Atene ai raggi X, un malato tipicamente mediterraneo

di ALDO MOLTIFIORIexit-grecia

Bisogna che diventi chiaro che il fallimento della Grecia, del quale gli attuali governanti si rifiutano di presentare i loro libri contabili al Tribunale dell’Europa, è dovuto in gran parte  allo Stato Greco e alla sua impostazione centralistica e autocratica. Occorre però rimarcare che anche il popolo greco è allegramente e consapevolmente corresponsabile di quel fallimento, dal momento che ha beneficiato del patto:  potere allo Stato e vita allegra al popolo. Ricordate la Democrazia Cristiana e la sua incredibile capacità di comprare i voti?

Ho già fornito, da queste colonne, alcuni dati per dimostrare quello scellerato patto di convenienza fra Stato e Popolo greci. Di altri e ancor più espliciti parleremo oggi.

Torniamo sul discorso pensioni. Secondo Eurostat, l’equivalente dell’Istat a livello europeo, la Grecia è al primo posto  in quanto a percentuale del PIL che serve a pagare le pensioni. Oggi è attestato al 17,5% ma  tendenzialmente, salvo una diversa crescita del PIL stesso, potrebbe arrivare al 20% nel 2018. Nella stessa Italia quella percentuale è oggi del 14% ma tendenzialmente dovrebbe scendere al 12% sempre nel 2018. La media  della eurozona a 19 Paesi si attesta intorno al 10%, quella degli USA è addirittura sotto il 7%.

Ufficialmente l’età di pensionamento in Grecia è a 65 anni, sebbene in molti settori economici sia consentito un pensionamento anticipato fino al 55°anno. Il pensionato greco percepisce, l’85% dello stipendio all’atto del pensionamento, sebbene  moto spesso si arrivi a punte del 96%. Secondo le stime OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) solo il 44% dei lavoratori greci nella fascia di età dai 55 ai 64 anni è ancora al lavoro contro una media del 52% dei paesi aderenti alla stessa organizzazione.

Il 20% dei Greci ha una età superiore ai 65 anni e riceve una regolare pensione  (L’Italia si attesta al 17%). Analogamente all’Italia, occorrerebbe  una forza lavoro nel rapporto di almeno 4 lavoratori per  ogni pensionato per mantenere il sistema pensionistico in equilibrio economico, ossia per non gravare troppo sulle tasse richieste al mondo produttivo. Sempre  in Grecia, con l’Italia non molto distante, la disoccupazione giovanile sfiora il 50% (in Italia siamo a circa il 30%). Quindi, non solo la metà della popolazione giovanile non contribuisce al finanziamento del sistema pensionistico, ma essa stessa riceve dei sussidi, e che sussidi, da disoccupazione, così da produrre un doppio gravame fiscale.

La disoccupazione complessiva in Grecia si attesta sopra il 25%, ricordo che in Italia secondo l’Istat si attesta sopra il 12.5% mentre in Germania siamo sotto il 6%.Tanto per fare qualche confronto epocale, durante la grande depressione, negli USA la disoccupazione toccò la sua punta del 24,9% nel 1932, quindi sotto quella greca. L’assegno di disoccupazione in Grecia è in media di 360 € al mese. Con 1.3 milioni di disoccupati il costo del sussidio alla disoccupazione sale alla bella cifra di quasi 6 miliardi di €.

Il sistema industriale greco, tolto il settore navale è praticamente inesistente. In Grecia si importa di tutto. L’unico settore che aggiunge valore è quello turistico.

Il sistema finanziario greco, tralasciando gli aspetti quantitativi, si trova oggi più o meno nelle condizioni di quello statunitense al settembre 2008 quando Lehamn Brothers dichiarò la bancarotta. Ricordo che anche allora negli USA ci furono scene di panico per i rumori che le banche non avrebbero avuto fondi sufficienti per ricaricare gli sportelli automatici del bancomat a fronte della esplosione di richieste da parte dei correntisti spaventati dalla loro possibile insolvenza.

Ebbene da lunedì 6 luglio tutte le Banche sono chiuse e lo rimarranno, forse, fino a venerdì con un mandato a fornire via bancomat solo 60 €. Solo i pensionati possono ritirare fino a 120 € una tantum,  senza però alcuna indicazione se e quando potranno ritirare altri soldi della propria pensione.

In queste condizioni, come ho già detto più volte, Le Istituzioni Europee premono affinché il Governo Greco aumenti le tasse e soprattutto che provveda finalmente a stanare l’evasione fiscale, che i Greci considerano uno “Sport Nazionale”.

Uno studio del 2012 pubblicato dal Financial Times indicava che nella media il reddito procapite dei Greci era di quasi 2 volte superiore di quello dichiarato e sul quale pagavano le tasse. Un tale nazionale sport, ossia quello di evadere le tasse, contava da solo quasi la metà di quanto mancava allo Stato in fatto di entrate fiscali. D’altra parte in Italia non stiamo molto meglio, se si pensa che la sola evasione delle imposte dirette sul reddito ammonta a circa 120 miliardi di € su un totale di 400 miliardi dichiarati.

Un sistema dove il Governo spende sempre di più  per più persone, mentre dipende da meno sempre meno gente che produce, per sostenere costi  sempre più alti non può sostenersi. E’ inesorabilmente destinato al fallimento. Un fallimento che senza profonde riforme non ha alcun punto di ritorno alla normalità.

L’Economia Greca è fallita!

(2 – segue)

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

3 Comments

  1. v4l3 says:

    Eccoci qua;
    dopo tutti i giochi della politica,delle multinazionali,di miliardi di debiti tirati in ballo,miliardi creati al computer
    che non esistono,miliardi che si vincono e perdono in borsa come a un monopoli,
    un euro concepito come strumento per e delle banca che hanno una gerarchia riconducibile
    a chi detiene il potere nel mondo,dopo questo di chi e’ la colpa?
    di chi non paga le tasse.
    Avete rotto l’anima con questi alibi non e’ vero niente.
    Parlando dell’italia,paese industrializzato che fino a qualche anno fa produceva quasi tutto quello di cui necessitava,rendiamoci conto che adesso il 90% di tutte le cose che ci sono vengono fatte all’estero
    quindi senza contare la perdita di posti di lavoro immaginate il fiume di denaro che lascia l’italia e va a foraggiare le casse degli altri ,pensate inoltre dove prendiamo i soldi ogni volta che compriamo fiumi di roba contando che gia’ i soldi che c’erano se ne vanno all’estero?
    spiegate questo per favore,ma spiegatelo sulserio senza perdervi in metafisica economica.
    Quando si e’ costretti a pagare per cose che puoi farti da solo e’ l’inizio della rovina o la fine di un paese.
    Siamo invasi da merci straniere quello che esportiamo in confronto e’ ridicolo,eccovi servita la cosidetta crisi.Questa non e’ una crisi si sono spartiti il potere e l’italia non conta in questa eurousura.
    Non e’ che basta far finta di niente perche’ poi ci si ritrova cosi’.
    La germania va bene perche’ ci ha colonializzato vendendoci i loro prodotti,andiamo a farci il prestito per comprare la loro roba,capite l’assurdo?il “rigore” non vale quando fa comodo a qualcuno.
    In inghilterra la pressione fiscale e’ la meta’ di quella europea,il loro paese va avanti mi sembra bene.
    Questi problemi che stiamo vivendo sono creati apposta.

    • aldo moltifiori says:

      Caro acronimo V4l3, La ringrazio per il suo commento il quale per quanto riguarda la deindustrializzazione del Lombardo Veneto e sulle sue nefaste conseguenze per il mondo delle imprerse e del lavoro mi trova del tutto d’accordo. Devo solo ricordarle che, parlando della Grecia, questo problema non si pone affatto, dal momento che

    • aldo moltifiori says:

      Per uno scherzo del computer devo riprendere la mia replica come segue: dal momento che quel Paese industriale nel senso di economia avanzata, non lo è mai diventato veramente. Semmai L’Europa della finanza, secondo la Sua accezione, ha permesso alla Grecia di vivere per almeno otto anni al di sopra dei suoi mezzi con i soldi degli europei e non delle Banche o della “spregievole” Finanza mondiale. Io, Lei e tanti altri Lombardi non solo dobbiamo mantenere il sud della penisola ma dal 2006 stiamo anche conttibuendo a mantenere i Greci. Una delle cause del fallimento di quel paese , caro Signore, è proprio l’enorme evasione fiscale che pesa per il 50% delle entrate fiscali di quello Stato. Il nodo gordiano è proprio quello o stanare l’evasione fiscale o far cessare ai greci l’allegra vita a spese nostre e degli altri europei. Segua le prossime puntate e vedrà numeri agghiaccianti su quel Paese. Coni più cordiali saluti “Lombardi”.

Leave a Comment