AVEVA RAGIONE VERDI, L’UNITA’ E’ LA NOSTRA ROVINA

di FABRIZIO DAL COL

Le sue ultime dichiarazioni rilasciate durante gli stati generali del servizio per le emergenze, che ritengo essere  poco consone ad un capo di Stato, non si possono accettare:  Se “Monti è qui come un volontario, io sono qui come richiamato dalla riserva dopo esser uscito dal servizio permanente effettivo – le parole di Giorgio Napolitano -. Non contrappongo l’Italia della solidarietà e del volontariato a quella della speculazione edilizia o dell’evasione del fisco perché queste ultime, per quanto diffuse, non meritano di essere associate alla parola Italia”.

Monti non è stato voluto o nominato come volontario, questo perché, prima di accettare l’incarico, ha voluto garanzie certe, e le stesse sono state largamente condivise. Oggi tutti capiscono quali fossero le garanzie a cui il neo premier tenesse, ovvero le mani libere e l’appoggio incondizionato dei partiti. Il parallelo tra l’Italia della solidarietà e del volontariato e quelle della speculazione edilizia o dell’evasione del fisco, le quali, a suo dire, non meritano di essere associate alla parola Italia, non può che essere condiviso da tutti i cittadini. Tuttavia vien da chiedersi  perché si siano scelte proprio queste due casistiche e perché mai, solo queste non meritano di essere associate alla parola Italia. Tutti gli italiani sono consapevoli di ciò che sta accadendo, e in questo preciso  momento si chiedono se non siano molto più importanti, e di inaudita gravità, le questioni del malaffare legate ai partiti che siedono in Parlamento.  E’ del tutto inutile ricordare che la massa di evasione fiscale si concentra in settori ben evidenti: nell’economia finanziaria in generale, nelle plusvalenze delle cosi dette “cartiere”,  società che nascono con lo scopo delle false fatturazioni, nella mafia, nell’esportazione dei denari all’estero, nel riciclaggio di denaro sporco, nelle società partecipate dello Stato, nella politica, nella corruzione, nella concussione, nelle fondazioni, etc.,  ovvero in tutto quel mondo, che nulla ha a che fare con l’economia reale.

L’attività del governo sulla lotta all’ evasione fiscale è invece ferocemente  concentrata sull’economia reale, che come sappiamo, fattura 14 volte in meno dell’economia finanziaria. Il Cittadino, diversamente dal governo, è ben consapevole del dove invece si dovrebbe colpire, in quanto lo Stato incasserebbe molto di più di quello che invece sta incassando ora. Equità è la parola magica utilizzata in tantissime occasioni dal premier  Monti, ma stante la situazione attuale di equo c’è, e continua ad esserci, solo la ripartizione dell’evasione fiscale, in quota al malaffare. Procedere in modo sistematico alla lotta verso l’evasione minore è antieconomico per lo Stato Italiano e recessivo per l’Italia, in quanto la parte produttiva del paese, è composta dalla piccola media impresa che, oggi come ieri, è sempre più oppressa dal fisco. Le parole del  capo dello Stato avrebbero dovuto tener conto di queste gravità, invitando il governo ad impegnarsi  in questa direzione, piuttosto che continuare a sostenere  una politica ragionieristica e priva di qualsiasi fondamento economico reale.  Anteporre una logica politica tutta imperniata sulla salvezza del Paese,  dove a farne le spese è solo il Cittadino comune, significa abdicare al rispetto della sovranità popolare.  A tutti noi sta apparendo sempre più evidente il rischio di una deriva antidemocratica, che la politica si ostina a non voler vedere. La gente comune invoca pulizia e invece si continua a nascondere lo sporco sotto il tappeto. Coloro i quali hanno interesse a mantenere questo stato di cose  non si arrenderanno mai, prova ne sono i fatti che accadono tutti i giorni.

Adesso basta, è arrivato il momento che ai Cittadini sia restituita la parola, ma non per le nuove elezioni, come vorrebbero coloro che non intendono cambiare nulla, bensì per poter contare sul garante della costituzione Italiana, e riscrivere prima che sia troppo tardi, una nuova Costituzione per il Paese. A tal proposito, e proprio in questi giorni, spopola nei social network uno scritto di Giuseppe Verdi dal titolo “ L’Unità sarà la nostra rovina, moriremo tutti di fame” e continuando “Cosa faranno i nostri uomini di stato? Coglionerie sopra Coglionerie! Ci vuole altro che mettere delle imposte sul sale e sul macinato e rendere ancora più misera la condizione dei poveri. Quando i contadini non potranno più lavorare ed i padroni dei fondi non potranno, per troppe imposte, far più lavorare, allora moriremo tutti di fame. Cosa singolare ! quando l’Italia era divisa in tanti piccoli Stati, le finanze di tutti erano fiorenti ! Ora che tutti siamo uniti, siamo rovinati. Ma dove sono le ricchezze di una volta? Addio, Addio”.

 

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11 Comments

  1. Alessandro De Martino says:

    Unica via di salvezza dell’Italia è trasformarla radicalmente in una Repubblica Federale ma ho paura che ci vorrà troppo tempo…

  2. Carlo says:

    Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Roncole Verdi, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) è stato un compositore italiano autore di melodrammi [Wikipedia]

    …insomma tutto il rispetto per la sua vita artistica ma mi pare sia un po’ fuori luogo il confronto con i tempi odierni.

    Non mi pare si necessario prendere questa cosa come un’ffermazione di un oracolo o di un Dio onniscente…

  3. molti risorgimentali fecero “mea culpa” dopo l’unità d’italia. la statura politica della monarchia savoia era direttamente proporzionale all’altezza del re.

    non solo verdi si pentì. garibaldi stesso affermò esplicitamente “se questa è l’italia per cui ho combattuto”… e molti altri.

    purtroppo… di questo rammarico non ve n’è traccia alcuna, o pochissime…

  4. Dario says:

    Una vera rivoluzione incruenta sarebbe spegnere la televisione! Dovrebbero notificarci i loro salassi tramite la gazzetta, in più non ascolteremmo i loro lerci messaggi subliminali.

  5. Roberto Porcù says:

    Monti ha messo in piedi un governo con l’appoggio dei partiti, ma è un governo a sovranità limitata.
    Lui ha il mandato di riaggiustare l’economia senza minimamente intaccare i privilegi di chi lo avvalla.
    Da Monti tasse a go, go ai Cittadini, ma nessuno, dico nessuno accenno di tagli alla lunga mano dell’associazione a delinquere di tipo politico burocratico che ha in mano le nostre esistenze.
    Napolitano che si arroga il diritto delle paternali, era parte di quella associazione a delinquere di stampo politico burocratico anzidetta ed è da questa che è stato eletto.
    Monti o Napolitano, per me pari sono, da una parte i Cittadini che producono, evadono e si suicidano, dall’altra parte della barriccata loro, con il culo sempre al caldo.

  6. Andrea T says:

    Occorre riformare le istituzioni e ripartire con regole chiare e semplici, ad esempio, un pensiero in sintesi (per ovvie ragioni di spazio) :
    – autonomia fiscale e libertà ai comuni – associazioni di comuni per serivizi strategici, organizzati in macro aree (come Insubria ad esempio) con autonomia totale- stato centrale con competenze strategiche specifiche. Risorse prodotte devono rimanere sul territorio. Classe politica:ogni livello raggiungibile per gradi (partenza obbligatoria dal territorio,cioè dai comuni , non come oggi) e con massimo 2 mandati (10 anni) , stipendi proporzionali a quelli comunali, con variabile, in base ai risultati della buona gestione ottenuta e con limiti comunque ad essa (proporzione stipendi con medie aziende private). Controlli su tutti bilanci pubblici che devo essere controllati e vidimanti da apposite società di certificazione indipendenti e garanti del rispetto delle regole (non certo la corte dei conti). Autonomie locali e macro aree (piccoli stati) sono l’unica soluzione possibile per risolvere situazione in cui siamo stati condotti, da una classe politica senza scrupoli ed interessata solo a preservare se stessa.

  7. Giacomo says:

    E la soluzione sarebbe scrivere una nuova Costituzione (maiuscolo) per il Paese (maiuscolo)? La soluzione è smantellarlo questo paesucolo e dimenticarlo come si suole fare per le fasi più buie della Storia.

  8. liugi says:

    Per me quel trafiletto con le dichiariazioni di Giuseppe Verdi è una bufala. Non ho trovato riscontri da altre parti.

    • Fabrizio says:

      Verdi partecipò attivamente alla vita pubblica del suo tempo. Fu, come si è accennato, un patriota convinto, anche se nell’ultima parte della sua vita traspare, dall’epistolario e dalle testimonianze dei suoi contemporanei, una disillusione, un disincanto, nei confronti della nuova Italia unita, che forse non si era rivelata all’altezza delle proprie aspettative.Il Paese lo volle, quasi a viva forza, membro del primo parlamento del Regno d’Italia (1861-1865), eletto come Deputato nel Collegio di Borgo San Donnino, l’attuale Fidenza, e, successivamente, senatore dal 1874. Fu anche consigliere provinciale di Piacenza.

  9. Gian says:

    Sto gia’ affilando la lama della ghigliottina… Eheh

  10. Domenico says:

    E’ forse vero che una risata li seppellirà, ma sarebbe meglio seppellirli sotto metri di terra. Anche vivi

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