Austria. Cambia il presidente ma non cambia il muro al Brennero

austriadi ROBERTO BERNARDELLI – Hanno cantato vittoria i detrattori dei controlli al Brennero. Ma poche ore dopo l’elezione del nuovo presidente austriaco, Vienna ha inviato un’ulteriore aliquota di circa cinquanta agenti di polizia austriaci per  controllare il traffico nelle immediate vicinanze del confine del Brennero in territorio tirolese, per impedire ai migranti l’accesso in Austria.

I controlli vengono effettuati sull’autostrada, sulla strada statale e sui treni. Vi partecipano, complessivamente, 80 agenti austriaci. Lo ha confermato la direzione della polizia della regione del Tirolo.

Questo sta a dimostrare che la difesa del territorio non è né di destra né di sinistra ma è una questione di sovranità popolare che solo in Italia assume un significato completamente opposto. Aperture indiscriminate. Ma non per l’Austria.

Le autorità austriache hanno infatti dislocato i poliziotti nei pressi del casello di Schönberg, dove gli automobilisti che viaggiano sull’autostrada devono pagare il pedaggio, ad una trentina di chilometri dal confine prima di passare il ponte Europa. Altri sono dislocati sulla strada statale da Gries am Brenner – prima località dopo il confine italo-austriaco – e Innsbruck per controllare i veicoli in transito.

Come hanno detto le autorità di polizia non si tratta di posti di blocco, né di controlli al confine stesso, ma di controlli nell’ambito degli accordi di Schengen. Controlli vengono anche effettuati sui treni internazionali e regionali, “per contenere il numero di persone che entrano in modo irregolare nel territorio austriaco”, precisa la Direzione della polizia tirolese.

Fortuna che il governo italiano aveva festeggiato la vittoria del candidato Verde alle presidenziali austriache. “Fa tirare un sospiro di sollievo” all’Europa e “certamente lo tiriamo anche noi italiani perché indubbiamente l’Austria è uno dei paesi con i quali siamo uno dei paesi cui siamo più collegati, un paese vicino ed amico”, dichiarava ieri il ministro Paolo Gentiloni. Lasciando la riunione del Consiglio Esteri, definiva la vittoria di Van der Bellen “una notizia positiva” ma, aggiungeva, “non dobbiamo sottovalutare che la metà degli elettori si è espressa in un altro senso”.

Forse l’Italia non ha ancora capito che l’Austria è un paese sovrano. Qualunque colore lo presieda.

*Presidente Indipendenza Lombarda

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