GRECIA: SI DEL PARLAMENTO AL PIANO DI AUSTERITY

 

di MARIETTO DEBRESCI

C’è chi lo dice apertamente, pur senza che i media diano la giusta risonanza: la Grecia è già fallita, si tratta solo di capire come gestire il fallimento. C’è chi, al contrario, continua a puntare al salvataggio – che significa salvataggio dell’euro – pompando di soldi il paese ellenico.

Oggi è il giorno della verità per la Grecia: è atteso in serata il voto del Parlamento che deve approvare o respingere il nuovo pacchetto di misure di austerità concordate con la troika Ue-Bce-Fmi, necessarie a ottenere un nuovo prestito da 130 miliardi di euro ed evitare il collasso. Il voto del parlamento è atteso per la mezzanotte.

Ieri sera il premier Loukas Papademos si è rivolto con toni drammatici alla nazione, spiegando che l’approvazione non ha alternative, se non la catastrofe. Nonostante alcune defezioni dalla maggioranza – come il partito di estrema destra Laos, e il possibile voto contrario di alcuni deputati del Pasok – il “pacchetto” dovrebbe riuscire a passare, con tutte le conseguenze del caso: riduzione degli stipendi dei lavoratori, licenziamento di migliaia di dipendenti statali, taglio alle pesnioni.

Da questa mattina, il Parlamento è assediato da un imponente manifestazione di protesta dei sindacati e gli incidenti, tra una molotov e qualche vetrina in frantumi, non sono mancati. La folla, però, è composta in larghissima parte da persone comuni, non da militanti politici o sindacali: famiglie, lavoratori, moltissimi giovani, persone di ogni età e apparentemente di ogni strato sociale. Da diversi punti della piazza si sente musica e di tanto in tanto vengono urlati slogan. La folla si trova proprio di fronte alla lunga fila di poliziotti – ne sono stati schierati circa seimila – che protegge il Parlamento. Da tutte le strade circostanti la grande piazza ateniese arrivano autentici fiumi di gente. Il traffico è completamente bloccato. La partecipazione è aiutata da un clima abbastanza mite e dal cielo sereno.

Gli scontri, durissimi coi black block, hanno causato danni di ogni genere, edifici in fiamme, ferite almeno sessanta persone, violenza dappertutto.

La folla dei manifestanti, alcune migliaia di persone, che si era radunata davanti al Parlamento greco è poi indietreggiata nelle strade circostanti. In piazza Syntagma ad Atene, tra fuochi e gas lacrimogeni, sono rimasti solo gruppi di anarchici e black bloc fronteggiati da poliziotti con maschere antigas in assetto antisommossa.

La tempesta, economico-politica, arriverà forse per domani.

 

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4 Comments

  1. Mauro Cella says:

    Cosa succederà alla Grecia… molto semplice verrà spremuta fino all’ultima goccia di sangue per mantenere a galla le grandi banche europee, le agenzie di rating che per anni hanno falsificato l’attendibilità dei creditori e la BCE che altrimenti dovrebbe inventarsi un piano di salvataggio del sistema bancario (oramai definirlo creditizio è veramente ridicolo). Ed è quello che succederà a noi, con la sola differenza che noi subiremo tutto in silenzio e magari ringrazieremo anche.

  2. Rosanna says:

    l’Italia non è come la Grecia (dicono), ma si dimenticano di aggiungere ..per il momento.

  3. Maurizio says:

    LA COLPA E DI CHI A GOVERNATO I GRECI,SE COSI NON FOSSE LA COLPA DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO SAREBBE COLPA DEGLI ITALIANI,MA SAPPIAMO ORMAI TUTTI CHE NON E’ COSI’ ! SOLIDARIETA’,NON DANARO,AL POPOLO GRECO !

  4. luigi bandiera says:

    FORZA GRECIA..!!!

    SFONDA IL PORTONE CHE POI…

    VEDRAI QUANTI A SEGUITO..!!

    AUGURI..!!

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