Auto, il bancomat dello stato ladro. In Italia le più alte tasse europee

di GABRIELE BARELLO

L’automobile ha ormai una lunga storia alle sue spalle, di quasi 140 anni. Poco meno di quella unitaria italiana fallimentare, che ne ha ben 150 di anni. Ormai da quando nel lontano 1882 Albert De Dion, guidò la vera prima auto a vapore, l’auto è entrata a far parte integrante della vita di tutti i giorni. Etimologicamente parlando, “automobile” deriva dalla stessa accezione dal francese “automobile” (pronuncia: “otomobìl”), composto a sua volta dal greco “ αùτός” (pronuncia: “autòs”), “stesso, di sé, da sé”, e dall’aggettivo latino “mòbilis”, “mobile, che si muove”, pertanto con il significato “che si muove da sé”. L’automobile come mezzo di locomozione, per trasporto di persone e/o merci ad uso privato è nato dunque in Francia. Oggi ne siamo praticamente pieni, ovunque ci giriamo l’auto è protagonista assoluta dello scenario. Ne esistono ormai circa 2.200 modelli diversi tra cui scegliere, e con ben 8 tipi diversi di carrozzeria, dalla berlina passando per la coupé, e per finire con le famigliari (o Station Wagon per i puristi…). Anche l’auto, soffre ugualmente di questa crisi, e parecchio direi.

Non lo nego, fin da piccolo ero un appassionato cronico d’auto (prometto che cercherò di essere imparziale nell’articolo). Mi ricordo che la mia passione sbocciò proprio quando il padre di un mio amico d’infanzia, mi portò per la prima volta a Monza ad un evento sulle Ferrari all’omonimo autodromo. Fu un autentico idillio di rombi di motori e gomme fumanti e potete ben capire che per un bambino di 12 anni fu una gioia immensa. Da lì mi innamorai delle auto e delle Ferrari in particolare, quegli autentici capolavori che vengono ancora oggi prodotti a Maranello, in provincia di Modena. Avevo detto al padre del mio amico “un giorno ne voglio una anche io di quelle…”, chissà se quel sogno si avvererà.

Tornando alla questione dell’articolo, cioè a questioni ben più serie, che la riguardano, oggi mi pongo numerose domande su di essa… tra le tante mi chiedo assiduamente “come viene trattata oggi l’auto?”, “che influenza ha oggi la parte fiscale nelle politiche nazionali ed internazionali?”, “come migliorare l’attuale pessima situazione nella quale l’auto ed il suo mercato derivato si trovano?”.
Rispondendo in ordine partirei dal primo quesito… oggi l’auto non è decisamente trattata bene. Anche se è pur vero che il numero di club dedicati e di appassionati è in forte crescita negli ultimi anni (+117% nel solo periodo 2008-2011…), non sembra che i governi facciano altrettanto in questo senso. Gli ultimi 15 anni di politiche in tal senso, ne sono un lampante esempio. Non tengono conto che l’auto non è solamente una scatola di metallo a quattroruote, ma anche una passione. Oggi tenersi un’auto, anche una sola, è diventato un autentico lusso in tutto e per tutto. Notate che non ho messo lusso tra virgolette volutamente, perché tale è. La maggior parte della gente usa ed ha necessità dell’auto, principalmente per lavoro e per la scarsità di mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro stesso. L’auto di per sé, figura al 2° posto dopo la casa, tra i principali campi d’investimento degli italiani, addirittura davanti a famiglia e lavoro (rispettivamente al 3° e 4° posto…). E lo stato ladro italiano pare averlo capito per intero. E siccome un gabelliere e parassita in quanto tale non si smentisce mai, l’Italia figura come il paese d’Europa con la più alta tassazione in assoluto sull’auto. Attenzione, non tra i paesi, ma il paese con la tassazione più alta… in tal senso non ci supera nessuno. E’ un triste e vergognoso primato. Ogni anno tra accise sui combustibili e tasse varie, ogni famiglia italiana spende (o meglio quando sono soldi che vanno allo stato, butta nel cesso…) qualcosa come quasi 3.200 euro l’anno (dati del 2011…) solo sull’automobile, una automobile. Ed ogni anno tale spesa aumenta sempre più… sarebbe ora di darci un taglio netto.

Insomma ci siamo capiti, l’auto è ormai un bancomat dello stato gabelliere e mafioso. Ma ogni anno non basta più ormai. Quando ogni governo deve aumentare le entrate, indovinate chi va a colpire per primi? Gli automobilisti naturalmente! Gli piace vincere facile a quanto pare. Ma si dai, qualche centesimo sulla benzina di qua, qualcheduno di là sul gasolio, per guerre e terremoti et voilà… l’introito è garantito! Nelle varie manovre economiche, fatte da questi autentici incapaci e massonici al governo, nell’80% dei casi gli introiti fiscali giungono a pioggia da chi usa ed è proprietario di un’auto. Una vera e propria persecuzione! Insomma errare è umano direte voi, perseverare diabolico. Difatti loro sono diabolici e perseverano negli errori! Dopo che il signor Berlusconi ha introdotto nel precedente governo la nuova imposta IPT (l’Imposta di Trascrizione…), non più fissa ma variabile in base ai kW di potenza emessa dal motore dell’auto, una tassa che colpisce principalmente il nuovo e dopo aver introdotto l’odiato e famigerato Superbollo sulle auto con più di 225 kW pari a 306 CV circa (a suo tempo, ora addirittura ridotto a 185 kW pari a 250 CV circa dal genio Monti…), quando nella campagna elettorale del 2008 aveva detto a chiare lettere di volerlo abolire, a parer mio giustamente (la solita promessa mai mantenuta, dai fantocci circensi dei nostri politici…), oggi davvero possedere un’auto è diventata una frustrazione degna della peggior seduta da uno psicologo.

Ma tutto ciò avviene solamente nel comico paese chiamato Italia. Immaginiamo difatti che vi siate innamorati della prima Ferrari a trazione integrale della storia, la FF (acronimo di Ferrari Four…), e che moriate dalla voglia di provarne ed acquistarne una. La sua carrozzeria ShotingBrake stile Bmw Z3 Coupé vi ha fatto impazzire al pari del sound e delle prestazioni del suo V12 da 660 CV. Ecco prima di tutto è meglio se non siate nati in Italia, seconda cosa se lo siete nati ed ormai è tardi per poter rimediare… è meglio che rinunciate fin da subito al vostro amato acquisto. Come mai? Vediamone subito i perché.

Appena entrate in una concessionaria Ferrari di questi tempi, innanzitutto vi stenderanno un bel tappeto rosso al vostro ingresso, dato che in Italia grazie alle tasse del nano prima e di questi eruditi bocconiani intelligenti poi, la Ferrari sta rischiando di scomparire dal mercato italiano (-38,7% di immatricolazioni da Ottobre 2011… da Maggio 2011 -57,4% da 350 vetture a meno di 150 immatricolate fino a Maggio 2012…), dunque vedere un compratore di auto simili oggi, è come veder passare un cammello in centro a Milano. Inoltre se volete permutare un’eventuale vecchia Ferrari in vostro possesso, vi diranno subito di no, per ovvie ragioni. Piuttosto vi proporranno forti sconti sul nuovo, specialmente quello già presente in concessionario, full optional (per ragioni dimostrative…) e quindi soggetto a forti svalutazioni nel breve termine. Immaginatevi la scena… lunghe trattative, i venditori dopo pochi minuti non sanno già più che pesci pigliare, la situazione degenera… alla fine a meno che non siate miliardari e fatti i necessari due conti rapidi, decidete che oggi è meglio non fare acquisti del genere. I venditori ne escono sconfitti per l’ennesima volta, e cosi le loro auto che giacciono ancora lì parcheggiate, come del resto altre circa 375.000 loro “colleghe” sopra i 185 kW, nei parchi auto del nuovo ed usato in Italia… invendute per impossibilità fiscali. Per Ferrari la situazione è forse leggermente migliore rispetto alle altre… perché grazie alla notorietà del suo marchio, ormai conosciuto in tutto il mondo, ed ai nuovi mercati asiatici emergenti e non solo, riesce a sopravvivere grazie al mercato estero appunto.

Tale formula non può valere per altri marchi, com’è ovvio. Nel 2011 solo Ferrari e Lamborghini grazie al mercato estero ne sono usciti di poco in attivo. Tutti gli altri, quindi immaginatevi quanti, ne sono usciti con le ossa rotte. Insomma nel mercato italiano è impossibile vendere auto sportive, e lo dice pure Loris Casadei, presidente aggiunto di Porsche Italia ex presidente Unrae. Egli afferma: “Oggi in Italia sperare di vendere un’auto un po’ più sportiva, è un’impresa suicida. Porsche a malapena sopravvive grazie ai costi non esagerati dell’usato ed alle potenze non troppo elevate. Questo governo sta facendo follie e presto se ne pentirà e dovrà tornare presto sui suoi passi…”. Tornare sui loro passi? Questi qua? Caro Loris, non ci sperare tanto. Intanto Porsche nel 2011 aveva fatto registrare un calo del 20,4%. Nel 2012 fino ad ora, a metà anno la situazione è già tragica (-23,7% a Maggio 2012…) ed a meno che si redimano quelli che stanno al governo (cosa alquanto improbabile, anzi certamente impossibile), a fine anno sarà una valle di lacrime. E non solo per loro. Altri dati? Mercedes -17,8%, Bmw -15,6%, Fiat -32,4%, Alfa Romeo -19%, ecc… (dati rivista “Auto” mese Dicembre 2011…) insomma c’è ne per tutti. Non c’erano flessioni di tale portata dal lontano 1992, anno della famigerata supertassa sui diesel, quando si credeva che i loro fumi inquinassero come il carbone o peggio. Come al solito, tasse inutili fatte da ignoranti per fare solo cassa. Poi è arrivato il Dpf, il famoso filtro antiparticolato e tutti zitti di nuovo. Oggi si è scoperto grazie all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che i loro fumi sono cancerogeni, poco meno. Chissà che altra tassa s’inventeranno oggi (premetto che sono un amante dei benzina, con tutti i loro pro e contro…).

Ma oggi che influenza ha la parte fiscale sull’auto in Italia? E all’estero? C’è anche un’influenza ideologica in tutto ciò? Tutto ciò lo vedremo nella seconda parte dell’articolo.

(1 – continua)

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3 Comments

  1. Mauro Cella says:

    Il motivo per cui si colpisce l’auto e lo stesso per cui si colpisce la casa (non dimentichiamo gli aumenti di gas ed elettricità, l’IMU, l’obbligo di certificazione energetica etc): non la si può nascondere.
    Se io del denaro posso convertirlo in contanti, nasconderlo chissà dove e lo Stato non lo trova più.
    Se ho dell’oro posso nasconderlo e non lo trovano più.
    Se ho un’attività posso fare un pò di nero coi clienti e fornitori di cui mi fido (non che lo consigli, specialmente visti i tempi che corrono).
    Ma casa ed auto non li si può nascondere: per ogni abitazione abusiva o auto intestata a prestanome ce ne sono migliaia per non dire decine di migliaia in regola, alla mercé dello Stato. La realtà è questa.
    Tutto il resto è luci e suoni, e la gente ci casca ancora.

  2. Giuseppe says:

    Siamo i testimoni di una discesa incontrollabile per non dire ” tracollo “, ma una soluzione ci sarebbe, almeno fino a quando realmente non ci svincoleremo dal petrolio e tutto quello che ne deriva per avere la nostra mobilità. Sarebbe utile invertire la tendenza in Italia degli acquisti diretti come proprietari e diventare fruitori di un servizio di noleggio. Le compagnie assicuratrici e le società di noleggio, trattandosi di fare su scala nazionale le offerte, queste sarebbero di sicuro imbattibili e allettanti per chi sottoscrivesse tale formula, sapendo di variare auto presto e senza aggiunta di spese per la gestione . Le compagnie, rivolgendosi a centri fiduciari e togliendo indennizzi ai guidatori ( se non casi speciali ), si registrerebbero meno frodi alle assicurazioni con abbassamento del premio e di conseguenza il costo del canone mensile. Le Ferrari potrebbero diventare come le barche, con multiproprietari etc. Grazie.

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