Autonomia, Bonomo Presidente Confartigianato veneto: no al ricatto della “compensazione”

federalismo

di AGOSTINO BONOMO – La travagliata vicenda delle tentate ulteriori forme di autonomia per il Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, offre numerosi spunti di riflessione.
Mi limito a pochi tre questi. Il primo riguarda la comunicazione. Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata ma è prevalso un racconto, soprattutto verso il Veneto delle 23 materie, di un presunto egoismo territoriale. Chiedere di gestire competenze su questioni che avvicinano leistituzioni all’utente finale e di vedere nel contempo riconosciuta l’eventuale efficienza realizzata,entrambi indiscutibili, hanno ceduto il passo ad una versione di comodo, una sorta di sola questione di soldi, pretesa che il Veneto vorrebbe imporre a prescindere.

Era evidente, e ne abbiamo avuto conferma, che riordinare i trasferimenti con criteri quali i costi standard, avrebbe toccato rendite di posizione e inefficienze. La paura è stata ed è ancora tale che anche avviare il processo confermando la redistribuzione con i criteri di spesa storica genera un allarme che blocca ogni passo. Anche nel convinto apporto che artigiani e piccole imprese hanno dato alla proposta, non è mai stata messa in discussione la necessità di solidarietà e di un’azioneperequativa. Casomai viene denunciato il tentativo di utilizzare questo principio costituzionale quale alibi per finalità meno nobili di spesa corrente e per l’ennesimo rinvio di serie riforme di governo dellaspesa pubblica.

Il secondo motivo di riflessione riguarda il fatto che, sull’onda del portato della riforma costituzionaledel 2001, siamo passati al secondo tempo del federalismo senza neppure un consuntivo della cinquantennale esperienza delle Regioni a Statuto Ordinario. L’anno prossimo saranno infatti cinquant’anni dall’avvio delle Regioni. Passare ad una fase successiva senza un’analisi sui risultati elimiti della prima stagione di regionalismo, ha di fatto messo in secondo piano, la questione delle competenze tra i due livelli, la questione delle Regioni meridionali e delle Regioni a Statuto Speciale. Questioni irrisolte che, se non affrontate, rendono difficile evitare ulteriori squilibri e non subirne le conseguenze. Va inoltre detto che il nostro federalismo è in parte falso. Senza reale autonomia impositiva e conseguente responsabilizzazione dei decisori della spesa, la ricerca dei responsabili per debiti e inefficienze diventa ardua. Uno degli alfieri del federalismo, il prof Giulio Tremonti, ripetevasovente l’efficace affermazione: vedo, pago e voto; è concetto che si è perso, assieme a tanti altripropositi, con il passare degli anni. Si è invece consolidato il ruolo della Stato esattore, peraltro forte con i deboli e meno con quelli in grado di evadere. Uno Stato pigliatutto e redistributore secondo logiche che sono finite per premiare inefficienze e incrostazioni e rinviare sine die qualsiasi impegno ad invertire la rotta. Quello che, sempre il prof Tremonti, definiva “l’albero storto della finanza decentrata“.

Il terzo motivo riguarda la comparsa del concetto, indigesto e di sapore ricattatorio, della compensazione. Per bilanciare il tentativo di una più corretta redistribuzione e soprattutto di un maggiore impegno nella gestione della cosa pubblica e magari condizionare le Regioni più sfidanti, come lo sono le tre battistrada della richiesta di ulteriori forme di autonomia, le Regioni meridionali, ben spalleggiate da forze politiche del tutto trasversali, hanno chiesto un ulteriore incremento del fondo di perequazione. Come dire, care Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna…voi fate pureefficienza e ciò che risparmiate noi lo destiniamo a rafforzare privilegi, spesa corrente, inefficienze. Una autentica beffa, ovviamente indigeribile; confido che nessuno dei tre governatori finisca per accettare, magari per sfinimento, un simile scambio. Anziché affrontare la questione della qualità della spesa pubblica, della semplificazione dell’apparato pubblico, della riduzione dei costi eliminando sprechi e inefficienze si finisce per dividere ancor più il Paese, tra nord e sud e, all’interno delle stessedue aree, tra chi lavora e produce e chi invece intende continuare a godere di rendite e parassitismo. Non meravigliamoci poi se una simile situazione finirà per produrre, da un lato ulteriore sfiducia nellapolitica e, dall’altro, l’accensione di nuovi rancori; tutto ciò proprio nel momento in cui vi è bisogno dicondividere una nuova idea di futuro nella quale credere e riconoscersi.

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4 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    MI PERMETTO DI TRASMETTERE IL MIO COMMENTO SUL ” IL GIORNALE” Sulle dichiarazioni di CONTE :
    Dispiace non poter essere d’accordo con Conte e Di Maio. Le autonomie differenziate servono per stimolare i responsabili politici delle regioni ad essere più efficienti, competitivi con le altre Regioni e soprattutto non dei cialtroni o mafiosi come dimostrano i fatti specie nel Sud Italia. Gli art. 5 e 116 parlano chiaro. Le autonomie sono previste dalla costituzione e non si possono negare. La famosa solidarietà non può essere intesa anche come procurati danni alle regioni che più la esercitano in favore di altre. Sulla stanza di compensazione, o fondo perequativo…..ma stiamo parlando di pizzo dello Stato?! L’autonomia serve proprio a permettere alle regioni più virtuose e meglio amministrate di poter ottenere dei risparmi e rimetterli in circolo nella loro regione al fine di ulteriormente migliorarla in favore dei cittadini. Chi non vuole questo è perché pur di non perdere l’assistenzialismo che per 150 anni ha goduto senza che i meridionali se ne accorgessero…. adesso vuole imbrigliare le regioni del Nord procurando un danno generale. Voler sottrarre alle regioni virtuose anche l’eventuale risparmio ottenuto vuol dire praticare un pizzo di Stato. Vuol dire essere mafiosi, vuole dire praticare sistemi di cui la costituzione non parla e cita da nessuna parte. Se poi anche i politici si mettono come i giudici ad interpretare le leggi anziché applicarle…allora… ultimo e poi mi taccio qui il problema non sono i soldi per il Sud, ma i politici meridionali i quali da veri cialtroni, mafiosi e forse anche fannulloni interpretano a dovere la filosofia meridionale. Sono degli incapaci e se non lo sono veramente non capisco come mai il Sud è tenuto da sempre in un stato pietoso in vari settori. Poi ci sono coloro che disertano il lavoro timbrando i cartellini etc..etc..etc… se le autonomie non vanno in porto vuol dire che l’italia andrà in DEFAULT è solo questione di tempo….ricordatelo !!! BASTA freni, palle al piede, manfrine, impuntamenti le briglie devono essere sciolte per permettere ai cavalli che ancora posso correre di correre….chiaro il concetto? A cosa servite politici, laureati, masterizzati, colti, se non avete il coraggio di porre nuove basi, nuove iniziative e vi attaccate solo al potere o al voglio decidere io ?” VEROGOGNATEVI A BASTA. WSM

  2. giancarlo says:

    Roba da matti, anzi da stronzi ripieni di arroganza del potere.
    Ma come, se una regione per propria capacità e bravura riesce a gestire la scuola meglio e quindi risparmiare qualche milione di euro gli stessi dovrebbero andare ad un fondo di perequazione e mettere a disposizione di tutte le altre regioni questi soldi ??????
    Ma signori qui siamo difronte a dei mafiosi che vogliono approfittare di soldi risparmiati da altri e pretendere il pizzo sui meriti e le capacità di altri. E’ la stessa cosa di quando i mafiosi pretendono soldi da negozianti o attività economiche solo perché esistono ed operano.
    Dove sta la differenza??????????? A mio parere non c’è alcuna differenza.
    Se ne rendono conto i signori DI MAIO, CONTE & C. ????
    LO SCHIFO CONTINUA………….!!!!!
    WSM

  3. FIL DE FER says:

    Mi chiedo a cosa servano parole chiare, concetti incontrovertibili, mitezza di parole,etc.. contro stoltezza, mancanza di lungimiranza e via dicendo.
    Lo Stato Italiano così come lo vogliono certi politici è destinato a fare la fine della Jugoslavia.
    Lo stiamo vedendo anche con le votazioni al Parlamento Europeo.
    Possibile che la stupidità o forse meglio dire la prosopopea e anche la prepotenza camuffata da dichiarazioni che certi politici meridionali fanno di continuo sulle autonomie possa non essere foriera di scontri frontali tra Nord e Sud ??!! E’ il Sud che ha già dichiarato guerra al Nord. Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome.
    Il Nord è sempre stato moderato, accorto, laborioso, generoso sino ad accettare un assistenzialismo malsano ed inutile. Oggi non se ne può più di una politica di tal genere ed anche il Nord ha il diritto non solo di dire la sua ma di forzare le cose perché è lui a sostenere il peso di questo paese nato male e che probabilmente finirà peggio se non cambierà mai nulla.
    A roma, l’ho scritto tante volte ,non hanno la sensazione che le cose potrebbero precipitare. Eppure se qualcuno studiasse la storia si accorgerebbe di tanti eventi storici che nessuno avrebbe mai pensato potessero accadere ma che poi accaddero veramente ad iniziare dalla rivoluzione francese, alla guerra civile americana, alla disgregazione della Jugoslavia, ai fatti della Catalogna e alla galera di politici catalani di una gravità inaudita anche a voler essere buoni con le parole. La Turchia che sta tradendo la NATO……etc… il prossimo fatto o evento incredibile quale sarà ???
    Facciamoci gli auguri che la ragione, l’intelligenza e la buona volontà l’abbiano vinte su certi politici inadeguati così eviteremo derive che mai avremmo pensato potessero accadere.
    WSM

  4. giancarlo RODEGHER says:

    Mi permetto inviare copia del messaggio inviato al Presidente Conte su Facebook: Testo “Egr. Presidente, ho udito le dichiarazioni di DI MAIO e della LEZZI sulle autonomie e devo concludere ciò che ho già scritto su Facebook ad altri responsabili che stanno trattando sulle autonomie differenziate. Testo: ” quando parla DI MAIO sulle autonomie deve sapere che i Veneti in particolare dicono che le sue dichiarazioni sull’autonomia, come ha fatto anche la Lezzi, sono semplicemente delle ammissioni di colpa o meglio di incapacità dei politici meridionali a stare al passo con la modernità ed il progresso e hanno paura ed incapacità di accettare la competitività tra regioni per paura che il divario si allarghi ulteriormente dall’attuale. Ciò non solo è inaccettabile ma dimostra chiaramente l’inadeguatezza dei personaggi del M5S. Partito che mi auguro scompaia velocemente dal panorama politico italiano. D’altronde i partiti esistenti sono l’immagine dei cittadini italiani ed il M5S rappresenta benissimo i meridionali i quali vogliono solo assistenzialismo a buon mercato e di tirarsi su le maniche non ci sentono. Stare nel Palazzo non aiuta nessuno di Voi ma è certo che i cittadini provano disgusto per questo tira e molla da oltre un anno sulle autonomie solo perché qualcuno o in diversi del Governo non vogliono mollare potere al centralismo romano. Anche le votazioni al Parlamento Europeo hanno dell’incredibile italiani contro italiani, siamo già alla guerra civile non dichiarata ma latente come non mai. Sarebbe ora che prendeste tutti coscienza che questa italia non andrà da nessuna parte se non creando autonomia, competitività e responsabilità nelle regioni italiane che lo vogliono, Le altre dovranno accettare le nuove condizioni se vorranno che il paese possa continuare ad “aiutare”…meglio dire a regalare a fondo perduto risorse che meglio sarebbe spendere in opportunità di sviluppo. Aggiungo che queste regalie non potranno più essere come in passato continue e largheggianti ma al contrario una tantum e di importi inferiori controllando dove vanno spesi con asburgico controllo. WSM fine testo.
    CONCORDO PIENAMENTE SULLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE BONOMO CHE FINALMENTE HA ESTERNATO UN GIUSTO E PUNTUALE, QUESTA VOLTA , MESSAGGIO DENUNCIA.
    WSM

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