Avanti fino alla loro indipendenza, economica

di GIULIO ARRIGHINI*

La nuova Lega afferma: andiamo avanti, fino all’indipendenza. Basta avere le idee chiare.

Con chi, col Cavaliere che mette l’Italia in ogni dove? Con gli alleati nazionalisti nei comuni? Vuol dire che la Lega correrà da sola alle prossime amministrative? O troverà in Fratelli d’Italia, come ha fatto Tosi a Verona, l’alleato per governare? O si ritroverà con i nazionalisti, appunto, con gli amici alla Le Pen che asfalterebbero qualsiasi proclama indipendentista ma che hanno avuto il palco d’onore al congresso? Non ci sono forse indipendentisti e movimenti non nazionalisti con cui condividere i calli del popolo, quelli che magari l’indipendenza l’hanno vissuta con lo sciopero della fame fino a pagarne le più estreme conseguenze? A questa Lega, l’elettorato c’ha già fatto il callo. Ora viene chiesta una nuova cambiale in bianco.

“La Padania è pronta a disubbidire – dice Salvini – abbiamo migliaia di sezioni pronte ad essere centri di lotta e di controinformazione. Siamo pronti a rischiare ma non come certa gentaglia con il volto coperto. Siamo pronti a disubbidire”. La Padania l’hanno smantellata, a dire il vero. Ne hanno azzerato i simboli, le bandiere. Era più figo dire prima il nord. E prima, poi, dov’era la disubbidienza? Nella Lega dei prefetti, ad esempio, nominati dal padre putativo del nuovo segretario? Nelle doppie cariche, ad esempio, assessori e parlamentari o governatori? Nel pagamento dell’Imu, ad esempio, dopo che la protesta a malapena nella primavera dello scorso anno riempì una piazzetta scaligera? Sforeranno in massa il patto di stabilità, i sindaci del Carroccio, prima del giro amministrativo 2014, prima cioè di perdere comuni e assessorati e trovarsi all’opposizione? Mai dire mai nella vita.

Maroni dice poi che serve una “Lega di battaglia”. La inizi lui, per primo, spiegando l’arretramento elettorale del suo prima il Nord. Una volta, prima cioè, c’era il Nord. E c’era la Lega. L’indipendentismo non è far sedere in prima fila gli ambasciatori dei partiti no euro in Europa. Non è solo questo. Bossi replica alla corrente di pensiero salviniana-maroniana affermando che ”Abbiamo un nemico in comune, l’euro, ma questo non vuol dire avere un destino comune: gli altri popoli uscendo dall’euro recuperano la sovranità nazionale, noi non la vogliamo”. Dice una cosa condivisibile, ma se con 180 parlamentari non ha saputo fare la rivoluzione, possiamo pensare che i successori del Senatur riescano o abbiano davvero la volontà di farla stando al governo in Lombardia con gli sbandieratori del tricolore? O in Piemonte? O in Veneto?

L’ha detto poco tempo fa lo stesso segretario che si è appena dimissionato per amore e che per amore governa ancora la Lombardia in buona compagnia di tecnici ed esperti dell’amore amministrativo, che il centro destra è l’alleato preferenziale. Alfano e compagni. Ma anche Berlusconi e soci. Di indipendentismo non se ne vede l’ombra. ”Chi arresta un nostro sindaco senza motivo deve cominciare ad avere paura, chi attacca senza motivo la nostra gente deve vergognarsi. Non e’ una minaccia ma un impegno”. Aggiunge Salvini.  ”Chi attacca la Lega, chi attacca il Nord – sottolinea – deve cominciare ad avere paura”. Ma il problema è che il nemico è interno, non sta al di fuori. La sindrome del nemico esterno, e l’accanimento neuroscettico, per quanto chi scrive sia profondamente convinto che l’euro sia la nostra rovina e che dall’euro così configurato il Nord se ne debba andare, è tipica degli imperi in fase di sgretolamento, è tipico dei regimi-partiti totalitari che nella menzogna  – altrui (vedi l’attacco sferrato ai giornalisti dal congresso, ndr), nel sospetto, proprio, da insinuare tra le fila del popolo – devono trovare la loro verità e ragione d’esistere. Il nemico del Nord è dentro il Nord ed è in prima istanza proprio la Lega dei collaborazionisti.

Lo abbiamo già scritto ma ci ripetiamo, vista la solenne circostanza mediatica. Sarebbe bastato copiare  da Vaclav Havel,  presidente della Repubblica Ceca,   “Il potere dei senza potere”. Basterebbe chiedere ai nostri negozianti, artigiani, quelli con i calli, visto che la Lega sta con questa gente, di togliere dalle proprie botteghe il cartello dello Stato, (in Cecoslovacchia era “Proletari del mondo, unitevi”), da noi potrebbe essere il pagamento in euro, ad esempio. Lo convertano in lire. O tolgano dalle loro vetrine il simbolo del tricolore. L’italianità. O smettano di pagare, tutti, il canone Rai, l’imu.  Spieghi Salvini, bottega per bottega, che l’indipendenza e la libertà economica passano per lo smantellamento della menzogna. Chieda, Salvini, nelle scuole, che cosa voglia dire preoccuparsi di nominare i giusti funzionari con competenze possibilmente non solo ginniche in quota Lega, con una sfilza di poltrone occupate in nome delle nomine dell’eminenza grigia leghista. E’ un’altra via per l’indipendenza, non c’è dubbio, ma del futuro per sé, non per i lombardi.

“Finché l’apparenza – scrive Havel – non viene messa a confronto con la realtà non sembra un’apparenza; finché la vita nella menzogna non viene messa a confronto con la vita nella verità manca un punto di riferimento che ne riveli la falsità. (…) l’ortolano non ha messo in pericolo la struttura del potere a causa della sua importanza “fisica” o del suo potere oggettivo, ma in quanto il suo gesto ha trasceso la sua persona, ha fatto luce intorno a sé”. E la Lega cosa e chi ha messo in pericolo in questi anni per arrivare a tutti i costi all’indipendenza? All’indipendenza economica dei politici dal crollo dello Stato?

*segretario Indipendenza Lombarda

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14 Comments

  1. leghista col cappio says:

    Gipo Farassino è morto un giorno prima del congresso per non dover assistere al grottesco spettacolo andato in scena al Lingotto. Fenomenale il pippone sulla famiglia tradizionale di uno dei ceffi russi con la matrioska.In Lega hanno molto il senso della famigghia.Che si preoccupino dell’agonizzante Russia di Putin dove chi non beve si fa di colla.

  2. Roberto Porcù says:

    Ero sobbalzato e mi preparavo a controbattere affermando che con una tale tassazione da strozzo e servizi di merda (si può dire?), colcavolo che si arriverà mai ad una indipendenza economica che permetta e dia slancio ad una indipendenza politica.
    Poi ho finito con il leggere l’ultima frasetta “All’indipendenza economica dei politici dal crollo dello Stato?” ed ho sorriso amaramente verificando che non sono io l’unico a pensare che tutti i rinvii ed i tentennamenti sia finalizzati a questo.
    Le rivolte non bisogna farle nelle piazze, ma alle frontiere, aeroporti compresi e poi chiudere un po’ alla volta il cerchio affinchè alcuno non possa involarsi con la refurtiva.
    Invito tutti a leggere Sanguisughe di Mario Giordano – edizioni Mondadori.

  3. Riccardo Pozzi says:

    Quando alle riunioni di sezione dicevo che la gente ci stava vedendo esattamente come dei neodemocristiani, mi beccavo costantemente degli auguri di disturbi gastroenterici (defecathio immanentis), quando alle ultime elezioni ribattei ai militanti che Maroni alla guida della Lombardia non avrebbe potuto trattare con l’Europa e che nessuna macroregione si sarebbe formata con Veneto e Piemonte, mi vidi sommerso da insofferenti accuse di disfattismo e i soliti inviti ad andare altrove (defecathio improrogabilis). L’analisi di Arrighini è purtroppo corretta ma, il segretario converrà, il tempo di contrapposizioni e distinguo è finito. Non resta che spingere perché il nuovo segretario riallacci i rapporti con il variegato arcipelago indipendentista, federalista, autonomista e ricucia i rapporti lacerati da anni di inconcludente contrasto.
    La Padania sta morendo e non possiamo permetterci altre guerre fratricide.

  4. Dan says:

    >> La Padania è pronta a disubbidire – dice Salvini – abbiamo migliaia di sezioni pronte ad essere centri di lotta e di controinformazione.

    E il duce aveva 8 milioni di baionette.
    Le sezioni della lega stanno cadendo come mosche perchè non ci sono neanche i soldi per pagare affitti e bollette e quelli che avrebbero dovuto contribuire in quanto occupanti di cariche pubbliche hanno potuto svignarsela senza che nessuno in alto gli facesse il culo.

    Adesso è venuto il tempo della raccolta, magra quanto la semina che c’è stata

  5. gianpaolo says:

    Che senso ha mettere in ballo sempre l’ Euro. Io preferisco questa moneta perchè la usano anche i tedeschi e mi da fiducia. Ritornare alla Lira! e se poi va male, che ci mettiamo a stampare i Bajocchi romani dello stato Pontificio? La lega nord faccia poche cose e bene, usando la testa invece di parlare a vanvera.

    • Dan says:

      I tedeschi possono usare l’euro perchè il loro sistema economico è in grado di sostenerlo con uno scarto minimo. Noi rispetto all’euro siamo solamente dei pupazzi legati per il collo ad un treno in corsa.
      Per noi l’euro è un cappio, meglio farne a meno.
      Quando, se, matureremo, potremo anche ripensarci

      • fabrizioc says:

        per fortuna siamo nell’Euro: le storie sulla possibilita’ di svalutare per salvarci e’ l’ennesima tragica presa in giro!

        Ma che differenza c’e’ se al posto di prendermi il 20% di quello che ho in banca, mi dicono che quello che ho in banca vale il 20% in meno!!!????

        negli ultimi 30 anni della lira ci han fatto pagare un fracco di tasse semplicemente svalutando quello che avevamo risparmiato… non lo abbiamo ancora capito???

        Non siamo allocchi, il nemico non e’ l’euro, e il Veneto (e il Nord) ha un sistemo adattissimo per l’Euro. E cosi’ anche il Sud parapam!

        il problema e’ l’Italia, il suo statalismo che si traduce in milioni di Stataly e nell’aumentare della burocrazia per giustificarli, e in stipendi che se ne vanno senza servizi, che a loro votla devo riessere pagati col project financing etcetcetc….

        svegliamoci!

    • Franco says:

      “Io preferisco questa moneta perché la usano anche i tedeschi e mi da fiducia”.

      Basta con i complessi d’ inferiorità!

  6. leghista col cappio says:

    Il nuovo “capo” è un belleriano a tutto tondo. E’ il più belleriano fra i belleriani. Si è formato in Bellerio e ha a sua volta dato forma a Bellerio. Dei belleriani il più pulito ha la rogna. Paradossalmente la salvezza viene dal pentito di Bellerio, el Belsìt. Parla Francesch raccontaci tutto. Chi attacca l’allega attacca il nord? Cosa c’entra il partitino che dopo le primarie è sceso di un altro mezzo punto punto con le istanze del nord? Delirium tremens di Matteo Tony Montana.

  7. lorenzo canepa says:

    dalla lega non mi attendo piu´nulla finche´non prendera´ la strada originale delláutonomia o almeno del federalismo ormai dimenticato

  8. braveheart says:

    BRAVO GIULIO……HAI PERFETTAMENTE RAGIONE……SALVINI STA IMBROGLIANDO DI NUOVO I MILITANTI….INVECE DI METTERSI CON CATALANI, SCOZZESI, BASCHI, CORSI ECCC…..SI ALLEA CON LE PEN IL PEGGIOR NEMICO DELL’ AUTONOMISMO….DI SICURO E’ PER LE POLTRONE AL PARLAMENTO EUROPEO.
    FANNO COALIZIONE CON LE PEN PERCHE’ QUESTI HANNO PERCENTUALI AL 20%…VEDRAI CHE INSIEME A LORO LA CASTA LEGHISTA SI PRENOTA ANCORA POSTI BEN PAGATI ALL’EUROPARLAMENTO.

    • leghista col cappio says:

      Alcuni giornali grazie all’abuso che i belleriani fanno della parola indipendentista hanno definito le delegazioni straniere intervenute a Torino come “indipendentiste”. L’uomo della strada incomincerà a pensare che essere indipendentisti significa essere lepenisti,putiniani,nazbol,antisemiti,omofobi,decerebrati. Gli indipendentisti veri prendano le distanze da questo ennesimo abuso belleriano.

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