UN’INIZIATIVA UTILE E’ ISCRIVERSI ALL’ANAGRAFE VENETA

di ANDREA LUNARDON*

Vorrei rispondere all’atricolo di Sandro Migotto “I VENETI PRENDANO L’INIZIATIVA. COI MOVIMENTI NON SI VA LONTANO” per dare le mie impressioni sull’incontro di Jesolo ed invitare lui, e tutti gli indipendentisti veneti e lombardi ad iniziare a partecipare all’autogoverno del proprio territorio prendendo l’iniziativa di partecipare alle istituzioni di autogoverno già esistenti.

Sandro è un indipendentista che, come me e molti altri, ha speso molto del suo tempo nel tentare di comprendere quali fossero i diversi percorsi proposti e le differenze tra i diversi movimenti/partiti che si proclamano indipendentisti. Ha anche perso molto tempo nel cercare di riunire i diversi gruppuscoli su un progetto comune, o almeno di creare confronti costruttivi che potessero essere utili a tutti, come il sottoscritto. A mio avviso, nel suo articolo dimostra di aver compreso bene la situazione confermata dall’incontro di Jesolo: in generale non ci sono state proposte rivoluzionarie ed anzi, molte proposte inutili, irrealizzabili per legge, basate su non si sa bene che principi. Rimane da sottolineare, però, che si poteva ben prevedere un risultato di questo genere: noi dello Stato delle Venezie (autogoverno del popolo veneto statoveneto.net) abbiamo cercato per anni di spiegare a tutti gli altri movimenti/partiti che si presentavano alle elezioni italiane con strutture tradizionali che “per legge”  loro non possono in nessun modo con quelle strutture organizzative e rappresentative essere utili ad un popolo differente da quello italiano. Eppure la nostra ricerca di confronto non riceve risposta: non vogliono confrontarsi. Forse sanno di sbagliare ma non lo vogliono ammettere? O sanno di sbagliare e sono in malafede?

Ebbene, a Jesolo si è dimostrato che i partiti/movimenti venetisti non solo non hanno ottenuto nessun risultato negli ultimi anni, ma non hanno nemmeno delle proposte serie e legali per il futuro. Sandro nel suo articolo parla di referendum tramite i comuni, dei caregari, del diritto di conquistarsi la libertà solo dopo l’aver terminato le strade legali. Tutto vero e concordo. Ma devi sapere Sandro, come dovrebbero sapere tutti coloro che vogliono essere parte attiva nella liberazione del proprio popolo, che sia per fare dei referendum locali validi allo scopo sia per poter completare tutte le vie legali e pacifiche è necessario operare utilizzando delle istituzioni alternative a quelle dello stato italiano.

Queste istituzioni sono nate, per il popolo veneto, nel 1999 e fino ad oggi hanno dimostrato anno dopo anno di essere uno strumento di rappresentanza alternativo a quello italiano, legale e più che funzionante. I risultati giuridici e le sentenze ottenute da questo progetto nato dall’intuizione di Loris Palmerini hanno cambiato la struttra giuridica in cui tutti gli indipendentisti si trovano ad operare, o meglio, la hanno definita, e pur essendo disponibili pubblicamente a tutti gli altri indipendentisti veneti, questi non solo non ne prendono atto, ma nemmeno li discutono o li leggono. Ne deriva una ignoranza generale che porta riproporre da 10 anni dei progetti o delle organizzazioni che sono solo dei minestroni scaldati inutili alla causa che non fanno i conti con la realtà giuridica attuale, cambiata molto dagli anni Novanta.

Chiediamo quindi a Sandro e a tutti coloro che vogliono conoscere davvero le regole con cui siamo costretti a giocare di contattare le istituzioni dello Stato delle Venezie (statoveneto.net), il partito italiano collegato “Venetie per l’Autogoverno”. La proposta di Loris Palmerini della causa internazionale per la restituzione della sovranità del Lombardo-Veneto è un atto dovuto: è un passo che dobbiamo compiere per poter dire di aver percorso tutte le vie legali, ma non è strettamente necessaria perché l’indipendenza si potrebbe ottenere anche in altri modi, ma sempre utilizzando le istituzioni di autogoverno! Servono degli anni, ma dobbiamo farlo. Nel frattempo ci sono molte cose che potremmo fare sempre solo attraverso le istituzioni di autogoverno veneto: moneta locale, banca pubblica locale, ma ovviamente dobbiamo essere in tanti, e dobbiamo sapere, conoscere alla perfezione la situazione giuridica: il campo di gioco, l’arbitro, come si segna un gol, quanto durano le partite.

I tribunali italiani non hanno saputo dimostrare di avere la giurisdizione sul territorio lombardo-veneto, né essere in grado di rispettare i diritti  linguistici e nemmeno che le nostre istituzioni sono illegali o illegittime.  Ora nel 2012 il nostro ricorso è arrivato in Corte Europea dei Dirirtti dell’Uomo che si ritrova una patata molto bollente: confermerà i vuoti e i controsensi dei tribunali italiani, ci dimostrerà che abbiamo torto in maniera seria e motivata, o ci darà ragione?  Credo che tutti gli indipendentisti veneti che si possono considerare tali dovrebbero essere a conoscenza del nostro ricorso nei particolari, invece nessuno è disposto ad ascoltare.

Dovremmo essere tutti uniti, già oggi, alle porte della Corte Europea, e invece non ne vogliono parlare. Chi volesse conoscere ed aiutare l’unico progetto che risponde in maniera seria alle domande: chi è il popolo veneto?; chi rappresenta giuridicamente il popolo veneto? e che continua a conquistare la libertà del popolo veneto con metodo, ci contatti.

Come ha detto Sandro: i Veneti prendano l’iniziativa! e ache tu, Sandro, prendi l’iniziativa, isriviti all’anagrafe del popolo veneto e aiutaci ad organizzare con metodo (legalmente in nome del popolo veneto) quei referendum locali di cui hai parlato.

Serenissimi saluti a tutti i lettori de L’Indipendensa

*Presidente Assemblea del Popolo Veneto

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7 Comments

  1. ma quanti partiti o movimenti gai l’anagrafe … stato veneto del avv Selmo … stato veneto de Palmerini … questi sopra .. ghene altri ? … la storia la deventa ridicola …. NO CI RESTA CHE PIANGERE …WSM

  2. gigi ragagnin says:

    credo sia necessario un articolo esplicativo della faccenda.

  3. gigi ragagnin says:

    mi piacerebbere conoscere nei dettagli l’iter della vostra iniziativa alla Corte Europea, e come me moltissimi altri.

  4. sandro Migotto says:

    amico Andrea. Non ho nessun problema ad iscrivermi alla anagrafe veneta.. anzi speravo che essendo veneto da parecchie generazioni, di essere iscritto d’ufficio…. Stai certo che lo faro’.

    come ho gia’ fatto tempo addietro, nei limiti temporali (anch’io lavoro… e purtroppo faccio una fatica boia ad incassare..) non ho nessun problema ad inviarvi la documentazione necessaria per creare i comitati comunali e fare le dovute richieste….

    Questo articolo dimostra, sen non altro, aldila’ della bonta’ delle iniziative che ogni gruppo propone, che si puo’ lavorare, per il bene del Popolo Veneto comunque assieme.

    finalmente si parla di collaborazione.

    Questo peraltro era nello spirito e nelle intenzioni del mio articolo.

  5. tiziano says:

    Presa visione del documento presentato da Movimento Libertario, consideriamo quanto segue.

    Prendiamo atto che Movimento Libertario fonda la propria natura su una precisa ideologia politica: indipendenza. Ma quali sono però i criteri che contraddistinguono – concretamente – tale termine? E soprattutto, quali quelli del progetto per la concreta attuazione di tale obbiettivo?

    Una definizione assolutamente necessaria a nostro avviso, in quanto vediamo in Movimento Libertario un possibile canale di unione tra i diversi movimenti, così come un punto di frattura qual’ora non si definisse con assoluta precisione un processo di lavoro chiaro e dettagliato. Da qui riteniamo importante che sia definito da subito uno “strumento provvisorio per la strutturazione dei lavori iniziali”.

    Per noi un governo provvisorio o assemblea, che rappresenta l’unica struttura capace di non escludere alcun partecipante ne percorso – in particolar modo quello politico elettorale (anzi, se ne fa portavoce e garante di diritto). Diversamente, ogni altra assemblea non rappresentativa potrebbe essere limitante nei processi o nei percorsi, se non addirittura una prima causa di esclusione dei movimenti che potrebbe sfociare, anche, nel fallimento dell’intero progetto.

    Riteniamo corretto credere, quindi, che il progetto di indipendenza più concreto si rifaccia nell’insieme di due macroaree: da una parte un percorso che accolga il consenso politico- elettorale del popolo; dall’altra la rappresentanza da parte di istituzioni effettivamente riconosciute dal popolo.

    Premesso che riconosciamo a Movimento Libertario di essersi sempre espresso nella difesa dei diritti civili e amministrativi, possiamo credere che l’accettazione del diritto di popolo, su cui fonda l’essenza del diritto alle proprie istituzioni, possa essere il collante delle due macroaree. Certamente la componente politico-elettorale potrebbe andare ad esaurirsi all’interno del concetto dell’istituzione di autogoverno – da cui tra la più concreta espressione di indipendenza del popolo. E quest’ultima avrebbe così la capacità effettiva di essere determinante nell’esplicazione e nella ricerca del diritto di autodeterminazione dei popoli, internazionalmente riconosciuto.

    E’ importante capire che l’istituzione trae vantaggio in consensi dall’area politico-elettorale, che quindi deve alimentare e non soffocare. In poche parole il ruolo delle istituzioni del popolo veneto e della componente elettorale è quello di convergere le adesioni del popolo allo scopo in una unica struttura politica e amministrativa, così come proposta da Movimento Libertario in cui la protesta fiscale – così come da voi già espressa – troverebbe nelle istituzioni una piattaforma di solido appoggio o, anche, nuove possibilità.

    Ci preme sottolineare, in relazione al terzo e condiviso processo indipendentista – referendum, come proposto dal movimento a cui fa capo Fabrizio Dal Col – come questo strumento possa essere privo di utilità se incapace di far seguire un processo internazionale certo.
    Un po’ come è stata la conosciuta risoluzione 42 del 22 aprile 1998 (Liga Veneta): uno strumento certamente utile per un percorso giuridico, latente, e oramai completamente abbandonato da Lega Nord che non è riuscita ad integrare il percorso giuridico a quello elettorale. I risvolti di tale mancanza sono facili da individuare: si è persa l’occasione di trasformare la regione Veneto nel primo, effettivo, tassello del più complesso puzzle della “Padania”.

    Questo considerato, riteniamo utile l’individuazione di un portavoce con specifiche e chiare mansioni. Va detto pero’, come tutti sanno, che le prime fasi di un processo possono essere determinati nel buon esito del progetto. E’ quindi importante che il portavoce si muova all’interno delle possibilità e degli scopi definiti in un primo documento di intenti, che si deve esprimere soprattutto sulla possibilità di estendere, a più persone possibili, l’invito ad una vera e propria fase costituente del progetto. E’ chiaro che questo primo documento deve contenere la definizione di promozione di entrambe le macroaree, sopra citate. E in questo, come Forum dei Veneti, assicuriamo la nostra massima partecipazione e promozione.

    Come Forum dei Veneti condividiamo appieno il progetto “Un nuovo progetto per la restaurazione marciana” promosso dal Comitato Ultimi Veri Venexiani. Un progetto corretto, a cui osserviamo però la sola mancanza dello strumento di concretizzazione che noi, come già detto, ravvediamo nell’implementazione delle due macroaree.

    • Leonardo says:

      Grazie.

    • caterina says:

      Voi tutti autori e commentatori che siete esperti di strategie, percorsi legittimi e non, e pubblicistica informativa, trovatevi e concordate insieme le tappe: fatecele sapere e concretamente diteci cosa dobbiamo fare noi tutti che ascoltiamo la radio, vediamo le televisioni e, chi si chi no, frequentiamo il computer.
      Facciamo voti …e restiamo in attesa!
      Ma, se ci riuscite, fate presto!
      (e chiedeteci allora da 5 a 50 euro da versare col telefono a mo’ di contributo spese, ma è anche una prima maniera per contarci…)
      caterina

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