L’ARTICOLO 18 NON C’ENTRA UN BEL NULLA

di MARK WASABI

Tra le tante fiabe che si sentono raccontare nel paese dei balocchi c’è quella che il lavoro deve per forza essere flessibile e che tale flessibilità è frenata dall’articolo 18. Come al solito si mischiano ed invertono le cause e gli effetti, al fine di creare confusione e raccontare alla gente che gli asini volano.

In un paese “normale” la flessibilità può anche essere un vantaggio e i contratti a tempo determinato possono essere uno strumento per agevolare l’inserimento nel mondo del lavoro. In un paese normale, appunto. Invece in Italia, come al solito, tutto viene rigirato e stravolto per fregare la gente. Così la flessibilità è diventata precariato, sfruttamento, ricatto e, peggio ancora, il miglior modo per scaricare sui lavoratori il rischio d’impresa. Il problema come sempre non è lo strumento, ma l’uso che in Italia se ne fa. Figuriamoci se venisse ridimensionato l’articolo 18: c’è da aspettarsi la totale implosione di quel che è rimasto sistema economico italiano.

Io ho la fortuna (o sfortuna?) di aver vissuto quel breve periodo di vacche grasse a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, prima che le cose si guastassero e che l’entrata nell’euro facesse sentire i suoi effetti nefasti e devastanti. In quel periodo se un’azienda era veramente interessata ad una persona, alla sua specializzazione, alla sua professionalità era disposta a fare carte false pur di assumerla, mettendo sul piatto non solo stipendi interessanti ma anche benefit di tutto rispetto. Altro che articolo 18! Il problema era esattamente il contrario: evitare che la persona se ne andasse da un’altra parte, magari nell’azienda concorrente. Questa è la flessibilità!

Ma per creare queste condizioni è necessario rimettere in moto l’economia e per farlo non c’è bisogno né di premi Nobel né di pozioni magiche ma servono soldi da spendere e fiducia nel futuro. Oggi (e da parecchio) non c’è né l’una né l’altra cosa. Se chi non ha un lavoro non avesse perso ogni speranza di trovarlo, se chi ce l’ha non dovesse passare le notti in bianco nel timore di perderlo, se chi ha un mutuo da pagare non dovesse convivere con l’incubo di non poter più far fronte alle rate, se si iniziasse a diminuire il famigerato cuneo fiscale in modo tale da lasciare qualche soldo in più nella busta paga di chi lavora, i consumi riprenderebbero immediatamente a salire, aumenterebbe la domanda interna e le aziende ricomincerebbero a crescere e ad aver bisogno di manodopera, di servizi, di strumenti, di consulenze, di giovani, eccetera.

Purtroppo il tanto amato stellone centralista s’è magnato tutto: passato, presente e futuro. E in maniera irreparabile! Di soldi non ce ne sono più nemmeno per pagare gli interessi sul debito, figuriamoci per diminuire il cuneo fiscale. Tanto varrebbe mettersi il cuore in pace ed andare al default senza ulteriori accanimenti terapeutici di stampo Greco. L’articolo 18 non c’entra nulla.

 

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6 Comments

  1. Sono molto lieto di visitare ancora una volta http://www.lindipendenzanuova.com !
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  2. luigi bandiera says:

    Ma cerchiamo di essere onesti con noi stessi e ragioniamo un po’.
    Lo stato come sta in piedi..??
    Ki lo tiene in piedi..?
    Ki lo governa o comanda..??

    Bon, fermi un attimo e guardiamo come gira questa giostra di potere e il resto, alimentazione e servizio.

    Partiamo dal basso, il SERVIZIO: chi fa il servizio di stato di merda, e chi e’..??
    Il dipendente statale o il privato intento a mantenere il sistema statale..?

    Bene, fissiamo che lo stato deve dare il servizio.
    Cioe’, deve dare i diritti al cittadino tout court. L’e’ scritto nella carta costituzionale e non sul ghiaccio.

    I doveri se non corrisposti verranno richiamati o ricordati.
    Ma come scrissi, la parte prima della costituzione prima da i diritti, ma poi, subito dopo, li toglie perche’ li subordina alle leggi che i vari parlamenti sforneranno. Ma i diritti loro, dei presidenti e ecc., NON SONO VINCOLATI alle leggi. E’ legge gia’ in costituzione…!!..

    Ma se io cittadino devo correre per avere il servizio al posto del servizio di stato cosa vorra’ dire..??

    CHE SONO AL SERVIZIO DEI SERVIZI..!!!

    Quindi..??

    Pago le tasse o pizzo di stato per avere i servizi ma poi io devo mettermi a darmi da fare per avere i servizi. Quindi..? PERCHE’ KAXO PAGO LE TASSE O IL PIZZO DI STATO SE DEVO DARMI I
    O STESSO I SERVIZI e quindi a me medesimo..??

    Forse ho fatto confusione, me la fanno fare i trikoglioniti, ma si comprende o no ke la menata del kax e’ veramente del kax…??

    Non e’ la lega, il pd, il pdl, il sel o il kax che si vuole… a farci andare in merda..!

    MA NOI..!!

    Noi non siamo capaci..!!

    Primo: BASTA assecondare il tiranno (l’italia) nelle amministrazioni. I kapo’ facevano uguale..!

    Secondo: BASTA fare gli itagliani. BASTA assecondare la kultura o meglio sottokultura a tre kolori. E’ FITTIZIA..!! INVENTATA… FALSA..!!
    BASTA E BASTA L’ITAGLIA..!!

    Se volete l’INDIPENDENZA DOVETE ABIURARE LA DOTTRINA TRIKOLORITA O TRIKOGLIONITA..!!

    Altrimenti, puzzate di FARISEISMO..!!

    E’ di moda di questi tempi..!!

    AN SALAM

  3. luigi bandiera says:

    Insistono, lo vogliono demolire.
    E’ troppo garante verso i DEBOLI.
    I FORTI CE L’HANNO FISSO IN TEL RAME.

    Eppoi se c’e’ una cosa GIUSTA via kax.

    Mi ripetero’ ma dico: tolto l’art.18 per i deboli, poi, ci sara’ lavoro come per incanto..??

    NA BOMBA ATOMICA IN TEL RAME ghe vol… par serta xente.

    LB

  4. Giacomo says:

    La gentildonna piemontese insiste perché le aziende siano messe nella condizione di licenziare facilmente anziché in quella di assumere a costi più bassi. D’altro canto quest’ultimo scenario richiederebbe di alleggerire lo stato ladro, estorsore, ricattatore, truffatore, concussore, corruttore, padrone e strozzino. E questo, si sa, non è mai piaciuto in certi ambienti.

    Avanti sabboja.

    Il centralismo è insito in una certa cultura padana. Cattaneo fuggì per sempre appena subodorato con chi aveva a che fare. Per questo dico che anche chi è indipendentista (e io lo sono) deve continuare a ragionare da federalista. Lo stato (minuscolo voluto) dev’essere al servizio dei cittadini e avere le dimensioni che i cittadini reputano appropriate. In italia lo stato, che oscilla tra etico, aguzzino e usuraio, è padrone, e i cittadini servi. Se non rigettiamo questa logica replicheremo pari pari la lega nord.

  5. luigi bandiera says:

    Finalmente avete aperto il tema: art.18.

    Ma a chi serve..?

    Condivido per il 99,99% il discorso fatto nell’articolo da parte del sig. Mark.

    Strano che molti non abbiano sottolineato, in questi giorni di discussione, che molti specie statali e o affini hanno l’art.18 a vita anche se si eliminasse lo stesso.

    Chi si prende l’impegno per elencarli..?

    E attenzione, con una paga elevatissima tipo €500.000 e piu’ anno hai voglia che serva l’art.18.

    E’ una vincita all’otto continua… fin che dura…

    Bastano pochi anni per essere SISTEMATI..! O no..??

    Purtroppo e mi ripeto: il PALAZZO poggia da sempre verso il BASSO..!

    Amen

    LB

  6. andrea says:

    interessante!

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