Auto: a settembre +5,3% in Europa. Calano solo Italia e Germania

di CLAUDIO PREVOSTI

A settembre il mercato dell’auto in Europa torna su e segna la migliore performance finora registrata nel 2013. A renderlo noto sono gli analisti della LMC Automotive, che stimano in Europa occidentale 1.132.591 di nuove immatricolazioni, in rialzo del 5,3% rispetto ad un anno fa. Un dato che fa seguito al -5,3% (a 632.825 unità) registrato ad agosto nella stessa area geografica e che precede il dato globale sulle immatricolazioni in Europa a settembre, e non solo limitato ai Paesi occidentali, che verrà diffuso dall’Acea (l’associazione che riunisce i costruttori auto presenti nel Vecchio Continente) il 16 ottobre. Ancora negativo, invece, il consuntivo dei primi 9 mesi del 2013 che in Europa occidentale ha totalizzato 8.771.836 unità (-4,1% sul 2012) La speranza di un recupero del mercato dell’auto in Europa, quindi, sembra ancora possibile, precisano gli analisti della LMC Automotive, che stimano infatti un miglioramento nella seconda metà dell’anno rispetto al corrispondente periodo del 2012, che limiterà ad un -2,8% il calo dell’intero 2013. Nel 2014, invece, è previsto un lieve progresso dell’1%.

L’incremento del mercato a settembre «riflette il miglioramento aziendale e la fiducia dei consumatori nella regione», precisano gli analisti, sottolineando come la fine della recessione nella zona euro nel secondo trimestre sia stata «fondamentale per la crescita del mercato». Ma non va dimenticato, aggiungono, che alcuni paesi dell’area occidentale continuano ad essere afflitti da «disoccupazione e una debole spesa al consumo». Nel dettaglio dei Paesi dell’Europa occidentale considerati da LCM, tra i cinque principali mercati risultano in flessione, rispetto a settembre 2012, solo Germania (-1,2% a 247.199 unità) e Italia (-2,9% a 106.393 unità), mentre le vendite di auto crescono in Francia (+3,4% a 142.211 unità), Spagna (+28,5% a 45.175 unità) e Gran Bretagna (+12,1% a 403.136 unità). Il mercato britannico diventa quindi il primo mercato europeo, superando e raddoppiando quasi quello tedesco. L’Italia, invece, scende in quarta posizione, dopo la Francia e prima della Spagna.

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