Auschwitz, l’ambasciata polacca: vi spieghiamo come si pronuncia secondo l’Unesco

di REDAZIONEHITLER

La storia ha le sue liturgie e i suoi canoni. Ma mai avremmo immaginato di ricevere dall’ambasciata polacca a Roma, insieme ad altri organi di stampa, un’ampia nota ben argomentata in cui si chiede ai media di fare attenzione quando parla di campi di concentramento. La sostanza? Non si scriva che Auschwitz Birkenau è polacco. Scrivere che è in terra polacca, per quanto geograficamente corretto, può dare adito alla corrente di pensiero negazionista. Anzi, di più. Allora, precisa la nota, non esisteva neanche lo stato polacco…

Ergo, si faccia riferimento alla formula ufficiale dell’Unesco. Leggere per credere: “In vista dell’anniversario della liberazione del campo nazista di Auschwitz e delle celebrazioni della Giornata della Memoria, l’Ambasciata di Polonia rivolge alle agenzie di stampa e alle redazioni dei media italiani l’invito a prestare massima attenzione all’uso della denominazione corretta del campo di Auschwitz, basata sulla formula ufficiale approvata da UNESCO: “Auschwitz Birkenau. Campo nazista tedesco di concentramento e sterminio” (http://whc.unesco.org/en/news/363)”.

Infatti si legge ancora: “Dato che i media ogni anno dedicano molto spazio alla Giornata della Memoria, vorremmo con questo invito prevenire l’insorgere di situazioni sgradevoli che ci hanno spesso costretto a chiedere chiarimenti e rettifiche di espressioni erronee come “lager polacco” o “campo polacco”,  che aggravavano la confusione già esistente riguardo alla storia della Shoah.

A prescindere dalle intenzioni dei giornalisti o redattori, che spesso si riferiscono presumibilmente soltanto alla localizzazione geografica del campo (comunque inaccettabile, in quanto lo stato polacco non esisteva negli anni del funzionamento dei campi di sterminio; i territori sui quali i campi erano situati era stati invasi e occupati dai nazisti tedeschi), tali espressioni costituiscono un grave e pericoloso errore che deforma la verità storica sullo sterminio perpetrato dallo stato nazista tedesco sul territorio occupato della Polonia e che insinua il dubbio sulle responsabilità dello stesso, offendendo così la memoria dei milioni di cittadini polacchi, ebrei e non, vittime del nazismo.

 

L’utilizzo di tali espressioni erronee potrebbe essere peraltro interpretato come una forma di negazionismo, considerando la definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA (http://www.holocaustremembrance.com/working-definition-holocaust-denial-and-distortion)”.

Capito?

“Confidiamo nella collaborazione di tutti quelli che, in quanto giornalisti, sono chiamati a contribuire alla diffusione delle notizie esatte sulla storia della Shoah e pertanto all’uso corretto del linguaggio”.

Il politicamente storicamente, statualmente, diplomaticamente, internazionalmente corretto indica come non cadere nel rischio del doppio senso. Siamo ancora così indietro nel sapere che Auschwitz era un campo nazista e non polacco? E che Israele è amico di Varsavia? E Varsavia degli americani?

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

8 Comments

  1. Dan says:

    Quanto sono ridicoli…
    Il nazismo è stata la risposta prima popolare e poi politica ad un periodo schifoso dove le speculazioni economiche di allora, unite ai disastri lasciati dalla prima guerra mondiale (anche questa frutto di speculazioni e porcherie di stampo coloniale), hanno portato la miseria in mezzo alla gente.
    La situazione sociale semplicemente folle che si era venuta a creare ha esigito risposte molto più che forti e questo ha legittimato tutta una serie di provvedimenti semplicemente spaventosi: non c’è stata solo la shoah, vogliamo parlare di tutti quei disabili che sono stati semplicemente sequestrati dalle rispettive famiglie e poi strangolati per il semplice fatto che consumavano chili di patate (sì, ragionavano in questi termini, tanti improduttivi liquidati = tanti chili di derrate risparmiati, altro che tagli lineari).
    Adesso che ci abbiamo tanto preso gusto ad organizzare le giornate della memoria, a regalare medaglie ai sopravvissuti, a scrivere libri e girare fiction a tema, oltre che affrontare questioni di lana caprina come quello dell’articolo, stiamo di nuovo passando un periodo di miseria che se non viene affrontato nel modo giusto ci farà tornare lesti a quei sistemi lì.
    L’attuale situazione economica non è meno esplosiva di allora e non si può pensare di affrontarla come si sta facendo adesso.
    Andando avanti di questo passo, tempo pochi anni e sarà tutto esattamente come allora: più raffinato forse ma non meno spietato.
    Noi, ora come ora, non abbiamo gli strumenti per dire esattamente come funzionavano quei campi là, dove si fermava la realtà e dove invece ha trabordato l’orrore studiato a tavolino dai vincitori del conflitto ma quello che è certo è che a questo giro tutto verrà fatto e anche molto di più.

    • Stefania says:

      Come funzionavano quei campi lo sappiamo. E non lo si mette neanche in forse! Ogni periodo storico trova sempre la scappatoia per trovare un alibi o una giustificazione alle violenze. L’Olocausto si consuma tutti i giorni, dalle persecuzione dei cristiani, su cui il mondo tace e si gira dall’altra parte, alle pulizie etniche per svariate bandiere… La natura umana è sempre la stessa. Cambia rispetto a ieri la possibilità di comunicare di più, anche se questo non è un anticorpo sufficiente.

      • Dan says:

        In forse ? Noi sappiamo cosa ci hanno raccontato i vincitori ove spesso e volentieri c’è la precisa volontà di esagerare con la propaganda del mostro al fine di nascondere anche le proprie di schifezze. Lo hanno mai fatto un giorno della memoria per tutte quelle donne che sono state violentate dalle mitiche truppe cammellate all’indomani degli sbarchi nel sud d’italia ? Lo hanno mai fatto un giorno della memoria per quei bambini che, all’uscita dalle scuole, sono stati fatti saltare in aria a roma con le penne stilografiche esplosive lanciate dagli aerei inglesi ? No perchè non erano vincitori quindi nessuna memoria, nessuna lacrima.
        La volontà di propagandare una figura esageratamente mostruosa del nemico, specie se sconfitto e sterminato (sia mai che possa parlare un sopravvissuto) è vecchia quanto la storia.
        Fa abbastanza specie notare come ci si scagli contro i negazionisti quando con due ragionamenti logici in croce riescono a mettere in crisi le cosiddette “verità accertate”. In quei momenti è palese come quanto ci è stato raccontato è il palese risultato di una decisione fatta a tavolino per ragioni smaccatamente propagandistiche (noi abbiamo vinto quindi stabiliamo che esistono gli unicorni rosa volanti invisibili), tanto è vero che la base culturale nazista non sono mai riusciti a scalfirla quando invece avrebbero dovuto riuscire a cancellarla.
        in ogni caso qualsiasi cosa sia successa, se adesso non si cambia registro, tutto quanto verrà replicato anche ciò che non è successo ed è questo ciò che conta, non le sceneggiature annesse e connesse

        • Stefania says:

          La storia è la storia, in croce ci hanno messo 6 milioni di ebrei.

          • Dan says:

            E chi dice qualcosa su questo. Spesso la diatriba è sui metodi da mostri che si racconta sono stati usati. Saranno stati tutti veri ? Falsi ? 50 e 50 ? Non importa. L’attuale situazione rischia concretamente di degenerare e quando sarà, sicuro, ci si ispirerà di nuovo a quei tempi e qualunque sia allora avvenuta, avverrà di nuovo più tante nuove perle e stavolta senza bisogno di esagerare

  2. luigi bandiera says:

    MA ALLORA SE ANDIAMO AI RIFERIMENTI usati in italia DOVREMMO SPARARE A VISTA..!
    .
    Quando c’erano i SERENISSIMI VENETI (a quel tempo) gli storici italiani li trattano da italiani.
    L’italia non esisteva e continuano a scrivere e a parlare sempre facendo riferimento (dal tempo del BIG BANG ad oggi) all’italia come se fosse da sempre esistita..!!
    .
    I grandi del passato NON ERANO ITALIANI e ma invece sono finiti nell’oblio trikolorito ed ignorante, ma FURBO da buon komunista, e tutti i grandi appunto del passato sono stati fattitaliani..!!
    E l’intellighenzia ufficiale che fa?
    IGNORA..!
    Meravigliamoci della nota polacca, ma anche, e forse prima e di piu’, delle storpie trikolorite.
    O no..?
    .
    Ma se non c’e’ un organo ufficiale (intellighente) che ci dice come interpretare i FATTi, qua si finisce a schifio.
    Esempio:
    G.M. Garibaldi era italiano..?
    E Marco Polo..?
    E Cristoforo Colombo..?
    .
    La cultura e’ in mano a dei LAVANDAI..!
    .
    bacio le mani

    • luigi bandiera says:

      … dimenticabo: per non parlare dell’olocausto che i popoli del continente, penisola e isole hanno e stanno subendo ad opera della LAVANDERIA DI STATO TRIKOLORITO..!
      ribacio le mani

Leave a Comment