiunque abbia un’azienda sa benissimo che Agenzia delle Entrate, ASL, Ispettorato del Lavoro, Carabinieri, Forestale, Dogane ecc. quando ti saltano addosso ti sbranano anche se hai tutto in ordine.

    Il sistema mafioso adottato dallo stato fa si che siano tali e tante le leggi, leggine, commi e capoversi che nessuno può conoscerli tutti: oltre a questo c’è da considerare che per una piastrella rotta in cucina ho visto elevare migliaia di EUR di sanzioni quando sotto una certa latitudine ti vendono il pesce sull’asfalto.

    Ovviamente con il lavaggio del cervello dei socialisti hanno instillato anche il necessario odio nelle masse che fa si che appena ti lamenti salta su subito la testa di rapanello a pontificare che “se vuoi fare l’imprenditore devi conoscere le leggi”: gente che vive solo perchè ucciderli è illegale.

    Un plauso alle associazioni di categoria poi che hanno supinamente accettato queste porcherie, ben coscienti di quanto avrebbero potuto lucrare con corsi di formazione ecc. Avremmo dovuto fare una serrata generale quando hanno approvato la 81/08, una legge che tra l’altro è applicata solo al nord e invece silenzio assoluto.

    L’alternativa purtroppo è solo andarse e lasciare che questo paese fallisca pechè quando non ci saranno più aziende ma solo dipendenti statali chi gli pagherà lo stipendio?

    • Culitto Salvatore says:

      gente che vive solo perchè ucciderli è illegale.

      ti riferisci agli imprenditori del nord italia vero? perchè è a loro che “brucia il culo”

      • Roby says:

        Ma sai leggere? Mi riferisco ai somari, di solito fancazzisti cronici e sindacalizzati che popolano bar e locali pieni di perdigiorno che sono solo capaci a criticare vivendo alle spalle delal comunità.

    • Dan says:

      “oltre a questo c’è da considerare che per una piastrella rotta in cucina ho visto elevare migliaia di EUR di sanzioni quando sotto una certa latitudine ti vendono il pesce sull’asfalto.”

      Ma perchè può succedere questo ?
      Perchè quando lo stato multa il ristoratore per la piastrella questo paga in silenzio mentre il tipo col pesce caccia fuori la fiocina di suo nonno e si mette a pescare tra i pescecani di stato.

      Lo stato, ovvero gli ominidi che lo rappresentano, in quel momento capisce l’importante lezione che si deve portare rispetto a chi lavora altrimenti questi s’incazza e poi capitano brutte cose.

      Per quanto possa essere discutibile prendere le parti della mafia, la stagione delle bombe e la successiva trattativa stato mafia che adesso le scimmie stanno facendo di tutto per farla insabbiare, spiega proprio questa dinamica: quando lo stato esagera e la fa fuori dal vaso, succedono cose, quindi viene compresa l’importanza del rispetto.

      E’ brutto da dirsi ma le cose stanno proprio così.
      .

      • Roby says:

        Giusto Dan, anche se non è che lo stato, anzi lo shhhdado la facesse fuori dal vaso dove ci sono quei processi, è che proprio li lo shhhdado non lo vuole nessuno!

        • Dan says:

          E chissà perchè non lo vuole nessuno.

          Perchè sono incivili ? No, perchè se devono essere taglieggiati da qualcuno, preferiscono uno della loro terra che bene o male da lavoro sul territorio

  7. Venetista says:

    Abbiamo una burocrazia talmente lungimirante che sega tranquillante il ramo su cui è seduta.
    Era altro quello che volevo scrivere ma mi autocensuro….

    • Dan says:

      Perchè affermo che gli italiani devono disconoscere e delegittimare lo stato italiano ?
      Perchè lo stato italiano è talmente idiota da sconfessare i principi della costituzione il cui compito principale è proprio legittimare l’esistenza dello stato stesso.
      Lo stato nega il diritto al lavoro alla gente ?
      Violazione dell’articolo 4 quindi sconfessione dei principi fondanti elencati all’articolo 1 della costituzione.
      Decaduto l’art. 1, l’intera repubblica italiana ne risulta delegittimata ed esautorata di ogni potere nei confronti dei cittadini e delle rispettive proprietà.

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