Aveva ragione Oneto: l’Italia non esiste

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di MARIO DI MAIO – A distanza di oltre un secolo e mezzo l’Italia continua a dimostrare puntualmente nei fatti che un Paese “inventato” con una aggressione militare e successivamente “puntellato” da provvedimenti conseguenti (Fenestrelle, plebisciti taroccati ecc.) non e’ unitario per assoluta assenza di coscienza e cultura popolare comune, e che tutto quello che ci fanno studiare a scola,(lingua,letteratura visione storica ecc.) non basta.
Con la migliore (?) volontà le differenze tra il Nord attivo e un Sud “necessariamente” assistenzialista tendono ad aumentare e di conseguenza il governo va a chi al momento ” la sa raccontare meglio” come Renzi Salvini e Di Maio.
Ma non dura perché “non può” durare e quindi si procede non per legislature successive ma per campagne elettorali permanenti.
E l’appartenenza all’U.E., che pure conferisce innegabili vantaggi commerciali, obiettivamente in Italia(e non solo)crea ulteriori problemi di “digestione” perché fa calare dall’alto norme spesso immodificabili e percepite come “aliene” nonostante l’esistenza del Parlamento elettivo di Strasburgo.
A questo punto anche l’autonomia pura o differenziata che sia diventa un ostacolo anziché un obiettivo. Aveva ragione Bossi che parlava di un Paese irriformabile.E aveva ragione Oneto che prima ancora scriveva:”l’Italia non esiste”.
Mario Di Maio

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3 Comments

  1. caterina says:

    Cosa sono d’altra parte centosessant’anni di convivenza forzata sotto un’unica bandiera rispetto a due-tremila anni che ciascun popolo di questa benedetta penisola ha sulle spalle… E’ ora che ne prendiamo atto ed e’ ora di finirla di rovosciarci addosso reciprocamente colpe che i popoli che vi risiedono non hanno, perche’ vittime tutti di disegni anglomassonici studiati a tavolino con la complicita’ degli affiliati subalpini e transalpini e banchieri ottocenteschi ebrei… Che boccone prelibato per tutti dalla Sicilia alle Alpi…e ancora c’e’ chi non lo vuol ammettere, soprattutto se foraggiati per le loro dotte menzogne da uno stato centrale baro e infingardo…e mettiamoci pure dentro il Vaticano con la sua aggiornata panacea mondialista… E’ ora che ne prendiamo atto e diciamo tutti la parola ‘fine’ a quest’imbroglio che i politici di professione e i loro lacche’ burocrati e prezzolati televisivi la smettano di fare il bello e il cattivo tempo a seconda dei loro piani…e’ ora di dire BASTA… facciamo senza di voi!

  2. Marco Green says:

    Sentendo il foggiano Conte tromboneggiare in conferenza stampa il 13/08 (a crisi di governo già in corso) nella sua provincia d’origine, al fianco della ministra per il sud Lezzi, sull’inevitabilità di misure straordinarie ma (ovviamente) permanenti in favore del mezzogiorno, della serie “questo programma è ormai nostro e guai a chi lo tocca”…mi veniva in mente proprio il grande Gilberto…
    Chissà come avrebbe definito un capo dell’esecutivo meridionale che va nella sua terra a vantarsi così sfacciatamente del bottino acquisito.
    Gilberto come al solito sarebbe stato chiaro, senza giri di parole: non avrebbe temuto di puntare il dito contro il parassitismo di un sud perennemente alla cerca di trasferimenti dalle terre padano-alpine; non gli sarebbe sfuggito il sorrisino compiaciuto della Lezzi di fronte ai propri “paisà” mentre un capo di governo senza vergogna (altro che stile inglese…) sfodera in modo così sfacciato quel tipico atteggiamento che ha fatto conoscere un certo stile italiano in tutto il mondo.

    https://www.youtube.com/watch?v=dpJ34EUDjXw

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