Avevano in mano la scuola, non hanno fatto nulla. Anzi, peggio. Torna la supplentite

Scuola

di Angelo Valentino – Il ministero della pubblica istruzione è un posto chiave per i politici. Non solo perché gestisce un esercito di persone, ma anche perché determina e non poco la vita quotidiana di milioni di famiglie oltre che costruire la classe dirigente e manifatturiera del Paese. Ma cosa sta accadendo?

Italpress ci offre una carrellata incredibile di fatti e misfatti alla vigilia dell’anno scolastico. Si va di male in peggio.Ecco perché, attraverso il report di uno dei principali rappresentanti sindacali di settore. Mentre l’attenzione dei sindacati e di alcuni rappresentanti della Lega e’ tutta concentrata per il non risolutivo decreto scuola, meglio noto come accordo ‘salvo intese’, destinato a non arrivare mai in Gazzetta Ufficiale perche’ manca l’accordo del primo partito del Parlamento, le nomine in ruolo del personale docente stanno andando a rotoli: le notizie sulle tante convocazioni andate deserte giunte nei giorni scorsi dai delegati Anief sparsi nei vari territori, soprattutto del Nord Italia, a partire da Piemonte, Veneto e Liguria, vengono adesso confermate anche dagli altri sindacati dopo che qualche giorno fa lo stesso Miur aveva ammesso il problema”. Lo afferma Anief in una nota.

Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la situazione del precariato scolastico e’ ormai cronicizzata e ora sta entrando in una fase addirittura peggiore perche’ si sta riuscendo nell’impresa assurda di creare nuovi supplenti dal nulla, lasciando a casa quelli gia’ esistenti: quest’anno, infatti – evidenzia Pacifico -, dopo che piu’ della meta’ delle assunzioni andranno deserte e quasi tutte quelle su sostegno, si assegneranno decine di migliaia di posti vacanti con le ‘messe a disposizione’, ai candidati in possesso del solo titolo di studio, a volte nemmeno attinente, mentre i vincitori di concorso e gli abilitati all’insegnamento rimangono in attesa in altre graduatorie regionali e provinciali. Tutto questo e’ assurdo”.

“E siccome – continua il sindacalista – ogni governo che si forma fa peggio del precedente, siamo sempre piu’ convinti che a risolvere la questione sara’ la Commissione europea, che dopo la lettera di costituzione in mora inviata nelle scorse settimane allo Stato italiano, per abuso reiterato di precariato, si accinge ad avviare una procedura d’infrazione salatissima che stavolta
lascera’ il segno”. “I numeri – si legge nella nota del sindacato – a volte valgono piu’ dei commenti. Stiamo parlando dei 53.627 posti per le nomine a tempo indeterminato dei docenti che il ministero dell’Economia e delle Finanze ha autorizzato alcune settimane fa, peraltro sottraendo 5.000 cattedre rispetto alla richiesta del Miur, gia’ carente di 12.000 posti rispetto a quelli ufficialmente vacanti”.

“Come volevasi dimostrare – commenta Pacifico – la supplentite e’ tornata piu’ arzilla che mai. Perche’ al ministero dell’Istruzione
non sono stati in grado di porre le basi perche’ ai tanti docenti gia’ scelti, formati e abilitati, relati volutamente nelle
graduatorie d’istituto, non accedessero ai 200 mila posti vacanti e disponibili”.

“E’ stato sbagliato tutto – aggiunge -, puntando su inutili concorsi, sempre da rinviare e sbagliati nell’impianto perche’ soggetti a esclusioni discriminanti, quando bastava dare seguito a quello che l’Unione europea sostiene da vent’anni: procedere all’immissione automatica nei ruoli dello Stato di tutti i precari 36 mesi di supplenze, abilitando quelli di terza fascia con un
Pas”. Per Anief, “le prime azioni da intraprendere per superare la supplentite scolastica” sono “riaprire sia le GaE sua il doppio canale, con assunzione all’occorrenza degli abilitati di seconda fascia e di terza fascia (previo corso abilitante Pas), dando anche possibilita’ ai vincitori e idonei di concorso di spostarsi di regione. Inoltre, i vincitori dei vari concorsi concorsi ordinari, da bandire necessariamente con regolarita’, vanno immediatamente collocati in graduatorie nazionali”.

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