Autostrade, la tassa perenne senza gare d’appalto che saccheggia il Nord. Bernardelli: basta!

autostrade
di ROBERTO BERNARDELLI – Quella delle autostrade è una lotta senza fine. Più di 26 società ma il 70% è in mano a pochi. Senza gare d’appalto e in continuo regime di proroga a patto che si faccia manutenzione. Avanti così dovremmo avere delle strade d’oro! Non le abbiamo e per di più il saccheggio avviene sempre e solo al Nord. Alla barriera di Terrazzano a Milano in tangenziale ogni volta che passi sono 3,20 euro a pedaggio. Avanti e indietro regaliamo 6,40 euro al giorno ai monopolisti delle fantomatiche concessioni. Negli altri paesi, come ben evidenzia persino il Corsera nei dati che sotto riportiamo, senza quindi letture ideologiche o politiche di parte, i costi sono annuali, un abbonamento se non addirittura la totale gratuità della rete. Il Nord, per lavorare e spostarsi, invece, deve fare il mutuo.
Quando finirà questo sconcio? Il nuovo governo, che dice di essere popolare e sovrano, chiuderà questo indecente rubinetto?
rassegna stampa
di MILENA GABANELLI E FERRUCCIO PINOTTI – Neanche fossero un tappeto da biliardo! Le nostre autostrade sono le più care d’Europa. In Germania, Olanda e Belgio le autostrade sono gratuite. In Austria l’abbonamento annuale alla rete autostradale costa 87,30 euro l’anno per gli automobilisti e 34,70 per i motociclisti. In Italia con 34 euro si percorrono 400 chilometri. In Svizzera l’abbonamento costa 40 franchi l’anno, circa 38,12 euro. In Francia il sistema di pedaggi è simile al nostro, ma meno caro: Parigi-Lione sono più o meno 450 chilometri, €19,80 in moto, €33,30 in auto. In Italia la tratta Ventimiglia-Bologna, chilometraggio equivalente, costa 40,50 euro. In Spagna le autostrade si chiamano Autovie e sono gratuite; solo per le Autopistas si paga. In Slovenia il costo dell’abbonamento annuale è di 55 euro per i motociclisti, di 110 per gli automobilisti. In Italia con questa cifra si può percorrere una volta la Milano-Napoli andata e ritorno.
Efficienza

La rete italiana (e quella francese che però vanta una rete di oltre 9.100 chilometri contro i nostri quasi 7.000) ha scelto un sistema di pedaggi basato sui caselli. Un sistema che in molti Paesi europei è giudicato antiquato e oneroso in termini di costi di progettazione, costruzione, personale per la riscossione (dove non sono automatici) e assistenza. Inoltre i caselli consumano corrente e producono incolonnamenti quando il traffico è intenso.

Concessioni

Oltre ai mille chilometri gestiti da Anas, per gli altri seimila chilometri le concessioni sono 26, ma quasi il 70% se lo spartiscono da anni due gruppi. Si tratta del Gruppo Atlantia (Benetton), che controlla Autostrade per l’Italia e che gestisce oltre 3.000 chilometri, e del Gruppo Gavio, che gestisce oltre 1.200 chilometri. Insieme coprono i tre quarti circa del mercato. Gli altri 1.650 chilometri sono gestiti da società controllate da enti pubblici locali e da alcuni concessionari minori.

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