Olginate (Lc), l’autunno celtico si ripresenta un’altra volta

di REDAZIONE

Tutto pronto per la quarta edizione di “Autunno Celtico”, la giornata interamente dedicata alla cultura celtica promossa dall’associazione culturale Il Melabò con il sostegno della Provincia di Lecco. Musica, lettura di poesie, mostre e visite guidate si susseguiranno, infatti, nella giornata di domenica 7 ottobre, all’interno del Convento di Santa Maria la Vite di Olginate. Obiettivo della manifestazione? Creare occasioni di riflessione sull’influenza, spesso sottovalutata, che la cultura celtica ha avuto sul nostro territorio.

A spiegare nel dettaglio il quarto appuntamento con l’iniziativa è il presidente dell’associazione organizzatrice, Roberto Zambonini. “Era il 2009 – racconta – quando per la prima volta abbiamo pensato di creare un festival di questo tipo proprio in autunno, stagione che sembra ben ricreare quel clima misterioso che avvolge le popolazioni di cui stiamo parlando. Il tema centrale di questa quarta edizione – precisa – sarà quello delle migrazioni di quei popoli di cultura celtica che da diversi paesi dell’Europa si sono avventurati verso l’America. Nostro interesse sarà, quindi, provare a capire le trasformazioni che il mondo celtico ha subito proprio in conseguenza della migrazione e per farlo ci affideremo soprattutto alla musica”, tanto che i gruppi che animeranno l’Autunno Celtico proporranno un percorso dalle melodie irlandesi e bretoni a quelle della Louisiana, toccando generi come l’Old Time dei pionieri, il Cajun e lo Zydeco.

Il tutto avrà luogo, come detto, all’interno del convento di Olginate, una location “molto adatta – riprende Zambonini – a una manifestazione di questo tipo. Il Convento di Santa Maria la Vite, dove al momento ha sede Il Melabò, rappresenta un punto di incontro tra tre diverse culture, tutte legate al nostro territorio. Al suo interno troviamo, infatti, un altare di origine celtica ed elementi sia di epoca romanica che della scuola lombarda. È come se si trattasse di un luogo capace di conservare la storia che è passata da queste terre e, proprio per questo, rappresenta l’ambientazione giusta per l’evento del 7 ottobre. Di proprietà della famiglia Podestà – continua il presidente – il convento deve buona parte del suo prestigio alla proprietaria scomparsa nel 2005, Giuditta Podestà, una donna cosmopolita convinta che proprio in luoghi come questi siano da rintracciare le radici del Vecchio Continente. Per questo motivo il 13 di ottobre proponiamo, sempre in questo luogo suggestivo, un convegno sul tema dell’Europa, durante il quale interverranno storici e studiosi”.

Ma tornando all’Autunno Celtico, la giornata sarà anche l’occasione per conoscere gli strumenti musicali di un tempo, attentamente ricostruiti dal liutaio meratese Marco Casiraghi ed esposti durante tutta la durata della manifestazione. “Realizzare strumenti come il baghet, ossia una sorta di cornamusa bergamasca, o come la viella, antenato del violino – spiega Casiraghi – significa innanzitutto studiare l’iconografia antica e medievale. Dagli affreschi e dai dipinti è infatti possibile capire la forma e la modalità di utilizzo di questi strumenti. Studiando le immagini, ho quindi potuto riprodurre gli esemplari che saranno esposti durante tutta la giornata di festa. È un modo – conclude – per conoscere aspetti della nostra cultura che, altrimenti, andrebbero persi”.

FONTE: http://www.lecconotizie.com

IL PROGRAMMA

 

 

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