AUTONOMIA O INDIPENDENZA, LA LEGA E’ ANCORA UTILE?

di REDAZIONE

Le Lega Nord è ancora lo strumento adatto per condurre la battaglia per l’indipendenza della Padania, obiettivo contenuto nel suo statuto e ribadito l’altra sera a Bergamo nell’intervento di Roberto Maroni? Questo giornale vuole aprire un dibattito al riguardo e per innescare la discussione propone in sequenza due articoli che affrontano il problema da angolature diverse e giungono a conclusioni differenti, anche se non proprio antitetiche.

RISPONDETE AL NOSTRO SONDAGGIO SE RITENETE LA LEGA UNO STRUMENTO ANCORA UTILE PER LE PROSSIME BATTAGLIE

 

AUTONOMISTI, OLTRE LA LEGA CHE STRUMENTO ABBIAMO?

 

di FRANCESCO MARIO AGNOLI 

E’ chiaro che dopo quanto è successo le sorti della Lega sono in prima battuta nelle mani dei suoi militanti (che comunque martedì sera, a Bergamo, hanno dato prova di cavarsela abbastanza bene) e, in  seconda, degli elettori. Tuttavia l’esito di una  crisi che potrebbe comportarne la cancellazione dalla scena politica non è priva di concreto interesse e di preoccupazione per quanti ritengono che, pur con tutti gli errori commessi, la Lega si sia acquisita anche qualche merito col proporre all’attenzione  nazionale ed europea la questione settentrionale e col farsi carico di un bisogno molto diffuso e sentito fra le popolazioni del  Nord o del Centro-Nord.

Che i partiti “romani “ esultino e sperino nella scomparsa o nella riduzione ai minimi termini della Lega è del tutto naturale dal momento che questa, come dimostra la quasi solitaria opposizione al governo dei banchieri  e dei poteri forti, resta pur sempre  una spina nel fianco per quanto smussata dalla sua  “romanizzazione”. Un po’ meno comprensibile  sarebbe che dall’entusiasmo per la sua fine si facessero contagiare  gli autonomisti e, più in generale, quanti, consapevoli della realtà della questione settentrionale,   sono convinti che solo  una profonda e radicale .riforma istituzionale (quanto meno un vero federalismo) possa avviarla a soluzione

Lo sdegno per le promesse tradite e le speranze deluse è comprensibile, ma occorre conservare i nervi saldi e la  freddezza del raziocinio

In  particolare gli autonomisti, per quanto possano essersi  troppe volte sentiti accantonati e traditi dai politici leghisti, debbono rendersi conto che la politica è l’arte del possibile e che solo unendosi le regioni del  nord sono  in grado di ottenere la  riforma dello Stato alla quale aspirano, peggio ancora se la meta perseguita è quella della secessione e dell’indipendenza. Questo  il vero pregio del  progetto di Bossi: la Padania.

Non mi sento di escludere di essere condizionato da quel poco di sangue veneto che ancora mi scorre  nelle vene, ma sono convinto che oggi, salvo eventi ora   imprevedibili, solo  gli autonomisti veneti, sempre che riuscissero a superare le diatribe e i personalismi che li dividono, potrebbero avere il diffuso consenso popolare e, quindi, la forza politica, per conseguire il risultato  quanto meno di una  forte ed autentica autonomia, se non  addirittura di un proprio Stato, oltre tutto,  legittimato da undici secoli di storia. Se si tratta di un abbaglio  dovuto a qualche superstite cromosoma del mio Dna me ne scuso, ma se vi è errore vi è unicamente nell’attribuire ai veneti maggiori possibilità di successo che a tutti gli altri, per i quali è la fredda ragione a dare la certezza  che divisi non hanno nessuna probabilità di successo. Non i lombardi e nemmeno i piemontesi e, tanto meno, i liguri e gli emiliano-romagnoli (in Liguria e in Emilia  l’autonomismo al di fuori della Lega è pressoché inesistente – il discorso è in parte  diverso per la Romagna, ma comunque con riferimento a realtà molto, molto modeste – )  e nemmeno i toscani, nonostante che la Toscana sia la terra  dove l’autonomismo ha le più antiche radici e  tradizioni.

I primi a esserne convinti sono proprio quei lombardi che, disperando delle proprie forze, hanno avuto l’idea (in realtà alquanto peregrina) di promuovere  l’annessione della Lombardia alla Svizzera.

Non è in discussione l’amore per la propria “piccola patria”, per le tradizioni, i costumi, il modo di essere della propria gente, ma la questione è politica ed è in termini politici che si    deve  ragionare  se si vuole  conseguire il risultato, partendo dalla constatazione che in tutte queste regioni  (con la possibile eccezione del Veneto) gli autonomisti  rappresentano, dove più dove meno,  modeste minoranze, che solo unendosi possono contare e acquisire forza attrattiva. Per di più nessuna di queste regioni, nemmeno la Lombardia, che non ha sbocchi  sul mare (e, nemmeno il Veneto), ha un sufficiente mercato interno e la forza economica  indispensabili  nel mondo odierno  per, se non prosperare, decentemente  sopravvivere (del resto, se è per questo,  sia  l’Italia  che la stessa Europa non stanno dando  in questi giorni ottima prova di sé).

Di conseguenza o ci si rassegna alle miserie dello Stato  nazionale quale ci è stato consegnato dal cosiddetto Risorgimento, oppure, comunque la si voglia denominare (Padania o altrimenti) non  si può rinunciare all’idea dell’unione dei popoli centro-settentrionali (che – ben s’intende – non è contro quelli meridionali e nemmeno contro Roma o i  romani,  ma contro quel modo di fare  politica e di concepire lo Stato, che va sotto il nome di Roma solo perché questa nobile città ha avuto  la sventura di  divenire la capitale di “un piccolo regno  unito (oggi  repubblica indivisibile) di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore universale,  un regno (una repubblica) soddisfatto (soddisfatta) della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale”).

Sono ovviamente al corrente dell’esistenza di altre proposte e altri progetti, a cominciare dalle macro-regioni europee, per altro al momento un po’ in disuso, ma la loro realizzazione è ancora più ardua di quella  della Padania (a sua volta, come l’esperienza insegna, tutt’altro che facile) se non per altro  per la necessità di coagulare intorno al progetto forze esterne al nostro attuale contesto istituzionale, evitando al tempo stesso che queste  siano condizionate o infiltrate dai poteri forti europei (non per nulla l’idea delle macro-regioni  è vista  tutt’altro che di malocchio proprio a Bruxelles).

In conclusione: la Lega è uno strumento e per quanto arrugginito e deteriorato oggi si presenti (o si presentasse ieri, prima di Bergamo) prima di buttarlo  occorre valutare le possibilità di procurarsene un altro.

LEGA NORD NON PUO’ PIU’ ESSERE DEPOSITARIA DELLE ISTANZE INDIPENDENTISTE

di FABRIZIO DAL COL

Potranno cambiare i vertici, le dirigenze, i colonnelli, ma ciò che in passato la Lega ha saputo  ben rappresentare anche attraverso frasi  forti  come “ chi va a Roma diventa Romano”, oppure ,“da Roma non si può cambiare nulla”, e così via, oggi non è più rappresentabile. La  Lega formato anni 90, che rastrellava consensi tra tutti gli elettori della pianura Padana, aveva intuito e capito che solo un agente esterno avrebbe potuto modificare un assetto interno. Sono passati vent’anni, ma già allora il partito di Bossi spiegava ai Padani  che l’Italia era un paese fallito, pieno di debiti, corrotto e impegolato nell’assistenzialismo  straccione. La tangentopoli scoppiata nel 1992 aveva denudato tutti i partiti, e per la prima volta anche la Lega fu segnata da quello scandalo, con i famosi 200 milioni della tangente Enimont. Quei soldi furono restituiti grazie ad una maxi colletta dei militanti e degli elettori, che li raccolsero in poco tempo. Fu un brutto segnale, ma la Fede Leghista fu ancora più grande e superò agevolmente quei fatti. La linea politica sempre più forte aveva dato corpo e senso alla via maestra dell’autodeterminazione, innescando un processo di libertà dei popoli Padani, sfociato poi  con la dichiarazione d’Indipendenza di Venezia,  in un progetto politico irreversibile.  Questo progetto è stato sepolto il giorno in cui si è decisa la seconda alleanza con Berlusconi, quando è maturata nel “capo” la convinzione che l’allora presidente del consiglio, forte dei suoi mezzi, gli avrebbe consentito di realizzare un nuovo corso politico, imperniato sul  federalismo e al tempo stesso protetto da eventuali forme di eversione.   Aver creduto che la maggioranza del Pdl fosse di granito, ben condizionata dal carisma e dalla forza economica del Cavaliere, è stato un errore politico. Uno sbaglio colossale che, complici le vicende giudiziarie e personali di Berlusconi, hanno reso la Lega mansueta e priva della sua forza originale. Con  la partecipazione al governo, e le continue approvazioni legislative, che nulla avevano a che spartire con la causa leghista, si è compromessa in via definitiva la speranza  di raggiungere l’agognato obbiettivo federalista.

Tuttavia  l’errore appare ancora più a monte di queste vicende, ovvero nel momento in cui si è voluto spostare il baricentro politico autonomista-indipendentista verso la più moderata idea del federalismo. Una scelta politica che Bossi da una parte vide idonea a far digerire l’alleanza agli elettori del Pdl, e dall’altra utile a maggiore garanzia delle approvazioni legislative per la  svolta federalista. In sé, attraverso questa via, il Senatur ha pensato di portare la Lega a recitare un ruolo politico di altro spessore, ovvero quel ruolo di partito su scala nazionale, poco gradito alla base leghista, ma adatto ad intercettare quei voti che sarebbero dovuti servire ad attuare la madre di tutte le riforme, il Federalismo. Da lì in poi la Lega ha assunto un ruolo che via via l’ha trasformata in partito nazionale  e, per farlo, ha evitato scrupolosamente di utilizzare i contenuti politici e tutto ciò che era il bagaglio politico passato, quello che l’aveva resa una vera forza politica di cambiamento. La devolution, altra idea politica di matrice anglosassone, servì  a tenere insieme il movimento che, orfano degli strumenti di battaglia, si infarciva nel frattempo di militanti e amministratori filogovernativi poco propensi al progetto Padania.

Oggi è vero che parecchi  Sindaci stanno amministrando bene  i propri comuni, ma sono stati costretti dagli eventi ad abdicare alla politica. Un Sindaco che sa rispondere con i fatti e una buona amministrazione, qualunque politica faccia, ha dalla sua parte i cittadini. Il leader austriaco Haider, prima della sua elezione, tratteneva rapporti politici con la Lega, tali rapporti furono però poi volutamente interrotti dai leghisti, perché controproducenti all’alleanza con Berlusconi. Joerg Haider era un uomo di destra, ma nessuno ancora oggi sa che il 65% dei voti li prendeva a sinistra. Un chiaro esempio di come i cittadini abbiano saputo dare la forza a un politico dalle idee e dai comportamenti dirompenti,  e con una visione chiara circa l’autodeterminazione dei  popoli.

In Italia oggi la vera forza la possono avere solo i Sindaci, al Nord sarebbe sufficiente che tutti sposassero la stessa causa, per ottenere ciò che non si è riusciti raggiungere in tanti anni. Ciò che servirebbe è un vero progetto politico indipendentista ,che qualsiasi Sindaco possa far suo e che gli permetta di difendere gli interessi della propria comunità dai continui soprusi dello stato.

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53 Comments

  1. IVSTITIA says:

    Voi padani lombardo veneti…..che in realtà siete Italiani, verrete tutti travolti dall’imminente implosione economica di questa Nazione che voi, e sottiolineo VOI cittadini residenti dalla bassa pianura Padana in su, avete GOVERNATO negli ultimi 15 anni alternando governi Berlusconi-Bossi-Fini a governi Prodi-D’Alema-Bersani.
    Appunto tutti “uomini” da Toscana-Emilia in su.

    Le vostre sciagurate politiche degli ultimi 20 anni, hanno generato questo mostro chiamato debito pubblico, ormai prossimo ai 2000 Miliardi di Euro, che poi detto in termini più comprensibili è pari a 4 MILIONI di Miliardi di vecchie lire.
    Non so se voi illuminate menti padane riuscite a capire l’entità di questa mostro, come non so se riuscite a capire che con gli attuali spread, tale debito genera un ulteriore debito in interessi passivi compreso tra i 90 e i 100 miliardi di Euro l’anno, che sempre tradotto in termini più comprensibili, è pari a 180-200 MILA di miliardi di vecchie lire l’anno, solo di interessi passivi sul debito primario.
    E questo con gli attuali spread compresi tra 400 e 500.
    Immaginate quando tale indice supererà la soglia critica dei 600…..è solo questione di tempo, soprattutto dopo i numeri di oggi dati da confindustria, cioè pil a -2,4% inflazione al 4% e consumi interni in calo dell’8%.
    Tempo che diventa sempre meno considerando anche i numeri della cassa integrazione del mese scorso, dove si sono registrate 105 MILIONI di ore di cassaintegrazione, il 74%delle quali generate proprio dal comparto industriale padano in piena crisi.
    Purtroppo, con questi numeri noi giovani generazioni di adolescenti di 20enni e di 30enni, pur non avendo colpe, non possiamo fare nulla.
    La matematica ci condanna a prescindere da qualsiasi manovrà correttiva.

    Tornando al nostro debito pubblico, questo per il 62%, è detenuto da fondi e istituti bancari di Francia Inghilterra e soprattutto Germania…. Il resto del debito è quasi tutto verso gli USA, mentre solo il 12% è detenuto dalle banchè Italiane.
    Adesso capite perchè anche un mito tutto Italiano come la Ducati, alla fine è caduto in mani tedesche?

    Voi padani lombardo veneti riuscite mai a capire che il vostro desiderio di indipendenza e di secessione è solo un pensiero distorto frutto delle menti malate di politici privi di morale e di istruzione come Bossi & Co. e del mafioso Berlusconi, ai quali voi, e sottolineo VOI, avete affidato il paese votandoli in questi ultimi 20 anni?

    Padani lombardo veneti, chi sono i veri nemici?
    le caste facenti capo a tutti gli attuali politici mafiosi e corrotti? o, diversamente come vogliono farvi credere, i poveri contadini del meridione che sopravvivono con stipendi da fame, oppressi dalle caste politico mafiose, e che mangiano principalmente di ciò che coltivano dalla terra?

    Pensateci bene padani, perchè a maggio 2013, anche se purtroppo servirà a poco, avrete l’ultima possibilità per scalzare dal potere questi bastardi maledetti per l’eternità che hanno portato in rovina un’Italia che al tempo dei nostri nonni e bisnonni era considerata da tutto il mondo come una florida e preziosa bomboniera.

  2. IVSTITIA says:

    Voi padani lombardo veneti…..che in realtà siete Italiani, verrete tutti travolti dall’imminente implosione economica di questa Nazione che voi, e sottiolineo VOI cittadini residenti dalla bassa pianura Padana in su, avete GOVERNATO negli ultimi 15 anni alternando governi Berlusconi-Bossi-Fini a governi Prodi-D’Alema-Bersani.
    Appunto tutti “uomini” da Toscana-Emilia in su.

    Le vostre sciagurate politiche degli ultimi 20 anni, hanno generato questo mostro chiamato debito pubblico, ormai prossimo ai 2000 Miliardi di Euro, che poi detto in termini più comprensibili è pari a 4 MILIONI di Miliardi di vecchie lire.
    Non so se voi illuminate menti padane riuscite a capire l’entità di questa mostro, come non so se riuscite a capire che con gli attuali spread, tale debito genera un ulteriore debito in interessi passivi compreso tra i 90 e i 100 miliardi di Euro l’anno, che sempre tradotto in termini più comprensibili, è pari a 180-200 MILIONI di miliardi di vecchie lire l’anno, solo di interessi passivi sul debito primario.
    E questo con gli attuali spread compresi tra 400 e 500.
    Immaginate quando tale indice supererà la soglia critica dei 600…..è solo questione di tempo, soprattutto dopo i numeri di oggi dati da confindustria, cioè pil a -2,4% inflazione al 4% e consumi interni in calo dell’8%.
    Tempo che diventa sempre meno considerando anche i numeri della cassa integrazione del mese scorso, dove si sono registrate 105 MILIONI di ore di cassaintegrazione, il 74%delle quali generate proprio dal comparto industriale padano in piena crisi.
    Purtroppo, con questi numeri noi giovani generazioni di adolescenti di 20enni e di 30enni, pur non avendo colpe, non possiamo fare nulla.
    La matematica ci condanna a prescindere da qualsiasi manovrà correttiva.

    Tornando al nostro debito pubblico, questo per il 62%, è detenuto da fondi e istituti bancari di Francia Inghilterra e soprattutto Germania…. Il resto del debito è quasi tutto verso gli USA, mentre solo il 12% è detenuto dalle banchè Italiane.
    Adesso capite perchè anche un mito tutto Italiano come la Ducati, alla fine è caduto in mani tedesche?

    Voi padani lombardo veneti riuscite mai a capire che il vostro desiderio di indipendenza e di secessione è solo un pensiero distorto frutto delle menti malate di politici privi di morale e di istruzione come Bossi & Co. e del mafioso Berlusconi, ai quali voi, e sottolineo VOI, avete affidato il paese votandoli in questi ultimi 20 anni?

    Padani lombardo veneti, chi sono i veri nemici?
    le caste facenti capo a tutti gli attuali politici mafiosi e corrotti? o, diversamente come vogliono farvi credere, i poveri contadini del meridione che sopravvivono con stipendi da fame, oppressi dalle caste politico mafiose, e che mangiano principalmente di ciò che coltivano dalla terra?

    Pensateci bene padani, perchè a maggio 2013, anche se purtroppo servirà a poco, avrete l’ultima possibilità per scalzare dal potere questi bastardi maledetti per l’eternità che hanno portato in rovina un’Italia che al tempo dei nostri nonni e bisnonni era considerata da tutto il mondo come una florida e preziosa bomboniera.

  3. perché perdere tempo a discutere della Lega? Si salva dalle ultime vicende di squallore infinito grazie al fideismo dei militonti e perché a Roma non vogliono farla sparire. Lo spazio dato alla “pulizia” dai media romani dimostra che si è voluto mettere in riga la Lega ma non si vuole affatto metterla a ko. Anzi. Se la Lega non ci fosse Roma se la dovrebbe inventare. Ha bloccato per decenni ogni antagonismo autonomista portandolo sul binario morto della demagogia, del tatticismo della navigazione a vista tanto per mantenere i consensi e accumulare cadreghe. La Lega non ha ottenuto nulla. Abbiamo Roma Capitale. L’Italiano lingua ufficiale dello stato. Cose che prima non c’erano. Il federalismo di Calderoli per fortuna che non è partito tanto era un pasticcio senza senso. Ci siamo dovuti sorbire il 150° della jattura peggiore che potessa capitare ai popoli dell’espressione geografica “Italia”. le tasse sono aumentate costantemente con il centro-destra e il centro-sinistra. La linea “moderata” dell’Indipendenza non servirà a distogliere i leghisti. Il concepirsi come parte di un unicum in cui c’è anche la base leghista è un tragico errore. O si chiarisce che gli autonomisti sono un altro pianeta dal leghismo o saremo sempre nel pantano. Si deve rompere politicamente, moralmente, culturalmente, ideologicamente (sempre che i leghisti avessero delle idee, io dico di no: hanno orecchiato un po’ qui un po’ la, ma loro di idee non ne hanno).

  4. Pavarutti says:

    Partiamo dalle eresie scritte nel primo articolo.
    In primo luogo vorrei che l’autore argomentasse perchè la Lombardia (che ha un popolazione maggiore di oltre la metà degli stati membri UE e un PIL al pari di Svizzera, Austria o Svezia) non potrebbe reggere come stato indipendente, infine vorrei ricordare che neanche Svizzera e Austria hanno sbocchi sul mare (cos’è una partita di Age of Empire? Pazzesco! Siamo nel 2012 le autarchie sono leggermente superate). In secondo luogo vorrei che gli autonomisti (e NON indipendentisti perchè c’è una differenza abissale) rispondessero a questa domanda perchè nessuno mi ha mai risposto: mi spiegate come cazzo potete pensare che possa arrivare un’autonomia da Roma?? Lo sapete che devono votare TUTTE le regioni del puzzolente stivale?? Vi ricordate la devolution nel 2006?? Cerchiamo di guardare in faccia la realtà. Vorrei anche fare qualche domanda per fare riflettere chi ha ancora il coraggio di pensare che la Lega Nord possa portare avanti le istanze autonomiste/indipendentiste grazie a una “pulizia” come se fosse possibile resettare tutto come un Hard Disk di un computer con un click! Ma vi ricordate un certo Maroni fino a qualche mese che carica ricopriva e cosa diceva?? Era il capo di tutti i prefetti (che qualsiasi partito indipedentista DEVE ripudiare), era colui che mandava a manganellare le legittime proteste dei valsusini, colui che parlava di “bene del paese”, di “comprare il made in italy” e via dicendo. Ma di che cazzo stiamo parlando??? E vogliamo parlare di gente come Tosi o Gentilini nazionalisti italiani malati di tricolore e lo stuolo di amministratori leghisti che non mollano il tricolore e parlano di “cittadini italiani” quotidianamente?? Ma un movimento che si ritiene italiano, che lavora per l’Italia MA DOVE CAZZO VOLETE CHE VADA??? Un partito che da 10 anni non parla più di indipendentismo (e non citatemi le ruttate per fare i titoli di giornale) e soprattutto non fa una politica incentrata su quell’argomento perchè alleata (E COMPRATA) con partiti come Forza Italia o Alleanza Nazionale: cose dell’altro mondo, apriamo gli occhi per favore.
    Infine vorrei rivolgermi a tutti gli ex onorevoli trombati dalla Lega, che siccome han perso la poltrona comoda sulla quale ancora si gongolerebbero volentieri, cercano di ritagliarsi la poltroncina con liste patacca (ovviamente col vitalizio bonifico mensile da Roma) quando vi deciderete a levarvi dalle palle?? Signor Roscia lei fino a 6 mesi fa prima di fondare “Lombardia che stato” ma dove cazzo era?? Si goda i suoi 3mila€ al mese da mamma Roma e per favore si trovi qualche hobby, è il più grande regalo che potrebbe fare alla Lombardia. Stessa cosa vale per l’Unione Padana che viene a parlare di indipendenza, quando c’è un articolo dell’altro giorno del sig. Belleri che parla di “repubblica italiana federale” ahahahah Ma non sapete neanche quale sia la vostra proposta politica, e da buoni leghisti continuate a confondere la gente! Anche voi levatevi dalla scena politica i danni che avete fatto sono enormi, fate un regalo alla Lombardia vi prego: datevi al bricolage!

    • Un po’ rude. Ma concordo con la sostanza. E oggi non è più il tempo dei giri di parole e del galateo politico.
      Qui si deve uscire dal tragico equivoco che il leghismo sia stato un autonomismo un po’ manchevole e poco “culturalizzato”. No il leghismo ha fuso vari motivi ma l’autonmismo non è mai stato centrale. All’origine un richiami simil-autonomista è servito di rottura per creare attenzione. Poi si è pountato tutto sui cappi (il giustizialismo dell’ondata di tangentopoli), poi sull’immigrazione, poi sull’antieuropeismo. Un curriculum da partito polulista opportunista (ma in senso non troppo nobile come il populisno può essere).
      La Lega è contro l’autonomia perchP è unprogramma preciso e vincolante. La Lega non vuole vincolarsi. Vuole solo galleggiare, cumulare cadregge, gestire danée,

  5. Gino says:

    La Lega Nord è da buttare, da un partito che nella cosiddetta Padania ci mette dentro Toscana, Umbria e Marche che cosa ci si può aspettare?

  6. silvia garbelli says:

    Ma che domanda retorica : NO, NO, NO !

    E mi pare quasi offensiva nei confronti dei cittadini ed elettori che ha illuso, soprattutto a fronte di una ventennale opera LN assolutamente controproducente non solo in un percorso di indipendentismo, ma anche per ogni minima iniziativa di autonomismo.

    Questo va rilevato a tutti i livelli e in tutti gli aspetti, a esempio, giuridico, culturale e sociale, della vita delle Regioni in cui la LN aveva propogandato i suoi famosi slogan ; ormai è uno dei partiti italiani del sistema romano e tale resterà per illudere il più possibile : è solo da sciogliere come ripeto fino alla noia da alcuni giorni !

    Sono completamente d’accordo con Luca e Pa. Ancora un po’ di pazienza e poi il teatrino si comprenderà meglio

  7. gianfranco says:

    maroni da vespa ha dichiarato che la storia della lega è una storia di “grandissimi successi”, solo in parte “macchiati” dagli errori di alcuni, errori che il movimento sta già riparando facendo pulizia. I successi a cui faceva riferimento erano evidentemente i successi elettorali, il buon governo di molti amministratori locali (da lui stesso più volte sottolineato), il successo di molti giovani che grazie alla scuola politica della lega sono diventati bravi sindaci e così via. Non un riferimento agli insuccessi politici, al vuoto assoluto di risultati. Se queste sono le basi, i presupposti, per pensare a un rinnovamento, il solo pensarci è una fatica inutile. Maroni, come la maggiorparte dei leghisti e la totalità dei dirigenti della lega, non ha alcuna cultura politica autonomista, confonde interessi del nord con la necessità di un buon governo, questione settentrionale con questone morale. Il passaggio bossi-maroni segna definitivamente l’abbandono, anche formale, di ogni velleità autonomista e riconduce la lega, anche nelle parole, ad un partito di amministratori dell’esistente. La fine della lega che conosciamo è un fattore positivo solo nell’ottica dello spazio politico che libera nell’area autonomista e indipendentista. Ma ogni speranza risiede fuori dal movimento.

  8. Pao says:

    Concordo con le riflessioni di Luca.
    Per quanto riguarda, invece, l’utilità della Lega Nord, tutto sta a vedere che Lega uscirà dal Congresso federale, che Maroni vorrebbe anticipare (giustamente, visto che il movimento, come un malato grave, necessita di urgenti cure intensive e visto che le situazioni “incerte” in genere sono foriere di guai) e che altri vorrebbero posticipare. E’ chiaro che la Lega sarà tanto più veicolo di indipendenza quanto più si saprà rivoltare come un calzino e quanto più saprà gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ricordo che prima del patatrac della discesa in campo del liftato di Arcore (divenuto d’improvviso amicone dei nostrii ” eroi indipendentisti”) in Lombardia 1 cittadino su 3 era secessionista. Dovremmo riavvolgere la moviola..ma secondo me la Lega da sola non ce la può fare e soprattutto non ce la può fare stando seduta selle poltrone romane e similari. Si riparte dal territorio e i poltronari a casa. Chiaro?

  9. RENATO says:

    no , la LEGA NORD e’ solo una zavorra per il popolo come lo sono gli altri partiti.

  10. renzone says:

    Ma io non so santo Iddio…dopo aver visto la diretta mi son convinto ancor di più di una cosa,cioè che il problema socio-psicologico del momento è come possano ancora gli elettori della lega che sono andati a Bergamo alla festa della scope CREDERE ancora a tutte le baggianate che raccontano loro i capi.
    Io sono stato fino alle ultime elezioni un elettore leghista , ma certo se penso a come aimilitanti siano state rifilate cazzate subumane, dalle scemenze del fiume Po e della sacra lotta del popolo padano ecc. ecc. beh…io con questi rintronati che possono credere a qualsiasi cosa non ho nulla a che fare.
    Che tragedia mamma mia, una quota di stralunati creduloni c’è comunque in ogni paese europeo, solo che qui in Italia vogliono incidere nella società come se vivessero nella realtà e non nel mondo degli hobbit.

    Pazzesco.

  11. Luca says:

    Mi permetto di aggiungere un altro elemento di debolezza del modus operandi della Lega che la condanna, a mio parere, al fallimento: il fatto di avere il concetto di Padania come punto di partenza. Calma, mi spiego. Coloro che si oppongono all’indipendenza del nord hanno buon gioco a dire che “la Padania non esiste”. Se invece si rivendicasse l’indipendenza di comunità di cui nessuno può mettere in dubbio l’esistenza (ci vorrebbe una bella faccia tosta a dire che la Lombardia o il Veneto non esistono) sarebbe tutto più facile. Poi, se proprio vogliamo speculare sul dopo indipendenza (scenario da cui purtroppo siamo assai lontani), successivamente si potrebbe anche decidere di federare o comunque avvicinare in qualche modo le varie regioni divenute indipendenti, se è questo che la maggior parte della gente desidererà. Questa appena descritta mi sembra una strada più intelligente di quella seguita dalla Lega, che sicuramente non ha avuto successo anche per via dell’incapacità di molti suoi dirigenti, ma forse anche perchè la strategia di fondo era sbagliata.

    • Marco says:

      Al di là dell’eventuale disputa sull’esistenza di una comunità padana il termine “Padania” è il più neutro che vi possa essere, visto che è semplicemente geografico ed è utilizzato proprio per indicare la parte continentale dello stato italiano che, grosso modo, coincide proprio con il territorio abitato dai popoli che parlano lingue celto-romanze (quello linguistico è chiaramente il metodo migliore per definire la comunità padana, ma questo è un altro discorso —-> su questo argomento, se non li hai letti, ti consiglio i buoni libri di Sergio Salvi “L’Italia non esiste” e “La lingua padana e i suoi dialetti”).

      Dicevo che il termine “Padania”, essendo geografico, mi sembra il migliore per definire la regione padano-alpina; la valida alternativa sarebbe utilizzare la denominazione storica di questa regione, “Lombardia”, ma giustamente i veneti non ci starebbero.

      Scartata “Lombardia”…non resta niente, a parte l’utilizzo del “Nord Italia”; li però fai proprio il gioco di quelli che dicono che la Padania (intesa come comunità) non esiste.

      • Marco says:

        Finale 2:

        Scartata “Lombardia”…non resta niente, a parte l’utilizzo del “Nord”; li però fai proprio il gioco degli italiani.

        • Giacomo says:

          scusate, ma chi decide? uno di cassano magnago in canotta o 4 suoi ex seguaci che giocano a Risiko? Vi pare che il problema sia il nome? (Padania a me non è mai piaciuto)

          • Luca says:

            Ma infatti non ho detto che il problema sia il nome. Io volevo dire che secondo me è una tattica sbagliata quella di rivendicare l’indipendenza di una entità ancora tutta da creare (ok, potrà esistere negli ideali di chi vorrebbe crearla, ma bisogna ammettere che non esiste nessuna entità istituzionale passata o presente che corrisponda al concetto di Padania), mentre sarebbe molto più intelligente rivendicare l’indipendenza di comunità la cui esistenza non può essere messa in dubbio neanche dai più strenui difensori dell’unità dello Stato, e poi eventualmente mettere insieme queste comunità per creare questa famosa Padania (neanche a me piace questo nome) o come altro si vuole chiamarla.

          • Marco says:

            Il termine Padania è stato portato nel dibattito politico da Gianfranco Miglio che lo utilizzava tranquillamente nelle varie apparizioni televisive di inizio anni ’90 (lo ricordo, per esempio, nelle trasmissioni di Funari); Bossi lo ha “scoperto” e utilizzato solo a partire dalla vittoriosa campagna elettorale del ’96.

      • Marco says:

        Specifico che quando ho scritto che il termine Padania è geograficamente “utilizzato proprio per indicare la parte continentale dello stato italiano” l’ho fatto solo per far capire, grosso modo, a che area si riferisce; chiaramente trattandosi di una regione naturale i confini dello sctato non c’entrano niente!

  12. Piero says:

    Temo sia iniziata la fase della disgregazione con la conseguente nascita della politica degli orti propri, che probabilmente inizierà dopo il voto.
    Da Veneto non esulto di fronte al dramma leghista ma spero che i “nuovi” vertici abbiano maggior coscienza di una più larga intesa. Indipendentismo o autonomismo rimangono utopia di fronte a questo Governo di banchieri che prima di tutto va demolito con la forza di tutti i suoi oppositori.

    Piero

  13. rina56 says:

    Perche continuano ha ripetere di dividere l’Italia,non serve mica , bastava che si fossero battuti per migliorare la vita cotidiana al popolo meno politici,meno dipendenti pubblici,meno burocrazia ,costringerei dipendenti pubblici a fare il proprio dovere ,svotare i uffici farli controllare il territorio , quando ci raccontano che in Italia ci sono 2 milioni di case non conoscute dall’erario ,io mi chiedo MA CHI DOVEVA CONTROLLARE CHE CAZZO HANNO CONTROLLATO? Tutti questi dipendenti dovrebbero essere licenziati su due piedi e noi chiedere i danni .E questi ci parlano della Padania ,ma fatemi il piacere ,non è che creare Stati Federali si migliori la vita hai cittadini,leggi semplici fissare delle regole ferre e chi sgarra gli prendiamo tutto ,gli mettiamo in galera e buttiamo via la chiave.Con questi politici che si comportano come gli altri ,ne facciamo volentieri ha meno.VIVA LA LIBERTA’.

  14. rina56 says:

    Che non vengano ha raccontare che NESSUNO sapesse niente,LA LEGA è servita per finanziare la Famiglia Bossi e Compagni.Il resto sono solo balle ,ci hanno inluso per 25 anni ,che Loro fossero diversi,invece era solo un sistema per aver un stipendio a fine mese.

  15. Cesare says:

    La Lega Nord non è per sua intrinseca natura utile né per l’atonomismo né per l’indipendentismo. Basta pensare alle balzane proposte (poche) politiche che ha avanzato nel corso degli anni. Naturalmente in passato l’ho votata anch’io, quando pensavo che cmq una “scossa” al sistema politico potesse servire. Ma non è servita 🙁
    Cmq già dal nome che si richiama al “Nord” considerando la Cisalpina (Padania) come il nord dell’Italia dimostra la sua insipienza. L’Italia, come chiunque guardi una carta geografica sa, termina poco a nord dell’Arno, dopo inizia la ns. Madrepatria, non l’Italia del nord!

  16. Rinaldo C. says:

    cari amici leghisti pro e contro la lega nord, su molte cose avete ragione, la lega nord cioè i colonelli, si sono assopiti sulle poltrone, lo scandalo successo nella settimana di passione cristiana è stata utile per me ma ha anche aperto gli occhi a tutti i leghisti della base a cercare di ostenere mi auguro la nuova lega nord. Oggi è un’altro giorno importante, il consiglio federale si riunisce e comincerà e comincerà a fare pulizia dentro se stessa.
    Io sono solo un votante e sostenitore della lega Nord e spesso faccio commenti qualche volta giusti altri forse sballati ma credo in un grande progetto di indipendenza
    dallo stato i-taliano e questo si può solo raggiungere e insisto sulla conquista di tutti i comuni del nord, del centro
    e grazie a loro sicuramente si avrà una grande forza per riuscire a guadagnarsi la nostra indipendenza dall’i-talia in modo pacifico, abbiamo delle dimostrazioni in Europa Scozia raggiungerà l0indipendenza dalla Inghilterra, in modo pacifico, mentre i paesi baschi con la violenza non sono riuscita a niente. I nostri comuni delle varie regioni del nord e del centro sono loro i veri conduttori ma dobbiamo conquistarli noi leghisti, indipendisti, secessionisti di ogni movimento nato negli ultimi anni, i quali sostenitori sono dentro ancora e per sempre leghisti. Il giornale l’Indipendenza ha fatto una proposta
    molto interessante di trovarci tutti a Jesolo insieme per discuterne senza ARROGANZA MA PER COSTRUIRE UN VERO POPOLO INDIPENDENTE, PADRONE DEL SUO TERRITORIO, DELLE SUE USANZE, DELLA SUA LINGUA, PER COSTRUIRE UN NUOVO STATO DEL NORD IN UNA GRANDE CONFEDERAZIONE, DAL FRIULI AD EST A OVEST VAL D’AOSTA, AL NORD TRNTINO ALTO ADIGE E AL SUD EMILIA-ROMAGNA.

    Rinaldo Cometti

  17. Sante says:

    la LegaNord è utile come un catenaccio arrugginito(=caenaso rusene), ke nella vulgata popolare
    Veneta serve “a ben altri scopi”.
    Se si misurano correttamente i tempi scopriamo ke le sue origini risalgono al remoto 1980(=fondazione LigaVeneta).
    I primi parlamentari risalgono al 1983(=At.Tramarin e G.Girardi). Bossi fu eletto nel 1987.
    E dunque il fenomeno Lega RUBA I SOGNI DEI VENETI
    da almeno 30 anni. Ha conseguito solo risultati negativi, o ZERO …qnd “andava di lusso”.
    Epperò abbiamo “foderato” tutti i glutei verdi di infinite cadreghe. in cambio di ZERO TITULI ..e qualke lisca odierna.
    La Lega Nord è l’ oppio della paGania …con la “G”.
    la Lega Nord deve essere annikilita adesso.
    dopo 30 anni ki ci crede ancora totalizza 2 soli neuroni
    con palesi vacanze sinaptike.
    SerenissimiSaluti

  18. Atroce says:

    “Per di più nessuna di queste regioni, nemmeno la Lombardia, che non ha sbocchi sul mare (e, nemmeno il Veneto), ha un sufficiente mercato interno e la forza economica indispensabili nel mondo odierno per, se non prosperare, decentemente sopravvivere (del resto, se è per questo, sia l’Italia che la stessa Europa non stanno dando in questi giorni ottima prova di sé).”

    Questa affermazione mi pare priva di qualsiasi riscontro con la realtà. Inoltre non si capisce quale “aiuto” dia uno stato alle aziende che devono vendere i loro prodotti. Mica si parla di erigere barriere o dazi.

    • Giacomo says:

      Infatti. La Svizzera non ha né sbocchi sul mare né risorse naturali né un grande mercato interno. Però ha cittadini sovrani e politici alla briglia corta e tirata. Ha comunità locali sovrane e uno stato ridotto all’osso. Ha libero mercato e competizione tra i 26 stati indipendenti federati (detti cantoni) per attrarre investimenti. Frammentazione del potere ed esautoramento della politica. C’è chi lo definisce “un tecnicismo” e preferisce “imprintare gonfaloni”.

      I’m ready to give the fuck up…

    • Andrea Milano says:

      Concordo con questa osservazione.
      Ci sono molti piccoli stati in Europa (Austria, Olanda,Danimarca ecc.) che prosperano e anche la Lombardia potrebbe, senza alcun problema, essere indipendente.

    • Sarcasm says:

      Hai proprio ragione, infatti Austria e Svizzera senzza sbocchi sul mare sono praticamente nel terzo mondo… mentre l’itaGGhia che è praticamente dentro al mare , quella si che è prospera e garantisce benessere ai propri cittadini.
      -.-

  19. marco mercanzin says:

    in entrambi gli articoli ci si dimentica che la vera molla dell’attuale agire politico dei dirigenti, e sottolineo dirigenti, legaioli, è solo il potere, e con il potere il soldo che ne deriva senza lavorare.
    Da qui tutte le distorsioni che portano ovunque tranne che alla nostra libertà.
    Bisogna che sgombriamo il campo da velleità tecnicistiche riguardati il modello di stato che verrà e che auspichiamo:
    è inutile fingere che le difficoltà derivino dalla scelta di un agire indipendentista piuttosto che un’altro, o come in Veneto da chi libertario prescinderebbe dalla questione culturale, e chi invece mette come archetipo necessario l’assoluto bisogno di conoscere e imprintare nella gente la storia della Serenissima come precondizione per arrivare alla libertà.
    Le difficoltà finora incontrate dai movimenti indipendentisti sono derivate unicamente da personalismi orientati alla poltrona, e chi la poltrona l’aveva tendeva a favorire l’ascesa solo di personaggi proni e controllabili.
    Quindi, secondo il mio parere, finchè non si ammetterà questo e finchè non si trovera una barriera a questi personaggi e a questo tipo di percorso distorto, sarà dura.
    E badate che i colpevoli i ritengo che siamo noi base, che molte volte abbiamo soprasseduto su palesi violazioni di statuti e regole, nel nome di chissà quale “prossima azione decisiva”. Noi per primi abbiamo legittimato quelle distorsioni con la nostra tolleranza.

  20. ferdinando says:

    Noi Veneti in particolare o Settentrionali Padani in genere dovremmo imparare dagli Altoatesini in fatto di vera autonomia: c’è un problema però, loro hanno veramente la coscienza di essere un popolo con proprie tradizioni, lingua, cultura, costumi e a questo non rinunciano di un niente.Tutto ciò a noi manca completamente perchè attratti più dal mondo italiota, pressapochista , relativista e soprattutto “furbo”. Non per niente i napoletani fanno scuola e sono simpatici con le loro diciamo ” furberie” certificate anche a livello mediatico. Ripeto a noi manca questa cultura di appartenenza e non possiamo inventarcela con i riti celtici. La strada da fare, mi dispiace e Dio solo lo sa quanto, per l’indipendenza sarà dura se non impossibile. Aspetto smentite

    • Francesco says:

      bravissimo. Analisi amara ma perfetta

    • Giacomo says:

      Nell’evoluzione delle specie ci sono sia eventi di selezione positiva che negativa. Dipendono dall’ambiente. Se l’ambiente seleziona le persone levantine, spregiudicate, arroganti e assatanate di sgabello, gli onesti comprendono che essere onesti è inutile. È la fine del vivere civile e l’inizio di simme Napule paisà.

      Occorre ribaltare le regole, perché gli spregiudicati e gli arroganti siano assoggettati ai semplici e sani principi della maggioranza di noi che ci facciamo il sangue amaro per salvare le nostre famiglie e i nostri paesi dallo schifo italiano imperante. In un sistema centralista e accentratore arrivano al top quelli con meno principi. In un sistema federale, con il potere frantumato e diffuso con a capo la comunità dei cittadini, i bucanieri si rivolgono altrove, perché la politica rende molto poco. Spero che la nostra sia una Federazione Padano Alpina così concepita. Per chi vuole, ovviamente, gli altri liberi tutti e amici come prima e più di prima. Nella libertà dei popoli.

    • liugi says:

      Noi popoli della Cisalpina avremmo tutte le carte in regola per rivendicare un’autonomia anche culturale dal resto dell’Italia. Altrettanto e forse anche più dei catalani o degli slovacchi, per intenderci. Basta leggere la storia senza il paraocchi tricolore per accorgersene. Purtroppo stiamo scavando col cucchiaino per liberarci da una secolare montagna di letame culturale italiota che si è ben sedimentato e continua ad aumentare.
      Per quanto riguarda l’antidoto contro il mondo italiota… l’unica vera soluzione è il rimpatrio di tutti i meridionali e la chiusura di ogni rapporto col resto dell’Italia, ma è una prospettiva irrealizzabile (e forse è meglio così, meglio qualche terrone in più che finire come la Yugoslavia).
      Io però credo che, eliminato uno stato che premia la “terronaggine”, anche i “terroni” diventerebbero meno “terroni”.

  21. Albert Nextein says:

    La lega è morta.
    Non è servita ad alcun che.
    Parole e slogan da vendere.
    Fatti, zero.
    Idee poche e confuse.
    Uomini di terz’ordine.
    Iniziative discontinue, e incoerenti.Talora contrastanti.
    Un partito familiare di cui nessuno abbisogna.
    Quando bossi escluse il Prof.Miglio , la lega morì.
    E se ne ebbe lampante prova col tradimento nei confronti di berlusca.
    La lega non è servita e non servirà.
    Requiescat in pacem.
    Amen.

  22. Giacomo says:

    Non preoccupiamoci dei pochi leghisti residui, molti dei quali percettori di rendite politiche. Pensiamo a come ottenere il consenso di tutti gli altri che, pur avendo i nostri stessi problemi, hanno giudicato la lega una porcheria inaccettabile. I fatti dicono chi ha avuto ragione.

    Non otterremo consenso da un progetto indipendentista in sé, ma da un progetto di ribaltamento dei rapporti di potere tra stato e cittadini che condurrà necessariamente alla separazione dall’italia. Detto da uno che detesta l’italia più di ogni altra cosa e che non è disposto a morire italiano.

    • Giacomo says:

      Rapporti tra stato e cittadini, tra stato e libero mercato, tra stato centrale e libere comunità volontarie sovrane, indipendenti e spontaneamente federate, solo se lo vorranno.
      lo so che Stato si scrive con la maiuscola, ma io non ce la faccio.

  23. Ferdinando Biano says:

    L’indipendenza non di certo essere ottenuta da un singolo Comune (non si può mica fare lo stato Milano, lo Stato Venezia, lo Stato Torino, ecc). L’indipendenza può e deve riguardare la Padania nel suo complesso.
    Ritengo per cui che una miriade di movimenti indipendentisti di piccole dimensioni non possano ottenere nulla. Era giustissimo il progetto iniziale della Lega Nord che aveva unito la maggior parte dei movimenti indipendentisti per fare causa comune.
    Purtroppo dopo il magico 1996 la via indipendista è stata sempre più messa da parte.
    Ritengo che, viste le condizioni dello stato i-taliano nel 1996, se si fosse proseguito sulla strada della secessione senza deragliamenti, anche con mezzi meno pacifici e democratici, dei risultati si sarebbero ottenuti.
    Non so per quale motivo la via dell’indipendenza sia stata messa in soffitta dalla Lega Nord ma ritengo comunque che nella situazione attuale, tutti i movimenti indipendentisti, che sono comunque di piccole dimensioni, non possano da soli o anche uniti ottenere l’indipendenza dallo stato i-taliano.
    L’unica speranza è un ritorno alle origini della lega; la maggior parte della base leghista è ancora secessionista e chi da alcuni anni ha abbandonato la Lega Nord (come il sottoscritto) sarebbe disposto a rientrare nel caso di un progetto secessionista serio.
    Non vedo alternative.

    A Bergamo ci sono stato ed ero con lo striscione “i-talia di merda Secessione” e la maggior parte dei presenti erano entusiasti della scritta per cui la brace secessionista sotto la cenere continua ad ardere anche nella base della lega.

    Padania Libera e Indipendente

    • Rodolfo Piva says:

      Gent.mo sig. Ferdinando

      Lei afferma che “la maggior parte della base leghista è ancora secessionista” ma io nutro qualche dubbio perchè chi è realmente secessionista/indipendentista è antirisorgimentale e quindi dovrebbe rifiutatare in modo categorico che rappresentanti della Lega Nord eletti come sindaci indossino la fascia tricolore (es.: Tosi). Aggiungo che chi è realmente secessionista/indipendentista non si allea con partiti tipo Forza Italia e Alleanza Nazionale che sono l’espressione di un centralismo romano quando non post fascista come Alleanza Nazionale. Il problema vero è che la base leghista è costituita da trinaricciuti ignoranti (molto simili ai militanti del partito comunista) che si sono ben guardati di opporsi alla messa in disparte del Prof. Gianfranco Miglio da parte di quel fulgido esempio di boria e ignoranza a nome Umberto Bossi in arte elettromedico con al seguito l’esercito di leccapiedi romanizzati.
      Cordiali saluti

  24. Riccardo says:

    Se dovessi rispondere superficialmente alla domanda “La Lega Nord è ancora lo strumento adatto per condurre la battaglia per l’indipendenza della Padania?” la mia risposta non potrebbe essere che NO!

    No perchè in più di vent’anni, nonostante momenti particolarmente favorevoli, non è riuscita a portare a casa niente e dico NIENTE! Non vedo perchè debba riuscirci ora.

    No perchè ormai il partito, anche dopo eventuali pulizie di primavera, rimane un organismo tipicamente romano.

    Infine, il più grande no, riguarda il fine stesso. La Lega è nata autonomista e la secessione è stata solo una provocazione. Una provocazione che ha avuto un grande successo tra l’elettorato, meritandosi così di essere inserita nel programma e nel nome del partito.
    Tuttavia resta solo una provocazione, non un reale obbiettivo.

    Detto questo dobbiamo considerare però un altro aspetto. Per quanto riguarda il mio paese, la Lombardia, abbiamo visto che ogni tentativo di creare un’alternativa alla Lega Nord è fallito (almeno per il momento).
    Io sono un elettore disilluso, non voto ne voterò Lega Nord, però è eveidente che nel settore è ancora l’unica voce che conta e non c’è un’alternativa.

    • Rodolfo Piva says:

      Gent.mo Riccardo

      Capisco molto bene la sua disillusione ma perchè non prova ad avvicinarsi ad Unione Padana ? Il movimento sta crescendo ed ovviamente può crescere solo con l’adesione di persone che credono che le condizioni per una trasformazione dello stato itagliota in stato federale ormai non ci siano più, vista la massa di parassiti centro meridionali annidati nei partiti romani, e che quindi non rimanga che l’obiettivo dell’indipendenza della Lombardia attraverso un lungo cammino che porti all’applicazione del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
      Cordiali saluti

      • Riccardo says:

        Sono stato un elettore della Lega Padana Lombardia e un candidato durante la parentesi di Lombardia Autonoma.
        Per quanto disilluso non rinuncerò mai al mio sogno indipendentista, percui gentilissimo signor Piva non si preoccupi, al momento sono proprio vicino all’Unione Padana.

    • Sante says:

      mi scusi, ma l’Art.1 dello statuto della “LegaNord per l’indipendenza della padania” è vergato
      su carta a 2 veli usata ?
      SerenissimiSaluti

  25. alberto says:

    analisi incomplete e piene di pecche, troppo ovvie, contraddittorie e inconcludenti.
    comunque sia la Lega non è un concetto astratto, una regola matematica che funzioni a prescindere dagli uomini, la Lega è quella che c’è con i suoi uomini, quindi è irriformabile, epurino pure, ma alla fine il difetto è nel manico e un Maroni che va in procura a dire che Bossi è stato raggirato è un’altra presa per il c..o.

  26. Daniele Roscia says:

    Chiedo di fare chiarezza, e non aggiungere confusione su confusione, come ha sempre fatto la Lega Nord, con i concetti di federalismo, autonomia, autonomia speciale e indipendentismo. I movimenti indipendentisti: Veneto Stato, Lombardia Stato, Pro-Lombardia Indipendente ed altri non chiedono la riforma dello stato italiano, bensì l’uscita dallo stesso con un referendum. Gli autonomisti come Unione Padana ed altri voglio riformare lo stato italiano, attribuendo maggiore autonomia alle regioni, ed infine i federalisti voglio sostenere un modello italiano piu’ federalista: Bonacchi e altri movimenti. Questi progetti sono profondamente diversi ed alternativi, bisogna essere chiari, perché la confusione non aiuta nessuno e replicare il fallimento della Lega Nord non serve a nessuno.

    • Rodolfo Piva says:

      Gent.mo sig. Daniele

      Solo una precisazione: mi risulta che Unione Padana non ha alcuna intenzione di riformare lo stato itagliota perseguendo l’obiettivo di una maggiore autonomia della Lombardia ma ha come obiettivo l’indipendenza della Lombardia stessa dallo stato italiano.
      Cordiali saluti

      • Giacomo says:

        allora occorre unirsi con gli altri movimenti indipendentisti, mettendo da parte gli screzi personali, e trovando un comun denominatore in pochissimi punti qualificanti quanto inderogabili. Coraggio, polli di Renzo. Fatelo per i vostri bambini che crescono in questo inferno tricoloruto.

      • Gigi says:

        Iniziate a far fuori gente come Arrighini e Bernardelli, vecchi marpioni della politica, ex parlamentari romani e creatori di liste di disturbo, sarebbe un primo passo importante…

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