Auto, migliorano le vendite. Ma il 75% sono auto usate

di REDAZIONE

Timidi segnali di ripresa anche dal settore dell’auto. A febbraio, infatti, le immatricolazioni sono aumentate dell’8,59%, rispetto a un anno prima, con 118.328 autovetture. Il dato di febbraio, spiega il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e’ migliore anche rispetto a quello di gennaio quando erano state immatricolate 118.172 autovetture (+3,57% rispetto a gennaio 2013, durante il quale ne furono immatricolate 114.104). Sempre il mese scorso sono stati registrati 353.242 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con una variazione di +2,87% rispetto a febbraio 2013, durante il quale ne furono registrati 343.403 (nel mese di gennaio 2014 sono stati invece registrati 360.050 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con una variazione di -2,73% rispetto a gennaio 2013, durante il quale ne furono registrati 370.141).

Nel mese di febbraio 2014 il volume globale delle vendite (471.570 autovetture) ha dunque interessato per il 25,09% auto nuove e per il 74,91% auto usate. Nel periodo gennaio-febbraio 2014 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 236.500 autovetture, con una variazione di +6,02% rispetto al periodo gennaio-febbraio 2013, durante il quale ne furono immatricolate 223.067. Nello stesso periodo di gennaio-febbraio 2014 sono stati registrati 713.292 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con una variazione di -0,04% rispetto a gennaio-febbraio 2013, durante il quale ne furono registrati 713.544. Il dato italiano spicca anche in raffronto a quello degli altri principali mercati europei. In Francia infatti il mese scorso le vendite di auto sono diminuite dell’1,4% a 141.300 unita’, interrompendo una serie positiva che durava da 5 mensilita’.

In Germania salgono del 4% (meno dell’Italia) con 209.400 immatricolazioni mentre la Spagna fa meglio di noi con un +17,8% (68.763 le auto immatricolate) anche se il balzo e’ legato al programma di incentivi per le rottamazioni varato dal governo. I diretti interessati, in ogni caso, predicano cautela. Secondo Federauto non bisogna parlare di ripresa: “Non chiamatela cosi’. Sarebbe quanto mai inopportuno”, afferma Filippo Pavan Bernacchi, presidente dell’associazione. “Il dato di febbraio – aggiunge – e’ influenzato dal confronto con il pessimo risultato dello scorso anno che, lo voglio ricordare, con 108.963 pezzi aveva fatto segnare un -17% rispetto al febbraio 2012. Ammesso e non concesso che il 2014 possa esprimere un incremento annuo attorno all’8%, chiuderemmo con 1.400.000 immatricolazioni. E dalle 1.300.000 immatricolazioni del 2013 non cambierebbe nulla. Sono numeri di totale depressione, asfittici, che ci relegano a una posizione che non ci appartiene”. Un po’ piu’ ottimistico il commento dell’Unrae secondo cui “qualcosa si muove” e il settore guarda con speranza al nuovo governo. Anche per l’Anfia “si tratta di un altro piccolo segnale di ripartenza, il terzo consecutivo. Speriamo che questo segnale si rafforzi nei mesi a venire, fino a chiudere il 2014 finalmente in positivo, dopo 6 anni di perdite”.

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