Avvenire: “Per fortuna arrivano gli stranieri che fanno figli”. Tanto pagano i sindaci

di BENEDETTA BAIOCCHIgrecia fame

La xenofobia è un brutto affare. Siamo d’accordo col titolo che Avvenire dedicò di recente al tema dell’accoglienza, evangelica e non solo, dei migranti in Italia. Questione sensibile perché non può coinvolgere solo e soltanto il governo ma l’Europa e chi dovrebbe preoccuparsi, a monte, di difendere i diritti dell’uomo. In loco. Non  a caso quando il cardinale Bagnasco citò l’Onu e le sue latenti responsabilità, non pensava a qualcosa di vago, bensì di molto concreto.

E di concretezza parlava il fondo Leonardo Becchetti. Un’analisi lucida in cui nel finale il perno del ragionamento è: “Se non ci fossero gli stranieri,addio paese Italia. Addio economia e addio figli”. E anche in questo caso l’economia può dare una mano a vedere che in effetti le braccia straniere hanno e contribuiscono tutt’ora a far girare tanti volani. Ma ci si chiede anche se Avvenire sappia voltarsi indietro e guardare alla drammatica situazione dei disoccupati italiani, alla fame dei padri separati che mangiano in mensa, o se sanno quanti 40enni-50enni espulsi dal lavoro siano messi peggio dei migranti che vengono accolti.

La xenofobia è una brutta bestia e va debellata con la cultura e le risposte concrete al male di vivere. Che però cresce. I bilanci dei Comuni sono fatti per lo più di welfare e assistenza. Casa, affitto, buoni scuola, sanità. Dove vengono spesi i fondi? Ai cittadini? Anche. Ma punteggi e graduatorie parlano per chi è migrante e straniero e fa più figli. Come nell’Italia di 60 anni fa. E’ questa la soluzione ai problemi? Davvero?

Non dimentichiamo quanto denunciò di recente il sindaco di Agrigento in merito all’assistenza dei minori, i figli dei migranti…: “L’ingente costo sostenuto ad esempio dal Comune di Agrigento – continua Firetto – ha avuto e continua ad avere una grave refluenza sulla condizione finanziaria, che non attiene solamente alla disponibilità di cassa, in quanto è causa anche di impossibilità al rispetto dei termini di pagamento e dell’inevitabile aumento della massa debitoria con le note conseguenze dei rilievi da parte della Corte dei Conti”. “Gli agrigentini – conclude il sindaco – non possono farsi carico di oneri impropri che afferiscono un tema di portata internazionale. Quindi non pagheremo piu’ la quota che soverchia quanto rimborsato dallo Stato. La Regione o rivede le tariffe fissate o se ne accolli effettivamente il relativo onere; Agrigento ha già dato!”.

Ma Avvenire? La pensa così.

Scrive infatti Avvenire, dal pulpito di chi non amministra un Comune….  “Ma c’è un punto essenziale che va ricordato a chi vuole risolvere la questione “a casa loro”. Le migrazioni non sono solo l’effetto del problema (si migra per il gap di benessere e di felicità attesa tra Paese di destinazione e Paese d’origine), ma anche una parte della soluzione. E già, gli immigranti risparmiano quello che possono e mandano soldi “a casa loro” migliorando le condizioni economiche nei Paesi d’origine (per anni, anche gli anni dello sviluppo impetuoso, la bilancia dei pagamenti italiana è stata in piedi grazie a questa voce). Nel 2013 le rimesse verso i Paesi in via di sviluppo erano pari a 404 miliardi e si prevedono 506 miliardi nel 2015. Chi studia questi problemi sa che le rimesse sono una fonte molto più stabile di risorse degli aiuti allo sviluppo statali e rappresentavano nel 2013 un ammontare equivalente al 30% delle esportazioni in 30 Paesi poveri.

Ancora un piccolo dato. Nel 2014 il saldo tra nati e morti in Italia è stato inferiore a 100mila persone. Compensato dagli arrivi di stranieri. E questo in un Paese dove il rapporto tra popolazione in età da lavoro e popolazione inattiva (bambini e anziani) è, drammaticamente, quasi di uno ad uno.

Pur sperando in un’inversione delle dinamiche di natalità abbiamo disperato bisogno di persone che vengono tra noi dall’estero per portare avanti l’Azienda Italia, per darle futuro. Nel breve periodo non saranno l’aumento dei figli italiani (che, se ci sarà, richiederà tempo per trasformarsi in aumento di forza lavoro) o i nonni riservisti richiamati al lavoro a far crescere il nostro Paese. Saranno quegli stranieri che vengono, purtroppo, dalla miseria del dollaro al giorno, dalle guerre e dalle persecuzioni e che considerano comunque un miglioramento iniziare da noi guadagnando l’equivalente di 3-4 dollari nelle filiere agricole sperando poi di migliorare, progressivamente, la loro situazione nel tempo. È questa l’economia e la società in cui viviamo e non lo strano film che alcuni media e alcuni politici raccontano.

In conclusione, e ci dispiace per chi pensa di poter spacciare come verità il contrario, le migrazioni sono essenziali per aiutare “loro” in casa loro e noi in casa nostra. Chiarito una buona volta questo punto, sarebbe bello cominciare finalmente a discutere insieme, di come distribuire i flussi tra i Paesi europei, minimizzare le morti e le altre terribili conseguenze delle tratte di esseri umani. Chiudendo la “fabbrica della paura”.

Noi allora chiediamo: cosa ne pensano i sindaci, le asl, i pronto soccorso, i bilanci della sanità, di chi viene qui a fare figli perché ne abbiamo bisogno?

La solidarietà non è solidarietà solo perché parla straniero. Magari, il prossimo tuo, appunto perché prossimo, per definizione, è il tuo vicino. Di casa, non solo di continente.

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2 Comments

  1. Toni says:

    Logico. Loro fanno figli e tanto senplice pensano come i nostri vecchi la continuita. Invece noi abbiamo perso questo perche pensiamo a star bene e non vogliamo sacrifici anzi famiglie non ne esistono piu ormai.

  2. caterina says:

    questo discorso è nikilista… se non ci siamo noi nei nostri territori, che ne sappiamo apprezzare tutto ciò che contiene, di storia, di bellezza, di cultura, a chi servirà tutto questo?…o diventeremo specie da salvare per l’avanzata di un mondo che ha tutt’altre radici e aspira a chissachè…a parte il mangiare e il vivere, a tutto ciò che non fa parte di noi?
    Allora vuol dire che non si dà valore a quanto per noi è valore, oggi… noi che viviamo per la conoscenza e soffriamo a veder distruggere templi che ci testimoniano di civiltà lontane, e scavia le sabbie dell’Egitto alla ricerca della civiltà degli egizi…
    Chi ci vuol invasi da gente estranea solo perché anch’essa a diritto di vivere, beh, una qualche considerazione la dovrebbe fare sulla scala dei valori per cui valga la pena lottare…
    Bergoglio dice a noi di non fare figli come i conogli e offese le suore come zitelle acide…
    Ecco, chissà cosa direbbe se sapesse che ogni donna nera fa sette figli… ma forse lo sa, e spera di convertirli tutti per la gloria della chiesa e di Dio, non certo per amore di chi oggi gli sta prossimo..

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