Autonomia o indipendenza? Un compromesso chiuso al ribasso dalla Lega

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di MARCELLO RICCI –  “Mercoledì mattina firmo il Patto per l’AUTONOMIA a Palazzo Chigi, assieme ai colleghi presidenti del Veneto e dell’Emilia Romagna è un passaggio storico, siamo riusciti a mettere nel Patto le cose che volevamo, in particolare i finanziamenti. Cambia il sistema: maggiori risorse per la Regione, maggiore responsabilità  e vantaggi enormi per famiglie e imprese”.

 E’ quanto  a detto Roberto Maroni dopo la presentazione del ‘Rapporto di fine legislatura’. 
E’ un successo di Maroni e del suo staff . Gli si deve riconoscere la capacità di mediare, trattare e chiudere con il miglior accordo possibile.
La riflessione è sull’accordarsi e sul pretendere. Accordarsi significa mediare, arrivare ad un compromesso. Mediare quando un diritto non è pienamente tale e ragioni e torti non sono facilmente separabili e la cosa più sensata da fare. Nella fattispecie quali sono i torti dei popoli padani che si sono visti assemblare per interessi altrui in uno stato italiano con altri popoli differenti e distanti per storia, cultura, lingua, abitudini?
 Per colmare queste differenze, Il sole delle Alpi è diverso da quello di Napoli, sembrò utile proporre  come correttivo il  federalismo . RIFIUTATO.
Ovvio che i mantenuti, mancando di dignità, della volontà di auto-mantenersi non  lo abbiano escluso. Qui entra in gioco la moderazione, concetto difficile per chi vede il bianco , bianco e i nero, nero. Esiste anche il grigio e sembra avere successo visto che tanti uomini grigi proprio per il loro grigiore hanno potere.
Problema genera problema. Un compromesso chiuso al ribasso, lasci l’amaro in bocca, non chiude il conflitto, lo sospende. Il desiderio di rivalsa diventa desiderio di lotta. Un  accordo  raggiunto oggi esclude una revisione immediato o breve termine. Nell’attesa lo spirito di conciliazione   diminuisce.  La speranza che arde nel cuore è che la fiamma dell’INDIPENDENZA, sia sempre più forte da essere fuoco di potenza e di distruzione di ogni legame subito perché imposto.
Mafia e pizzo sono poteri criminali fortemente condannati da tutti.
Le pretese di assistenza perpetua del meridione italiota possono configurare pretese camorristiche considerato che dalla Cassa del Mezzogiorno in poi tutte le forme di assistenza hanno prodotto solo e sempre altre richieste di assistenza. Assististi per vocazione e professione senza timore di inversioni di tendenza.
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3 Comments

  1. Tutto giusto, infatti questa autonomia sarà il primo passo verso la secessione.
    Con l’autonomia abbiamo rotto il ghiaccio e si potranno chiedere sempre più competenze, inoltre diminuiscono i soldi a disposizione di Roma ladrona che non potrà accomodare i parassiti come faceva prima.
    Nel lungo periodo i parassiti non accetteranno questa situazione e nasceranno delle tensioni che possono portare alla rottura del paese anche se le pecore lombarde continueranno a farsi tosare. Dopo trenta anni di Lega Nord non abbiamo raccolto nulla e l’Italia è più parassitaria che mai. I lombardi NON cambieranno mai ma sarà l’Italia che cambierà spezzandosi.

  2. FIL DE FER says:

    Allora c’è ancora speranza nell’indipendenza se l’italia va in malora ….!!!
    WSM

  3. giancarlo says:

    Qui o si capisce che senza federalismo si muore tutti o nessuno a posteriori si potrà chiamare fuori.
    L’italia può sussistere ancora se adotterà il federalismo caso contrario è condannata al DEFAULT.
    Il voler tirare a campà non paga. Prima o poi il conto arriverà da pagare ed allora tutto andrà in malora.
    La Grecia è lì che ci dice; attenti che al peggio non si comanda. Al peggio ci si arriva quanto meno lo si aspetta. Insomma è chiaro che il debito pubblico è la famosa spada di Damocle su tutte le nostre teste.
    NON DOBBIAMO DIMENTICARLO, MA SOPRATUTTO I POLITICI DEVONO FARE SCELTE COERENTI CON IL SALVATAGGIO DI CAPRE E CAVOLI SENZA I QUALI L’ITALIA NON SARA’ PIU’ L’ENTITA CHE CONOSCIAMO ADESSO.
    WSN

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