Autonomia, così hanno crocifisso la questione settentrionale

nord macro

di RICCARDO POZZI –  Interrogato sull’ennesima fumata nera del decreto sull’autonomia di Lombardia, Veneto e Emilia, il vicepremier Di Maio sputa il rospo e rivela tutta la sua, se va bene, ignoranza e se va male malafede sull’argomento regioni e residui fiscali corrispondenti.
Il dotto ministro ha sentenziato: “ Lo Stato distribuisce alle regioni, se poi qualche regione ha un extragettito (?!?) lo deve condividere con tutte le altre.”
Formidabile. Ha saltato tutta la parte precedente alla redistribuzione statale alle regioni. Le tre regioni che reclamano più autonomia non hanno nessun fantomatico extragettito ma un consistente, incessante, vergognoso residuo fiscale di cui lo Stato si impossessa regolarmente.
Per essere semplici al limite dell’infantile, le tre regioni in questione, ricevono molto meno di quello che danno allo Stato.


Il centro studi del prof. Ricolfi quantificò in 100 Miliardi di euro ogni anno, lo scippo perpetrato ai danni delle tre regioni che spendono meno e lavorano di più, e 50 alla sola Lombardia che produce un quarto di tutto l’export nazionale.


Come facciano i leghisti di oggi a impedire al piccolo Albertino da Giussano di scappare dalle loro giacche rimane per me un mistero della politica, ma ancora più misteriosa è la forza che suggerisce loro di continuare a votare per un partito che, nato proprio per combattere questa precisa battaglia, si trova ora a fare spallucce e a gettare acqua sul fuoco delle già tiepidissime polemiche.


Incomprensibile e imbarazzante, a mio attonito avviso, è la posizione di figure istituzionali come Zaia, Fontana e tanti amministratori della vecchia Lega Nord che dei suoi obiettivi dovrebbero ricordare ancora qualcosina, a meno di subentrate patologie del cognitivo.
Ma io, in fondo, mi chiedo anche come facciano esponenti del calibro di Giorgetti, delle cui parole ricordo molto bene tono e argomentazioni, a ingoiare e far ingoiare rospi di dimensioni più simili a quelle di un dinosauro, mantenendo il suo aplomb alto-varesotto.


Nel caso qualcuno si fosse distratto dal nuovo unitarismo politico e dal rinnovato spirito nazionalista che anima il partitone di Salvini, queste parole del capo dei cinque stelle ricordano a tutti che la questione settentrionale è ferma lì, inchiodata, anzi crocifissa, e senza neanche la tendina della Moretti (che voleva coprire i crocefissi al cimitero per non disturbare le altre fedi, ndr), per mitigare il disagio che i nuovi leghisti potrebbero subire dalla sua vista.

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5 Comments

  1. luca says:

    Beppe Grillo era favorevole all’autonomia e agli Stati Uniti d’Italia :https://www.youtube.com/watch?v=VrhJUKN_9PA&list=UUQMR0q4wNM8Rbe7W0UlX1jg&index=10495

  2. giancarlo RODEGHER says:

    Ormai è chiaro che Di Maio & compagni non sanno più quali scuse tirare fuori per impedire che le autonomie differenziate diventino realtà. L’ignoranza, ma fatemi dire, la loro presunzione e soprattutto il loro ostruzionismo che nella pratica diventano una vera e propria pretestuosità infinita la dicono lunga con chi abbiamo a che fare. Anch’io ho impiegato un po’ di tempo a capire che con questi del M5S non andiamo da nessuna parte. Sono dei veri e propri giacobini e giustizialisti camuffati da puffi.
    Adesso la dico grossa, ma poi non tanto. Se la cosa viene trascinata ancora per le lunghe e non si concretizza allora vi dico che questi del M5S e complice la LEGA stanno mettendo un mattone sopra l’altro affinché l’italia si divida completamente e favoriscono coloro che ormai pensano che solo una GUERRA CIVILE possa risolvere l’annoso problema tra il Nord ed il Sud. I soldi ci sono e tanti e basta un niente ormai affinché ci si arrivi definitivamente. Trovare poi qualche paese estero pronto a sostenere la causa VENETA in primis e forse di altre regioni del Nord non è cosa difficile come possa sembrare.
    Il tempo non lavora in favore né della coesione sociale né di quella nazionale e a roma farebbero bene a riflettere prima di ostentare continue difficoltà e fare peripezie per menare il can per l’aia.

    Questa classe dirigente politica sulle autonomie differenziate è uguale se non peggiore di quella che l’ha preceduta, ma anzi, questo continuo tergiversare e mandare continui messaggi frustranti è identico a quel muratore che mette un mattone sull’altro per costruire un muro, Un muro che alla fine anziché crollare perché le autonomie vengono fatta e bene e come si deve finirà per costituire un muro invalicabile tra Nord e Sud sancendo definitivamente il clima di guerra che si sta propiziando all’orizzonte. Basta sentire cosa si dice nelle osterie, nelle TV locali qui nel triveneto i messaggi SMS durante tali trasmissioni per capire che il clima è già deteriorato e che roma ormai è vista come una matrigna e non come una capitale degna di tale nome. Presumo che se il governo dovesse cadere senza approvare l’autonomia il povero SALVINI, ma anche il povero DI MAIO non credano di avere gli stessi consensi ottenuti in passato, anzi,
    GRANDE NORD ed il PARTITO DEI VENETI che si stanno preparando per le prossime tornate elettorali sono dignitosamente ed autorevolmente i sostituti naturali a movimenti e politici inadatti a ricoprire capire istituzionali perché senza visioni, orizzonti da raggiungere, mancanza di lungimiranza e soprattutto non all’altezza di fare gli statisti ma di essere dei semplici politici alla giornata, come i caporali di giornata che ci sono nell’esercito. Così non si va da nessuna parte e quindi o ci sarà una svolta politica con i nuovi soggetti o ci troveremo difronte un nuovo capitolo nero di questo paese nel quale rimpiangeremo persino le brigate rosse. Perdonatemi se evoco cose molto, molto negative ma se non si capisce che con questo sistema andiamo a sbattere veramente e di brutto allora qualcuno si deve prendere la responsabilità di farlo presente a chi crede che mai nulla possa accadere e che il benessere che ancora abbiamo rispetto a tanti altri paesi al mondo non possa diventare disagio economico inaccettabile a tal punto da cambiare radicalmente le carte in tavola. AI signori politici in carica decidere il da farsi ed che se ne assumano la responsabilità politica e storica.
    WSM

  3. luca says:

    Perchè Salvini non fa cascare questo governo?
    Quanto ancora gliene frega della questione settentrionale?

  4. Vaudano says:

    A me risultava che Ricolfi quantificava lo scippo, ai danni delle regioni a statuto ordinario del nord, in 50 mld: che non era dato dal residuo fiscale, ma dalla quota di questo “immotivata”.

    • caterina says:

      Non credo che ci vai lontano se solo il Veneto lascia un surplus a Roma di venti miliardi rispetto a quello che lo stato spende per quel che gli spetta… Eppure io credo che anche le regioni del sud andrebbero meglio se si governassero in autonomia… É Roma cioè i politici e il centralismo dei ministeri banche e burocrazia che si vedono venir meno il loro potere oggi assoluto se si andasse verso un’affermazione dell’autonomia delle regioni che se vorranno poi si confederano.. e sarebbe tutta un’altra storia che finalmente sarebbe liberta’ dei popoli che si riconoscono tali ….italiani? No, prima siciliani,veneti,lombardi,pugliesi,toscani,sardi…cioe’ persone che hanno radici e crescono tessendo relazioni e rapporti che arricchiscono tutti in liberta’ e consapevolezza…non più schiavi di Roma!

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