AUTOSTRAGE PER L’ITALIA. RITIRARE IL BIGLIETTO, ARRIVEDERCI

A large section of the Morandi viaduct upon which the A10 motorway runs collapsed in Genoa, Italy, 14 August 2018. Both sides of the highway fell. Around 10 vehicles are involved in the collapse, rescue sources said Tuesday. The viaduct gave way amid torrential rain. The viaduct runs over shopping centres, factories, some homes, the Genoa-Milan railway line and the Polcevera river. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

di STEFANIA PIAZZO – In Italia neppure i terremoti sono una catastrofe naturale. Paesi costruiti dove non dovevano esistere. Scuole in giro per lo stivale non a norma, ogni tanto si sfonda un tetto. Non sai mai di chi è la competenza, a chi toccava intervenire.

Ciò che accomuna tutte le disgrazie terrene è sentirsi più forti della natura, più forti della magistratura, più forti di chi paga il pedaggio. Più forti e impuniti di ciò che viene divelto, forti e onnipotenti.

Nulla è eterno, figurarsi i giunti, il cemento armato. Ci pensa la natura a ricordarci i limiti, ci pensano l’acqua, la terra, il fuoco, il vento. Consumano l’apparente perfezione dell’ingegneria umana fatta di acqua e sabbia.

E’ venuta giù Messina ai primi del ‘900. Sono crollati il Belice, l’Irpinia. L’Abruzzo, le Marche. E’ venuto giù il ponte Morandi, il ponte di Ferragosto.

Il 1 novembre 1755 a Lisbona ci furono 90mila vittime. Fu tale l’impatto che l’espansione coloniale portoghese subì uno stop decisivo.

Gli eventi naturali cambiano il corso degli eventi, a insegnare che l’uomo non cambia la storia, come spesso crede. E’ la forza della natura, le regole della fisica, a decidere per lui il suo destino.

Oggi nel rimpallo sulle responsabilità del crollo del ponte di Genova, riecheggiano le parole di Voltaire che, irato, se la prese con Dio per il disastro portoghese, con il suo “Poema sul disastro di Lisbona”.

Ed oggi? Oggi i cittadini inermi e senza potere sono come la ginestra di Leopardi che tenta di risorgere nonostante la potenza dello “sterminator Vesevo”, sapendo che prima o poi un’altra colata di lava, politica, di insipienza e onnipotenza impunita, arriverà. Mentre il ministro dell’Interno in un twitter scrive, “In una giornata così triste, una notizia positiva. La nave Ong Aquarius andrà a Malta”, cari viaggiatori, ricordatevi di ritirare il biglietto.

salvini genova

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4 Comments

  1. caterina says:

    confermo l’angoscia di tutte le volte che passavo da quelle parti, stupita dell’ardimento quasi una sfida alle leggi della natura.. e con un senso di liberazione dopo aver sorpassato quel tratto sull’orrido pulsante… io soffro di vertigini… sono un segno di terra…. lo ricostruiranno? non riesco a capacitarmene… ma mi spaventa che sia questo stato farlocco a farsi carico di tutto… i morti meritano altre considerazioni.. e le famiglie distrutte dal dolore perenne ricordo e immediato e triplicato indennizzo… altro che disfarsi dei responsabili che scappano con le borse piene…

  2. Riccardo Pozzi says:

    Pezzo stupendo di una professionista. Parlare di denaro sembra squallido come inserire la pubblicitá sulle immagini del tronco di ponte ma questo stato ha solo i soldi per stipendi e pensioni. Non ci sono più i denari per sostituire o potenziare le infrastrutture del miracolo economico. Siamo ormai oltre il delirio. Una preghiera per chi non c’è più.

  3. mumble says:

    Salvini si commenta da solo. Lasciamolo stare nel suo brodo. Oggi, invece di essere nella padana Genova è andato in Calabria a sproloquiare. Buon pro faccia loro. Non mi interessano gli spettacolini salvineschi. Mi permetto invece, con la polvere del crollo che deve ancora depositarsi al suolo, di far notare una cosa: in Liguria la giunta Toti e quella del sindaco Bucci conquistano le prime pagine dei giornali con i red carpet, le passerelle, gli scivoli in via XX Settembre e non si accorgono delle condizioni del ponte Morandi ? In un paese serio sarebbero loro a doversi dimettere a furor di popolo. Forse aveva ragione un mio vecchio amico che 20 anni fa mi disse: Caro mio, tu pensi alla Padania, ma in realtà c’è una sola soluzione: dichiarare guerra alla Germania, perdere subito la guerra e aspettare che ci mandino i loro quadri a comandarci: Prefetti, Magistrati, Funzionari, Comandanti delle Forze dell’Ordine. Ecco oggi di fronte alla foto del ponte crollato mi riecheggiano quelle parole e non se ne vanno….

  4. Gianluca P. says:

    “Nulla è eterno” è il riassunto giusto per tutte le chiacchiere e le infamità dei giornalai nostrani. Qualcuno (tecnico) lo aveva già detto più volte che quel cemento ‘non era per sempre’, ma lo Stato è presente solo quando è ora di imbertare. La gente continua a morire e i furbastri continuano a sparar cazzate sulla pelle della gente…buon Ferragosto! Ps come sempre la retorica politica prevale sul ‘passare la parola agli esperti’.

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